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Movimento Zona Franca - Sito Ufficiale della Zona Franca in Sardegna

 

L'avvocato Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta con queste parole la notizia della bocciatura della Finanziaria 2016 da parte della Corte Costituzionale. Infatti, seppur chiamata a decidere sul ricorso del Governo riguardante un solo articolo della legge di stabilità, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità di tutto il provvedimento legislativo varato lo scorso anno, estendendo così la censura dal solo art. 3 a tutta la legge.

"Oggi la Corte Costituzionale ha bocciato l'intera legge finanziaria della Sardegna 2016. Quindi non solo una norma, ma addirittura l'intera legge! Tutto ciò, con conseguenze che aggraveranno la situazione, già critica, dell’economia della Regione che non potrà disporre di un quadro certo di spesa delle risorse. Ciò testimonia che le leggi regionali finanziarie delle Giunte regionali gestite, prima, dal Presidente Soru e, poi, dal Presidente Pigliaru, si somigliano: hanno in comune che si scontrano puntualmente con la realtà normativa italiana. Infatti, già il 18.06.2008 la Corte Costituzionale bocciava la legge finanziaria della Giunta di Renato Soru, di cui Pigliaru faceva parte come assessore.

Entrambi sono esperti in materie economiche, una categoria che ritiene la legge una sovrastruttura discrezionale, modificabile e applicabile a piacimento. La gravissima bocciatura odierna della Corte Costituzionale dovrebbe determinare una presa di coscienza, da parte dell’attuale esecutivo e dello stesso consiglio regionale che compone la sua maggioranza, della loro evidente inidoneità a gestire un organismo complesso come la Regione.

Le dimissioni ed il voto sono, a mio parere, continua l'avv. Scifo, la soluzione più corretta: l’unica che potrebbe oggi permettere a tutti di poter giudicare la parte politica che ha manifestato di non saper bene governare. Inoltre nuove elezioni consentirebbero una migliore scelta di persone competenti da destinare al governo della regione Sardegna che ci evitino tali figure.

Evidentemente, allora come oggi, questi tecnici regionali di marca omologa non conoscono le norme fondamentali del sistema giuridico: l’art.81 è norma centrale della Costituzione italiana e, se le conoscono e non le applicano, è pure peggio! Del resto, il caso del Decreto Legislativo n.75/1998, istitutivo delle zone franche, che non viene tutt’ora applicato, con violazione dell’articolo 12 dello Statuto Sardo, che è la Legge Costituzionale n.3 del 1948, dimostra che applicare le leggi costituzionali fa venire l’orticaria a questi politici istituzionali di professione.

Chi governa dovrebbe conoscere almeno i trattati dell’Unione e le leggi principali dello Stato per non farsi bocciare ogni volta il proprio operato o, almeno, sapersi difendere in giudizio ed, infine, non ritenere il rispetto della legge sempre una pura scelta discrezionale."

 

 

 

 

Oggi a Sassari alla Conferenza Programmatica Energie per la Sardegna, organizzato dal dott. Di Gangi e dai suoi collaboratori, l'avvocato Francesco Scifo e la dottoressa Maria Rosaria Randaccio hanno incontrato il dott. Stefano Parisi, ex direttore generale di Confindustria. Alla presenza del Magnifico Rettore, di illustri professori dell'Università di Sassari e di tanti imprenditori attivi si è parlato di zona franca della Sardegna.

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"L'immagine che voi vedete in questo articolo evidenzia l'assurdo isolamento in cui tutti i politici di ogni schieramento, passato ed in carica, ci hanno gettato, tagliandoci fuori dal sistema di comunicazioni e trasporti europeo"  - spiega l'avv.Scifo. "E' emerso che la zona franca è uno strumento di politica economica che può fornire la risposta che consente alla Sardegna di orientare l'asse dei flussi economici verso i nuovi mercati extraeuropei. L'isolamento dall'Europa in cui la politica miope, italiana e sarda, ci ha gettato può essere la molla che ci costringe ad aprire verso le nuove rotte di mercato che il raddoppio del canale di Suez ha aperto solo dal 2015: nessuno può toglierci infatti la nostra centralità nel Mediterraneo. Si è manifestata l'esigenza di legalità che sale dalla nostra Isola, tradita da chi amministra e da chi il D.Lgs. n.75/98 dovrebbe applicarlo e farlo applicare. L'avv. Scifo poi continua: "Il dott. Parisi ha mostrato di essere diverso dai politici comuni e di essere invece una persona capace di capire anche il linguaggio tecnico, ed ha abbozzato un suo progetto di azione democratica e liberale contro le destre e le sinistre che, fino ad ora, ci hanno amministrato così dannosamente. L'occasione di parlare di zona franca ad una platea competente e illustre penso sia stata importante e foriera di sviluppi per l'Isola. Intanto, auguro buona fortuna al modello «Megawatt» del dott. Stefano Parisi. Dai molti relatori competenti che si sono succeduti sul palco con le loro analisi, le loro idee e i progetti imprenditoriali, è emerso che le energie ci sono. Certo si deve lottare contro una burocrazia cieca e l'illegalità di uno Stato e di una Regione in mano a ad una cieca speculazione, ma noi stiamo a vedere come si svilupperà questo nuovo movimento."

 

 

 

Pubblichiamo nuovamente il Fac simile per l'autotutela redatto dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio attraverso il quale è possibile annullare le cartelle di pagamento in virtù delle motivazioni in esso riportate. Per comodità ne riportiamo il testo qui di seguito.

Il documento formattato e quello editabile sono invece in allegato in fondo alla pagina. 


All’AGENZIA DELLE ENTRATE

Sede Provinciale di…………………………
Via…………………………………………………
……………………………………………..….….

OGGETTO: CARTELLA ESATTORIALE N. ……………………………………….……………………… NOTIFICATA IL ………………… IMPORTO EURO …………………… - RICHIESTA DI ANNULLAMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO ALL’ESERCIZIO DEL POTERE DI AUTOTUTELA DI CUI ALL’ ART. 2 DEL DECRETO DEL MINISTERO DELLE FINANZE DELL’11 FEBBRAIO 1997 N.37 PUBBLICATO SULLA G.U. N.53 DEL 05.03.1997.

Il sottoscritto …………………………………………………………………………nato a ………………………………………………………………………il …………………………………………… residente in …………………………………………………………………………………provincia di…………………via ……………………………………………………………codice fiscale………………………………………………………………… partita Iva n…………………………………………………,

                                                                                                                      CHIEDE

che codesta amministrazione finanziaria voglia rivedere il proprio operato procedendo all’annullamento o alla rinuncia dell’imposizione di cui all’oggetto per i seguenti motivi:

A. Il territorio della Sardegna è stato dichiarato zona franca dal D.lgs. n.75/98 emanato in attuazione del codice doganale italiano approvato con D.P.R. n.43/73, che all’art.170 e all’art.251 ha recepito la normativa comunitaria sulle zone franche disciplinata dalle Direttive n.69/74/CEE e n.69/75/CEE del 4 marzo 1969, dove si prevede che i territori individuati come zona franca debbano essere considerati “extradoganali”, territori dove i residenti, in base al principio di “non discrimine” hanno diritto ad una fiscalità diversa ed inferiore rispetto a quella prevista per le altre regioni italiane che non sono state incluse nel succitato D.lgs. n.75/98 in quanto prive del disagio geografico causato dall’ultraperifericità e dall’insularità della Regione Sardegna. Fiscalità diversa chiamata anche “fiscalità di vantaggio” o “franchigie fiscali” dall’art.12 e 13 del D.P.R. n.723/1965 e dalla Legge n.479/92 dove si prevede che ai sensi di quanto previsto dal Regolamento CEE n.918/1983 non sono soggette ai diritti di confine (Dazi doganali, Iva e Accise) di cui all’art. 34 del D.P.R. n.43/73, le importazioni di beni destinati ai residenti nei territori dichiarati zona franca. Direttive (69/75/CEE) dove si prevede “l’armonizzazione” della disciplina comunitaria sulle zone franche, da parte degli stati membri dell’Unione Europea, e quindi anche dell’Italia in quanto facente parte dell’UE; in tal senso, il D.Lgs. n.75/98 ha precisato che le zone franche della Sardegna debbano essere amministrate secondo le disposizioni previste dai regolamenti comunitari richiamati nello stesso decreto, ossia (Regolamenti n.2913/92 e n.2454/93), i quali - a loro volta - hanno recepito, confermandole, le disposizioni del Regolamento CEE n.2504/88 del Consiglio del 25.07.1988, e il Regolamento n.918/83, emanati in attuazione della Direttiva n.69/75/CEE e della Direttiva n.69/74/CEE, appositamente richiamate all’art.170 del nostro codice doganale italiano approvato con D.P.R. n. 43/73 e con D.P.R. n.499/81.

B. la cartella in oggetto è affetta da difetto assoluto di attribuzione in quanto l’iscrizione a ruolo del suddetto debito tributario è stata sottoscritta da un semplice impiegato privo dei requisiti previsti dall’art.97 della Costituzione, requisiti confermati nel regolamento di autotutela emanato con D.M. n.37/1998 del Ministero delle Finanze, e pertanto carente dei seguenti poteri previsti dalla legge ed individuati:

1. dall’art.1 della Legge n.241/1990 dove si prevede che l’attività amministrativa persegua i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e trasparenza secondo le modalità previste dalla stessa legge (241/90), nonché secondo i principi di gerarchia in virtù dei quali devono essere organizzati i pubblici uffici ai sensi dello stesso art.97 della

Costituzione e conformemente a quanto previsto dall’ordinamento comunitario;
- che ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato (art.2);
- che le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria e di ogni altro adempimento (art.4);
- che sia il dirigente di ogni unità organizzativa ad assegnare a sé o ad altro dipendente addetto all’unità la responsabilità dell’istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento, nonché l’adozione del provvedimento finale (art.5);
- che il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell’art.21 octies, può essere annullato d’ufficio sussistendone le ragioni di interesse pubblico (art.21 nonies);
- che è nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è adottato in violazione o elusione del giudicato nonché degli altri casi previsti dalla legge (art.21 septies);

2. che il D.L. n.564/94, convertito nella Legge n.656/94, prevede che con decreti del Ministero delle Finanze sono indicati gli organi dell’amministrazione finanziaria competenti per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio o di revoca, anche in pendenza di giudizio o in caso di non impugnabilità degli atti illegittimi o infondati, e che con gli stessi decreti sono definiti i criteri di economicità sulla base dei quali si inizia o si abbandona l’attività dell’amministrazione (art.2 quater D.L. n.564/94 convertito in Legge n.656/94). Il comma 1 bis dell’art.2 quater aggiunge inoltre che nel potere di annullamento o di revoca di cui al comma 1, deve intendersi compreso anche il potere di disporre la sospensione degli effetti dell’atto che appaia illegittimo o infondato.
3. Il Regolamento sull’autotutela - previsto dall’art.2 del D.L. n.564/94 convertito nella Legge n.656/94 - è stato emanato con il D.M. n.37/97 del Ministero delle Finanze e pubblicato sulla G.U. n.53 del 5 marzo 1997. Regolamento che alle premesse individua nei dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali della carriera disciplinata dal D.P.R. n.748/1972, gli unici dirigenti abilitati all’esercizio del potere di annullamento in autotutela o di revoca d’ufficio o di rinuncia all’imposizione tributaria in caso di auto-accertamento.
Auto-accertamento in autotutela che compete al dirigente dell’ufficio che ha emanato l’atto illegittimo, ovvero in caso di grave inadempienza compete alla Direzione regionale o compartimentale. I dirigenti assunti nei ruoli della carriera direttiva disciplinata dal D.P.R. n.748/72 sono coloro che erano preposti alla direzione dei vecchi uffici finanziari trasformati prima in dipartimenti fiscali dalla Legge n.358/91 e dal D.P.R. n.287/92 successivamente confluiti nelle attuali agenzie fiscali, ai sensi delle leggi richiamate nelle premesse del Regolamento n.37/97 succitato, dirigenti a cui dovevano venire confermati gli incarichi di direzione e con le modalità previste dall’art.57 del D.Lgs. n.300/99, nonché di quanto precisato dall’art.3 del Decreto del Ministero delle Finanze dl 28 dicembre 2000 registrato alla Corte dei Conti il 29 dicembre – Registro n.5 Finanze, Foglio n.278, dove si precisa che le agenzie fiscali subentrano ai dipartimenti nella titolarità dei rapporti giuridici.

Che la direzione degli uffici finanziari e delle sue articolazioni competa di diritto ai dirigenti inquadrati nei ruoli dirigenziali della carriera disciplinata dal D.P.R. n.748/72 è stato confermato anche dal D.Lgs. n.29/93 (artt. 3, 13, 15), dal D.Lgs. n.304/93 (art.2) e dal D.Lgs. n.546/93 (art.13),

- dove l’art.3 comma 2 del succitato decreto (29/93) precisa che ai dirigenti spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa l’adozione di tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo. Essi sono responsabili della gestione e dei relativi risultati.
- Senza dimenticare che il D.L. n.154/86, convertito nella Legge n.341/86, aveva a suo tempo precisato che il personale dirigente è quello assunto nei ruoli della carriera disciplinata dal D.P.R. n.748/72 e richiamata nel D.L. n.72/85 (convertito nella Legge n.2/85), mentre gli impiegati direttivi sono coloro che appartengono all’ex carriera direttiva.
- Si rammenta che gli impiegati assunti nei ruoli della ex carriera direttiva (soppressa dal D.P.R. n.1077/70 (art.147), sono confluiti nella ex nona qualifica funzionale, posizione economica C3, di cui all’allegato A del contratto collettivo di lavoro del 16 febbraio 1999 comparto Ministeri.

Questi ultimi sono gli impiegati direttivi a cui può essere affidata temporaneamente la direzione degli uffici finanziari in attesa della nomina del dirigente titolare, come precisato dall’art.20 del D.P.R. n.266/87 e dalla Corte di Cassazione Sezione Lavoro con Sentenze n.54 del 7 gennaio 2009 e n.550 del 6 marzo 2013.

Il Tar del Lazio - con Sentenza n. 6884 del 1° agosto 2011 - ha verificato che, nelle Agenzie delle Entrate di tutta Italia, su un organico di 1200 Dirigenti, circa 800 incarichi sono ricoperti da Falsi Dirigenti, incarichi conferiti a semplici impiegati privi del titolo che li legittima a ricoprire quel posto (pubblico concorso) e quindi a sottoscrivere validamente gli atti di accertamento e le iscrizioni a ruolo dei tributi che l’Agenzia delle Entrate ritiene evasi e conseguentemente è privo del potere di annullamento dell’atto in autotutela.
Contrariamente a quanto sostenuto dal Tar del Lazio con la Sentenza n. 6884/2011, sappiamo che dal 1992 ad oggi, il Ministero dell’Economia e Finanze ha bandito solo Concorsi Interni, riservati al personale in servizio, pertanto anche gli altri 400 Dirigenti individuati come “Dirigenti Veri” dalla suddetta Sentenza, sono dei “Falsi Dirigenti” in quanto vincitori di Concorsi Interni.
Concorsi che, come ha precisato la Corte Costituzionale con la Sentenza n.37/2015, sono stati banditi in violazione dell’art. 97 della Costituzione, dove si prevede che il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito di un’Amministrazione Pubblica, debba avvenire previo esperimento di pubblico concorso e che il concorso pubblico sia necessario anche nei casi di nuovo inquadramento.
Sappiamo infatti che la Direzione degli uffici finanziari centrali e periferici che compete esclusivamente al personale Dirigente, può essere affidata solo temporaneamente a personale non Dirigente e solo a titolo di temporanea reggenza, durante l’assenza del titolare, dovuta a vacanza del posto o a qualsiasi altra causa, cosi come previsto da:

- Legge n.146/80 art. 17;
- D.P.R. n. 266/87 art. 20;
- D.P.R. n. 287/92 art. 76 e art. 83;
- Decreto legislativo n.29/93 art. 19 comma 3;
- Legge n.662/96 art. 3 comma 129;
- Decreto legislativo n.165/2001 art. 19 comma 3.

LA PRESENTE RICHIESTA DI ANNULLAMENTO VIENE PRESENTATA AI SENSI DELLA LEGGE N.241/90 E DEL D.LGS. N. 97/2016.


______________ / lì_______________


Distinti saluti.

______________________


 

 

Quello tenutosi stamattina a Portovesme presso la sede del Consorzio Industriale Provinciale del Sulcis Iglesiente tra i vertici del consorzio e il direttivo del Movimento Sardegna Zona Franca è stato il primo e fondamentale passo verso l’operatività della zona franca nella provincia sulcitana definita nella Delibera Regionale n.21/5 dello scorso aprile e redatta dagli stessi tecnici del Movimento oggi presenti alla riunione.

Alla presenza del dott. Federico Strina, presidente, del dott. Filippo Baghino, vice Direttore Generale e del dott. Learco Fois, funzionario amministrativo, l’avv. Francesco Scifo e la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, rispettivamente Segretario politico e Presidentessa del Movimento, hanno illustrato dettagliatamente le strade da percorrere per far partire subito il processo di creazione ed individuazione delle aree destinate ai depositi doganali e i documenti da inviare agli uffici ministeriali di competenza.

Durante l’incontro si sono poste le basi per l’inizio di una stretta collaborazione tra il Consorzio e il Movimento Sardegna Zona Franca in modo da superare tutte le difficoltà burocratiche, dimezzare i tempi e abbreviare l’iter amministrativo richiesto dalla normativa.

A breve si terrà un nuovo incontro alla presenza di tutti i sindaci del territorio, il cui coinvolgimento si renderà necessario per trarre i maggiori vantaggi per tutte le attività produttive che verranno interessate.

La partenza della zona franca nel territorio del Sulcis sarà il volano non solo per creare un indotto economico senza precedenti in questa provincia, ma per attrarre investimenti anche in altre aree della Sardegna nelle quali c’è una fortissima carenza di posti di lavoro.

 

 

 

Una Class action contro l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia Riscossioni S.p.A. Ne dà notizia sulla sua pagina ufficiale l'avv.Francesco Scifo, segretario politico del Movimento e promotore dell'azione legale che già nel 2012 aveva portato l'ente davanti ai giudici. L'incontro si terrà sabato 29 ottobre all'Hotel Setar di Quartu S.Elena dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e vedrà la partecipazione dei rappresentanti del Movimento Artigiani e Commercianti liberi Sardegna, dell'associazione Giuristi Indipendenti, del Movimento 5 stelle e, naturalmente, del Movimento Sardegna Zona Franca la cui presidente, dott. Maria Rosaria Randaccio, è da anni il nemico principale del Fisco in Sardegna, promuovendo incontri e divulgando la documentazione che ha permesso di iniziare le indagini sui cosìddetti "falsi dirigenti".

L'avvocato Scifo spiega le ragioni di questa decisione: "E' in corso un'azione giudiziaria collettiva da me patrocinata contro queste amministrazioni fiscali, per contrastare le mancate applicazioni delle leggi e della Costituzione: il primo round è andato a loro ma dobbiamo appellare E VINCERE. Chiunque voglia partecipare e darci manforte è invitato, per lottare insieme contro questo potere illegittimo e prepotente. Siamo stati i primi a iniziare la lotta e invitiamo tutti a partecipare e condividere la nostra battaglia per la legalità."

Questa ulteriore iniziativa a sostegno della legalità delle agenzie fiscali è la prova che le azioni del Movimento Sardegna Zona Franca non si sono mai fermate e proseguono a tutto campo per chiedere l'applicazione delle leggi e per sensibilizzare i politici verso l'attuazione e il riconoscimento delle franchigie fiscali dovute alla Sardegna e per interrompere la drammatica crisi che ha investito tutti i settori dell'economia della Sardegna.

 

 

 

 

 

 

Il 4 dicembre 2016 saremo chiamati a votare per il referendum di modifica della Costituzione Italiana. Il Movimento Sardegna zona franca si schiera per il NO ad una riforma che - secondo le parole dell'avv. Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento - "è inutile, in primo luogo perché dopo l’approvazione del Trattato di Lisbona, avvenuta nel 2009, la Carta è stata retrocessa a normativa secondaria di quint’ordine, rispetto ai Trattati Europei, ai regolamenti, alle Direttive dell’Unione Europea, nonchè alle norme della BCE e una modifica dell’assetto costituzionale comporterà solo l’ulteriore svalutazione di un sistema normativo un tempo primario; in secondo luogo, una riforma pasticciata, perché è strutturata in modo da accrescere i conflitti tra poteri dello Stato, data l’incertezza e la poca chiarezza della formulazione delle norme che la compongono. Infine, democraticamente inopportuna, perché votata e decisa da parlamentari eletti con una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale."

In verità, la modifica dell’art. 81 della Costituzione decisa nel 2012, senza voto popolare, ha già introdotto in Costituzione il principio della parità di bilancio, come obbligo ineludibile, determinando così il sovvertimento del sistema di valori originariamente delineato dai Costituenti nel 1948 e ponendo al centro del nuovo sistema la tutela del denaro: l’obbligo di equilibrio del bilancio al posto della salvaguardia della persona umana. Infatti, salvare o tutelare le persone costa allo Stato e può perseguirsi solo se non pregiudica l’equilibrio tra quanto si spende e quanto si incassa: si deve perciò morire (di aborto se bambini, di eutanasia se vecchi, di malattia non curata se giovani o di mezza età) se la spesa per la tutela della vita o della salute supera le possibilità di remunerare la spesa sostenuta a carico dello Stato.

La riforma che voteremo completa, in quest’ottica di scambio puramente mercantile, un disegno iniziato molti anni prima e che ha messo la persona al servizio del denaro, trasformato da strumento in idolo da adorare.

Scifo continua: "Questa riforma colpisce duramente anche l’equilibrio tra poteri dello Stato ed, a cascata, tra Stato centrale e regioni, da un lato, limitando le funzioni delle regioni ordinarie e, dall’altro, preparando la fine delle autonomie speciali: secondo una interpretazione dell’illustre Costituzionalista, l’ex giudice della Corte Costituzionale Valerio Onida (in AIC n.3 del 2016) “…le Regioni speciali, con l’entrata in vigore della nuova riforma costituzionale, perderebbero anche gli spazi di autonomia più ampia di quella statutariamente definita, che derivavano dalla legge costituzionale del 2001, senza però acquisire quelli risultanti dal nuovo testo costituzionale – che ad esse non si applica - là dove esso assegna alle Regioni condizioni di autonomia più ampie di quelle sancite dagli statuti”. In poche parole, per la Sardegna, la vittoria del SI equivarrebbe a consegnarsi, con mani e piedi legati, a quello che resta dello Stato centrale, rinunciando a oltre 150 anni di lotta autonomistica: ovvero diventare sudditi di un suddito.

Dispiace perciò la posizione autolesionistica espressa da alcuni sardi, anche illustri, a favore della riforma Boschi-Renzi: evidentemente, due irresponsabili che forse non comprendono il significato giuridico di quello che fanno, né gli effetti delle loro azioni. 

Tuttavia, non si può sottacere che anche un signore amorale, come l’ex presidente Mario Monti, ha espresso la sua intenzione di votare NO e ciò pone il dubbio che ci si trovi di fronte ad un triste gioco delle parti, dove la vittima è solo la popolazione che onestamente vive, lavora e crede ancora nei valori fondanti della Costituzione del 1948, ma ignora il fatto che essi sono stati ormai superati dal Trattato di Lisbona che ha eletto a suo idolo l’euro e scartato l’uomo. Quindi, votare NO può essere un modo per cominciare tutti a dire NO a questa abominevole filosofia di dominio dell’economia sulle persone e, forse, questa è l’unica ragione perché diciamo NO alla fine del diritto umano, ai Junker, ai Monti, ai Draghi, ai Renzi, al FMI, alla BCE, e alla Troika."

 

 

 

 

Martedì, 11 Ottobre 2016 19:54

Circolare dell'Agenzia delle Dogane n. 8/D

 

CIRCOLARE N. 8/D del 19 aprile 2016

 

OGGETTO: Codice doganale dell’Unione. Disposizioni e istruzioni procedurali.

 

DELIBERAZIONE N. 24/12 DEL 22.4.2016 

Oggetto: Attivazione delle zone franche doganali previste dall’art. 12 dello Statuto speciale per la Sardegna. Decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 75 "Norme di attuazione dello statuto speciale della Regione Sardegna concernenti l'istituzione di zone franche". Approvazione definitiva.

 

 

 

 

 

 

 

DELIBERAZIONE N. 24/13 DEL 22.4.2016 

Oggetto: Proposta di attivazione di una zona franca doganale nel porto di Olbia ai sensi dell’art. 12 L. Cost. n. 3/1948 e del D.Lgs. n. 75/1998. Approvazione definitiva.

 

 

 

 

 

 

DELIBERAZIONE N. 24/14 DEL 22.4.2016

Oggetto: Piano Sulcis. Proposta di delimitazione territoriale e disposizioni necessarie per la operatività della zona franca di Portovesme/Sant’Antioco e delle aree industriali funzionalmente collegate ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998 n. 75. Approvazione definitiva.

 

 

 

 

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