zona-franca-sardegna-logo

 

Il Movimento Sardegna Zona Franca si fa promotore della creazione di una delegazione di partiti e movimenti sardi che vada a Roma e partecipi al tavolo del 25 marzo prossimo.

Queste le parole dell'avvocato Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento: "Occorre un tavolo tecnico alla presenza di tutte le forze politiche sarde per preparare una delegazione federalistica forte e unitaria da mandare a Roma il 25 marzo a vincere la resistenza nazionale e dell'Unione. Abbiamo le norme ma dobbiamo incontrarci e agire insieme da sardi, senza distinzioni di credo politico, per avere la forza di usarle. La delegazione sarda che proponiamo a tutti i partiti e movimenti dovrà presentare al Governo cinque domande, in vista delle celebrazioni del 60 anniversario dei trattati di Roma che si terranno il 25 marzo prossimo:

1. Riconoscimento del diritto storico della Sardegna ad avere un regime fiscale e doganale differenziato all'interno dello Stato Italiano connesso alla posizione geografica insulare, piú vicina al continente africano che all'Italia;

2. Riconoscimento nei trattati della specialità etnica, storica e geografica della Regione Sardegna con lo Status di regione autonoma, nell'ambito dello stato membro Italia, esattamente come avvenuto per le regioni autonome di Danimarca, Francia, Spagna, Portogallo, nonchè Germania, Grecia e Gran Bretagna;

3. Riconoscimento del diritto dei sardi, quale minoranza etnica riconosciuta dalle leggi nazionali ed internazionali, ad avere come lingua ufficiale il sardo;

4. Riconoscimento del diritto esclusivo della Sardegna allo sfruttamento delle proprie risorse naturali e alla inviolabilità dei propri confini e acque territoriali;

5. Riconoscimento dello Statuto speciale sardo e delle relative norme tra gli allegati ai trattati in virtú della riserva n.49 allegata dall'Italia ai Trattati."

Ricordiamo che in base all'art. 52 dello Statuto Sardo (Legge Costituzionale n.3 del 1948) e al D.lgs. n.363/99 art. 1 possiamo contrastare questo accordo contrario agli interessi della Sardegna.

Ricordiamo inoltre che la Sardegna è più vicina all'Africa di quanto non sia vicina alla penisola italiana. Infatti, il punto della Sardegna che si considera come il più vicino all'Africa è Capo Teulada, mentre il punto dell'Africa più vicino alla Sardegna è Cap Serrat, in Tunisia: la distanza tra questi due punti è di circa 178 km. Invece, il punto della Sardegna più vicino alla penisola italiana è Capo Ferro, mentre il punto della penisola italiana più vicino alla Sardegna è il Monte Argentario: la distanza tra essi è di 188 km.

La normativa che ci interessa, è la seguente:

Art. 52 Legge Costituzionale n.3/1948 (Statuto Sardo)
La Regione è rappresentata nella elaborazione dei progetti dei trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con Stati esteri in quanto riguardino scambi di specifico interesse della Sardegna. La Regione è sentita in materia di legislazione doganale per quanto concerne i prodotti tipici di suo specifico interesse.

Decreto Legislativo 15 settembre 1999, n. 363
Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna in materia di partecipazione della regione alla elaborazione dei progetti di trattati di commercio che lo Stato intende stipulare con Paesi esteri. (G.U. n.248 del 21.10.1999)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione; Vista la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, che ha approvato lo statuto speciale della regione autonoma della Sardegna; Visto, in particolare, l'articolo 52 del predetto statuto speciale; Vista la proposta della commissione paritetica prevista dall'articolo 56, primo comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, nonche' il parere del consiglio regionale della Sardegna; Vista la delibera del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 settembre 1999; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per gli affari regionali, di concerto con i Ministri degli affari esteri e del commercio con l'estero; E m a n a il seguente decreto legislativo:

Art. 1. 1. In attuazione dell'articolo 52, primo comma, dello Statuto della Regione Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, nella elaborazione degli accordi internazionali commerciali e tariffari, la regione partecipa, nell'ambito della delegazione italiana, con il presidente della giunta regionale o con un suo delegato, ai lavori preparatori relativi alla definizione della posizione negoziale dell'Unione europea e dello Stato italiano, anche in sede di organizzazioni internazionali, in quanto gli accordi stessi riguardino interessi rilevanti per l'economia della Sardegna. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarle e di farlo osservare.

 

Pubblicato in News Sardegna

 

Nel Vertice di Malta, conclusosi due giorni fa, è venuta fuori la decisione di stipulare un trattato (che si firmerà a Roma il prossimo 25 marzo in occasione dei 60 anni del Trattato di Roma) per un'"Europa a due velocità", dove molto probabilmente l'Italia avrà un ruolo marginale subordinato, e che fa fare all’Unione Europea un passo indietro piuttosto che avanti, dal momento che i 6 paesi fondatori - in primis la Germania e i paesi del Nord Europa - si trincereranno all'interno di un nucleo di "paesi virtuosi" ben separato da quelli che invece - in particolare sul bollente tema dell'immigrazione - dovranno subire le conseguenze e le decisioni dei primi.

Secondo alcuni esperti, invece, l'unica soluzione potrebbe essere quella di "cercare alleanze e costruire politiche economiche alternative da contrapporre alla Germania anziché voler fare il muso duro contro le istituzioni comunitarie che comunque hanno sempre cercato di comporre i problemi con e tra gli stati membri".

In questo contesto, l'Italia si troverebbe ad essere in deficit e pericolosamente fuori dal nucleo di "paesi virtuosi" amici della Germania e subirebbe un danno economico irrimediabile, tenendola ben lontana dall'obiettivo di federalismo europeo che si era prefissata inizialmente.

Di conseguenza, anche la Sardegna corre un gravissimo pericolo. La salvezza della Sardegna è quindi soltanto una: come espresso dall'avv. Francesco Scifo nel suo profilo Facebook, la Sardegna "deve immediatamente invocare l'art.52 dello Statuto e il D.lgs. n. 363/99 (attuativo) per chiedere di essere ammessa ai negoziati ed in questo contesto affermare la sua zona franca. O lo facciamo ora o mai piú. Tutti i sardi devono capirlo o saranno responsabili nei confronti dei loro figli per aver distrutto l'economia della loro isola. É un momento decisivo il tempo stringe. Tutti i sardi devono fare pressione sulla Giunta regionale uniti non é piú tempo di divisioni."

Per questo motivo il Movimento Sardegna Zona Franca lancia un appello a tutti i Sardi e a tutte le forze politiche della Sardegna, senza distinzioni tra partiti, affinché la Regione Sardegna possa partecipare al vertice del 25 marzo a Roma per rivendicare la zona franca che le spetta e si autodetermini nelle decisioni che riguardano il futuro della propria economia.

L'Italia, visto i politici a dir poco ingenui che la governano, corre il rischio di firmare il proprio suicidio convinta di far parte di diritto dei “magnifici sei”. Ma invece non sarà così. E, a questo punto, è il caso di dirlo: si salvi chi può.

 

 

Pubblicato in News Sardegna

E'utile rammentare a tutti i sardi quanto previsto dall'art.251 del T.U.Doganale italiano approvato con D.P.R. n.43/73, dove si prevede che con Decreto del Ministero delle Finanze (che non siamo ancora riusciti ad individuare) siano da stabilire le condizioni da osservarsi per impedire che prodotti provenienti dall'estero - che fanno concorrenza ai prodotti Sardi - possano venire introdotti in loco a fare concorrenza ai prodotti del suolo, della pastorizia e dell'allevamento ottenuti nel territorio della Sardegna, istituito come Zona Franca Extradoganale con il D.lgs. n.75/98.
Si tratta di una norma Comunitaria molto importante che l'Italia si era impegnata a recepire obbligatoriamente nel proprio ordinamento - come precisato nello stesso Articolo 251 - emanato ai sensi dell'art.10 e 11 della Costituzione, della Legge Doganale n.1424/1940 (art.1), della Legge Costituzionale n.3/1948 (art. 12), del T.U. Doganale approvato con D.P.R. n.43/73 (art.2 e 251), della Direttiva Comunitaria n.77/388/CEE del 17 maggio 1977 e della Legge n.131/2003.
Adempimento obbligatorio dell'Italia confermato dalla Corte Costituzionale con le Sentenze n.398/1989, n.168 del 18.04.1991, n.384 del 10.11.1994, n.94 del 30.03.1995, n.536 del 29.12.1995, dove si prevede l'immediata applicabilità delle direttive comunitarie a tutti gli stati membri.


E...tutto questo vuol dire che la Sardegna in quanto zona franca extradoganale (posta fuori dalla linea doganale dell'Italia e dell'Europa) non è soggetta alle regole europee sul Patto di Stabilità, sugli aiuti di Stato e sulle quote imposte ai coltivatori, allevatori, agricoltori (quote latte, ecc.).

 

Maria Rosaria Randaccio

Pubblicato in News Sardegna
Lunedì, 21 Luglio 2014 00:20

Come tesserarsi

 

5 BUONI MOTIVI PER ISCRIVERSI AL MOVIMENTO SARDEGNA ZONA FRANCA

1. Sostenere le attività del Movimento in merito alla organizzazione di incontri, conferenze, riunioni, corsi di aggiornamento e iniziative a carattere sociale;
 
2. Essere costantemente aggiornati sulle evoluzioni della nostra battaglia;
 
3. Poter partecipare ai Congressi e agli eventi organizzati dal Movimento SZF:
 
4. Usufruire delle agevolazioni riservate ai soli Soci in merito alle convenzioni stipulate con avvocati e consulenti tributari;
 
5. Sentirsi parte di un gruppo di persone che vogliono cambiare il proprio destino e quello delle future generazioni di sardi e di italiani.
 
 
 
Procedura di iscrizione:
 
1. Scarica e Stampa una copia del Modulo d’Iscrizione, compilalo in ogni sua parte e firmalo in modo esteso;
2. Provvedi al pagamento della quota associativa stabilita di €20.00 per i soci ordinari oppure di € 50.00 per i soci sostenitori (quota annuale con validità dal 01.01.2018 con scadenza il 31.12.2018) da versarsi tramite bonifico bancario intestato a Movimento Sardegna Zona Franca - IT27S0101504801000070474708 - filiale Banco di Sardegna, sede Viale Trieste, Cagliari;
3. Invia il Modulo scannerizzato insieme alla copia del bonifico all’indirizzo e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
 
Informazioni ulteriori:
 
Per donazioni liberali, contestuali o successive alla richiesta di iscrizione, a partire da €100,00, sarà riconosciuto lo status di Socio FinanziatoreLa tessera verrà successivamente inviata a mezzo posta. Nel caso in cui la richiesta di iscrizione non dovesse giungere a buon fine, la Segreteria te ne comunicherà la ragioni all’interessato entro 14 giorni dalla data di ricezione della richiesta.
 

 

 

 

Pubblicato in Movimento

Il 24 giugno 2014 si festeggia il primo anniversario di una data storica per la Sardegna: per la prima volta una delegazione di un movimento popolare ha potuto trattare a Roma da pari a pari con il Governo italiano. Non importa che la zona franca integrale sia ancora oggi discussa e osteggiata, più da sardi conservatori amanti dello status quo che dal continente, ciò che conta è che, per una volta, una popolazione, abituata sempre e solo ad obbedire, ha portato con la forza della democrazia delle persone libere davanti ad un viceministro della Repubblica a discutere, in un tavolo tecnico, di sviluppo della Sardegna.

Sono quelle stesse persone, libere da condizionamenti partitocratici, che poco dopo hanno scritto e ottenuto la modifica dell’art.10 dello Statuto sardo che ora recita: L'articolo 10 dello Statuto speciale per la Sardegna, di cui alla Legge Costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, è sostituito  dal seguente: «Art. 10 - La Regione, al fine di favorire lo sviluppo  economico dell'Isola  e nel  rispetto della normativa comunitaria, con riferimento ai tributi erariali per i quali lo Stato ne prevede  la possibilità,  puo',  ferma restando  la copertura  del  fabbisogno standard  per il  finanziamento dei livelli essenziali  delle prestazioni concernenti i diritti  civili e sociali di cui all'articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione: a)  prevedere agevolazioni fiscali, esenzioni, detrazioni d'imposta, deduzioni dalla base imponibile e concedere, con  oneri a carico del  bilancio regionale, contributi da utilizzare in compensazione ai sensi della legislazione statale; b) modificare  le  aliquote in  aumento  entro i valori di imposizione stabiliti dalla normativa statale o in diminuzione fino ad azzerarle».

Questa norma che la Regione, ancora oggi, ha dimenticato d’inserire nello statuto che campeggia nel suo sito internet (vedere allegato che dimostra che in data odierna non è stato ancora aggiornato), è ormai legge dello Stato: la Legge n. 147 del 2013 art.1 comma 514. Nessuno può negare che abbiamo scritto una pagina storica dell’autonomia. Noi lo ricordiamo alla Regione.

Francesco Scifo

Pubblicato in News Sardegna

Premesso che l’articolo 5 comma 3 della Direttiva n.2006/112/Ce del Consiglio sul “Sistema Comune d’imposta sul valore aggiunto (IVA) precisa che per “TERRITORI TERZI” si intendono le “ZONE FRANCHE” richiamate (in forma di Sineddoche) dall’art. 6 della stessa Direttiva, e che per “PAESE TERZO” si debba intendere ogni Stato o Territorio cui non si applica il Trattato sulla Unione Europea (Trattato di Lisbona); se è vero come è vero che il D.lgs.n.75/98 con il quale la Sardegna è stata dichiarata Zona Franca Integrale e al Consumo non è stato ABROGATO, allora vuol dire che la Sardegna e i Sardi sono destinatari anche di quanto previsto dalla Legge n.28/97 con la quale è stata recepita la Direttiva n.95/7/CE del 20.05.97 del Parlamento e del Consiglio, che all’art.2 prevede che possano effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’Iva, i soggetti che si trovano nelle condizioni previste dall’art.1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84, come integrato dall’art.1 comma 381 della Legge n.311/2004, ossia l’articolo che ha apportato modifiche all’art. 8 comma 1 lett.c  del DPR n.633/72, dove si precisa che i soggetti che si trovano nei territori dichiarati zona franca, “qualora intendano avvalersi dell’opportunità di effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’Iva (DPR n.633/72) e delle Accise (D.lgs. n.18/2010) devono presentare all’Agenzia delle Entrate apposita “Dichiarazione” nella quale esprimono l’"Intento" di volersi avvalere della possibilità di effettuare acquisti o importazioni senza l’applicazione della imposta. Dichiarazione che deve essere redatta in conformità al modello approvato con Decreto del Ministro delle Finanze, contenente l’indicazione della partita Iva del dichiarante, nonché l’indicazione dell’Agenzia delle Entrate competente nei propri confronti, e che detta dichiarazione - oltre che all’Agenzia delle Entrate - deve essere consegnata o spedita anche ai fornitori o prestatori ovvero presentata in dogana, prima della effettuazione di ogni singola operazione.

Modalità di compilazione delle Dichiarazione d’intento,che sono state individuate con la Risoluzione n.82/E del 1°Agosto 2012 dell’Agenzia delle Entrate (Direzione Centrale Servizi ai Contribuenti) con il seguente oggetto: modalità di compilazione del Modello di comunicazione dei dati contenuti nelle dichiarazioni d’intento ricevute, approvato con provvedimento del 14 marzo 2005, a seguito delle modifiche normative introdotte dall’art.2, comma 4 del D.L. n.16/2012 convertito nella Legge n.44/2012".

Risoluzione dove si prevede che l’assolvimento dell’adempimento non è più richiesto entro il giorno 16 del mese successivo a quello del ricevimento della dichiarazione d’intento ma entro il termine di effettuazione della prima liquidazione periodica in cui confluisce l’operazione realizzata senza l’applicazione dell’imposta ai sensi dell’art. 8 comma 1 lett. c) del DPR n.633/72.

Risoluzione con la quale si prevede la possibilità di utilizzo della vecchia modulistica, quella approvata con provvedimento del 14 marzo 2005, nelle more dell’approvazione di una nuova versione della modulistica (e non solo) contenuta nel Disegno di Legge n.958/2013 attualmente al vaglio del Parlamento.

Il D.lgs. n.471/1997 all’art. 6 comma 2 e all’art.7 comma 4/bis, prevede severe sanzioni per chi viola rispettivamente:

a) gli obblighi inerenti alla documentazione e alla registrazione di operazioni non imponibili o non soggette ad Iva (Art.6 comma 2 modificato da Legge n.228/2012 art. 1 comma da 334 a 344);
b) il cedente o il prestatore che omette di inviare, nei termini previsti, la dichiarazione d’intento o la invia con i dati incompleti o inesatti (art.7 comma 4/bis)

Obblighi che rammentiamo sono meglio specificati agli artt.8,10,12 e 14 del regolamento emanato con DPR n.435/2001, dove si prevede che “sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione Iva e di tenuta dei prescritti registri Iva, nonche’ del registro dei bei ammortizzabili, i contribuenti che nell’anno solare precedente hanno registrato esclusivamente operazioni esenti o non imponibili, in quanto esonerati ai sensi di specifiche disposizioni normative, a condizione che le registrazioni siano effettuate nel registro cronologico di cui all’art.3, comma 2 lett a del DPR n.695/96 e che le suddette annotazioni nel registro cronologico sono equiparate a tutti gli effetti a quelle previste nei registri prescritti ai fini dell’Iva.

Pertanto il soggetto (fornitore) che emette fattura di vendita a fronte di una dichiarazione d’intento spedita da un cliente, deve indicare obbligatoriamente in fattura i seguenti dati:

1) “non imponibile Iva ai sensi dell’art.8 comma 1 lett.c DPR n.633/72;
2) Indicazione del numero della dichiarazione d’intento con l’indicazione della data di emissione della stessa dichiarazione;
3) Applicazione della marca da bollo di €2,00 in caso di importo di fattura superiore a €77,47;

La dichiarazione d’intento va redatta in duplice esemplare e numerata progressivamente dal dichiarante e dal fornitore o prestatore, annotata entro i 15 giorni successivi a quello di emissione o ricevimento in apposito registro tenuto a norma dell’art.39 del DPR n.633/72 e successive modificazioni, e conservata a norma dello stesso articolo.

Gli estremi della dichiarazione devono essere indicati nelle fatture emesse in base ad essa, per ogni anno solare e deve riportare i dati anagrafici del dichiarante, la quantita di beni da acquistare o la caratteristica del servizio. Inoltre, deve essere indicato se la dichiarazione ha valore per una singola operazione o per operazioni che saranno effettuate in un determinato periodo dell’anno fino a concorrenza di un determinato ammontare. La validità non può andare oltre il 31 dicembre di ogni anno.

Si precisa infine che i dati contenuti nella dichiarazione d’intento vanno trasmessi all’amministrazione finanziaria da parte dei fornitori solo online, direttamente o tramite un’intermediario abilitato.

L’art.21 comma 6 del DPR n.633/72 prevede che la fattura deve essere emessa anche per le cessioni non soggette all’imposta a norma dell’art.2 comma 1 relativa a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, nonché per le Operazioni non Imponibili di cui agli artt. 8,8/bis 9 e 38 quater e per le Operazioni esenti di cui all’art.10.

Ravvedimento: con circolare n. 41/E del 26 settembre 2005 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che l’omessa o errata comunicazione di dati incompleti o inesatti, può essere oggetto di ravvedimento ai sensi dell’art.13 del D.lgs. n.472/1997 a cui si applica la sanzione ridotta a un quinto del minimo se versata entro un anno dalla violazione commessa.

Maria Rosaria Randaccio

 

Pubblicato in News Sardegna

Di zona franca in Sardegna si parla da oltre sessantacinque anni. Ma mai come in questo inizio d'anno, complici anche le recenti elezioni regionali, questo argomento è stato dibattuto negli organi di stampa nazionali, locali e, soprattutto, all'interno delle varie fazioni politiche. Finalmente quindi esiste la dimostrazione che parlare di zona franca non significa fare demagogia, ma trovare una soluzione agli effetti devastanti della crisi mondiale che attanaglia tutta l'economia italiana, e appianare il divario con le altre realtà regionali.

Pubblicato in News Sardegna
Lunedì, 08 Aprile 2013 16:09

Lettera aperta di una Sarda alle Canarie

 

 

Ciao Gonario, ti dico quello che esiste oggi a Tenerife.

Noi viviamo all'interno di un Arcipelago composto da sette isole: Le Isole Canarie. L'arcipelago era sempre stato considerato come regione autonoma spagnola, solo dal 2000 con l'entrata in europa hanno chiesto di essere riconosciute come comunità autonoma speciale, gli e' stato concesso e cosi' hanno costituito "El gobierno da Canarias". Utilizza al 100 per cento la propria autonomia, sia a livello legislativo che amministrativo.

Pubblicato in Testimonianze Estere

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Non vengono raccolte informazioni personali.

Se continui la navigazione, accetti l'utilizzo di questi cookie. Per saperne di piu'

Approvo

ultimi EVENTI

Nessun evento

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.

Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

ImpronteDigitali Graphics & WebDesign