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Pubblichiamo le Delibere per la zona franca recentemente approvate dalla Giunta Regionale che con esse attiva la zona franca nei porti della Sardegna in base al D.Lgs. n.75/98, che permetteranno agli altri comuni di collegarsi al porto più vicino permettendo alle aziende che si insedieranno nel perimetro individuato nella precedente delibera comunale di usufruire del regime fiscale agevolato e dei benefici dei territori franchi.

Da questo momento i sindaci della Sardegna devono muoversi con i criteri indicati dalla dott.ssa Randaccio fino ad oggi.

 

 

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Ancora una volta il signor Fenu e il Movimento clone da lui creato ha ricevuto una batosta giudiziaria e gli è stato inibito di proseguire nell'attività di confusione dei militanti. Adesso l'unica cosa che gli rimane è osservare la sentenza. Infatti il provvedimento del tribunale collegiale non è ulteriormente ricorribile. 

E' in programma una conferenza stampa del Movimento a data e ora da destinarsi in cui verranno spiegati i passaggi della sentenza e le successive azioni del Movimento Sardegna Zona Franca. 

 

 

 

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Il Movimento Sardegna zona franca non abbandona la via giuridica. Pronto l'esposto accuratamente preparato dall'avvocato Francesco Scifo e indirizzato alla Procura di Roma (qui sotto in allegato).

Con queste parole il Segretario del Movimento dal suo profilo Facebook esorta i cittadini ad inviare l'esposto: "E' ora di combattere in prima persona per ciò in cui si crede. Le parole non bastano più. Vi chiedo di inviare IN MASSA questa denuncia compilata e firmata da ognuno di voi alla Procura di Roma. Credetemi, non c'è altra strada che quella della Magistratura per ottenere l'applicazione della Legge n.75/98. Se questo esposto diverrà virale e di massa vinceremo altrimenti tutto sarà molto difficile: ora ciascuno di voi può agire."

L'avvocato continua: "La zona franca è in vigore dal 12 febbraio 2013 perchè la delibera della Giunta dell'epoca non è stata mai annullata da nessun Giudice Amministrativo. Il resto è solo una serie di omissioni di atti di ufficio e di abusi illegali da parte di chi non ha controllato l'applicazione della Legge n.75/98 e il D.P.C.M. del 7 giugno 2001 (Dogane, Agenzia delle Entrate, Assessorato alla Programmazione e Industria). Per questo li abbiamo denunciati tutti più volte alla Magistratura, alla Guardia di FiNANZA, alla Procura di Roma, alla Commissione Europea e speriamo che finalmente la luce rischiari gli inquirenti."

L'esposto può essere inviato via pec e firmato digitalmente al seguente indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure per semplice raccomandata a/r o posta ordinaria alla Procura. L'indirizzo è: PROCURA DELLA REPUBBLICA C/O TRIBUNALE DI ROMA Piazzale Clodio, Via Golametto 12 - 00195 ROMA.

 

 

 

 

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La sentenza della Corte Costituzionale del 17.03.2015 ha rafforzato l'ipotesi (o la certezza) di numerosi abusi ai danni dei cittadini perpetrati per anni da coloro che sono stati incaricati di tutelare gli interessi della comunità.

A tal proposito pubblichiamo l'Esposto presentato recentemente, e ancora mai divulgato, del Movimento Sardegna Zona Franca, nella persona dell'avvocato Francesco Scifo, vicepresidente del Movimento, con il quale si denuncia la mancata applicazione della Legge Costituzionale 3 del 1948 Statuto Sardo artt. 12 e 10 e del D.lgs. 78/98, chiedendo che l’Autorità Giudiziaria accerti i motivi del mancato funzionamento e della mancata attuazione della zona franca di Cagliari e, più in generale, delle zone franche istituite con il D.lgs. 75/1998 e l’eventuale dispersione e/o utilizzo inappropriato di denaro pubblico; verificando altresì "l’eventuale sussistenza d’ipotesi di reato ravvisabili nel comportamento di tutti i soggetti pubblici o privati che nonostante le istanze di privati e movimenti, le richieste di intervento e azione, gli esposti formulati, ed il ricorso collettivo al TAR Sardegna presentato nel Procedimento n. 91/2013, sono rimaste inerti o, comunque, non hanno dato corso all’applicazione della normativa vigente causando grave danno all’economia ed all’erario."

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Per chi non avesse potuto ascoltare in diretta il Convegno di Tortolì relativo alla Zona Franca al Consumo dello scorso 20 dicembre, pubblichiamo in allegato qui sotto la registrazione integrale (divisa in due parti) fornita gentilmente dallo staff di Radio Stella, con gli interventi della dott.ssa Randaccio. dell'avv. Scifo, dell'avv. Aureli, del sig. Paolo Bullegas, del sindaco di Tortolì dott. Massimo Cannas, della sig.ra Claudia Mariani, del sig. Pinello Balìa, del sig. Giulio Simbula, del Sig. Luciano Lamantìa, sig. Antonello Cannas, ecc.

Buon ascolto!

 

 

 

 

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Per la prima volta dall'inizio degli incontri tenuti dal Movimento Sardegna Zona Franca in tutta la Sardegna da circa tre anni a questa parte, sabato 20 dicembre 2014 il Convegno sulla Zona Franca al Consumo verrà trasmesso in diretta streaming su questo sito internet.

Questo sarà possibile grazie alla disponibilità della radio locale Radio Stella e dal suo titolare, Gianni Careddu, zonafranchista e impegnato a divulgare attraverso questo prezioso strumento le informazioni per tutta la popolazione che non potrà partecipare personalmente all'evento.

Durante la mattinata di sabato 20 la dottoressa Maria Rosaria Randaccio sarà intervistata in collegamento telefonico nella trasmissione "Il Cittadino" condotta dal giornalista de L'Unione Sarda Nino Melis.

Per chi volesse collegarsi ricordiamo le frequenze sulle quali trasmette Radio Stella:

Provincia Ogliastra, parte della provincia di Nuoro e parte della provincia di Cagliari (Sarrabus)

Genna e’ Frongia: 102.00 MHz

Punta Tricoli: 104.00 MHz

Tertenia: 100.500 MHz

Villaputzu: 92.00 MHz

 

 

Ringraziamo Radio Stella e tutto lo staff per l'efficenza e la disponibilità dimostrataci. 

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Continuano ad imperversare su alcune pagine del social media Facebook le calunnie e le accuse rivolte alla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio per la grande opera di divulgazione e di informazione relativa alle operazioni per l'attuazione della zona franca al consumo da Lei portata avanti insieme al Movimento Sardegna Zona Franca, del quale è presidente. I capigruppo dei "dissidenti" che - violando la legge e le regole statutarie - stanno utilizzando il nome del Movimento Sardegna Zona Franca senza averne la reale rappresentanza, raccogliendo consensi nelle varie province sarde, raccontano - tra le altre cose - che la Randaccio sta prendendo un grosso abbaglio e sta inducendo le cosìddette partite iva a passare notevoli guai dal punto di vista fiscale, in quanto - secondo essi - non si può pretendere di avere la zona franca al consumo poiché mancano i Decreti Attuativi al riguardo.

Evidentemente questi signori contano in modo preponderante sull'ignoranza della gente, dal momento che quest'ultima spesso non è a conoscenza del fatto che la sigla D.P.R. significa proprio Decreto del Presidente della Repubblica. Per questo motivo si precisa che la dott.ssa Randaccio prima di parlare di zona Franca si confronta sempre con il team di avvocati dello Studio Scifo e con una importante e rinomata associazione di giuristi sardi.

A scanso di equivoci, riportiamo qui sotto la versione integrale dei chiarimenti scritti dalla dott.ssa Randaccio nella sua pagina ufficiale Facebook, che riguardano l'interpretazione dell'ultima Finanziaria del Governo Renzi e le zone franche extradoganali.

"Facendo seguito a quanto pubblicato giorni fa sulla Legge di Stabilita 2015, invitiamo i dubbiosi e gli incerti sulla attendibilità o meno dei nostri ragionamenti giuridico fiscali, ad andare a leggere quanto viene precisato nella Enciclopedia mondiale e mediatica Wikipedia, che alla voce “Extradoganale” la dichiara equivalente a “Zona Franca".

Alla prima pagina della suddetta Enciclopedia si precisa ancora che: “per zona extradoganale si intende quella parte di una nazione in cui i beni messi in vendita non sono gravati dall’IVA e/o tasse, imposte e accise”.

Con queste parole Wikipedia sta confermando in pratica ciò che noi stiamo andando a rivendicare da circa tre anni, ossia che non possono coesistere due concetti o due definizioni giuridiche antitetiche od opposte, e di conseguenza riteniamo che sia illecito, illegittimo ed anticostituzionale in quanto “irragionevole” il fatto che si faccia pagare l’Iva e le Accise ai residenti in un territorio dichiarato Zona Franca, e in quanto tale posto fuori (per definizione giuridica) dalla linea doganale Italiana ed Europea.
L’equivalenza giuridica tra extradoganalità e Zona Franca data dalla enciclopedia Wikipedia, non poteva essere diversa, dal momento che si tratta di una definizione giuridica fornita a livello internazionale, in quanto contenuta nella Direttiva n.69/75/CEE del 4 marzo 1969 del Consiglio Europeo, nella Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio e nella Direttiva n.2008/118/CE.

Queste Direttive Comunitarie sono recepite nei “Decreti Attuativi delle Zone Franche Italiane” tra cui:

- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n.43/1973;
- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 633/1972;
- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 917/1986;
- Decreto del Presidente del Consiglio del 4 maggio 1999 richiamato nella Legge n.146/1998 intitolato “Regime fiscale estero privilegiato" (Legge n. 146/98) che all’art. 11 apporta modifiche al comma 7 bis dell’art. 76 del D.P.R. n. 917/86 prevedendo che si considera privilegiato il regime fiscale dello Stato o territorio Estero che esclude da imposte sul reddito o che sottopone i redditi conseguiti dalle predette società ad imposizione nella misura determinata complessivamente con apposito DPCM e che gli Stati Esteri e i territori esteri aventi un regime fiscale privilegiato sono individuati con Decreti del Ministero delle Finanze (D.M. del 23.01.2002, D.M. del 22.03.2002, D.M. del 27.12.2002).

Tra questi Decreti è interessante andare a leggere quanto precisato dal Decreto Ministeriale del 23 gennaio del 2002 del Ministero dell’Economia e Finanze dove si conferma che "si considerano privilegiati" i regimi fiscali di Stati o Territori non appartenenti all’Unione Europea (Extradoganali/Esteri) disciplinati dall’art. 76 e 127 bis del D.P.R. n. 917/1986 e successive modifiche.
Regimi fiscali Privilegiati a cui fa riferimento l’art. 44 ultimo comma della Legge di Stabilita 2015, con il quale si ritiene che si intenda porre rimedio al fatto che l’Italia non ha mai dato adempimento a quanto previsto nei Codici Doganali Comunitari, dove si prevede che gli Stati Membri devono dare notizia alla Comunità Europea sia dell’istituzione che dell’attivazione delle Zone Franche. E che la Comunita Europea è tenuta a pubblicare la notizia sulla Gazzetta Ufficiale Europea (GUCE).

Ma per capire meglio quanto ci viene comunicato con l’art. 44 della Legge di Stabilita 2015, è utile anche andare a leggere non solo quanto viene precisato all’art. 168 bis del D.P.R. n. 917/1986, ma anche quanto previsto:
1) dall’art. 1 comma 90 della Legge n. 244/2007; 2) dagli artt. 167 e 168 dello stesso D.P.R. n. 917/86, dove si prevede rispettivamente:

a) che nel Decreto Ministeriale che deve ancora essere emanato ai sensi dell’ art. 168 bis del dpr 917/86, debbono essere inclusi anche i territori che (come la Sardegna) non sono stati ancora elencati nei precedenti Decreti del Ministro delle Finanze del 4 settembre 1996 e del 4 maggio 1999; 

b) che il contribuente residente in zona franca (Sardegna) se vuole dimostrare che il suo insediamento produttivo realizzato in tale territorio (considerato territorio extradoganale e pertanto all’estero) non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale; 

c) deve presentare apposito Interpello all’Amministrazione Finanziaria ai sensi dell’art. 11 della Legge n.212 /2000 (Statuto del Contribuente) e che 1) l’amministrazione Finanziaria prima di procedere all’emissione dell’avviso di accertamento d’imposta o di maggiore imposta, deve notificare all’interessato un apposito avviso con il quale viene concesso al medesimo contribuente la possibilità di fornire, nel termine di novanta giorni, le predette prove della sua buona fede (leggasi diritto), 2) che qualora l’Amministrazione non ritenga idonee le prove addotte, dovrà darne specifica motivazione nell’Avviso di accertamento (vedi art. 167,168 e 110 comma 11 del D.P.R. n. 917/86).

Nell’eventualità che si verifichi quest’ultima (assurda) previsione, consigliamo di esibire all’Agenzia delle Entrate il nostro certificato di nascita e di residenza in Sardegna, nonché copia del D.lgs. n. 75/98, che evidentemente ignorano!"

 

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA DEL 15.11.2014

Quale segretario politico del Movimento Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio devo richiamare gli articoli 8 della Legge n. 47 del 1948 e 2 della Legge n. 69 del 1963, per chiedere di poter rettificare i contenuti dell’articolo dal titolo  “Zona Franca il Movimento si divide, Fenu: avanti senza Randaccio” pubblicato sul quotidiano L’Unione Sarda del 15.11.2014 e anche on line.

- L’articolo rappresenta situazioni e fatti non aderenti alla realtà.

Il Consigliere Modesto Fenu è un semplice associato del Movimento suddetto. Lo stesso, ancorché eletto al Consiglio Regionale, è privo di alcuna carica istituzionale all’interno del Movimento. Il signor Fenu, invece, viene erroneamente rappresentato nell’articolo come un soggetto che istituzionalmente avrebbe il potere di sfiduciare il Presidente, di decidere la strategia del relativo soggetto politico, di modificare il simbolo elettorale o di compiere qualsivoglia altra attività (convocazione di congressi, nomina di commissari) a nome del Movimento Zona Franca lista Maria Rosaria Randaccio.

Tutto ciò non è minimamente aderente alla realtà, infatti, al di fuori del suo ambito istituzionale di consigliere regionale, il suddetto soggetto non ricopre, attualmente, ed in base allo statuto vigente, alcuna carica sociale né ha, in alcun modo, la rappresentanza legale del Movimento stesso: perciò, ogni opinione espressa da Modesto Fenu ha carattere puramente personale e non rappresenta l’orientamento del Movimento.

Ovviamente, gli organi statutari del Movimento dovranno valutare ogni azione nei confronti di chi si arroga la facoltà di spendere il nome del Movimento senza averne la necessaria rappresentanza istituzionale. Quanto sopra è facilmente verificabile dallo statuto vigente che è pubblico. Qualora invece il signor Modesto Fenu abbia deciso di uscire dal Movimento Zona Franca lista Maria Rosaria Randaccio, per costituire un suo movimento antagonista, è ovvio che tale posizione sarà incompatibile con la sua permanenza nel Movimento Zona Franca Lista Maria Rosaria Randaccio.

Si precisa che alla data odierna, per statuto vigente, il Movimento ha un Presidente, la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, un Segretario, l’avv. Francesco Scifo e un tesoriere il Sig. Antioco Patta, tutti tutt’ora in carica fino a regolare termine del mandato statutario. Pertanto, sono prive di fondamento giuridico ed ingannevoli le conclusioni cui perviene l'articolo laddove giunge a titolare ed affermare: "il Movimento Zona Franca scarica fondatrice Randaccio - Nuovo leader Fenu"

 

Il Vice Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca

Avv.Francesco Scifo

 

 

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Domenica, 02 Novembre 2014 11:06

Comunicato Stampa del 02.11.2014

Il Movimento Sardegna Zona Franca prende atto della notevole attività svolta sul territorio dall'On.Modesto Fenu di sua spontanea iniziativa. Pur apprezzando l'energia dispiegata "motu proprio" dal consigliere eletto per il Movimento, è necessario ricordare che egli esprime la sua personale visione politica in assenza di indicazioni degli Organi Collegiali del Movimento Sardegna Zona Franca - Lista Maria Rosaria Randaccio.

Pertanto, l'attività di raccolta adesioni (tessere), di nomina di cariche politiche (commissari), indizione di congressi a nome di questo Movimento, facente parte dell'attuale Consiglio Regionale, è da ritenersi difforme dalle regole statutarie quando fatta da un associato senza il mandato dell'Associazione (Movimento Sardegna Zona Franca).

Ovviamente ogni azione politica a favore del Movimento da chiunque svolta, pur apprezzabile, deve essere ratificata dal Presidente per la sua validità, a pena di non poter essere imputata alla medesima Associazione. Ogni associato del Movimento deve concordare con il Direttivo ogni iniziativa politica nell'ambito degli Organi Statutari.

Pertanto, nella convinzione che ogni rappresentante politico eletto con i voti del Movimento debba ricondurre alla dialettica interna dell'Associazione ogni iniziativa, è auspicabile un chiarimento democratico e leale interno agli Organi rappresentativi del Movimento Sardegna Zona Franca.

 

Il Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca

Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio

 

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I Movimenti, Associazioni, Coordinamenti e Comitati Zona franca costituiscono una Federazione unitaria per la rivendicazione legale di diritti violati da oltre 65 anni. 

LA FEDERAZIONE SI ATTIVERA’ PERCHE' TUTTA LA SARDEGNA DIVENGA CENTRO PROPULSIVO DI SVILUPPO ECONOMICO PER UNIRE IN UN UNICO PROGETTO DI CRESCITA TUTTI I POPOLI CHE SI AFFACCIANO SUL MARE MEDITERRANEO.

Il popolo Zonafranchista costituisce la “Federazione delle associazioni, dei comitati, dei coordinamenti e dei movimenti pro Zona Franca”. Ne da notizia la Dottoressa Maria Rosaria Randaccio - leader del movimento regionale - in seguito a quanto deliberato dagli attivisti nella recente riunione tenutasi a Bonarcado. I Rappresentanti delle associazioni che si riconoscono nel progetto Zona franca saranno presto chiamati ad una riunione organizzativa per dare vita alla più grande aggregazione sociale mai vista prima in Sardegna, afferma la dottoressa Randaccio.
“Legalità” è la parola d’ordine della rinnovata unità dei movimenti zona franca riuniti a Bonarcado per rilanciare l’azione con una nuova struttura organizzativa di tipo federativo per affrontare con ancora maggiore determinazione le istituzioni che hanno negato un diritto acquisito dei Sardi di operare in Regime Fiscale di extradoganalità con conseguente - “non imponibilità" dell’Iva, dei dazi doganali e delle accise, regime fiscale compensativo applicabile anche al D.lgs. n.75/98 in quanto lo stesso decreto e stato emanato in attuazione di precise Direttive Comunitarie recepite dall’Italia nel D.P.R. n. 633/72 (IVA) e nel D.lgs. n. 48/2010 (ACCISE) ossia la normativa che in base al “principio di armonizzazione” si applica a tutte le circa 3000 Zone franche presenti in tutto il mondo.

Maria Rosaria Randaccio, esponente del movimento zonafranchista è chiara: “Il popolo Sardo merita rispetto. La condizione di povertà nella quale ci stanno spingendo è un delitto, e la nostra reazione sarà da considerarsi una legittima difesa”.
L’Avvocato Scifo, rilancia: “Non siamo disposti a tollerare politiche che portano all’asfissia economica della Sardegna; ho dato la mia disponibilità per un’azione giudiziaria senza precedenti nei confronti di tutti coloro che hanno disapplicato la Legge sulla zona franca. Mentre la politica regionale si divide in discussioni speciose, la Zona franca di Taranto sta aprendo le porte ad una nuova fase economica. E’ venuta l’ora di un’azione di responsabilità”.

In questi giorni l’Avvocato in missione a Bruxelles valuterà tutte le possibili strade giudiziarie da percorrere “nell’interesse del popolo Sardo”.

I Movimenti riuniti a Bonarcado hanno lanciato l’ultimo avvertimento alla politica: “Basta rinvii, si deve prendere atto che la situazione economica è gravissima e le ripercussioni sociali sono ad elevato rischio di disordine.” I più recenti dati socio-economici Istat e Banca d’Italia, purtroppo continuano a testimoniare una regressione in tutti i settori e a pagarne le conseguenze sono soprattutto le categorie più deboli.


Con l’incontro di Bonarcado il Movimento Sardegna Zona franca ha rafforzato l’unità d’intenti ed anche la propria capacità organizzativa; attraverso una nuova costituente che darà vita ad una Federazione tra Movimenti, Associazioni, Coordinamenti e Comitati pro Zona franca. Un modello organizzativo democratico che vuole lasciare alle spalle le incomprensioni e punta diritto verso quello che si ritiene l’unico strumento di politica economica in grado di dare slancio alle produzioni, al commercio, al lavoro, che si declina nel benessere del popolo Sardo.

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