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COMPORTAMENTO INAUDITO DEL PRESIDENTE PIGLIARU. SI INASPRISCE LA MOBILITAZIONE POPOLARE DEL SULCIS IGLESIENTE. SARA’ SCIOPERO GENERALE E MOBILITAZIONE DI TUTTE LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE.
Pigliaru il 12 febbraio convoca i sindaci del Sulcis ed i sindacati per parlare del Piano Sulcis, senza tenere minimamente conto della richiesta di incontro trasmessa dal Comitato per la difesa del Sulcis Iglesiente che in questi giorni ha animato con la mobilitazione popolare la cronaca Sulcitana. « È inaccettabile che Pigliaru non ponga all'ordine del giorno anche la Zona Franca per il Sulcis e che non convochi tutti i promotori di questa lotta accogliendo invece sigle sindacali che l'hanno addirittura osteggiata apertamente! Ma noi saremo a Cagliari anche il 12 a chiedere conto del suo comportamento!» Così tuona il rappresentante per il Sulcis del Movimento Sardegna Zona Franca, Avvocato Paolo Aureli.
«Evidentemente il presidente Pigliaru non ha capito la serietà dei problemi e non ha considerato la rabbia che pervade gli animi della popolazione che senza lavoro e senza futuro non ha più nulla da perdere – continua Aureli.»
«Questo strappo istituzionale ci conferma che a questo presidente non interessa minimamente risolvere i problemi e si disinteressa delle centinaia di manifestanti che nell’ultima settimana ha bloccato la rete viaria di collegamento, e occupato i comuni del Sulcis.»
«Abbiamo già comunicato che non ci saremo arresi fino a quando non avremo affrontato i temi in un tavolo con Regione e Governo seduti davanti a noi, e manteniamo la nostra posizione. Per questa ragione - conclude Aureli - continueremo la nostra mobilitazione con una escalation di azioni mirate di elevato eco mediatico. »
Intanto è confermata la Marcia su Cagliari di Martedì 16 Febbraio prossimo, le sigle sindacali facenti parte del Comitato hanno annunciato la proclamazione dello sciopero generale del Sulcis Iglesiente, Il Movimento Partite Iva, guidato dal coordinatore Elio Cancedda, nel contempo ha annunciato la chiusura di tutte le attività produttive per la mattina del 16, mentre il Movimento Sardegna Zona Franca promette di portare a Cagliari oltre mille manifestanti, per far sentire chiara e forte la rabbia del popolo.

 

 

 

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ZONA FRANCA NEL SULCIS PER SUPERARE LA CRISI
AURELI: "PIGLIARU RISPETTI GLI IMPEGNI ELETTORALI"

Lo ha detto chiaro Paolo Aureli, avvocato del foro di Cagliari e Coordinatore del Movimento zonafranchista nel Sulcis, attivamente impegnato con il Comitato per la mobilitazione del Sulcis Iglesiente per dare prospettive economiche durature al territorio, così come per tutto il resto della regione Sarda. "Non è pensabile il futuro dell'Isola senza l'applicazione della Zona Franca. Abbiamo un gap economico superiore di oltre il 30% da colmare" - afferma Aureli. "Al tavolo di confronto, che ci auguriamo si insedi quanto prima, porteremo all'attenzione del presidente Francesco Pigliaru le sue stesse promesse elettorali: ovvero la sperimentazione della Zona franca, almeno sul territorio del Sulcis." Il riferimento è ad un articolo scritto di pugno del presidente Pigliaru e pubblicato nell'ottobre 2013 su "La Nuova Sardegna" e sul blog del professore. Il contenuto esprimeva perplessità sulla possibilità di fare dell'intera Sardegna una Zona franca, tuttavia riteneva utile sperimentarne le potenzialità nel Sulcis, per poi valutarne gli effetti. Senza dimenticare le positive considerazioni del prof. Aldo Berlinguer, esponente del mondo intellettuale affine al PD, che ha decantato la positività della Zona franca.

"E' venuto il momento per mantenere gli impegni presi in campagna elettorale - conclude Aureli; al presidente Pigliaru spetta chiedere immediatamente al Governo la stesura urgente del DPCM di attivazione della Zona franca del Sulcis Iglesiente, da trasmettersi con carattere d'urgenza alla Commissione Europea, stante l'approssimarsi dell'applicazione del nuovo Codice doganale europeo."

 

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Domenica, 01 Novembre 2015 13:42

Paolo Aureli

 

Paolo Aureli, nato a Frosinone il 18 febbraio 1971, è il responsabile dell'Ufficio legale e Vice Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca. Avvocato civilista e tributarista del foro di Cagliari, è da sempre impegnato nella difesa dei consumatori e delle Partite Iva anche nei rapporti col fisco.

Sposato con due figli, è molto attivo nell'associazionismo, nonché membro del Consiglio Direttivo e consigliere giuridico dell'Associazione Nazionale dei consumatori denominata "Konsumer Italia", all'interno della quale rappresenta la Sardegna. Dopo gli anni della formazione giuridica alle Università La Sapienza e Luiss di Roma, si è dedicato immediatamente alla professione forense e, dopo aver sposato una archeologa sarda, si è innamorato profondamente della storia e della cultura millenaria del popolo sardo, decidendo di trasferirsi definitivamente in Sardegna nel 2003.

 

 

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La dichiarazione d’incostituzionalità dell’art. 8, comma 24, del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16 e della successiva legge di conversione che sanava le nomine dei dirigenti dell’Amministrazione dell’Agenzia delle Entrate, avvenute senza concorso pubblico, decisa dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n.37, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 25 marzo 2015, pone il grave problema dell’illegalità degli atti emessi e della invalidità dei procedimenti amministrativi di cui questi soggetti sono stati responsabili.
La questione è semplice: occorre distinguere tra atti e procedimenti svolti fino al 2 marzo 2012, data in cui viene data una copertura legislativa a questi comportamenti, seppure con la norma poi dichiarata incostituzionale, ed atti compiuti e procedimenti svoltisi dopo tale legge.

Gli accertamenti effettuati, gli atti firmati ed i procedimenti sviluppatisi nel tempo, intercorso tra le nomine dei falsi dirigenti e l’entrata in vigore dei decreti legge dichiarati incostituzionali, sono radicalmente nulli e/o inesistenti e non soltanto annullabili.

Infatti, la nomina dei dirigenti, prima dell’adozione del decreto legge annullato dalla Corte Costituzionale, è avvenuta sul presupposto di un mero regolamento interno dell’Agenzia e nel più assoluto difetto di attribuzione e, quindi, in totale carenza di potere in astratto in quanto atti emessi da soggetti privi della rappresentanza dell’Amministrazione.
Quanto sopra perché, non solo il suddetto regolamento interno era contrario ad una legge (il D.lgs. 165/2001), ma vi era la totale assenza (fino al 2 marzo 2012) di alcuna norma positiva che, seppur successivamente dichiarata incostituzionale, desse loro, almeno inizialmente, una copertura di legittimità.
Quanto sopra si deduce da tutta la giurisprudenza amministrativa in materia e che ha fatto seguito alla celebre sentenza emessa dal Consiglio di Stato in adunanza plenaria, la n.8 del 1963.

L’inesistenza di tutti questi atti impedisce, quindi, che l’Agenzia possa utilizzarli come validi titoli per la riscossione o per qualsiasi altro fine: essi non esistono per l’ordinamento giuridico perché sono stati emessi in totale carenza di attribuzioni e qualsiasi atto esecutivo o pagamento avvenga, o sia avvenuto sul loro presupposto, lede un diritto soggettivo del contribuente che lo può fare valere davanti al Giudice ordinario come fatto illecito e senza i limiti di decadenza dell’impugnativa del singolo atto.
Viceversa, gli atti emessi dai Dirigenti illegittimi dal 2 marzo 2012 avevano una copertura normativa, seppure dichiarata poi incostituzionale, essi sopravvivono perciò autonomamente, nonostante la sentenza ma saranno comunque annullabili per effetto della declaratoria d’incostituzionalità della legge di copertura: tuttavia, a differenza di quelli del tutto inesistenti emessi fino al 2 marzo 2012, per questi ultimi, occorrerà rivolgersi nei termini ordinari ad un giudice tributario che dovrà dichiararne con sentenza l’illegittimità per cassarli dall’ordinamento.
Spetta quindi al Governo Italiano prendere atto di quanto dice il diritto, ed emettere direttive all’Agenzia perché tutti gli atti compiuti fino al 2 marzo 2012 non siano più utilizzati abusivamente come titoli esecutivi di nessun genere.


Avv. Paolo Aureli, Avv. Francesco Scifo, dott.ssa Maria Rosaria Randaccio

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