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DELIBERAZIONE N. 24/14 DEL 22.4.2016

Oggetto: Piano Sulcis. Proposta di delimitazione territoriale e disposizioni necessarie per la operatività della zona franca di Portovesme/Sant’Antioco e delle aree industriali funzionalmente collegate ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998 n. 75. Approvazione definitiva.

 

 

 

 

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Grande partecipazione popolare il 12 sera al Lu Hotel al convegno organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca. Sala piena e acceso dibattito sullo sviluppo delle potenzialità insite nello strumento della zona franca aperta da poco avviata nel Sulcis. Insieme ai dirigenti del Movimento il coordinatore del Governo per il Piano Sulcis - l'on.Tore Cherchi - si è congratulato apertamente per la fruttuosa collaborazione con i vertici del Movimento che ha portato alla realizzazione delle delibere attuative della zona franca del Sulcis che danno applicazione all'Art. 12 dello Statuto Sardo dopo 68 anni. Il Movimento Sardegna Zona Franca dopo aver collaborato alla revisione dell'articolo 10 del predetto statuto adesso può ben dire di aver fattivamente determinato, con la collaborazione dell'attuale Giunta regionale, l'applicazione concreta dell'articolo 12. Ciò dimostra che non conta il colore della Giunta al governo pro tempore ma soltanto l'effettivo impegno che si profonde.

Prossimo appuntamento ad Arbatax.

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Pubblichiamo il commento a caldo dell'avv.Francesco Scifo, segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca, al ritorno della dura giornata che lo ha visto in prima fila - insieme all'avv.Paolo Aureli, rappresentante legale del Movimento e delegato della provincia del Sulcis Iglesiente, nella manifestazione fuori dai cancelli della Regione Sardegna in Viale Trento.

"Oggi ero lì, mentre il Governatore di una Regione alla fame glissava sulle richieste d’incontro della popolazione affamata. Ancora una volta il volto del potere che pensa di disporre delle regole e della vita dei cittadini era lì davanti a me. Nessuna soluzione, nessun incontro, solo una sfilza di vuote parole che contestavano a noi, che eravamo là fuori dalle otto della mattina, di non essere democratici, quando c’erano solo delle persone che chiedevano di poter esprimere delle idee ad un rappresentante eletto che si è dimenticato del popolo. Dopo poco sono entrati i sindaci di alcuni comuni del Sulcis, forse per compiacere quel potere che li aveva convocati, e si sono introdotti al posto degli affamati di giustizia che dimostravano fuori: nessuno di noi è potuto entrare perché un cordone di polizia in assetto anti sommossa ci ha lasciati fuori, fuori dalla democrazia che oggi è morta in Sardegna. I poliziotti avevano le targhette sulle giacche con scritto “antiterrorismo”.

Ebbene... siamo noi terroristi?

Forse per il nostro Governatore siamo tutti terroristi perché chiediamo che almeno una parte del loro tempo sia dedicata ad ascoltarci e una parte dei loro compensi sia destinata a risolvere i problemi sociali. Allora sì, siamo tutti terroristi."

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Il 1 febbraio il Sulcis Iglesiente si muoverà con una mobilitazione generale popolare che vede coinvolte diverse forze sociali sotto un comune intento: rivendicare la piena applicazione del cosìddetto “Piano Sulcis”, la immediata attivazione della Zona Franca estesa al Porto di Portovesme ed alle aree industriali ad esso funzionalmente collegate e o collegabili secondo il disposto dell’art. 1 del Decreto Legislativo n.75 del 1998, rivendicare per tutta la Sardegna un trattamento fiscale più equo che pareggi gli svantaggi derivanti al settore produttivo e alla comunità civile dai lacci della insularità, della carenza di infrastrutture e delle non adeguate reti viarie, pretendere l’immediato inizio dell’opera di bonifica dei territori sardi gravemente inquinati dai residui delle attività estrattive e produttive ad oggi dismesse, con la messa a disposizione di sostanziosi fondi statali tesi alla possibile riconversione economica e produttiva.

Qui sotto il testo della lettera che, sottoscritta dai rappresentanti di tutte le forze interessate dal movimento di protesta, è stata inviata ai seguenti soggetti istituzionali: Presidente del Consiglio dei Ministri Dott. Matteo Renzi, Gent.mo Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Dott. Francesco Pigliaru, Ecc.mo Sig. Prefetto Dott.ssa Giuliana Perrotta:

“Con la presente intendiamo richiamare la Vostra attenzione verso un territorio, quello del Sulcis lglesiente, stremato e colpito dalla tragica mancanza di occupazione. La nostra decisione di dare inizio, il 1 febbraio 2016 ad una Mobilitazione Generale Popolare nasce dalla crisi senza precedenti che ha investito il territorio. ll lavoro carente crea di conseguenza un atteggiamento di arrendevolezza nelle coscienze, procurando una crisi in tutti i settori socio economici e culturali. La MOBILITAZIONE POPOLARE promossa dalla CISL TERRITORIALE insieme al MOVIMENTO PARTITE IVA, ARTIGIANI e COMMERCIANTI, AGRICOLTORI, PESCATORI, MOVIMENTO SARDEGNA ZONA FRANCA, MOVIMENTO STUDENTI, MOVIMENTO DISOCCUPATI, CISAL FISMIC CONSAL ed altri movimenti, gruppi e comitati dei diversi settori della società civile, non potrà che essere forte e determinata ancor più se dovesse malauguratamente mancare un immediato interesse da parte degli interlocutori regionali e nazionali. t nostri obiettivi sono genuini e tesi a favorire il rilancio dell'occupazione e dell'economia. La forte rivendicazione che si accenderà il 1 febbraio è finalizzata a chiedere interventi urgentissimi per il lavoro, proponendo la nomina di un COMMISSARIO STRAORDINARIO, e la sottoscrizione di UN NUOVO PIANO OCCUPAZIONALE, in grado di invertire il dato terribile della disoccupazione prossimo al 20%. Fatta questa doverosa premessa, chiediamo un Vostro intervento risolutivo delle infinite vertenze che lacerano quotidianamente il territorio. La richiesta della nomina di un Commissario Straordinario per il Sulcis lglesiente, è orientata a risolvere le numerose problematiche che devastano il territorio, garantendo il confronto con le forze sociale e le istituzioni locali. Chiediamo inoltre di formalizzare un accordo quadro fra parti sociali e istituzioni Regionali e Nazionali che favorisca la ripresa economica e !a riorganizzazione sociale del territorio. ll Sulcis è stretto da una crisi senza precedenti e merita la massima attenzione della politica a tutti i livelli. E' indispensabile la spendita delle risorse disponibili, iniziando da quelle del Piano Sulcis. Occorre, senza indugio alcuno, migliorare il sistema infra-strutturale e avviare le bonifiche. Occorre far ripartire i poli produttivi per trasformarli in eccellenza. Edilizia, Agricoltura, Turismo, Agroindustria, Viticoltura, Artigianato e Pesca. Occorre infine abbattere la pressione fiscale per dare fiato e gambe alle piccole e medie imprese, ripensando, tra le altre cose, al concetto e al sistema che dà vita alla zona franca, senza dimenticare i! necessario supporto industriale alle produzioni di filiera, quali Alluminio, Piombo e Zinco. Ciò che chiediamo non è certamente cosa da poco, ma rappresenta un passo indispensabile per una rivoluzione economica in grado di creare ricchezza e occupazione ed evitare il tracollo definitivo del Sulcis iglesiente.”

 

 

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Domenica, 01 Novembre 2015 13:42

Paolo Aureli

 

Paolo Aureli, nato a Frosinone il 18 febbraio 1971, è il responsabile dell'Ufficio legale e Vice Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca. Avvocato civilista e tributarista del foro di Cagliari, è da sempre impegnato nella difesa dei consumatori e delle Partite Iva anche nei rapporti col fisco.

Sposato con due figli, è molto attivo nell'associazionismo, nonché membro del Consiglio Direttivo e consigliere giuridico dell'Associazione Nazionale dei consumatori denominata "Konsumer Italia", all'interno della quale rappresenta la Sardegna. Dopo gli anni della formazione giuridica alle Università La Sapienza e Luiss di Roma, si è dedicato immediatamente alla professione forense e, dopo aver sposato una archeologa sarda, si è innamorato profondamente della storia e della cultura millenaria del popolo sardo, decidendo di trasferirsi definitivamente in Sardegna nel 2003.

 

 

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Approfittare della complessità delle norme e dell’ignoranza della gente per mettere in discussione la sopravvivenza di un intero popolo, sembra che sia diventata una strategia politica bipartisan.

Ci eravamo fermati alle ultime elezioni regionali quando tutto il Centro Destra aveva fatto sua la nostra battaglia per la zona franca extradoganale integrale e al consumo, togliendo a noi zona franchisti persino il merito di aver sollevato la rivendicazione.

L’Unione Sarda del 19.04.2014, pag.50, ci comunica che anche l’ex presidente Cappellacci si unisce a Tore Cherchi e Francesco Sanna per decantare i benefici della “Fiscalità di Vantaggio” riservata alle aziende che operano sul territorio del Sulcis-Iglesiente, il cosìddetto Piano Sulcis. I suddetti politici, assieme al giornale si guardano bene dal precisare che si tratta dei vantaggi fiscali riservate alle Zone Franche Urbane, che verranno eliminati tra soli due anni in tutta l’Europa, in quanto gli stessi benefici sono stati considerati dall’Unione Europea come “Aiuti di Stato distorsivi del mercato".

Ci chiediamo che senso abbia avuto attivare i suddetti benefici fiscali che consentiranno agli imprenditori locali (solo per il Sulcis e l’Iglesiente) di pagare meno tasse sul loro fatturato (per soli due anni), se sappiamo che la gente ha sempre meno soldi in tasca da spendere e che pertanto il fatturato delle imprese è destinato a decrescere?
Non sarebbe forse meglio che i soldi da spendere li avesse in mano la gente, che utilizzandoli potrebbe incrementare il fatturato delle imprese? 

C’è un solo modo per mettere i soldi in tasca al popolo Sardo, quello di pretendere dai politici il rispetto delle leggi che sono state violate e calpestate da oltre 15 anni.

E queste leggi sono:

  • il D.lgs. n.75/1998;
  • la Legge n.623/1949;
  • la Legge n.763/1973 dove si prevede l’eliminazione dell’IVA e delle Accise per le popolazioni residenti nei territori dichiarati Zone Franche extradoganali ai sensi dell’art.1 della Legge Doganale n.1424/1940 e dall’art. 2 del DPR n.43/1973 con il quale è stato approvato il T.U. doganale attualmente in vigore e che all’art.170 si propone di dare attuazione a quanto previsto dalla direttiva del Consiglio n.69/75/CEE che fornisce una interpretazione autentica di che cosa si debba intendere per territorio dichiarato Zona Franca, e che non sono considerati aiuti di Stato le compensazioni fiscali fornite alle popolazioni gravate dai
  • la Legge n.384/1954 (che estende al Comune di Livigno i benefici fiscali della Zona Franca al Consumo, riservati al territorio di Gorizia dall’art.11 della Legge n.1438/1948);
  • il D.L. n.1351/1964 convertito nella Legge n.28/1965 (che estende i benefici dell’art.11 della Legge n.1438/1948 - benefici fiscali della zona franca al consumo - anche ai residenti nei territori svantaggiati come individuati all’art.92 del Trattato di Roma, cioé "i territori ove il tenore di vita sia anormalmente basso, o si abbia una grave forma di sottoccupazione") e che non sono considerati aiuti di Stato le compensazioni fiscali fornite alle popolazioni gravate da esosi tributi. 

L'attivazione della Zona Franca al Consumo estesa su tutto il territorio della Sardegna, eliminerebbe l’IVA e le ACCISE su tutto il territorio, ed attiverebbe in aggiunta quei benefici fiscali attualmente riservati dall’istituto delle “Zone Franche Urbane" solo alle imprese del Sulcis-Iglesiente.

L’Italia ha ancora solo due anni di tempo per istituire le sue dieci zone franche al pari della Francia e della Germania, nonché della Spagna e della Grecia, ossia fino all’entrata in vigore del nuovo Codice Doganale Comunitario che prevede l’abrogazione quanto previsto dall’art.166 del Regolamento CEE n.2913/1992 del Consiglio, articolo che oltre a fornire la definizione giuridica di che cosa si debba intendere per zona franca, precisa che sia compito degli Stati membri istituire le Zone Franche, quando ne ricorrano i presupposti succitati.

L’art. 174 (ex 158) del Trattato sull’Unione Europea conferma che, per promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione Europea, un’attenzione particolare deve essere rivolta alle Isole (regioni insulari) che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali.
Isole (Sardegna e Sicilia) che ai sensi dei succitati richiami normativi, hanno diritto alla Zona Franca al consumo estesa su tutto il loro territorio, diritto confermato dall’interpretazione autentica n.33 allegata all’atto finale della Conferenza Intergovernativa che ha adottato il Trattato di Lisbona firmato il 13.12.2007, dove si precisa che l’art.174 deve essere inteso nel senso che “le regioni insulari debbano includere le isole nella loro interezza“ .

Maria Rosaria Randaccio

 

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