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Ufficio Stampa

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Il 15 aprile 2016 la Regione Sardegna, sulla base delle bozze stilate dai professionisti del Movimento Sardegna Zona Franca, ha pubblicato una deliberazione sulla zona franca (qui sotto in allegato), con la quale stabiliva: 

1) di avviare l’attivazione delle zone franche previste dall’art. 12 dello Statuto così come stabilito dal D.Lgs. n. 75/1998;

2) di dare mandato alla Direzione generale della Presidenza di predisporre un disegno di legge per l’abrogazione della legge regionale 2 agosto 2013, n. 20 al fine di abrogare le disposizioni che prevedono la trasformazione di “Cagliari Free Zone” in “Sardegna Free Zone” e le disposizioni che stabiliscono che il Prefetto dela provincia di Cagliari eserciti i poteri sostitutivi;

3) di stabilire che le amministrazioni locali richiedenti l’attivazione delle zone franche di cui all’art. 12 dello Statuto e/o i soggetti gestori, provvedano a trasmettere alla Regione un’apposita domanda nella quale sono riportate le imprese e le attività (volte ai traffici con i Paesi extra UE) già operanti sul territorio e quelle che presumibilmente si localizzeranno nella zona franca;

4) di stabilire che le amministrazioni locali richiedenti l’attivazione delle zone franche di cui all’art. 12 dello Statuto e/o i soggetti gestori, provvedano a inviare una bozza di regolamento, nel quale inter alia dovrà essere specificato:

a. l’esatta individuazione dell’area sulla quale dovrà insistere la nuova zona franca;
b. il tipo di regime doganale più confacente alle esigenze del loro territorio;
c. il gestore dell’istituenda zona franca, il quale fra l’altro, entro 60 giorni dall’emanazione del DPCM previsto dal D.Lgs. n. 75/1998, dovrà predisporre il relativo piano operativo;

5) di approvare che vengano approvate e divulgate le schede informative (allegate alla presente deliberazione) per consentire ai soggetti interessati di analizzare e valutare le distinte caratteristiche di ciascun regime doganale, mettendo in risalto i vantaggi e gli eventuali svantaggi di ciascuno di essi;

6) di stabilire che nel sito Web della Regione venga predisposto uno specifico link attraverso il quale avere accesso a tutte le informazioni e a tutte le leggi che disciplinano la materia della “zona franca”.

Secondo questa delibera la Giunta Regionale ha quindi dettagliatamente indicato - tra le altre cose - a tutti i Comuni di procedere a comunicare quali aree industriali intendano utilizzare il regime doganale in questione e, pertanto, i sindaci devono utilizzare questa delibera quale promemoria per portare avanti le proprie istanze, ricordando alla stessa Regione quanto da essa precedentemente deliberato.

 

 

 

registrazione scifo

E' stata una serata in cui il Movimento Sardegna Zona Franca ha avuto la certezza che quella della zona franca è una guerra politica, economica e di potere, in cui una vera e propria casta si permette di impedire un contraddittorio, che probabilmente l'avrebbe vista soccombere e dover ammettere che il limite della legalità è stato già superato da tempo. 

L'avvocato Francesco Scifo, in rappresentanza del Movimento Sardegna Zona Franca, regolarmente registrato, come si vede nella foto a sinistra, pur non essendo stato invitato, ha chiesto la parola al Presidente dei Commercialisti ma non gli hanno permesso di parlare. Addirittura pur di non farlo interloquire è stato persino annullato il dibattito finale e le domande. Ma la cosa più vergognosa è che nessuno dei commercialisti in sala ha difeso il suo diritto di controbattere alle loro tesi. 

Tutto questo sembra quasi voler rimarcare quanto la politica e i poteri forti stiano iniziando ad avere davvero paura e che - grazie al Movimento Sardegna Zona Franca - il popolo sardo finalmente stia acquisendo la consapevolezza di ciò che gli è stato tolto per oltre settant'anni.

 

 

 

Uno dopo l’altro i Comuni sardi deliberano la zona franca nel loro territorio: si stanno scrollando di dosso l’illegalità della mancata applicazione della legge dello Stato D.lgs. n.75/98, istitutiva delle zone franche della Sardegna.
La Direttiva IVA n. 2006/112/CE prevede all’art. 156 lett. b) che gli Stati membri possano, con una loro legge nazionale, esentare dall’IVA le operazioni inerenti le cessioni di beni destinati ad essere collocati in una zona franca; ciò a prescindere dal fatto che l’area geografica sia nel novero ufficiale delle zone extradoganali originarie dell’Unione.
L’art. 2 del Testo Unico Doganale D.P.R n.43/73 è la legge nazionale in questione che prevede l’assimilazione dei punti franchi alle aree extradoganali: questo significa, non solo che tutti i punti franchi (oggi zone franche) sono aree extradoganali, dove l’IVA e le accise non devono essere versate dai contribuenti, mancando il presupposto generatore di tali imposte; ma anche che la disciplina generale fiscale applicabile alla Regione Sardegna è quella prevista per le aree geografiche extradoganali italiane ed europee.
Tale ricostruzione logico giuridica è confermata dalla Sentenza della Corte di Giustizia Europea del 1 giugno 2017, emessa nel Procedimento C-571/2015 che chiarisce agli stati membri dell’Unione Europea che i punti franchi sono aree dove si applica integralmente la disciplina fiscale extradoganale.
L’Italia ha istituito le zone franche della Sardegna con il D.lgs. n.75/98 e ha delegato alla Regione la decisione sulla loro estensione geografica.
Infatti, con la Legge Regionale Sardegna n.10/2008 lett.d), la Regione ha delineato la procedura necessaria per la determinazione dell’estensione geografica delle zone franche: lo strumento previsto dalla legge regionale è una delibera di Giunta regionale, sentito il previo parere della commissione consiliare competente; con la Legge Regionale n.20 del 2013 la Regione ha disciplinato l’ente Sardegna Free Zone che deve gestire l’applicazione della zona franca insieme ai Comuni sardi che ne detengono per legge il 33%. Nessuna di tali leggi regionali è stata impugnata dallo Stato per la violazione del principio che la competenza in materia doganale spetta allo Stato, perché la materia è stata appunto delegata, come detto sopra. Diversamente, lo Stato avrebbe impugnato le leggi regionali n.10/2008 e n.20/2013 ma non lo ha fatto perché, evidentemente, ha delegato alla Regione la regolamentazione delle zone franche, con l’applicazione diretta della normativa dell’Unione che deve essere fatta dalla Regione.

La Delibera di Giunta n.8/2 del 7 febbraio 2013 e le seguenti comunicazioni Prot. 9015 e 9016 dell’11.12.2013 hanno chiuso il procedimento di perimetrazione e individuazione della zona franca della Sardegna, estendendo a tutta l’isola il regime doganale di zona franca interclusa di tipo I, con punti di entrata e di uscita nei porti e gli aeroporti della Sardegna.
Il Decreto Legislativo n.114/16 ha confermato alla Regione la delega a decidere qualsiasi beneficio e/o agevolazione fiscale su tutte le imposte erariali retroattivamente al 2010 (art. 18). La possibilità di delega da parte dello Stato a disporre su tributi erariali è avvenuta sulla base del disposto degli artt. 8,10,12,13 dello Statuto Sardo, come modificato nel 2013. La Corte Costituzionale ha confermato, nella Sentenza n.154/17, che la Regione ha questa ampia delega governativa su tutti i tributi erariali che deve esercitare con leggi regionali.
La disciplina che stabilisce la zona franca della Sardegna deve essere applicata dalle agenzie fiscali, esse non applicano nemmeno la zona franca di Cagliari istituita con il D.lgs. n.75/98, confermata dal D.P.C.M. del 7 giugno 2001 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.176 del 31.07.2001: ciò dimostra una assoluta violazione del D.lgs. n.75/98 e nella perpetuazione di questa illegalità nemmeno sembrano ingiustificatamente riconoscere l’avvenuta estensione a tutta la Regione, disposta dai provvedimenti di giunta regionale comunicati regolarmente alle agenzie fiscali con note 9015 e 9016 del 11.12.2013.

L'Avv. Francesco Scifo invita imprenditori e cittadini ad inviare una email all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., se le Agenzie fiscali o i professionisti tecnici negassero l’esistenza delle leggi succitate e promette di fornire ogni opportuna tutela legale agli associati davanti a ogni curia competente.

 

 

 

E' prevista per questo pomeriggio alle 17.00 la delibera della zona franca al consumo nel Comune di Domusnovas, consegnata in prototipo ieri via pec al sindaco Massimiliano Ventura. Un altro prototipo di delibera è stato recapitato anche al sindaco di Quartu Sant'Elena, Stefano Delunas, direttamente dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio. Al Consiglio Comunale di oggi a Domusnovas saranno presenti alcuni membri del Consiglio Direttivo del Movimento Sardegna Zona Franca, incaricati di verificare la perfetta registrazione della pratica.

I vertici del Movimento si dicono estremamente soddisfatti dalla partecipazione alla lotta di un numero sempre crescente di cittadini e imprenditori che vogliono avere le idee chiare sui propri diritti disattesi per circa 70 anni dalle manovre della politica locale, ancora restìa al voler applicare la normativa sulla zona franca. E, come commenta l'avv. Francesco Scifo, segretario politico del Movimento: "Ora la palla passa ai cittadini: sono loro che devono pretendere dai propri amministratori il rispetto delle leggi. Stiamo dando ai sindaci della Sardegna lo strumento per farlo."

Per tutti coloro che vogliono chiedere al proprio sindaco di deliberare per la zona franca al consumo il Movimento Sardegna Zona Franca mette a disposizione (scaricabile qui sotto) un fac simile della delibera della zona franca al consumo e del Regolamento dei Diritti Speciali.

Da oggi nel cielo sardo finalmente tirerà la stessa aria che si respirava nel 2013, cioé nel periodo della famose 240 delibere della zona franca, che hanno portato l'allora Governatore della Regione, Ugo Cappellacci, a deliberare per l'attivazione della zona franca integrale in tutto il territorio della Sardegna, isole incluse.

 

 

 

E' iniziato stasera dal Sulcis il "monitoraggio" del Movimento Sardegna Zona Franca delle campagne elettorali dei vari partiti politici che vogliono utilizzare ancora una volta l'argomento della zona franca come spartiacque per le politiche dell'anno prossimo. Il Movimento Sardegna Zona Franca, come già espresso alla recente Assemblea dei Soci tenutasi a Nuoro, ha comunicato la propria linea politica attraverso le parole del suo Segretario Politico, avv. Francesco Scifo: "Se dovessimo decidere di candidarci, noi correremo da soli. No quindi alle coalizioni di Destra e Sinistra e dalla parte invece di quelli che lottano per l'autodeterminazione della Sardegna, senza escludere eventualmente di appoggiare coloro che decideranno di inserire quello della zona franca come primo punto del proprio programma".

La dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Zona Franca e Claudia Mariani, coordinatrice della provincia del Sulcis Iglesiente, hanno partecipato questa sera ad un incontro sulla zona franca organizzato da Forza Italia a Iglesias, durante il quale all'ex Presidente Ugo Cappellacci si è visto fortemente attaccare dall'attivista zonafranchista Claudia Mariani, a lui ben conosciuta, riguardo la mancata efficacia dell'opposizione in sede di Consiglio Regionale in favore della battaglia sulla zona franca e della delusione di tutto il Movimento per la sconfitta elettorale, alla quale non è più succeduta alcuna azione da parte di Forza Italia. 

Questa è la seconda uscita ufficiale dei membri del Movimento che da ora in poi saranno presenti in tutti i futuri incontri partitici e che vigileranno affinché nessuno utilizzi l'argomento "zona franca" per interesse politico e non per dare benefici alla popolazione.

 

 

Ieri a Nuoro si è svolta nella sede del CESP di Prato Sardo l'Assemblea annuale dei soci del Movimento Sardegna Zona Franca alla presenza della presidente dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e di tutti i membri del Consiglio Direttivo. L'incontro, che ha visto una folta partecipazione di persone provenienti da tutta la Sardegna, è stata anche l'occasione per conoscere i neo iscritti al Movimento e di fare il punto della situazione alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale relativa alla fiscalità vigente in Sardegna. 

Hanno partecipato anche alcuni commercialisti e imprenditori di vari settori produttivi, interessati ad entrare ufficialmente in regime di zona franca e desiderosi di avere informazioni riguardanti le richieste di rimborso Iva e Accise messe a disposizione gratuitamente dal Movimento. L'avvocato Francesco Scifo ha ribadito la decisione di optare per una scelta politica che vada oltre i partiti nazionali di Destra e Sinistra seguendo il filone politico che si affacci maggiormente verso l'autodeterminazione della Sardegna, e proponendo - nel caso di una eventuale partecipazione del Movimento Zona Franca alle prossime elezioni regionali - di candidarsi in solitaria senza alleanze o coalizioni se non con partiti che mettano come primo punto del programma la zona franca.

Il momento clou della serata è stata la votazione del nuovo Consiglio Direttivo, avvenuto per acclamazione dei candidati, durante il quale l'avv. Scifo è stato rieletto all'unanimità come Segretario Politico, ed è stato allargato a undici componenti il nucleo dei consiglieri.

Nel nuovo Consiglio Direttivo sono stati rieletti: Luciana Carta con le cariche di Tesoriere, coordinatrice della provincia dell'Ogliastra e Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione; Claudia Mariani, con la carica di coordinatrice della provincia del Sulcis Iglesiente insieme a Angelo Borghero; Serafina Patteri e Antonio Chessa, coordinatori della provincia di Nuoro; Antonio Vernier, responsabile dei rapporti con l'Università e l'Unesco; Giulio Simbula, coordinatore della provincia del Medio Campidano; Paolo Aureli, Vice Presidente e Legale del Movimento; e le new entries: Rita Cuccureddu e Antonio Alfonso, coordinatori della provincia di Sassari; Daniela Mallus e Gianfranco Milìa, coordinatori della provincia di Cagliari.

A fine serata sono state consegnate le nuove brochures informative che verranno messe a disposizione dei cittadini in diversi centri commerciali, bar, ristoranti e negozi di ogni provincia.

Un grande augurio di buon lavoro ai nuovi eletti e al Movimento tutto.

Oggi a Nuraghe Losa - Abbasanta l'avvocato Francesco Scifo ha portato il saluto del Movimento Sardegna zona franca a Sardos, neoformazione, presentata da Anthony Muroni e Alberto Filippini, con notevoli ambizioni politiche: attrarre chi non si riconosce nel tripolarismo. L'Associazione ha creato numerosi laboratori tematici che lavoreranno per un certo periodo di tempo su vari argomenti, sotto la direzione di un coordinatore per gruppo: Ambiente, Agroalimentare, Zootecnica e ricerca, lotta allo Spopolamento, Turismo, Zona franca e fiscalità di vantaggio.

Presenti al convegno molti giovani ed esperti oltre a una nutrita rappresentanza di associazioni e movimenti. Scifo commenta così il suo breve intervento: "Ho rappresentato che mancava un occhio rivolto alla internazionalizzazione della Sardegna e allo conoscenza dei trattati internazionali che, in assenza di adeguato studio, travolgeranno anche noi. Infine, ho precisato che, anche qualora l'obiettivo fosse federalista o, addirittura, indipendentista, occorrono due presupposti: una zona franca integrale quale unico strumento idoneo a poter compensare lo svantaggio insulare e infrastrutturale e capace di attrarre capitali, credito e attività; il secondo è lo studio e la conoscenza approfondita dello Statuto sardo che é l'unico strumento esistente, rebus sic stantibus, per difendere gli interessi della Sardegna, ma nessuno lo conosce né lo applica. Se non si sa usare e non si usa l'unica spada che si ha si finisce trafitti. I migliori auguri a Sardos dunque."

 

Sulla spinta di oltre 11.000 richieste da parte di privati cittadini e aziende residenti in Sardegna, il Movimento Sardegna Zona Franca ha inviato all'Agenzia delle Entrate Regionale e all'Agenzia delle Dogane Interregionale un Interpello (sotto in allegato) con il quale si chiede l'ufficializzazione della posizione di tali agenzie in relazione alla vigente normativa, in virtù anche dell'ultima Sentenza della Corte Costituzionale n.154 del 4 luglio 2017.

A firma della Presidente del Movimento, dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, si chiede: "se è corretta o meno l’interpretazione della immediata operatività del regime doganale di zona franca e se la scrivente possa operare in regime di esenzione da IVA e Accise e utilizzare l’IVA e le Accise versate in compensazione ai sensi del Capo III del Decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 come previsto dal D.lgs. n. 114/2016. Inoltre, nel caso di interpretazione difforme dalla suddetta le SS.VV dovranno chiarire quali siano i motivi della mancata eventuale applicazione del corpus normativo sopraindicato vigente e cogente."

Nel frattempo da anni diverse aziende sarde operano in regime di zona franca senza che le agenzie fiscali abbiano mai avuto nulla da eccepire. Il documento è stato inoltre inviato per conoscenza all' Advisory Committee on Value Added Tax, il gruppo istituito dalla Commissione Europea che mira a garantire un'applicazione più uniforme delle disposizioni dell'UE in materia di IVA.

 

 

 

 

 

Nella video intervista curata dal giornalista cagliaritano Alessandro Zorco, l'avv. Francesco Scifo - segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca - spiega le motivazioni per le quali la zona franca in Sardegna è già operativa. Alla luce della Sentenza n.154/2017 della Corte Costituzionale dello scorso luglio, che conferma l'esistenza di tutto il sistema normativo sulla zona franca in Sardegna, è possibile richiedere il rimborso (fin dal febbraio 2013) dell'Iva e delle Accise pagate dai contribuenti risiedenti nell'isola. Guarda l'intervista 

I riferimenti normativi principali citati dall'avv. Scifo sono i seguenti:

- Leggi nazionali:

   Statuto della Regione autonoma Sardegna Legge n.3/1948 artt.10, 12 e 13

   e le norme attuative:

   D.lgs. n.75/1998 art.1

   D.lgs.n. 114/2016 artt. 8 e 14;

- Leggi regionali:

   Legge n.22/1953 art.2;

   Legge n.10/2008 art. 1 lett.d);

   Legge n.20/2013 art.1:

- Provvedimenti esecutivi:

   Delibera Giunta Cappellacci del 7 febbraio 2013 (comunicata a Italia e Ue);

   Sentenza della Corte Costituzionale n.154/2017.

 

 

 

Nonostante la relazione della Polizia Giudiziaria del 23 maggio 2016 in cui si evince che "la zona franca in Sardegna non parte solo per una precisa scelta politica della Giunta in carica pro tempore", nonostante sia palese sin dal suo insediamento che la Giunta Pigliaru sia apertamente contraria all'applicazione delle normative sulla zona franca, la Magistratura sarda ritiene che non applicare le leggi dello Stato sia lecito.

In allegato qui sotto il provvedimento.

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