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Comunicazione all'Ufficio delle Dogane

  • Martedì, 09 Aprile 2013 11:53
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Comunicazione all'Ufficio delle Dogane ZonaFrancaSardegna.com

 

 

Oggetto: richiesta di esecuzione delle delibere Giunta RAS n.ri 8/2 del 07.02.2013 e 9/7 del 13.02.2013.

 

Spett.le Agenzia delle Dogane,

nella qualità di procuratore costituito dei ricorrenti nell’azione collettiva proposta ai sensi del dlgs n. 198/2009, pendente presso TAR Sardegna n.ro 91/13, si comunica quanto segue.

In data 22 Gennaio 2013 veniva notificato ricorso collettivo ex lege n.198/2009 all’Autorità Portuale di Cagliari, alla Regione Autonoma della Sardegna, al Comune di Cagliari, ove si contestava, in particolare: “il comportamento omissivo delle amministrazioni diffidate determina una palese violazione dell’art. 41 della Costituzione; della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, art.12; del decreto legislativo 10 marzo 1998, n. 75 art.1 denominato “Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna concernenti l'istituzione di zone franche” (GU n.81 del 7-4-1998), entrato in vigore il 22-4-1998; dei regolamenti CEE n. 2913/1992 (Consiglio) artt. 166-181 e n. 2454/1993 (Commissione) articoli 800-803 e 804; del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 giugno 2001, che ha dettato nello specifico le disposizioni per l'operatività della zona franca di Cagliari. Specificamente il DPCM del 7 giugno 2001 prevede, all’art.7 precisi termini: sessanta giorni al gestore per predisporre il piano operativo della zona franca, la trasmissione obbligatoria dello stesso all’Autorità doganale, con l’obbligo di replica di questa entro ulteriori sessanta giorni. Gli articoli 2-7-12 prevedono l’obbligo di controllo ed indirizzo su tali attività in capo alla Giunta regionale della Sardegna e, specificamente, agli assessori all’industria ed alla programmazione: questi ultimi sono indicati nelle norme come competenti, alla redazione ed al controllo dei programmi annuali di gestione e organizzazione della zona franca. Infine la legge individua, all’art. 12, nella regione, il soggetto che determina gli indirizzi generali per l’attività del gestore. Nonostante che il decreto suddetto sia stato pubblicato sulla gazzetta ufficiale n.ro 176 del 31 luglio 2001 non risulta che i controlli e le attività affidate dalla legge a tali amministrazioni siano stati svolti e nemmeno che il soggetto gestore, indicato nel DPCM, nella società cons. per az. Zona Franca di Cagliari, che userà il marchio d’impresa Cagliari Free Zone, con sede in cagliari viale Diaz 36, abbia mai compiuto le attività obbligatorie previste nella legge e per cui è stato creato, né mai attivato la zona franca di Cagliari”.

Di seguito, veniva fissata udienza cautelare davanti al TAR Sardegna in data 20.02.2013.

Nelle more del procedimento la Regione Autonoma della Sardegna adottava due deliberazioni della Giunta Regionale: n.8/2 del 07.02.2013 e la n.ro 9/7 del 13.02.2013, aventi ad oggetto rispettivamente: “Comunicazione alla Commissione Europea dell’attivazione della zona franca nel territorio dell’Isola di Sardegna” e “Attivazione della zona franca nel territorio dell’Isola di Sardegna e le sue isole minori circostanti”.

Il Presidente della Giunta Regionale, su mandato espresso ricevuto e riportato dettagliatamente nei provvedimenti normativi succitati lo eseguiva inviando a tutti gli enti interessati la comunicazione di avvenuta attivazione della zona franca, riportante il numero di protocollo 0000909 in data 08.02.2013 e la successiva, emessa in data 12.02.2013 prot. 0000972, riportante quale oggetto: “comunicazione attivazione della Zona Franca nel territorio dell’Isola di Sardegna, realizzata ai sensi dell’art. 1 della Costituzione Italiana”.

In tali ultimi due provvedimenti amministrativi, attuativi delle succitate delibere, il Presidente affermava che il territorio dell’isola della Sardegna e le sue isole circostanti doveva essere considerato dal 7 febbraio 2013 equiparato a quelli definiti “extradoganali” previsti dall’art. 3 del regolamento CE n.450/2008.

Nella comunicazione del 12.02.2013 si precisava espressamente anche l’avvenuta assimilazione dello status giuridico della Sardegna ai territori di Livigno e Campione d’Italia.

Ciò premesso, le due delibere della Giunta regionale sono due provvedimenti normativi e le comunicazioni emesse dal Presidente sono atti amministrativi esecutivi delle stesse.

Il carattere giuridico di tali atti è inconfutabile ed essi devono essere eseguiti immediatamente da qualunque Autorità Italiana e persona che si trova nel territorio dello Stato Italiano e della UE, pena la violazione di legge e la passibilità di denuncia all’Autorità Giudiziaria.

L’esecutorietà degli stessi, formalmente adottati in esecuzione dell’art. 12 della legge costituzionale n.3 del 1948, del dlgs. n.75/1998, degli artt. 1 e 117 della Costituzione Italiana, della legge regionale n.10/2008 art. 1 lett.d), opera per legge, anche se essi fossero di carattere abnorme e fino al loro regolare annullamento ad opera di un Tribunale o di una legge abrogativa successiva.

Ciò premesso, gli Uffici doganali e tutte le Amministrazioni sono tenute ad osservare la legge e, quindi, le delibere succitate applicando la disciplina fiscale e doganale attualmente in uso nei territori extradoganali di Livigno e Campione d’Italia, a pena di rispondere sia dell’illecita mancata attuazione, che individualmente, ex art. 28 della Costituzione, dei danni subiti dalla popolazione per la mancata applicazione.

Tanto è dovuto quale procuratore dei ricorrenti nel suddetto procedimento collettivo “class action” pendente davanti al Tribunale Amministrativo della Sardegna.

Con osservanza,

 

Cagliari 27.03.2013

 

Avv. Francesco Scifo

 

 

Letto 2728 volte Ultima modifica il Lunedì, 31 Ottobre 2016 17:48

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