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D.lgs. n.57/2011

  • Venerdì, 06 Febbraio 2015 09:03
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DECRETO LEGISLATIVO 31 marzo 2011 n. 57 

Attuazione della Direttiva n.2010/12/UE recante  modifica delle Direttive n.92/79/CEE, n.92/80/CEE, n.95/59/CE e n.2008/118/CE per  quanto concerne la struttura e le aliquote  delle  accise  che  gravano  sui tabacchi lavorati. (11G0095). 

La Direttiva 2010/12/UE è stata recepita nell’ordinamento italiano con il Decreto legislativo n. 57 del 31 marzo 2011, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 29 Aprile 2011.
Il disposto comunitario prevede che l’accisa totale (specifica + ad valorem) sulle sigarette debba essere pari ad almeno il 57% del PMP e ammontare complessivamente al ameno 64 EUR per 1000 sigarette.

Tuttavia, l’Italia, che presenta livelli di tassazione ben al di sopra dei minimi richiesti, non è tenuta ad adeguare l’incidenza totale al 57% sul PMP in virtù della clausola di salvaguardia prevista dalla Direttiva comunitaria n.2010/12/UE.

Inoltre, pur nel pieno rispetto del disposto comunitario, il legislatore italiano ha deciso di mantenere il parametro della classe di prezzo più richiesta nel mercato nazionale (MPPC) come riferimento per il calcolo dell’incidenza totale dell’accisa che è fissata al 58,5% dell’MPPC. È disposto che il valore della MPPC, venga rideterminato ogni 3 mesi (al 1° gennaio, al 1° aprile, al 1° luglio ed al 1° ottobre di ogni anno). Alla revisione trimestrale della MPPC si accompagna l'automatico aggiornamento dell'accisa minima.

Per adeguarsi alle disposizioni comunitarie, che fissano un aumento della componente specifica fino al 7,5% dell’onere complessivo sul PMP entro il 2014, il legislatore italiano ha previsto un incremento in quattro tappe della componente specifica.

Tale incremento avverrà come segue:

- nel corso del 2011: aumento della componente specifica al 5% del PMP

- a decorrere dal 1° gennaio 2012: aumento della componente specifica al 5,5% del PMP

- a decorrere dal 1° gennaio 2013: aumento della componente specifica al 6% del PMP

- a decorrere dal 1° gennaio 2014: aumento della componente specifica al 7,5% del PMP

Di conseguenza, la componente proporzionale risulterà proporzionalmente ridotta, anche se in modo lieve, così da continuare ad avere un’incidenza totale dell’accisa sull’MPPC pari al 58,5%.

Per quanto riguarda l’IVA, così come stabilito dal D.L. n. 138 del 13 agosto 2011, convertito con modificazioni nella Legge n. 148 del 14 settembre 2011 pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 16 settembre, essa è pari al 21% della somma tra prezzo praticato dal produttore, onere complessivo da accise e aggio di distribuzione, ovvero pari al 17,5% del prezzo di vendita al pubblico.

Le accise sulle sigarette in Italia - Vincoli comunitari e valori di riferimento
Aliquote impositive

Prescrizioni comunitarie

Mercato italiano

Aliquota di base

Almeno pari al 57%
del PMP

58,5%
(sulla base dell’MPPC)

Componente specifica

Compresa tra il 5 e il 76,5% dell'onere fiscale totale
sul PMP

5% - 2011 sul PMP
5,5% - 2012
6% - 2013
7,5% - 2014

Componente proporzionale

Ammontare dell’accisa globale calcolato sull’MPPC dedotto dell’aliquota specifica calcolata come % del PMP

Riduzione progressiva per compensare l’aumento della componente specifica

Aliquota IVA

Almeno pari al 15% del prezzo di vendita al netto dell'IVA

21%

È stato inoltre confermato il meccanismo selettivo di accisa minima per il quale ai prezzi inferiori all’MPPC verrà applicata un’accisa pari al 115% dell’accisa gravante sull’MPPC; mentre con il citato Decreto Legislativo è stata formalmente abolita la disposizione che fissava un prezzo minimo di vendita al dettaglio delle sigarette, prevista da un Decreto del Ministero delle Finanze del 2005 e già dichiarata contrastante con il disposto comunitario dalla pronuncia della Corte di Giustizia Europea del 24 giugno 2010.

In sintesi, l’imposizione fiscale sulle sigarette rappresenta oltre il 75% del prezzo di vendita al pubblico (di cui il 58,5% costituito dall’imposta di consumo o accisa e la restante parte dall’IVA). L’aggio corrisposto ai rivenditori, così come stabilito dalla normativa nazionale, è pari al 10% del prezzo di vendita al pubblico; il margine per i produttori è compreso tra il 13-15% del prezzo di vendita al pubblico, rispettivamente per i prodotti di fascia economica ed elevata.

La tassazione degli altri prodotti del tabacco
In Italia, sugli altri prodotti del tabacco il sistema dell’accisa è totalmente proporzionale al prezzo di vendita al pubblico. Infatti, per le varie categorie di prodotti, l’accisa è calcolata applicando a tale prezzo l’aliquota di base stabilita per il corrispettivo gruppo di appartenenza:

• sigari e sigaretti naturali: 23%

• tabacco da fumo trinciato fino, utilizzato per arrotolare le sigarette, ed altro tabacco da fumo: 58,5%

• tabacco da mastico: 24,78%

• tabacco da fiuto: 24,78%

Il legislatore italiano ha, inoltre, introdotto un meccanismo di calcolo dell’accisa minima sui sigaretti, fissato al 100% del PMP del relativo mercato.

Letto 1283 volte Ultima modifica il Martedì, 10 Novembre 2015 20:49
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