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Cagliari 1° giugno 2013 - La prima Assemblea Pubblica dei zonafranchisti

  • Domenica, 02 Giugno 2013 14:22
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Pubblicato in News Sardegna  

 

Un messaggio a tutti dalla Dottoressa Randaccio il giorno dopo la grande Assemblea del popolo della Zona Franca: "Carissimi Amici della Zona Franca, il mio personale ringraziamento e gratitudine infinita a tutti i partecipanti all'incontro di ieri 1° giugno 2013,  tra TUTTI NOI SARDI che chiediamo  allo Stato Italiano l'attivazione della ZONA FRANCA INTEGRALE AL CONSUMO come dimostrazione di rispetto dei principi di LEGALITA', UGUAGLIANZA e RAZIONALITA', fissati nella Costituzione, che devono necessariamente ispirare l'attività del Parlamento  nell'emanazione delle Leggi della Repubblica. 

Incontro con una partecipazione numerica  strepitosa  di oltre un migliaio di persone, giunte da tutta l'Isola, incontro che è stato la naturale conclusione di un ciclo di incontri che si sono tenuti nei corso dell'ultimo anno in tutte le parti dell'Isola, incontro che ha dato l'avvio ad una nuova ed ancora più intensa forma di protesta e pressione contro chi violando spudoratamente i principi giuridici succitati vuole costringerci all'EMIGRAZIONE DALLA NOSTRA TERRA! 

Ma noi che  oramai conosciamo perfettamente le leggi che disciplinano i nostri diritti,  sapremo difenderli e difenderci da tutte le aggressioni fisiche e verbali che ci vengono lanciate da chi viene strumentalizzato per impedire che le nostre potenzialità si affermino nel mondo economico internazionale. Sappiamo di dare fastidio a molti operatori economici che avevano progettato un sistema che faceva fuori la Sardegna dal novero delle Zone Franche del Mediterraneo, e se non  ci fossimo attivati  in tempo, questo diritto l'avremmo senz'altro perduto per sempre. 

Ma ora dalla nostra parte abbiamo le 300 delibere dei Sindaci che hanno deliberato ai sensi dell'art.114 della Costituzione e con i poteri attribuiti dall'art.4 e 11 della Legge n.131\2003 dove si prevede rispettivamente: 1) che i Sindaci hanno potestà legislativa - 2) che per le regioni a statuto speciale resta fermo quanto previsto nei rispettivi statuti che non possono venire modificati  a proprio piacimento dallo Stato Italiano, (vedi sent. Corte Cost. n.  313/2001).

 

E proprio il D.lgs. n.75/1998 ha dato attuazione a quanto previsto all'art. 12 del nostro Statuto Speciale, approvato con Legge Costituzionale n. 3/1948, statuto emanato prima del Trattato di Roma  del 1957, ratificato con Legge n.1203/57, che sanciva il rispetto dei diritti sorti precedentemente alla nascita dell Comunità Economica Europea, e dove nel titolo II, l'art. 87 ex 92 prevede che "non debbano venire considerati aiuti di Stato i contributi destinati a favorire lo sviluppo economico di territori ove il tenore di vita sia ANORMALMENTE BASSO O SI ABBIA UNA GRAVE FORMA DI SOTTOCCUPAZIONE".

Letto 3237 volte Ultima modifica il Mercoledì, 25 Gennaio 2017 19:20

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