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L'avv.Scifo risponde al prof. Beniamino Moro

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Pubblicato in News Sardegna  
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Avv. Francesco Scifo Avv. Francesco Scifo ZonaFrancaSardegna.com

 

L'articolo comparso oggi su un quotidiano locale in tema di zona franca, a firma del prof. Beniamino Moro, impone alcune considerazioni.

Il professore è un economista ed è strano che abbia scritto un articolo senza fare considerazioni di tipo economico ma esclusivamente giuridico. Con tutto il rispetto, mi pare che occuparsi di competenze Stato-Regione e di equilibri costituzionali e sentenze della Corte Costituzionale, sia addentrarsi in un campo che non è proprio il pane quotidiano degli economisti. Forse è per questo che, da economista e non da giurista, egli trascura, nella sua esposizione e nella sua analisi, almeno tre leggi fondamentali sul tema trattato: la legge Regionale Sardegna n. 22 del 1953 art.2, il dlgs 75/98 art.1 e la legge regionale Sardegna n.10 del 2008 art. 1 lett.d).


Queste norme sono proprio quelle smentiscono le tesi sostenute nell'articolo, in tema di ripartizione delle competenze tra Stato e Regione in materia di zone franche. In ogni caso, chi leggesse lo scritto "La zona franca in Sardegna, di Beniamino Moro, Gianfranco Sabattini, Antonio Sassu e Giuseppe Usai" in Annali della Facoltà di Economia e Commercio. Nuova serie. Vol. VI, 1991, noterebbe subito la differenza tra cosa il prof. Moro scrive oggi e cosa scriveva allora, ad esempio,in tema di zone franche al consumo, dove promuovendo questo strumento di politica economica affermava a pag. 145: "questa forma di franchigia anche sulla base dell'esperienza, può risultare uno strumento di una certa utilità per sollecitare il segmento della domanda internazionale rivolta ai servizi turistici, oltre che a costituire di fatto un aumento di reddito reale per i residenti".

Inoltre, il professore dimentica che l'avvenuta istituzione delle zone franche con il dlgs 75/98, una legge dello Stato di rango costituzionale, ha esteso l'originario ambito limitato ai "punti franchi" dall'art.12 dello Statuto. Inoltre, a conferma della bontà dello strumento zona tout court, il professore nel 1991 scriveva a pag. 203: “Le esenzioni concesse non dovrebbero escludere l’obbligo, per tutti gli organi finanziari della Stato, di conteggio dei diritti di confine e delle imposte dirette e indirette che dovrebbero essere considerati come interamente riscossi, ai fini della determinazione delle entrate da assegnare alla Regione, ai sensi dell’articolo 8 dello statuto speciale”.

E' legittimo cambiare idea ma il professore dovrebbe spiegarci perché, invece di dare il suo contributo alla Sardegna ora che serve la sua competenza e che stiamo ponendo la questione con lo Stato, pare volersi schierare nell'agone politico invece favorire un dialogo unitario e costruttivo per bene comune.

Letto 5745 volte Ultima modifica il Martedì, 07 Febbraio 2017 18:21

Written By:

Francesco Scifo

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