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Dott.ssa Randaccio risponde al prof. Moro e ai quotidiani schierati contro i sardi

  • Sabato, 10 Agosto 2013 14:19
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Pubblicato in News Sardegna  
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articolo-b.moroNell'articolo pubblicato oggi 10 agosto 2013 sul quotidiano l'Unione Sarda a firma del  prof. Beniamino Moro, abbiamo notato che lo stesso professore, pur di sostenere la sua tesi (naturalmente ai danni del popolo sardo), dimentica e non tiene conto che: "successivamente all'emanazione del  DPCM del 2001, è stata promulgata la Legge Regionale n. 10 del 2008 art. 1 lett. d), dove si prevede  che: "la Regione Sardegna  promuove l'attuazione delle disposizioni di cui all'art. 1 comma 2°  del Dlgs 75\1998, attivando idonea procedura per l'istituzione  di una Zona Franca in ciascuno degli ambiti previsti dal predetto decreto legislativo, e promuovere analoga iniziativa perché tali disposizioni siano estese per l'istituzione di una Zona Franca nelle aree  di competenza di tutti i consorzi industriali e provinciali di cui all'art. 1 comma 3 ". La Legge Regionale  n.10 del 25 luglio del 2008, che  risulta  tutt'ora attuale ed efficace in quanto non è stata mai impugnata dallo Stato Italiano, non poteva ovviamente venire impugnata dallo Stato, dal momento che le competenze che prima  erano  esercitate  dallo Stato, (tramite DPCM) in tema di  gestione e di delimitazione delle aree portuali che devono essere vigilate in regime di zone franche, sono state trasferite alla Regione Sardegna che le esercita proprio con le modalità di cui alla suddetta Legge Regionale n. 10\2008. Legge  emanata in conformità a quanto previsto  delle modifiche  apportate dalla Legge Cost. n.3 del 18.10. 2001 al  Titolo V° della Costituzione, nonché di quanto gia previsto con la  Legge Regionale n. 20 del 3 luglio 1998, nella quale erano  state  recepite  le direttive  del Trattato  di Maastricht del 1992, come modificato dal Trattato di Amsterdam  del 2 ottobre 1997, dove si prevede che le decisioni degli Stati (emanazione Leggi) devono essere prese il più vicino possibile ai cittadini. E non poteva essere altrimenti  dal momento che la Corte Costituzionale con sentenza n. 313 depositata il 27 luglio 2001 ha precisato che: "Non spetta allo Stato modificare, integrare o dare esecuzione alle norme di attuazione delle leggi istitutive delle Regioni a Statuto Speciale " e che "la competenza programmatoria  dello Stato non può mai giungere a compromettere o limitare l'autonomia regionale" (in tal senso si vedano anche le sentenze della Corte Costituzionale n. 4\1964, n. 20\1970,n. 150\1982, n. 40\1983).

(Maria Rosaria Randaccio)

Letto 4506 volte Ultima modifica il Sabato, 10 Agosto 2013 15:16

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