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Movimento Zona Franca - Lista Randaccio: il perché di una scelta

  • Giovedì, 02 Gennaio 2014 09:15
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Pubblicato in News Sardegna  
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elezioni-regionaliCagliari, 2 gennaio 2014 - ore 08.30.
 
Pubblichiamo il post sul social network Facebook di Andreas Coni, coordinatore provinciale di Olbia, in risposta alle incessanti polemiche relative alla decisione scendere in campo con la Lista civica denominata "Movimento Zona Franca - Lista Randaccio" in coalizione con il Centro Destra. Sono numerose in questi giorni le discussioni dilaganti sui social networks, portate avanti soprattutto da una fazione del Movimento che si è schierata già da tempo non contro un partito politico in particolare, bensì contro la persona del Governatore uscente Ugo Cappellacci. Dalle citate polemiche si evince amaramente che fra i Sardi che si professano a favore della causa, nonostante la pressione degli ultimi mesi affinché l'intero Movimento Zona Franca preparasse una lista civica rappresentata dai due giuristi Randaccio/Scifo, ci sono persone che sacrificherebbero questo ideale piuttosto che appoggiare l'attuale Presidente. Non v'è dubbio alcuno che le parole, gli studi ed i chilometri percorsi dalla dottoressa Randaccio negli ultimi due anni abbiano fatto acquisire a tutti la conoscenza di un diritto quasi sepolto e dimenticato. E non v'è dubbio che la persona fino ad ora riconosciuta come la vera artefice e leader della speranza nel cambiamento stia continuando a guidare il Movimento Zona Franca anche in questo tortuoso percorso che è quello di una faticosa campagna elettorale. 
Se c'è qualcuno che può farlo è lei, la dottoressa Randaccio. Si ricorda a tutti che il voto non sarà per il partito politico di coalizione, ma sarà a favore delle persone che avranno deciso di candidarsi per sostenere tutto il Movimento e riuscire a portarlo a confrontarsi con i politici che fino ad ora si sono contrastati. Ma la battaglia sarà finalmente combattuta ad armi pari.
 
Si chiede perciò a tutti i sardi che vogliono prendere in mano il proprio futuro di sostenere coloro che si candideranno nella lista della zona franca e che cercheranno di portare la politica al servizio del popolo, perché essi non sono dei veri politici, ma semplicemente quegli stessi fratelli che fino ad ora che abbiamo visto lottare in campo accanto a noi.
 
 
 

Il post di Andreas Coni - fonte Facebook:

 
"Il Movimento zona franca nasce apartitico e tale sarebbe la sua naturale configurazione. Non apolitico, perchè il solo oggetto ZONA FRANCA INTEGRALE è esso stesso argomento politico. Le rivendicazioni fatte in questi mesi per ottenerla, tra passi in avanti e passi indietro (vedi L.R. n.20/2013) ci ha portato a un punto in cui basta veramente poco (materialmente) per averla, ma ci vuole un grande passo politico, il nulla osta delle dogane e la successiva comunicazione alla UE. Ma nel frattempo arrivano le elezioni. Ci guardiamo intorno e aspettiamo passivamente ciò che succederà oppure agiamo e diciamo anche noi la nostra ? Dalle varie riunione fatte sull'argomento scaturisce a stragrande maggioranza la scelta di scendere in campo, sopratutto per la fase successiva della gestione, oltre che quella del riconoscimento del diritto. Parte il dibattito sulla scelta, ovvero su come si dovrà scendere in campo, ma il tempo stringe e la firma del decreto che stabilisce la data del 16/02 per le elezioni lascia poco spazio (del resto si sarebbe dovuto votare a carnevale e questo era da evitare). Nel frattempo i comitati sono stati sollecitati a fare indagini interne sulla scelta politica e alcuni, come quello di Olbia e Gallura lo hanno fatto, ma la maggior parte no. Ma non c'è tempo.
 
I tecnici, insieme al Coordinamento Regionale, prendono una decisione, quella di scendere in campo coalizzati al Centro Destra con Governatore l'uscente Ugo Cappellacci.
Perché? Quali sono le variabili che ci devono far pensare prima di decidere?
 
 
 

Chi fino a oggi si è dimostrato disponibile a collaborare e a sostenere il progetto della ZFI?

Solo il PDL (e neanche tutto). Il principale interlocutore dei nostri tecnici e dei coordinatori è stato Cappellacci.

 

Cosa dice la legge elettorale?

 

La legge elettorale (schifosa si, ma è così) premia il vincitore assoluto (anche per un solo voto) con l'assegnazione del 55% dei seggi se si raggiunge il 25% del consenso elettorale. L'assegnazione diventa del 60% se il risultato raggiunge il 40% dei consensi. Esiste uno sbarramento del 5% per i singoli partiti e del 10% per le coalizioni. A queste condizioni sono comunque favoriti i due schieramenti principale, PDL (adesso FI e NCD) e il PD. Nessun altro partito può competere con la forza di questi, eccezion fatta per il M5S se riesce a presentarsi, e che comunque si è espresso negativamente sulla ZFI in tempi passati e non ha a oggi ancora affrontato seriamente l'argomento.

 

Cosa sarebbe bello fare e cosa invece è meglio fare per il raggiungimento del nostro obiettivo?

 

Noi siamo un movimento che parte dal basso, dal popolo, siamo trasversali, ci sono tante anime politiche all'interno del movimento, e quindi la cosa più bella da fare sarebbe andare da soli e sono sicuro che, con a capo i nostri tecnici, non avremmo avuto problemi a superare lo sbarramento del 5%. Perchè non è questa la soluzione scelta?

Da un'analisi della legge elettorale, oltre che da una effettiva difficoltà di reperire fondi per la campagna elettorale e le serie difficoltà burocratiche amministrative che deve affrontare un movimento nuovo che si presenta da solo, viene fuori che andando da soli, un risultato eclatante, anche del 15%, rischia di far vincere le elezioni alla coalizione del PD, il nostro nemico numero 1 fin dal principio. Entriamo a palazzo con 5 consiglieri e in opposizione, con un governo regionale che ci odia e ci considera "scalcinati tecnici raccattati per strada". Allora, coalizziamoci. Con chi? Ovviamente non col PD. Cappellacci va bene perché ha lavorato con noi, ci ha sostenuto e crede al nostro progetto. Ma vediamo se c'è qualche soluzione alternativa. M5S? Si tratta di un movimento che in fondo è nato come noi, dal basso. Niente da fare, non so neanche se faranno in tempo a fare le liste dei candidati e sopratutto non hanno mai voluto affrontare la questione ZFI seriamente, ma neanche di sfuggita. Allora proviamo col Psdaz, ma dimenticavo, è alleato col PD. Vediamo se riusciamo a unire tutti i fronti unitari, autonomisti, indipendentisti, patrioti etc etc. Ma che, uno a destra, uno a sinistra uno sopra uno in basso l'altro al centro, un'altro ancora sulla luna e un altro paio su Marte. Impossibile unire nessuno.

Rimane Mauro Pili (Unidos) che, staccatosi dal PDL (prima FI) ha creato questa realtà sardista e che di ZFI integrale ha parlato in passato ma da quando Cappellacci collabora con i movimenti ha sempre sostenuto che trattasi di semplice e sola campagna elettorale, dimostrando contrarietà a questo tipo di progetto.

 

Vedremo tra l'altro nei prossimi giorni quali saranno le sue mosse politiche definitive. Ora, lasciamo quindi perdere tutti i vari programmi che vengono costantemente inseriti negli elenchi delle cose che verranno fatte dai vari partiti se eletti, che noi possiamo condividere o meno, ma che non sono la nostra priorità, l'unica soluzione strategicamente percorribile è la coalizione di Centro Destra.

 

La speranza è quella di dare la forza a questa coalizione, di vincere ed ottenere il premio di maggioranza, e quindi 33 consiglieri, e ottenere noi, come MZF Randaccio, un numero di consiglieri da poter essere determinanti nelle scelte di questa coalizione e quindi di questo governo. Su 33 Consiglieri di maggioranza, 5-6 voti sono fondamentali. E' una posizione di chi può determinare la maggioranza in consiglio.

 

Chi vuole veramente la ZFI e non si inserisce in questo contesto solo per altre rivendicazioni, condivisibili ma di secondaria importanza per il nostro obiettivo, non può che dare il suo voto al movimento zona franca Randaccio (perchè pare che ne vogliano fare altri). Il Governo della Regione dipenderà da noi, se avremo la forza di ottenere un grande consenso popolare.

 

Siamo sempre noi, gli originali, i creatori del progetto. Non ci venderemo proprio a nessuno, caso mai saranno gli altri che dovranno chiedere il nostro consenso. E se tutto andrà per il meglio, una volta raggiunto l'obiettivo, saremo lì a fare da coordinatori fra le richieste della base (movimenti e comitati ZFI) e il palazzo. Ciascun zonafranchista avrà il suo ruolo nel nostro futuro, fosse anche solo per avere ascolto nella esposizione di una problematica o di un errore di gestione o impostazione.

Lo so, sembra incredibile e solo campagna elettorale. Ma io ci credo veramente. Noi siamo dovuti scendere in campo! Allora, scendiamo bene e armati, nell'interesse della sola causa ZFI. Per questo siamo nati e per questo combatteremo."

 

Luciana Carta

 

Letto 6013 volte Ultima modifica il Giovedì, 02 Gennaio 2014 10:05

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