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Val di Susa ed Emilia Romagna chiedono Zone Franche. La Sardegna rimane a guardare.

  • Giovedì, 27 Febbraio 2014 10:23
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Di zona franca in Sardegna si parla da oltre sessantacinque anni. Ma mai come in questo inizio d'anno, complici anche le recenti elezioni regionali, questo argomento è stato dibattuto negli organi di stampa nazionali, locali e, soprattutto, all'interno delle varie fazioni politiche. Finalmente quindi esiste la dimostrazione che parlare di zona franca non significa fare demagogia, ma trovare una soluzione agli effetti devastanti della crisi mondiale che attanaglia tutta l'economia italiana, e appianare il divario con le altre realtà regionali.

Dopo che qualche giorno fa la Lombardia ha approvato il disegno di legge per la creazione di una serie di zone franche entro i confini lombardi, e dopo che si è saputo che nel 2011 anche l'Inghilterra puntava a creare 25 nuove zone franche nel proprio territorio, adesso anche la Val di Susa e l'Emilia Romagna pare abbiano iniziato a farsi tentare da questa idea di "sviluppo a km 0" facendo nascere diversi comitati che chiedono l'attivazione di fiscalità agevolate nelle proprie regioni.

Secondo il portavoce regionale di Fratelli d'Italia, Salvatore Deidda, "è fondamentale che i rappresentanti delle forze politiche presenti in Parlamento, in special modo quelle che sono in questa sgangherata maggioranza, facciano pressioni sul nuovo Governo che accolga la richiesta della Regione Sardegna e lo comunichi all’Unione Europea".


Secondo i rappresentanti di Fratelli d'Italia Crosetto e Meloni, considerato che il peso politico di quelle Regioni è notevolmente superiore a quello della Sardegna, "bisogna fare in fretta e non dividersi in fazioni, ma ottenere l’obbiettivo che la Sardegna ha il diritto sacrosanto di ottenere.

Sempre secondo Deidda, "Non sarebbe un vantaggio, ma solamente un giusto metodo per mettersi alla pari con le altre regioni. Per questo motivo, continueremo la nostra battaglia anche grazie al nostro Gruppo Parlamentare, ma serve l’aiuto di tutti."

Se questa volta i Sardi, anziché dividersi e litigare, capiranno che non c'è tempo da perdere e che si deve spingere con tutte le forze sul Governo Italiano per l'invio della comunicazione alla UE, allora finalmente e giustamente si potrà iniziare a dire che il domani è già cominciato.

 

Fonte: Alguer e Libero

Letto 2414 volte Ultima modifica il Venerdì, 28 Febbraio 2014 11:31

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