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La Zona Franca libererà la Sardegna dall'imposizione fiscale oppressiva dello Stato Italiano

  • Martedì, 31 Maggio 2016 17:10
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Anche se nessun giornale o televisione lo racconta, il Parlamento Italiano in questi ultimi tre anni ha legiferato in tema di zona franca, confermando il diritto dei Sardi ad ottenere il regime fiscale privilegiato della Zona Franca comprendente anche la “Zona Franca al Consumo” (in gergo tax free).
Diritto che si concretizza essenzialmente nella riduzione al 12,50% dell’aliquota massima applicabile ai redditi da chiunque prodotti in Sardegna, e nell’abolizione dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e delle Accise sulle merci e sui servizi offerti ai residenti compreso il carburante e la corrente elettrica.

Questo regime fiscale si chiama “privilegiato" in quanto esso spetta di diritto a tutte le isole del mondo collocate geograficamente in una posizione di svantaggio poiché circondate da tantissimi chilometri quadrati di mare e per questo motivo considerate regioni ultraperiferiche.

Tale regime fiscale privilegiato viene disciplinato dalla normativa comunitaria che si applica direttamente a tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, ossia gli Stati che hanno aderito al Trattato di Roma e - successivamente - al Trattato di Lisbona, e dove in quest’ultimo Trattato si conferma che le Zone Franche, i Punti Franchi e i Depositi Franchi sono territori extradoganali disciplinati principalmente dai Regolamenti Comunitari n. 918/83 e n. 2504/88, e dalle Direttive n. 2006/112/CE e n. 2008/118/CE.

In essi infatti si prevede che i residenti nei territori “extradoganali" abbiano diritto ad un regime fiscale privilegiato e che pertanto non debbano pagare Dazi Doganali, Iva e Accise.
L’abolizione dell’Iva e delle Accise sulle merci e sui servizi offerti ai residenti nei territori Extradoganali viene confermato anche di recente dalla Direttiva n.2013/61/UE che apporta modifiche alle Direttive n.2006/112/CE e Direttiva n.2008/118/CE (ossia le direttive Comunitarie sull’Iva e sulle Accise) prevedendo che queste due direttive non si applichino alle regioni ultraperiferiche di cui all’art. 349 e all’art. 355 del TUEF (Trattato di Lisbona): Guadalupa, Guyana Francese, Martinica, Azzorre, Madera, Isole Canarie, tenuto conto della loro insularità e della situazione socio economica strutturale, aggravata dalle grande distanza topografica e dalla dipendenza economica da alcuni prodotti, fattori la cui persistenza e il cumulo recano grave danno al loro sviluppo.

All’Isola della Sardegna compete a maggior ragione l’esenzione da Iva e Accise, in quanto il suo diritto alla Zona Franca esisteva ancora prima che nascessero i Trattati della Comunità Economica Europea (CEE); trattati attraverso i quali è stata concessa la Zona Franca alle succitate isole Canarie, Azzorre, ecc.
Infatti la Sardegna è entrata a far parte di diritto delle Zone Franche dell’Europa non solo ai sensi del D.lgs. n.75/1998 (che ha dato attuazione all’art. 12 dello Statuto Sardo, che aveva previsto l’istituzione di punti franchi su tutto il territorio della Sardegna) ma anche ai sensi dell’art.234 del Trattato di Roma del 1957 e dall’art. 351 (ex 307 TCE) del Trattato di Lisbona dove si precisa che: “le disposizioni dei trattati non pregiudicano i diritti e gli obblighi derivanti da convenzioni concluse anteriormente al 1 gennaio 1958”.

Infatti lo Statuto Sardo è stato emanato in un periodo antecedente alla nascita della Comunità Economica Europea!

 

Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio

 

 

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ZonaFranca

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