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Pigliaru contestato dai zonafranchisti in diretta nazionale, ma la stampa censura le interviste e le immagini

  • Sabato, 01 Ottobre 2016 16:56
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Sit-in alla Regione Sardegna Sit-in alla Regione Sardegna ZonaFrancaSardegna.com

 

All'incontro tenutosi oggi al Palazzo Regio di Cagliari, dopo che il Movimento Sardegna Zona Franca aveva fatto un appello esplicito alla Giunta Regionale sarda per l'applicazione della legge sulla zona franca durante il Sit-in davanti al Palazzo regionale di Viale Trento, il Presidente Francesco Pigliaru viene incalzato dalle domande della delegazione dei zonafranchisti composta dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, dall'avv.Francesco Scifo, dall'avv.Paolo Aureli, dalla Sig.ra Claudia Mariani e da un folto gruppo proveniente dai comitati pro zona franca dei vari territori dell'isola. 

Le scintille iniziano con l'intervento dell'avv.Francesco Scifo che chiede al Presidente Pigliaru di utilizzare tutto il suo prestigio di professore universitario e studioso della zona franca per far applicare la legge dello Stato, in particolar modo il Decreto Legislativo n.75 del 1998, dal momento che l'Agenzia delle Dogane non ne riconosce addirittura l'esistenza. 

Il presidente Pigliaru inizialmente si tiene all'interno dei meandri del solito linguaggio in politichese prendendo l'impegno di rivendicare nelle opportune sedi il diritto della Sardegna ad avere la zona franca doganale nei 6 porti franchi, ma poi - dopo l'intervento della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio - la quale chiede al suo interlocutore se sia al corrente che il Decreto Legislativo n.116/2016 (entrato in vigore nello scorso luglio) ha modificato nuovamente l'art.8 dello Statuto Sardo e che quindi la Regione Sardegna, che è un'isola ultraperiferica, può incamerare direttamente i tributi che prima erano competenza dello Stato Italiano e di conseguenza dovrà rimborsare l'Iva che i cittadini sardi stanno pagando - l'ambiente si scalda e il Presidente ribadisce il disaccordo della sua Giunta alla questione della zona franca come intesa dai zonafranchisti, negando addirittura che la Sardegna sia un'isola ultraperiferica e che niente abbia a che fare con il regime fiscale delle Isole Canarie.

Non è da meno l'intervento del'avv. Paolo Aureli che - dopo aver avuto il diniego di continuare a trattare dell'argomento zona franca da parte del moderatore dell'incontro - chiede al Presidente che effetto avrà sulla Sardegna il ripristino del principio di supremazia nazionale contemplato nella Riforma Costituzionale (che si voterà nel Referendum del 4 dicembre prossimo) in relazione alle competenze legislative esclusive della Regione Sardegna. A tale domanda Pigliaru risponde che non ci sarà alcun problema (classica risposta renziana) poiché qualsiasi modifica allo Statuto Sardo verrà fatta in seguito all'istituto dell"intesa" con il Governo in quanto la Sardegna è una Regione a Statuto Autonomo, e ribadisce la sua intenzione a votare per il SI' al Referendum.

Come spiega l'avv. Aureli, il ripristino della supremazia nazionale avrà un effetto molto negativo anche per la Sardegna poiché farà rivivere la norma contenuta nell'art. 3 dello Statuto Sardo, che prima della Riforma del Titolo V del 2001 (art.117 della Costituzione) imponeva il principio di "interesse nazionale" come limite alla legislazione.

Il pubblico, prima zitto e attento, inizia a fermentare in sala e diverse persone cercano di prendere la parola nonostante il tentativo di divincolarsi da parte di coloro che decidevano chi far intervenire nel dibattito. Ma la parola viene presa dalla più incallita delle zonafranchiste, Claudia Mariani, che esordisce dicendo "Io non l'ho votata, ma riconosco che è il mio Presidente e come tale mi deve dare delle risposte!" La Mariani incalza Pigliaru con la ferocia che solo una persona che si sente presa in giro da anni può avere e lo accusa di non aver fatto nulla di concreto per la sua terra, il Sulcis. Il Presidente Pigliaru annaspa davanti alle telecamere, riuscendo a dileguarsi solo tra le citazioni a memoria di tutto quello che la Giunta ha fatto per la provincia definita più povera d'Italia e deviando il discorso verso i presunti 3 miliardi di euro che Renzi ha promesso alla Sardegna.

In evidente difficoltà e senza dubbio sorpreso dalla presenza di quel folto gruppo di zonafranchisti nella sala del Palazzo Regio, pensando forse che i loro animi si fossero placati con le delibere regionali dello scorso aprile, il Presidente Pigliaru fa terminare gli interventi, saluta e lascia la stanza accompagnato da alcuni bodyguard.

Naturalmente la giornata, interamente seguita dai giornalisti e cameramen di Rai 3, Sardegna Uno, Videolina e Panorama TV, non ha avuto un riscontro mediatico, ma tutto è stato censurato e non mandato in onda da alcuna televisione. Tagliate anche le interviste e le immagini delle persone realmente presenti durante la giornata. Fortunatamente i video e le interviste sono state registrate dall'Ufficio Stampa del Movimento Sardegna Zona Franca e costituiscono un ulteriore prova dell'inerzia della politica sarda e dell'illegalità sita nelle istituzioni.

Ci pare che la dittatura renziana - con la complicità della Giunta e della stampa locale - si stia attuando anche prima del Referendum.

 

 

 

 

Letto 7484 volte Ultima modifica il Sabato, 01 Ottobre 2016 22:14

Written By:

Luciana Carta

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