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Il Movimento Sardegna Zona Franca si schiera per il NO alla Riforma Costituzionale

  • Venerdì, 21 Ottobre 2016 08:50
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No alla Riforma della Costituzione No alla Riforma della Costituzione ZonaFrancaSardegna.com

 

Il 4 dicembre 2016 saremo chiamati a votare per il referendum di modifica della Costituzione Italiana. Il Movimento Sardegna zona franca si schiera per il NO ad una riforma che - secondo le parole dell'avv. Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento - "è inutile, in primo luogo perché dopo l’approvazione del Trattato di Lisbona, avvenuta nel 2009, la Carta è stata retrocessa a normativa secondaria di quint’ordine, rispetto ai Trattati Europei, ai regolamenti, alle Direttive dell’Unione Europea, nonchè alle norme della BCE e una modifica dell’assetto costituzionale comporterà solo l’ulteriore svalutazione di un sistema normativo un tempo primario; in secondo luogo, una riforma pasticciata, perché è strutturata in modo da accrescere i conflitti tra poteri dello Stato, data l’incertezza e la poca chiarezza della formulazione delle norme che la compongono. Infine, democraticamente inopportuna, perché votata e decisa da parlamentari eletti con una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale."

In verità, la modifica dell’art. 81 della Costituzione decisa nel 2012, senza voto popolare, ha già introdotto in Costituzione il principio della parità di bilancio, come obbligo ineludibile, determinando così il sovvertimento del sistema di valori originariamente delineato dai Costituenti nel 1948 e ponendo al centro del nuovo sistema la tutela del denaro: l’obbligo di equilibrio del bilancio al posto della salvaguardia della persona umana. Infatti, salvare o tutelare le persone costa allo Stato e può perseguirsi solo se non pregiudica l’equilibrio tra quanto si spende e quanto si incassa: si deve perciò morire (di aborto se bambini, di eutanasia se vecchi, di malattia non curata se giovani o di mezza età) se la spesa per la tutela della vita o della salute supera le possibilità di remunerare la spesa sostenuta a carico dello Stato.

La riforma che voteremo completa, in quest’ottica di scambio puramente mercantile, un disegno iniziato molti anni prima e che ha messo la persona al servizio del denaro, trasformato da strumento in idolo da adorare.

Scifo continua: "Questa riforma colpisce duramente anche l’equilibrio tra poteri dello Stato ed, a cascata, tra Stato centrale e regioni, da un lato, limitando le funzioni delle regioni ordinarie e, dall’altro, preparando la fine delle autonomie speciali: secondo una interpretazione dell’illustre Costituzionalista, l’ex giudice della Corte Costituzionale Valerio Onida (in AIC n.3 del 2016) “…le Regioni speciali, con l’entrata in vigore della nuova riforma costituzionale, perderebbero anche gli spazi di autonomia più ampia di quella statutariamente definita, che derivavano dalla legge costituzionale del 2001, senza però acquisire quelli risultanti dal nuovo testo costituzionale – che ad esse non si applica - là dove esso assegna alle Regioni condizioni di autonomia più ampie di quelle sancite dagli statuti”. In poche parole, per la Sardegna, la vittoria del SI equivarrebbe a consegnarsi, con mani e piedi legati, a quello che resta dello Stato centrale, rinunciando a oltre 150 anni di lotta autonomistica: ovvero diventare sudditi di un suddito.

Dispiace perciò la posizione autolesionistica espressa da alcuni sardi, anche illustri, a favore della riforma Boschi-Renzi: evidentemente, due irresponsabili che forse non comprendono il significato giuridico di quello che fanno, né gli effetti delle loro azioni. 

Tuttavia, non si può sottacere che anche un signore amorale, come l’ex presidente Mario Monti, ha espresso la sua intenzione di votare NO e ciò pone il dubbio che ci si trovi di fronte ad un triste gioco delle parti, dove la vittima è solo la popolazione che onestamente vive, lavora e crede ancora nei valori fondanti della Costituzione del 1948, ma ignora il fatto che essi sono stati ormai superati dal Trattato di Lisbona che ha eletto a suo idolo l’euro e scartato l’uomo. Quindi, votare NO può essere un modo per cominciare tutti a dire NO a questa abominevole filosofia di dominio dell’economia sulle persone e, forse, questa è l’unica ragione perché diciamo NO alla fine del diritto umano, ai Junker, ai Monti, ai Draghi, ai Renzi, al FMI, alla BCE, e alla Troika."

 

 

 

 

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