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Pigliaru ha i giorni contati. È al penultimo posto tra i governatori d'Italia

  • Martedì, 17 Gennaio 2017 11:32
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Francesco Pigliaru Francesco Pigliaru ZonaFrancaSardegna.com

 

Sulla scia dei fallimenti del suo partito, il PD, anche il governatore Francesco Pigliaru deve fare i conti con il malcontento della popolazione sarda. Infatti, secondo la classifica sul gradimento degli amministratori stilata annualmente dall'Istituto Ipr Marketing per il Sole 24 Ore, la cosìddetta "Governance Poll", il presidente sardo racimola appena il penultimo posto a livello italiano, con il maggior calo in assoluto, cioé -12,5% in un anno.

Partìto con il pretenzioso slogan elettorale "Cominciamo il domani", per lui il "domani" pare che sia giunto al termine in soli tre anni di legislatura, tre anni che - come affermano non solo dall'opposizione ma anche da alcuni movimenti autonomisti - sono stati un vero e proprio fallimento, un tracollo personale e politico che sta trascinando la Sardegna nel baratro.

Pigliaru, accusato non solo di insuccessi su tutti i campi, ma anche di un'assenza seriale ed inspiegabile dalle scene e dalle piazze, è particolarmente restio al contatto con la gente e alla vicinanza ai bisogni di cittadini e imprese. E la delusione arriva dai suoi stessi elettori, increduli di fronte a tanta indifferenza.

I disastri e l'inerzia della sua Giunta sono sotto gli occhi di tutti i Sardi: la vertenza Entrate per esempio, con la quale il debito italiano nei confronti della Sardegna è cresciuto verso una cifra a dieci zeri; solo parole e promesse poi nella lotta alla riduzione delle servitù militari; un ulteriore e catastrofico indebitamento dei Sardi con l'accensione di un mutuo da 700 milioni di euro; l'aumento delle tasse sul diritto allo studio e il ridimensionamento degli istituti scolastici senza tener conto delle realtà dei comuni interessati, azioni promosse da colui che proprio nella scuola aveva riposto tutte le sue attenzioni elettorali; la bocciatura della finanziaria 2016 e l'addio al sogno (speriamo momentaneo) di un'Agenzia Sarda delle Entrate; la fuga di Ryanair da Alghero e la soppressione della Continuità Territoriale sulle rotte minori; le imprese agricole abbandonate a se stesse con l'umiliazione di vedere un litro di latte venduto vergognosamente al prezzo di un bicchiere d'acqua; per non parlare poi della politica dell'immigrazione, con la Sardegna invasa da un numero di stranieri, fuggitivi e (spesso) clandestini di molto superiore a quanto concordato con lo Stato Italiano e alla capienza delle strutture disponibili; e infine, la cosa più eclatante, il rifiuto dell'applicazione delle leggi sulla zona franca, con la negazione addirittura dello status di ultraperifericità della Sardegna.

In questo momento si assiste ad un peggioramento della crisi economica, con un boom di fallimenti nei settori principali, e oggi sia le famiglie che le imprese stanno peggio rispetto al 2009, anno di inizio della crisi globale. In Sardegna le imprese sono costrette a licenziare, soprattutto perché il governo di Matteo Renzi ha cancellato gli ammortizzatori sociali in deroga, che nell'isola sono stati negli anni scorsi uno strumento importante per affrontare periodi molto duri. In questo scenario drammatico per l'isola, il presidente Pigliaru è completamente assente, addirittura sembra si nasconda. E questo succedeva anche prima dei suoi ultimi ricoveri ospedalieri.

Ormai è giunta l'ora di cambiare, di cancellare il disastro di tre anni di politica asservita al Governo del PD, e scegliere un Governatore ed una Giunta che lavorino onestamente per l'affermazione della sovranità del popolo sardo e per il riconoscimento di un'indipendenza fiscale che faccia rifiorire tutti i settori che l'attuale Governo regionale ha abbandonato. È chiaro quindi che Pigliaru non ha altra soluzione che dimettersi al più presto e lasciare spazio a chi è capace di governare e di far applicare le tante leggi che abbiamo a disposizione.

Letto 2585 volte Ultima modifica il Martedì, 17 Gennaio 2017 14:38

Written By:

Luciana Carta

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