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Dott.ssa Randaccio: Se passa questa "manovra" ai vertici delle Pubbliche Amministrazioni ci saranno solo dei mascalzoni

  • Martedì, 06 Giugno 2017 10:49
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Pubblicato in News Sardegna  
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Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio ZonaFrancaSardegna.com

 

Le parole della dott.ssa Randaccio sono come sempre inequivocabili e dirette. “Se passa questa bestialità vuol dire che in Italia ai vertici delle Pubbliche Amministrazioni ci saranno solo dei mascalzoni!”. Questo è il primo commento della fiscalista e presidente del Movimento Sardegna Zona Franca.

La “manovra” di cui si parla è quella con cui il Governo intende stabilizzare nel ruolo dei dirigenti dell'amministrazione fiscale quei soggetti in servizio da almeno 5 anni in area apicale che abbiano svolto negli ultimi otto anni almeno tre anni in funzione di dirigenti con valutazioni positive e abbiano superato un concorso pubblico di ingresso nei ruoli organici dell’A.F.

La Randaccio continua: “Infatti ciò che nessuno racconta sui falsi Dirigenti è che gli stessi occupano quei posti in quanto usurpatori di pubblici poteri, falsi dirigenti a cui i Politici Corrotti che siedono in Parlamento hanno promesso l'impunità nonostante siano responsabili di un gravissimo Reato penalmente rilevante nonché di danno all'Erario. Impunità garantita con apposita legge: l'art. 20 comma 1 bis del D.lgs. n. 82/2005, introdotto dal D.lgs. n. 179/2016 ha previsto che "l'idoneità del documento informatico a soddisfare il requisito della forma scritta e il suo valore probatorio sono liberamente valutabili in giudizio, in relazione alle sue caratteristiche oggettive di qualità sicurezza, integrità e immodificabilità ..."
I Politici in carica nel Parlamento Italiano hanno dimenticato di includere tra le suddette caratteristiche probatorie l'elemento più importante dell'atto amministrativo, quello che ne condiziona la stessa ESISTENZA o la sua NULLITA'.
Hanno dimenticato di affidare al giudice anche il potere di verificare se la iscrizione a ruolo del debito tributario sia stata o no sottoscritta da un semplice impiegato (senza poteri) oppure come dovuto da un Dirigente di prima fascia, o da altro dirigente la cui qualifica corrisponda a quella dell'Intendente di Finanza, e ciò ai sensi dell'art. 15 della Legge n.413/91 che nel modificare l'art. 23 del D.P.R. n. 602/73 precisa che "l'Intendente di Finanza, previo accertamento della conformità dei singoli ruoli alle disposizioni di questo titolo, appone il VISTO DI ESECUTORIETA' dei ruoli sul riassunto riepilogativo che ne costituisce parte integrante e ne invia copia alla competente Ragioneria Provinciale"!
Liberare il Giudice delle proprie funzioni istituzionali, lasciando alla sua discrezionalità il superamento dei vincoli costituzionali che impongono prioritariamente la valutazione se l'atto sia o meno nullo, significa che il Giudice non è più soggetto alla Legge ma esclusivamente all'arbitrio autorizzato da politici disonesti.

Anche se il Giudice non è più tenuto ad accertare se l'iscrizione a ruolo del debito tributario sia stata o no sottoscritto da semplice impiegato e non invece da un Vero Dirigente come dovuto, riteniamo che lo stesso Giudice non possa violare un principio di livello Costituzionale come quello dove si prevede l'Organizzazione Gerarchica della Pubblica Amministrazione (art. 97 della Cost.), il che significa verificare prioritariamente se chi ha sottoscritto il documento, seppure in forma elettronica, aveva o no il potere di attestare il contenuto e la veridicità dello stesso, ai sensi: dell'art. 2 dello stesso D.lgs. n. 82/2005 dove si precisa che:
"le disposizioni del codice dell'amministrazione digitale si applicano alle pubbliche amministrazioni di cui all'art.1 comma 2 del D.lgs. n. 165/01, e nel rispetto di quanto previsto dall'art. 2 comma 1 bis dello stesso D.lgs. n. 165/01 dove si prevede che nell'organizzazione degli uffici, la direzione di quelli di maggiore rilevanza devono essere conferiti nel rispetto della disciplina sul trattamento dei dati personali di cui al D.lgs. n. 196/2003.
L'art. 3 comma 1 quater del suddetto codice emanato con D.lgs. n. 82/2005 conferma che la gestione dei procedimenti amministrativi è attuata nel rispetto dei principi dettati dall'art. 1 e 2 del D.lgs. n. 165/01 e che il cittadino ha diritto di individuare l'ufficio e il funzionario responsabile del procedimento amministrativo con mezzi telematici."

A breve la dott.ssa Randaccio pubblicherà un documento con il quale i Sardi potranno chiedere il risarcimento danni dal 1998 ad oggi per le tasse non dovute nella zona franca della Sardegna.

Letto 2673 volte Ultima modifica il Martedì, 06 Giugno 2017 17:23

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Ufficio Stampa

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