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SEMINARIO GIURIDICO AL SARDEGNA HOTEL: UNA TASK FORCE DI PROFESSIONISTI PER RENDERE OPERATIVA LA ZONA FRANCA

  • Mercoledì, 13 Dicembre 2017 09:35
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Seminario Sardegna Hotel Seminario Sardegna Hotel

 

Come programmato da tempo, lunedì 11 dicembre si è svolto presso il Sardegna Hotel di Cagliari il Seminario "Il regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e fortemente richiesto da un gran numero di imprenditori e liberi professionisti che vogliono entrare in regime di zona franca e usufruire dei benefici fiscali propri di questo regime ma che non hanno consulenti con i quali iniziare questo percorso.

Hanno partecipato al seminario una trentina di professionisti di vari settori e di varie province, tra i quali anche un commercialista di Catania, una commercialista di Genova e un commercialista di Malta, già zes. Tra i partecipanti, ospite del Movimento, anche un Giudice non togato della Commissione tributaria di Cagliari.

I relatori presenti erano, in ordine di intervento: l'avv. Francesco Scifo, segretario politico del Movimento, la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento, l'avv. Paolo Aureli, vicepresidente del Movimento, e la dott.ssa Antonella Pinna, commercialista e collaboratrice del Movimento da diverso tempo.

L'avvocato Francesco Scifo, che ha parlato per circa 2 ore, ha esposto i punti fondamentali della trattazione, soffermandosi in particolare su:

- la Dichiarazione n.33 relativa all'art.174 del Trattato di Lisbona (funzionamento dell'Unione Europea) del 2007, nel quale si riporta che "La conferenza ritiene che il riferimento alle «regioni insulari» contenuto nell'articolo 174 possa includere gli Stati insulari nella loro interezza, a condizione che siano rispettati i criteri necessari."
- l'art. 243 del Regolamento Doganale n.952/2013 del Parlamento Europeo, secondo il quale: 1. Gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale dell'Unione a zona franca. Per ogni zona franca, lo Stato membro stabilisce l'area interessata e i punti di entrata e di uscita.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione informazioni sulle rispettive zone franche esistenti.
3. Le zone franche sono intercluse. Il perimetro e i punti di entrata e di uscita delle zone franche sono sottoposti a vigilanza doganale.
4. Le persone, le merci e i mezzi di trasporto che entrano in una zona franca o ne escono possono essere sottoposti a controlli doganali.

- la Sentenza della Corte di Giustizia Europea proc. C-571/15 del 1 giugno 2017 la quale in sostanza dice che tutte le zone franche europee, se legge nazionale lo prevede, sono aree extradoganali ove non può sorgere il fatto generatore dell'imponibilità IVA.

La dottoressa Maria Rosaria Randaccio, dopo una breve trattazione della questione delle agenzie fiscali e di coloro che attualmente risultano dirigenti senza aver superato un pubblico concorso, ha consegnato ai professionisti presenti un facsimile sulla domanda di "disapplicazione delle disposizioni normative di natura antielusiva" nel quale - tra le altre cose - viene specificato che: "ai sensi dell’art. 15 del D.lgs. n. 74/2000 le violazioni dipendenti da interpretazioni delle norme tributarie non danno luogo a fatti punibili, qualora le violazioni di norme tributarie siano dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione, e che l’onere della prova della presunta evasione fiscale compete oramai all’Amministrazione Finanziaria e non al contribuente ai sensi dell’art. 5 della Legge n. 23/2014 che ha dato attuazione al diritto dell’unione europea in materia di abuso del diritto fiscale, inversione dell’onere della prova confermato alle premesse e all’art. 1 del D.lgs. n. 128/2015 che ha introdotto l’art. 10 bis alla Legge n.212/2000, articolo intitolato “disciplina dell’abuso del diritto (fiscale) o elusione fiscale“.

Gli ultimi interventi, a fine serata, sono stati dell'avv. Paolo Aureli, che ha parlato espressamente della differenza tra Zone franche, Zone economiche speciali e zone franche urbane, soffermandosi poi sull’illustrazione della recente normativa italiana relativa alle Zone Economiche Speciali.
La dottoressa Antonella Pinna, commercialista di Orosei, ha parlato della sua esperienza relativa al campo pratico, poiché già da anni segue alcune imprese che lavorano con "dichiarazione d'intento" e dei problemi che esse incontrano con i fornitori abituali che spesso rifiutano di fatturare senza Iva.

Nel dibattito finale, molto atteso dai partecipanti, si è giunti alla decisione di seguire le linee del Movimento Zona Franca e di costituire una Task Force tra tutti i presenti (e di coloro che successivamente vorranno aderire) per iniziare da gennaio 2018 a lavorare inviando per i propri clienti le dichiarazioni d'intento e promuovendo tale iniziativa presso altri colleghi.
A breve sarà a disposizione dei soci del Movimento l'elenco dei professionisti (commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro) divisi per provincia che lavoreranno in collaborazione col Movimento e che di esso hanno scelto di far parte.

I partecipanti hanno espresso anche la volontà di organizzare altri incontri nell'immediato futuro.

 

 

Letto 3375 volte Ultima modifica il Mercoledì, 13 Dicembre 2017 12:39

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Ufficio Stampa

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