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Ufficio Stampa

Ufficio Stampa

comunicato-ufficiale-web-teamCagliari, 30 ottobre 2013 ore 14.30.

Tutti coloro che tentano di usurpare senza averne titolo tutta l'attività giuridico fiscale della Dott.ssa Randaccio e dell'Avv. Scifo, al fine di impadronirsi del bagaglio conoscitivo messo a disposizione dai tecnici fino a questo momento, vengono ufficialmente informati della preparazione di diffide a perpetrare il reato penale di millantato credito (Art. 346 Codice Penale).

Tutti coloro che hanno intenzione di continuare a nauseare il team tecnico per farlo desistere dal portare avanti la causa della Zona Franca, non sono altro che mercenari al soldo di chi per 64 anni si è opposto alla nascita della Zona Franca in Sardegna.

Tali individui hanno il solo fine di rompere il fronte unitario del Coordinamento (che sta agendo in modo autofinanziato e per la causa collettiva), pur non avendo alcun ruolo in esso e di conseguenza non potendo in nessun modo parlare ed agire a suo nome.

Si diffida formalmente chinque dal dare indicazioni di tipo giuridico fiscale a nome del Coordinamento Regionale Comitati Cittadini Pro Zona Franca, attraverso i canali di comunicazione ed i presidi itineranti.

lavori-in-corsoCagliari, 30 ottobre 2013 ore 08.45.

Solo un decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri ci separa dall’imboccare la via di fuga dall’austerità opprimente impostaci dallo Stato Italiano e dall’Euro.

Se fossi il Governatore della Regione lascerei al Consiglio Regionale le sue discussioni sul nulla, dato che l’articolo 12 attuale basta e avanza per ottenere la zona franca e invece premerei, giorno e notte, sul Presidente del Consiglio  Letta per avere il DPCM previsto dal D.lgs n. 75/1998 e dalla Legge Regionale n.20/2013: basta una sua firma per avere un semplice provvedimento amministrativo che può rilanciare la produzione, il  lavoro e dare ossigeno ai consumi di tutte le famiglie della Sardegna.

La Regione Autonoma della Sardegna per ora fa ancora parte dell’Italia, perciò il suo rilancio gioverà a tutto il paese: è meglio per l’Italia che la Fiat e le altre attività manifatturiere delocalizzino da noi, oppure che vadano in Polonia o altrove?

L’aumento dell’IVA dato dalla maggiore produzione nell’Isola gioverebbe su base nazionale dove i prodotti verrebbero smerciati e, dato che l’IVA che riceviamo in Sardegna viene calcolata su quella riscossa in tutto il Paese, l’Isola riceverebbe più IVA dalla zona franca di quanta ne ha mai ricevuta fino ad ora: qualunque cosa ne dica chi a sinistra e a destra, insensatamente, si oppone al cambiamento.

Abbiamo quattro norme, vigenti nello statuto autonomo, che possono essere usate come un grimaldello per aprire la porta di un vero piano di rinascita per l’Isola: l’art. 12, l’art.13, l’art.51 ed l’art. 52.

Il primo prevede i punti franchi, il secondo l’obbligo per lo Stato con il concorso della Regione di disporre un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell’isola, il terzo che la Giunta regionale, quando constati che l’applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannoso per l’Isola, può chiederne la sospensione al Governo della Repubblica; il quarto che la Regione è rappresentata  nell’elaborazione dei progetti di trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con gli stati esteri e sentita in materia di legislazione doganale.

Se fossi il Presidente userei subito queste quattro formidabili armi giuridiche: le prime due, per ottenere immediatamente il DPCM per la zona franca integrale, la terza, per bloccare subito l’applicazione dei decreti legge del Governo che hanno imposto nuove tasse inique per l’Isola perchè emanati in violazione dell’art. 77 della Costituzione Italiana. L’azione indiscriminata di riscossione dei tributi che viene attuata dall’agenzia di riscossione, incaricata dallo Stato e trasferita nel 2012 fuori dalla Sardegna senza il parere della Regione in violazione dell’art. 9 dello statuto, deve essere fermata perché danneggia manifestamente l’Isola.

 Infine, il quarto articolo va utilizzato per contestare allo Stato Italiano che la Sardegna doveva essere rappresentata obbligatoriamente nella stipula di tutti trattati dell’Unione Europea e questo vulnus nella procedura di ratifica ci consente di ridiscutere tutto e di poter contrattare da protagonisti tutti gli obblighi che si basano sugli accordi internazionali presi senza la nostra firma obbligatoria di Regione Autonoma a Statuto speciale.

Se fossi un elettore voterei solo un Presidente che mi garantisce di lottare per queste cose.

Francesco Scifo

lapide-popolo-sardoCagliari, 29 ottobre 2013 ore 17.30. Dopo alcune ore di attesa, intorno alle ore 12.00 è iniziata la seduta del Consiglio Regionale con all'ordine del giorno la discussione sulla modifica dell'art.8 (fiscalità di vantaggio) e dell'art.12 (zona franca integrale) dello Statuto Sardo. In aula non era presente il Presidente Cappellacci perché a Roma per firmare sulle "Bonifiche La Maddalena". L'inserimento inaspettato dell'art.8 nell'ordine del giorno ha suscitato non poche polemiche da parte di alcuni esponenti della Giunta, in quanto - a detta della Randaccio e Scifo - avrebbe sicuramente procurato una solenne bocciatura (se presentato insieme a quella dell'art.12) da parte del Parlamento Italiano. Come ci si aspettava, sia l'on.Diana che l'on.Maninchedda, seguito poi anche dall'ex presidente della Regione Soru, hanno evidenziato le proprie faziosità nei confronti della Giunta ed - in particolare - l'on.Diana ha richiesto la sospensione della riunione per l'assenza ingiustificata del Governatore. L'atteggiamento ostile del Partito Democratico, il quale non ha vergognosamente neanche citato l'importanza di tutti i Movimenti pro zona franca nell'iter intrapreso da oltre un anno a questa parte, ha posto nuovamente l'accento sulla mancanza di un piano economico per compensare il bilancio regionale durante il regime di zona franca e la propria non contrarietà alla politica di agevolazioni fiscali, puntando però il dito sulle azioni di Cappellacci che, a detta loro, hanno solo portato ad accrescere illusioni e ad una situazione disastrosa nell'economia sarda. 

La riunione è stata sospesa alle ore 13.00 per riprendere poi alle ore 17.30 e nuovamente sospesa per alcune scaramucce in aula. A quel punto l'Assessore Alessandra Zedda - allertata dai due rappresentanti del Coordinamento Randaccio-Scifo, dal nostro gruppo Comunicazione e da alcuni coordinatori provinciali ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno in modo da far slittare la discussione al prossimo appuntamento. 

Nel frattempo nel backstage dell'aula consiliare i Capigruppo hanno accettato di incontrare il Coordinamento prima della prossima riunione del Consiglio Regionale, che avverrà presumibilmente martedì prossimo, per cercare di portare avanti solo la votazione per la modifica dell'art.12 che ci darebbe un'altra chance per essere inserita nella Legge di Stabilità in via di definizione alle Camere.

Web Team

 

 

 

 

Errata-corrige

 

 

 

Cagliari, 26 ottobre 2013 ore 12.45. La pubblicazione del verbale della riunione assembleare del 24.10.2013 di Buddusò-Santu Lussurgiu è erronea in quanto esso costituisce solo una "bozza" i cui contenuti dovranno essere ridiscussi e confermati nella prossima riunione del Coordinamento in data ancora da calendarizzare. Ci scusiamo per il disguido.

Web Team

 

 

Venerdì, 25 Ottobre 2013 17:48

Caro on.Diana, le bugie hanno le gambe corte.

dianaOlbia, 25 ottobre 2013 ore 13.31. Pubblichiamo la lettera di Andreas Coni, attivista e coordinatore di Olbia e provincia, indirizzata all'on.Giampaolo Diana del PD, da sempre apertamente contrario alla zona franca in Sardegna e - soprattutto - tra i maggiori nemici del Presidente Cappellacci.

"Le bugie hanno le gambe corte, cortissime, e noi non abbiamo l'anello al naso! Ma come si fa, con quale faccia, a dire oggi, dopo 1 anno e mezzo di brutale osteggiamento e di angherie nei confronti di tutti coloro che hanno sempre creduto ai tecnici del movimenti zona franca, Randaccio e Scifo, a dire: "Non abbiamo nulla in contrario sulla Zona Franca Integrale". Questa è una bestemmia Caro Diana. Non si ricorda quando a Lanusei il Sig. Soru ha detto che noi credevamo anche all'asino che vola ? Non si ricorda più tutte le volte che vi siete riuniti e che avete contromanifestazioni nei nostri confronti per farci perdere questo diritto sacrosanto? Lei non ricorda molte cose, ma noi, che abbiamo combattuto sul campo, convincendo ad una ad una le persone, non possiamo dimenticarlo. Il taglio dell'IRAP è venuto fuori a Lanusei quando Soru, plurifischiato da un'assemblea totalmente apartitica, ma solo interessata alle nuove tematiche della zona franca, ha tentato di riprendersi i favori dell'assemblea sfoggiando la proposta del taglio dell'IRAP. Voi oggi non avete scelta, dovete votare a favore, perchè è una legge che va a favore del popolo ed è una legge VOLUTA dal popolo Sardo. Anche i giornali non possono più fare finta di niente perchè hanno capito che l'argomento è oggetto di interesse e quindi di vendite. La parola Zona FRANCA INTEGRALE è sulla bocca di tutti e non è merito del governatore Cappellacci che, al contrario di voi, comunque ha accolto le nostre richieste, ma è merito delle migliaia di attivisti che si impegnano ogni giorno,a ogni ora, per divulgare e rendere partecipi la gente di questa grande opportunità, straordinariamente portata alla ribalta dai nostri tecnici Randaccio e Scifo.

Vi è rimasta solo la possibilità di pentirvi e dire apertamente che avete sbagliato e che la lotta eterna tra PD e PDL non avrebbe dovuto creare tutti questi ritardi e questi rischi che abbiamo corso. Votate a favore compatti e andate tutti insieme a Roma, davanti al palazzo del Governo, e chiedete l'immediato inserimento del testo nel decreto di stabilità. Noi, popolo, sapremo fare la nostra parte per convincere la politica italiana, che dopo 60 anni, finalmente il popolo Sardo intero vuole la Zona Franca Integrale, senza compromessi, senza se e senza ma. Per quanto abbiate sbagliato in tutti questi anni, determinando un odio viscerale del popolo nei confronti della politica in genere, questa è un'opportunità unica per riaccendere una piccola fiammella che può crescere e riportare il popolo a sperare e a credere in una Sardegna libera, capace di sostenersi da sè e di poter gestire al meglio le proprie risorse, senza imposizioni dalla politica romana che, in tutti questi anni, ci ha resi schiavi, desertificati, impoveriti e spopolati."

Web Team

(foto di Elisabetta Caredda)

PROPOSTA DI LEGGE REGIONALECagliari, 24 ottobre 2013 ore 12.31. La zona franca non è solo rappresentata da un sogno, da un'idea utopistica di come vogliamo che sia il nostro futuro. La zona franca, o meglio, la sua programmazione, è un qualcosa di freddo, ricco di riferimenti giuridici e calcoli matematici derivanti da una semplice e pura materia tributaria.

Oggi è stata consegnata al Presidente Cappellacci dalla dottoressa Randaccio, da parte di tutto il Movimento Pro Zona Franca, una proposta di legge regionale, sperando che il testo divenga la  base di partenza per la raccolta di suggerimenti di ulteriori agevolazioni fiscali e perché si realizzi in tempi brevi la vera rinascita economica della Sardegna. 

Stamattina è passato inoltre l'emendamento per la modifica dell'art.12 in Prima Commissione Autonomia e, da quanto riferisce il Presidente Artizzu, la votazione è stata favorevole tranne per il Pd che si è astenuto. Ora la parola passa al Consiglio Regionale che si riunirà il prossimo martedì 29 ottobre 2013 e dovrà votare definitivamente l'emendamento che, se avrà votazione unanime, potrà poi essere inserito nella Legge di Stabilità attualmente in discussione alla Camera.

E' necessario perciò mettere fine a qualsiasi polemica all'interno del Coordinamento e degli attivisti affinché il grande lavoro giuridico compiuto dalla Randaccio e da Scifo abbia il suo corso, tenendo sempre presente che si è iniziata una lotta dura e senza esclusione di colpi, una lotta che però deve essere combattuta nel pieno rispetto della legalità e della lealtà verso l'avversario, ricordandoci che il nemico gioisce dove l'unità d'intenti traballa.

Luciana Carta

  

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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER LA ZONA FRANCA

villadevotoCagliari, 23 ottobre 2013 ore 19.30

Il Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Pro Zona Franca, è stato ricevuto a Villa Devoto dal Presidente Cappellacci per un confronto tra le parti nel quale si sono affrontati diversi argomenti e tutti in riferimento al tema della zona franca.

I rappresentanti dei comitati hanno ribadito al Presidente che il tema è molto seguito oramai da buona parte del popolo sardo, che attende risposte per capire quali sono i tempi necessari per poter arrivare ad ottenere la zona franca integrale. Una delle richieste fatte riguarda la modifica dell’art. 12 che domani (24 ottobre) ritornerà in Prima Commissione, e poi settimana prossima arriverà in Consiglio Regionale per la votazione finale. I responsabili dei comitati hanno chiesto un impegno affinché Cappellacci prospetti  il voto unanime in modo che anche la modifica dell’art.12 possa essere inserita nella Legge di stabilità attualmente in discussione alla Camera. Ovviamente i comitati auspicano che tutte le componenti politiche del Consiglio, al momento del voto valutino che l’emendamento è stato redatto dai tecnici dei comitati, e quindi quell’emendamento rappresenta una volontà popolare che non devono  trascurare, accantonando per un attimo le diatribe tra schieramenti opposti.

Tra gli argomenti trattati si è discusso del fatto che gli attivisti del movimento stanno facendo molta pressione sui comuni per far deliberare anche la Zona Franca al Consumo, come la normativa vigente consente, e che molti comuni però non avendo nessuna indicazione dalla Regione mostrano perplessità, a tale proposito il Presidente si è impegnato a diffondere un comunicato invitando i Sindaci a deliberare anche la zona franca al consumo.

Una delle maggiori preoccupazioni dei comitati è la tempistica di attuazione della zona franca in tutta la Sardegna, per avere ciò bisogna che venga varato dallo Stato il DPCM per la zona franca del porto di Cagliari e che venga comunicato alla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea per la pubblicazione. Successivamente alla pubblicazione nella GUCE, in riferimento alla D.Lgs.n.75/98, la zona franca verrà estesa in tutta l’isola.

In ultimo è stato chiesto di abrogare la Legge n.20 del 03 agosto 2013, una legge che, oltre a danneggiare tutto il percorso fatto dai comitati e dai loro tecnici Scifo e Randaccio, indebolisce l’autonomia di cui beneficia la regione sarda, e restituisce parte del potere in materia a Roma.

Tutti gli interventi sono stati enunciati con toni corretti, pur mantenendo una certa contrarietà nel modo in cui la Legge n.20 è stata varata il 03 di agosto dal Consiglio (voto unanime senza alcun emendamento); manifestando disappunto sulla mancata attivazione della zona franca di Cagliari, che ha i requisiti da tempo e che avrebbe permesso di ottenere la zona franca in tutta l’isola.

Sia l’assessore Zedda che il Presidente Cappellacci hanno comunque manifestato la disponibilità ad impegnarsi ancora di più e perseguire gli obiettivi fissati dall’incontro, e nelle prossime settimane  poi riconvocare il Coordinamento per valutare gli atti eseguiti.

I comitati continueranno la loro attività di pressione e informazione nei confronti della politica e dell’opinione pubblica per impedire che nessuno abbassi la guardia sul tema, ormai caro a gran parte del popolo sardo, e che ogni giorno che passa diventa fondamentale per il rilancio dell’economia sarda agonizzante.

Mariano Lo Piccolo

comunicato-stampa

 

Zona franca al consumo, questo è il tema principale di cui si parlerà giovedì 24 alle ore 19.00 a Santu Lussurgiu.  Da qualche settimana infatti la giunta comunale ha deliberato per attivare in tutto il territorio comunale questa tipologia di zona franca. Si discuterà sui metodi di attuazione di questo strumento di fiscalità di vantaggio che mira a dare una scossa all'intero territorio, e che permetterà ai residenti o ai turisti di beneficiare di numerosi vantaggi, tra i tanti  ad esempio il costo della benzina che potrà essere commercializzata senza iva e accise.

Per spiegare bene tutte le procedure e le normative vigenti che permetteranno la messa in atto della delibera, parteciperanno Maria Rosaria Randaccio e Francesco Scifo, rappresentanti dei Comitati Cittadini pro Zona Franca di tutta la Sardegna.

Le delibere per la zona franca al consumo, seguono le delibere fatte mesi fa dai 350 comuni per richiedere l'attivazione della zona franca doganale in riferimento alla legge 75/98. Ad oggi sono già diversi i comuni che hanno già deliberato anche la zona franca al consumo, tra i quali ad esempio Olbia, Sennariolo, Nurachi, La  Maddalena, e moltissimi altri stanno procedendo in questi ultimi giorni, in attesa che venga definito l'iter per attivare la zona franca integrale in tutta la Sardegna.


22.10.2013cappellacciRoma, 22 ottobre 2013 ore 12.00. L'Avvocato Francesco Scifo era presente stamattina a Roma per l'incontro tra il Presidente Cappellacci e il Vice Premier Angelino Alfano convocato dal presidente sardo dopo le malefatte di ieri, quando si è visto recapitare via fax il testo definitivo del Disegno di Legge di Stabilità senza l'art.15/bis (contenente la modifica dell'art.10 dello Statuto Sardo), concordato in varie sedute in quasi un anno di strenui tavoli tecnici e dibattiti. Secondo quanto affermato nel suo profilo Facebook dall'on.Francesco Sanna, il Predidente della RAS non avrebbe mai (dalle informazioni in suo possesso) provveduto a chiedere tale modifica creando false illusioni nella gente. In particolare Sanna scrive: "[...] Poi ho chiesto ad alcuni ministri se fosse stato discussa una modifica allo Statuto della Sardegna, e tutti mi hanno escluso la cosa. [....]" Ricordo all'on. Sanna che varie persone, tra le quali la sottoscritta, hanno partecipato al tavolo tecnico al MEF lo scorso 24 giugno e tutti quanti abbiamo sentito le assicurazioni del Vice Ministro Casero relative alla modifica dell'art.10, il quale arrivava persino a dire di essere ormai giunto alla conclusione positiva della trattativa con la Regione Sardegna. In tutto questo tempo abbiamo capito che i principali nemici della Sardegna, del Popolo Sardo e della sua unica salvezza, la Zona Franca Integrale, non stanno fuori dalla Sardegna, ma strisciano quasi indisturbati tra le strade di desolazione della nostra terra, non accorgendosi di quanta povertà, di quanta disperazione e urgenza di soluzioni ci siano in quelle strade, dove le imprese ed i negozi hanno abbassato le serrande e dove forse la gente non crede più ad una rinascita.

In occasione della convocazione a brevissimo del Consiglio Regionale per l'approvazione definitiva dell'emendamento per la modifica dell'art.12 dello Statuto (ricordando che giovedì 24 ottobre alle ore 10.30 passerà nuovamente in Prima Commissione Autonomia per giungere poi al Consiglio), il Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Pro Zona Franca esorta i signori onorevoli - e in particolare l'on.Francesco Sanna - visto le sue dichiarazioni di disponibilità ad impegnarsi per la modifica dello Statuto - a voler sostenere con tutte le proprie forze, e all'unanimità, tale emendamento facendo riconquistare così al Popolo la consapevolezza che chi è chiamato a sedere sulle poltrone del Potere non è lì per guardare quella terrificante desolazione delle strade sarde girandosi dall'altra parte per non vedere, ma per osservarla, studiarla, mettersi la mano sulla coscienza e fare di tutto per cambiarla.

Luciana Carta

Randaccio-ottobre2013-2Cagliari, 20 ottobre 2013 ore 19.30. "Abbiamo capito perche la Barracciu è contro l’istituzione della Zona Franca in Sardegna. La  Barracciu, candidata della Sinistra alla futura competizione elettorale per la Presidenza della Regione, è contro l’istituzione della zona franca in Sardegna, (nonostante  il suddetto regime giuridico-fiscale previsto all’art.12 del nostro Statuto, approvato con Legge Costituzionale n.3/1948 sia stato formalmente istituito su tutto il territorio della Regione Sardegna, con il D.Lgs.n.75/98, decreto  emanato in ottemperanza alla normativa Comunitaria sulle zone franche disciplinate dai Codici Doganali Comunitari richiamati nello stesso decreto, codici doganali dove si prevede che per Zone franche si intendono vasti territori comprensivi di Citta e Villaggi che godono per motivi storico economici e sociali di benefici fiscali (artt. da 166 a 181 del regolamento CEE 2913/92 (Consiglio) e artt. Dal 799 a 814 del Regolamento n.2454/1993 (Commissione), codice doganale comunitario dove si conferma il diritto della Sardegna ad essere inclusa tra le zone franche dell’Europa e del Mondo anche ai sensi dell’art.92 e 234 del Trattato di Roma e dell’art.174 del Trattato di Lisbona perché probabilmente ha cercato di colmare le proprie lacune giuridico-fiscali, andando a prendere lezioni e consigli dal Prof. Beniamino Moro e da Prof. Benedetto Barranu che in tema zona franca hanno delle idee stravaganti e ancora molto confuse.

Infatti per loro stessa ammissione, durante gli intervalli pubblicitari dell’ultima trasmissione di Videolina intitolata “Dentro la notizia”, trasmissione  a cui ho partecipato in rappresentanza dei movimenti che si battono per l’immediata attivazione dalla zona franca su tutto il territorio della Regione Sardegna, hanno ammesso pubblicamente e con “orgoglio” manifestando anche fisicamente, un profondo "disprezzo culturale" nei confronti della sottoscritta, di non conoscere e di non voler conoscere la Normativa Fiscale contenuta nel DPR n.633/1972, ossia il decreto nel quale lo Stato Italiano ha recepito tutta la Normativa Comunitaria sulle Zone Franche, sui Punti Franchi e sui Depositi Franchi.

Loro, i Professori, attendono ancora una legge che dovrebbe ancora venire varata dal Parlamento Italiano, e alla quale nel caso la si presentasse,  farebbero opposizione i Siciliani e i Calabresi presenti numerosi in Parlamento (sic!). Loro, i Professori, non hanno ancora capito che la suddetta Legge esiste già da molto tempo e che anzi sono due: il DPR n.633/72 (art.7, 21 e 25) e il D.Lgs n. 504/1995 (art.1) sono i decreti  con i quali l’Italia ha recepito la normativa comunitaria sulle zone franche e sui  punti franchi e sui depositi franchi, e dove  viene fornita la definizione giuridica della Zone Franche come: “territori extradoganali” posti fuori dallo Stato Italiano e fuori dalla Comunita Economica Europea ai fini dell’applicazione dell’Imposta sul Valore Aggiunto e delle Accise, nonche la normativa sulla fatturazione delle cessioni non soggette alle suddette imposte in quanto considerate come operazioni non imponibili  o esenti.

Loro, i Professori, non hanno ancora capito che nei  suddetti decreti (Dpr 633/72 e D.Llgs. n.504/95) è stata recepita anche la normativa sancita da:  

1) Trattato di Roma ratificato con la legge 1203/1957, che istituisce la Comunita Economica Europea artt.92,100 e 234;

2) Direttiva del Consiglio del 4 marzo 1969 n. 69/75/CEE che fornisce la definizione giuridica delle zone franche e l’obbligo degli Stati membri di attenersi alle suddette direttive modificando se necessario le proprie, direttiva in ottemperanza alla quale è stato emanato il T.U. Doganale Italiano approvato con DPR n.43/1973;

3) Regolamento (CEE) n. 2504/1988 del Consiglio del 25 luglio 1988;

4) Regolamento 2562/1990 della Commissione del 30 luglio 1990 che stabilisce talune disposizioni di applicazione del Regolamento  (CEE) n. 2504\88, relativo alle zone franche e ai depositi franchi, in particolare l’art.19 dove si prevede che il controllo doganale non deve - normalmente - essere effettuate all’interno  di zone franche o di depositi franchi ma  deve limitarsi alla sola sorveglianza da parte dell’Autorita Doganale.

5) Direttiva 2006/112/CE del Consiglio del 28 novembre 2006 (art.6) che conferma l’esenzione da Dazi Doganali, dell’Iva e delle Accise nelle Zone Franche in quanto ricadenti nel novero dei territori  Extradoganali della Comunita Europea.

Mi dispiace molto per loro, ma ancora  e molto di più di più per la Barracciu, che fidandosi di “Cattivi Maestri” è attualmente  priva di quel bagaglio culturale che le permetterebbe di modificare positivamente  le sorti  economiche della Sardegna  e dei Sardi. Lei che si accinge a governare questa terra assumendosi l’onere di  programmare senza  la necessaria perizia, le nostre sorti economiche in un  futuro molto prossimo, sentenziando se potremo trascorrerlo  in miseria e  povertà  oppure utilizzando la normativa che ci consente di pretenderlo nel benessere.

I suddetti Professori, per loro stessa ammissione, non  sanno neanche che:

a) quando nel 1948, fu prevista l’stituzione dei punti Franchi in Sardegna la materia era disciplinata dalla legge fiscale doganale n.1424/1940, che all’art.1  comma 2° precisava che  i Punti Franchi e le Zone Franche erano giuridicamente qualificati definiti come “Territori Extradoganali”;

b) extradoganalità dei punti franchi e delle zone franche successivamente confermata dall’art.2 del Testo Unico Doganale Italiano approvato con DPR n. 43/1973 (ancora in vigore) emanato in attuazione della Direttiva Comunitaria del Consiglio n.69/75/CEE del 4 marzo 1969 (ancora in vigore) dove si prevede che “qualunque sia l’espressione utilizzata dagli Stati membri, per Zone Franche si debbano intendere vaste zone territoriali, che per motivi storico-economici godono di  particolari  regimi fiscali  di compensazione allo svantaggio,  e dove le merci che si trovano in tali territori sono considerate "fuori dalla Comunita Economica Europea" (ossia extradoganali) agli effetti della applicazione di qualunque  tributo fiscale (Dazi Doganali, Iva ed Accise) e che tutti gli stati membri hanno l’obbligo di attenersi a tali direttive compreso l’obbligo di adattare la propria legislazione in tema di Zone Franche alle direttive ed ai Regolamenti Comunitari."

Maria Rosaria Randaccio

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