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Ufficio Stampa

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Cagliari, 1 novembre 2013, ore 11.30.

"Chiusura delle Università, tassazione dei terreni agricoli, fame: tutto questo noi possiamo evitarlo se lottiamo per la zona franca uniti. Dobbiamo cambiare l'idea che tutti questi politici hanno dell'amministrazione e dello Stato, come di un idolo mai sazio da servire e onorare, da ingrassare con le tasse a carico dei cittadini.
Lo Stato siamo noi e dobbiamo decidere noi quanto deve essere invasivo e quanto gli spetta. La Zona franca ci consente di rivoltare il rapporto Persona-Stato perchè finanzia la nostra società con la produzione diretta e non con l'elemosina derivata dalle tasse."

Francesco Scifo

 

unanimità-voto

Martedì 5 novembre 2013 dalle ore 15.00 tutti i Movimenti Pro Zona Franca e gli attivisti si riuniranno sotto il palazzo della Regione Sardegna in Via Roma a Cagliari per chiedere ad alta voce ai politici sardi di ogni fazione il voto all'unanimità del Consiglio Regionale per la modifica dell'art.12 dello Statuto Sardo.

E' necessario che ci sia più gente possibile. Chiunque abbia a cuore le sorti della Sardegna ha il dovere di partecipare. 

Il sit in all'esterno della Regione Sardegna farà inoltre da supporto ad una delegazione del Coordinamento Regionale Comitati Cittadini Pro Zona Franca, capeggiati dalla dott.Randaccio e dall'avv.Scifo, che incontrerà i Capigruppo dei Consiglieri regionali prima dell'inizio della riunione del Consiglio, fissata per le ore 16.00. 

Ci aspettiamo che tutto il Popolo Sardo, dai negozianti, agli albergatori, alle casalinghe, ai liberi professionisti, ecc. si uniscano a coloro che con sacrificio e dedizione da un paio d'anni stanno portando avanti la battaglia per la Zona Franca in Sardegna!

L'ora è arrivata!

Web Team

 

Qualche giorno fa abbiamo appreso dal quotidiano L’Unione Sarda del 22 ottobre 2013, che l’isola di Budelli, facente parte dell’arcipelago de la Maddalena, è stata venduta ad un banchiere neozelandese di nome Michael Hart, agli inizi del mese di ottobre, tramite asta pubblica, tenutasi presso il Tribunale di Tempio.

Contro la vendita si stanno animando le campagne di sensibilizzazione affinché il Parco nazionale della Maddalena, eserciti ai sensi della Legge n.394/1991, ed entro 90 giorni, il diritto di prelazione decidendo di comprare per lo stesso importo di 2 milioni e 940 mila euro, l’isola dalla sabbia rosa.

Riteniamo che la Regione Sardegna e i Sardi abbiano il diritto a vedersi restituita la proprietà dell’Isola senza sborsare un centesimo di Euro, in quanto l’isola non poteva venire venduta  trattandosi di Demanio dello Stato trasferito alla Regione Sardegna ai sensi del D.L. n.669/96 convertito nella Legge n.30/1997.

Demanio della Regione a cui si applicano le norme di cui al D.P.R. n.72/1955.

Infatti, all’art. 6 comma 3  del suddetto D.L. n. 669/96 convertito nella Legge n.30/1997, viene sancito il divieto di alienazione dei beni immobili dello Stato che per effetto della stessa legge vengono trasferite alle Regioni a Statuto Speciale”, confermando cosi quanto già sancito dal D.P.R. n.72/1955  art. 2 dove si prevede che l’alienazione di beni immobili di pertinenza del patrimonio disponibile dello Stato sia di competenza dell’Intendente di Finanza, competenza attualmente in capo al Dirigente dell’Agenzia del Demanio ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n.189/2001 e dell’art.19 del D.P.R. n.107/2001, dove si prevede (art. 19) che il personale dirigente dell’Agenzia del Demanio deve essere individuato tra i Dirigenti a cui competono gli incarichi dirigenziali con le modalità previste dall’art. 18 comma 2 del D.Lgs. n.300/99, con l’ulteriore precisazione che agli uffici dirigenziali generali istituiti all’interno dei Dipartimenti, sono preposti i Dirigenti di cui all’art. 23  del D.lgs. n.29/93, ossia:

1) i Dirigenti ex Intendenti di Finanza (il cui ruolo e le cui funzioni risultano salvaguardate dall’art. 80  del DPR n.287/1992 dopo che l’art. 75 dello stesso decreto aveva soppresso tutti gli uffici finanziari allora esistenti, ed istituito al posto loro (Uffici Finanziari) i Dipartimenti Fiscali e le Direzioni fiscali a cui sono subentrate successivamente le Agenzie Fiscali con le modalità previste dal D.lgs. n.300/99);

2) i magistrati della giurisdizione ordinaria;

3) i “Soggetti Esterni” all’Amministrazione Finanziaria quando ricorrano specifiche esigenze di servizio (comma 1 dello stesso art.18 del D.lgs. n.300/99).

L’art. 20 del suddetto  D.P.R. n.107/2001 ha ovviamente dovuto abrogare il D.P.R. n.72/1955, dal momento che tutte le competenze che facevano capo agli Intendenti di Finanza, venivano contestualmente trasferite ai direttori delle Agenzie del Demanio, subentrate ai sensi del D.lgs. n.300/1999  ai “Dipartimenti Fiscali”, a loro volta subentrati alle Intendenze di Finanza e  agli uffici finanziari esistenti nel 1992, contestualmente  soppressi dal D.P.R. n.287/1992, decreto che però all’art.80 prevedeva la salvaguardia delle professionalità acquisite nel precedente ordinamento, comprese ovviamente quelle degli Intendenti di Finanza.

Salvaguardia delle professionalità confermate:

- dall’art.2 comma 4 del D.lgs. n.29/93 

- dall’art.39 comma 22 della Legge n.449/97

- dall’art.17 comma 82 e 137 della Legge n.127/97

Dove si prevede la soppressione di tutte le norme che avevano erroneamente inquadrato i Dirigenti dello Stato, gli Intendenti di Finanza e i Segretari Comunali nella 9° Qualifica Funzionale e l’estensione della suddetta abrogazione a tutte le amministrazioni dello Stato comprese le Regioni a Statuto Speciale, e che al suddetto personale Dirigente  si dovessero  applicare le disposizioni di cui all’art.39 comma 22 della Legge n.449/1997.

Questa importantissima precisazione è doveroso farla perché attraverso la stessa possiamo dimostrare quella immensa truffa ai danni dello Stato che ha dato origine  all’inspiegabile e attuale indebitamento dello Stato Italiano nello stesso periodo in cui si procedeva alla svendita, privatizzazione, valorizzazione, alienazione  dell’immenso patrimonio immobiliare degli Enti Previdenziali,  il cui ricavato della vendita (ammesso e non concesso che si potesse procedere) era destinato esclusivamente all’abbattimento del “ Debito Pubblico” ai sensi della Legge n.432/1993, art.3 comma 27, Legge n.335/1995, D.lgs. n.104/1996, art. 7 D.L. n.79/97 convertito nella Legge n.140/1997.

Vendita del Demanio dello Stato che è stata effettuata in deroga alle norme sulla contabilità di Stato e pertanto in palese violazione di quanto previsto dall’ art.2658 del Codice Civile e degli artt.da 822 a 831 c.c. dove tutt’ora si prevede che la vendita del patrimonio disponibile dello Stato può effettuarsi solo se preceduta dalla SDEMANIALIZZAZIONE del bene, istituto giuridico quello della sdemanializzazione, affidata alla esclusiva competenza degli Intendenti di Finanza, attualmente in capo ai Direttori delle Agenzie del Demanio subentrati nelle funzioni dirigenziali degli Intendenti di Finanza ai sensi del suddetto articolo 20 del D.P.R. n.107/2001 che ha proceduto ad abrogare il D.P.R. n.72/1955.

L’abrogazione del D.P.R. n.72/1955 ad opera dell’art. 20 del D.P.R. n.107/2001, conferma che solo i vincitori dei concorsi indetti per coprire posti vacanti nei ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza, sono tutt’ora i legittimi titolari del diritto all’incarico di direzione delle attuali Agenzie del Demanio, e solo loro sono ancora titolari del potere di SDEMANIALIZZAZIONE del Demanio disponibile dello Stato che si vuole alienare, privatizzare, valorizzare, dopo che l’art. 80 del D.P.R. n.287/1992 ha salvaguardato la loro professionalità esercitata negli uffici finanziari del precedente ordinamento.

(La carriera degli Intendenti di Finanza era disciplinata dal D.P.R. n.748/72, e le cui qualifiche erano state individuate nel D.M. 28 dicembre 1972 pubblicato sulla G.U. 11 sett. 1973 n.23, qualifiche equiparate a quelle dei Segretari Comunali nelle tabelle annesse al D.P.R. n.749/1972 e dell’art. 25 dello stesso decreto, equiparazione confermata dall’art.11 bis del D.L. n.283/81 convertito nella Legge n.432/81 e dall’art. 2 della Legge n.72/1985, qualifiche attraverso le  quali si avanzava in carriera per anzianità di servizio e giudizi di non demerito, dopo che l’art. 9 della Legge n.775/70 aveva soppresso gli “esami di avanzamento in carriera”).

Pertanto se è vero che solo coloro che sono stati assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza possiedono ancora il titolo giuridico che consente loro di Sdemanializzare il Patrimonio Disponibile dello Stato, allora è altrettanto vero che solo coloro che sono stati assunti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva degli Intendenti di Finanza hanno ancora  titolo e – con priorità assoluta - a dirigere le attuali Agenzie del Demanio (se ancora in servizio) ai sensi dell’art.13 e 17 della Legge n.146/1980; dell’art. 19 comma 3 del D.lgs. n.29/1993; dell’art.3 comma 129 e 130 della Legge n.662/1996; dell’art.4 del D.lgs. n.361/1998; del D.lgs. n.300/99; dell’art. 20 del D.P.R. n.107/2001; e significa anche che sono nulli tutti i concorsi indetti dopo il 1990, per coprire i posti vacanti nei ruoli dirigenziali del Ministero delle Finanze compresi i concorsi per i ruoli dirigenziali delle Agenzie del Demanio, sono nulli tutti gli atti sottoscritti dai dirigenti fasulli in quanto vincitori di concorsi fasulli che non potevano venire banditi sui posti lasciati liberi dagli Intendenti di Finanza che illegalmente sono stati estromessi dai loro poteri con il loro inquadramento nella 9° qualifica funzione assieme ai Segretari Comunali, e mai restituiti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.

Fatta questa noiosa considerazione giuridica, il fatto che il miliardario Neozelandese abbia acquistato l’isola di Budelli da una società milanese fallita, sussistendo in capo anche alla prima compravendita i divieti di alienazione del patrimonio immobiliare trasferito dallo Stato alle Regioni a Statuto Speciale di cui all’art. 6 comma 3 del D.L. n.669/1996 convertito nella Legge n.30/1997, e dell’art. 2 del D.P.R. n.72/1955 appare evidente che anche la prima alienazione sia inficiata da nullità insanabile, rafforzata dal fatto che il Dirigente del Fisco che ha sottoscritto il primo contratto di compravendita non era un Intendente di Finanza e pertanto non possedeva la “capacità di agire” ossia il titolo giuridico che consentiva la preventiva Sdemanializzazione del bene, senza la quale il bene stesso non poteva venire alienato.

Il Ministero dell’Economia e Finanze tutt’ora rifiuta di restituire ai propri ruoli dirigenziali gli ex Intendenti di Finanza, con la conseguenza di rendere NON VALIDI tutti i concorsi espletati per coprire i posti lasciati liberi dagli stessi (Intendenti di Finanza) estromessi dai loro ruoli, e rendere di conseguenza i vincitori di nuovi concorsi per la Direzione delle Agenzie del Demanio responsabili di “USURPAZIONE DI PUBBLICHE FUNZIONI”.

Maria Rosaria Randaccio

Mercoledì, 30 Ottobre 2013 23:30

La Sardegna è l'unica zona franca dell'Italia.

sardinia-flagCagliari, 30 ottobre 2013 ore 23.00. 

Mentre i politici sardi e italiani "dormono", un gruppo di aziende di Bologna (Centergross, Interporto e Caab) lanceranno un nuovo canale distributivo sul mercato africano. Questa è la notizia riportata ieri dal quotidiano Il Resto del Carlino. E' incredibile che nessun giornale nazionale scriva relativamente a quanto stia succedendo in Sardegna. La stampa non si occupa minimamente della battaglia dei sardi per inculcare nelle teste dei politici di ogni fazione il fatto che la zona franca in Sardegna rappresenti la salvezza dell'economia italiana, oltre che di quella isolana. Nessuna trasmissione televisiva dedica un solo minuto a questa importante notizia, dando invece spazio anche al più insignificante gossip del momento. 

La Sardegna è al centro del Mediterraneo. La Sardegna ha tutte le risorse adatte ad un commercio intercontinentale. La Sardegna ha un territorio vastissimo e pressoché deserto. La Sardegna ha un clima favorevole. Allora cosa manca ancora? Perché questo silenzio? Forse perché diventando zona franca a tutti gli effetti sbaraglieremo qualsiasi concorrenza? Forse perché la Sardegna - a detta di tutti - è l'isola più bella del mondo?

Io penso ancora che siano la sua gente, la sua cultura ed i suoi paesaggi, caratteristiche inarrivabili, a fare la differenza. Perché un'identità vera e radicata non si può comprare. Si può solo cercare di imitarla.

Luciana Carta

 

 

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Mercoledì, 30 Ottobre 2013 21:00

Rassegna di commenti dal web

facebook-commenti-risposteCagliari, 30 ottobre 2013 ore 19.30. 

Riportiamo una serie di interessanti commenti di alcuni zonafranchisti sinceri che esprimono molto bene la situazione attuale. Ringraziamo per il proprio lavoro e per la dedizione alla causa i signori: Angelo Mannu, Alberto Cabiddu, Antioco Patta, Maurizio Lai, Fabrizio Melis.

di Angelo Mannu

"Ci sono troppi preconcetti elettorali sulla zona franca da parte del suo partito caro Giampaolo Diana! Cerchi lei di raccontare la verità ai Sardi! Cappellacci non sarà una cima, ma il vostro partito sta dimostrando tutta la sua demagogia su questo argomento! Se volete affossare la Sardegna non ve lo permetteremo! Oppure credete di avere potere di vita e di morte sui cittadini sardi? Caro Diana, tutta la vostra demagogia declinata tramite giornali, televisioni è dentro il Consiglio Regionale sta arrivando al capolinea. E' abbastanza chiaro che volete tenere la Sardegna nel pieno sottosviluppo assistenziale e sindacale. La corda a forza di tirarla, come Lei sà, arriva al punto che si spezza. Forse nella prossima campagna elettorale volete ancora vendere l'assistenzialismo e i finanziamenti pubblici inesistenti? La Sardegna ha necessità di uno strumento forte come la Zona Franca legata ad una fiscalità di vantaggio, che possa veramente creare nuovi investimenti, nuovi imprenditori e posti di lavoro. Ci dia lei da grande intenditore la ricetta equivalente e alternativa a quanto noi proponiamo! Se propone solo punti franchi...non sprechi neanche tempo!"

di Alberto Cabiddu

"Io parlo a nome dalla associazione Ogliastra zona Franca non solo perché ne sono il presidente ma perchè da una nostra riunione e uscito con voto unanime la volontà di NON scendere in campo per le prossime elezioni Regionali , il nostro gruppo si dissocia quindi da una simile iniziativa che è evidentemente incoerente con quello che siamo andati a dire in giro nei vari paesi, e sempre convinti che la vera forza sia nella trasversalità politica del gruppo. si prega quindi di evitare di parlare a nome di tutti i movimenti in quanto non tutti siamo d'accordo."

di Antioco Patta

"ATTENZIONE!!!!! L.R. 20/2013 e proposta 22/2013 sulla Zona Franca, sono un inganno evidente e plateale......Un "turbillon legislativo e mediatico" su queste due leggi che sembra montato ad arte dal Consiglio Regionale. Infatti, è chiaro come il sole che sono due leggi di cui non si aveva bisogno; la prima perchè ha ridato potere al DPCM che invece avevamo superato con la L.R. 10/2008 e la seconda perchè riavvia percorsi legislativi già provati in passato ed infruttuosi poichè danno l'ultima parola al governo di Roma che come noto non delega quella materia......allora la domanda è: perchè questo?......la risposta è semplice: Il Consiglio Regionale era da un anno ai margini del dibattito politico che era incentrato sul Governatore e sui comitati zona franca; ebbene, per non uscirne stritolato, vista anche la delegittimante azione giudiziaria, il Consiglio si inventa due leggi inutili (anzi dannose) che rimettono al centro dell'attenzione loro stessi e costringono comitati e Giunta Regionale ad inseguire ed ottenendo anche un'altro risultato; quello di scaricare proprie responsabilità storiche e di dare eventuali colpe a Roma per quanto non si farà sulla zona franca.......non è fantapolitica e neanche complottismo.......si chiama ABC della politica......in gergo matematico 2+2 fa 4......."

di Fabrizio Melis

"Ieri sera si è riunito il Movimento Zona Franca del Medio Campidano. All’unanimità abbiamo ribadito che il Movimento non deve in alcun modo entrare in liste politiche né tantomeno sostenere partiti o liste. Cerchiamo di essere coerenti con ciò che è stato detto fin dall’inizio della costituzione dei movimenti: niente partiti, niente liste, niente appoggi a chicchessia. La base non tollererebbe assolutamente questo voltafaccia….e ci ritroveremmo contro tutti quelli che sostengono e credono nella realizzazione ed attuazione della zona franca. In questo momento il nostro interlocutore è Cappellacci in quanto Presidente della Regione, se alle prossime elezioni verrà eletto un altro, sarà a lui che ci rivolgeremo. La dott.ssa Randaccio e l’avv. Scifo, nonostante i molteplici impegni e la dedizione che stanno dedicando a questa causa, sono a capo del Coordinamento Regionale e quindi dovrebbero ribadire ancora una volta la linea di condotta del Movimento allontanando quegli elementi che o non appartengono ai Movimento o che ne fanno parte meramente per motivi personalistici e di interesse."

di Maurizio Lai

"I signori Maninchedda e Soru, i cosiddetti intellettuali, stanno usando la strategia della destabilizzazione consiliare, l'assenza del Presidente è solo un cavillo, questi signori ormai all'angolo della politica che conta, vogliono riemergere a costo di affossare la Sardegna, non molleranno la presa se non verranno in qualche maniera ripagati, chi con la propria accettazione (dopo un palese rifiuto) in un quadro di alleanze chi invece in altre cose (qualche testa sarà vista rotolare), Notate il livore con il quale si rapportano con chi la pensa diversamente o l'invidia nei confronti di quelli (di destra e manca) che dando ragione ai movimenti stanno per dare risposte ai decennali malesseri della nostra isola, GUARDIAMOLI BENE, possono apparire come una minoranza, numericamente magari, ma politicamente pesano eccome! L'unica via percorribile per arrivare con un certo "peso" a Roma è licenziare quanto in discussione all'unanimità. Diversamente meglio non spendere neanche 1 euro per proporla al Parlamento, sarebbe del tutto inutile. Il rischio è che adesso, come diciamo noi: Unu fattat su maccu e unu su sapiu (1 fa il pazzo, l'altro il sapiente) che corrisponde allo Zero riporto Zero. Opinabili considerazioni mie personali punto."

Continuate così!

Web Team

 

 

comunicato-ufficiale-web-teamCagliari, 30 ottobre 2013 ore 14.30.

Tutti coloro che tentano di usurpare senza averne titolo tutta l'attività giuridico fiscale della Dott.ssa Randaccio e dell'Avv. Scifo, al fine di impadronirsi del bagaglio conoscitivo messo a disposizione dai tecnici fino a questo momento, vengono ufficialmente informati della preparazione di diffide a perpetrare il reato penale di millantato credito (Art. 346 Codice Penale).

Tutti coloro che hanno intenzione di continuare a nauseare il team tecnico per farlo desistere dal portare avanti la causa della Zona Franca, non sono altro che mercenari al soldo di chi per 64 anni si è opposto alla nascita della Zona Franca in Sardegna.

Tali individui hanno il solo fine di rompere il fronte unitario del Coordinamento (che sta agendo in modo autofinanziato e per la causa collettiva), pur non avendo alcun ruolo in esso e di conseguenza non potendo in nessun modo parlare ed agire a suo nome.

Si diffida formalmente chinque dal dare indicazioni di tipo giuridico fiscale a nome del Coordinamento Regionale Comitati Cittadini Pro Zona Franca, attraverso i canali di comunicazione ed i presidi itineranti.

lavori-in-corsoCagliari, 30 ottobre 2013 ore 08.45.

Solo un decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri ci separa dall’imboccare la via di fuga dall’austerità opprimente impostaci dallo Stato Italiano e dall’Euro.

Se fossi il Governatore della Regione lascerei al Consiglio Regionale le sue discussioni sul nulla, dato che l’articolo 12 attuale basta e avanza per ottenere la zona franca e invece premerei, giorno e notte, sul Presidente del Consiglio  Letta per avere il DPCM previsto dal D.lgs n. 75/1998 e dalla Legge Regionale n.20/2013: basta una sua firma per avere un semplice provvedimento amministrativo che può rilanciare la produzione, il  lavoro e dare ossigeno ai consumi di tutte le famiglie della Sardegna.

La Regione Autonoma della Sardegna per ora fa ancora parte dell’Italia, perciò il suo rilancio gioverà a tutto il paese: è meglio per l’Italia che la Fiat e le altre attività manifatturiere delocalizzino da noi, oppure che vadano in Polonia o altrove?

L’aumento dell’IVA dato dalla maggiore produzione nell’Isola gioverebbe su base nazionale dove i prodotti verrebbero smerciati e, dato che l’IVA che riceviamo in Sardegna viene calcolata su quella riscossa in tutto il Paese, l’Isola riceverebbe più IVA dalla zona franca di quanta ne ha mai ricevuta fino ad ora: qualunque cosa ne dica chi a sinistra e a destra, insensatamente, si oppone al cambiamento.

Abbiamo quattro norme, vigenti nello statuto autonomo, che possono essere usate come un grimaldello per aprire la porta di un vero piano di rinascita per l’Isola: l’art. 12, l’art.13, l’art.51 ed l’art. 52.

Il primo prevede i punti franchi, il secondo l’obbligo per lo Stato con il concorso della Regione di disporre un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell’isola, il terzo che la Giunta regionale, quando constati che l’applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannoso per l’Isola, può chiederne la sospensione al Governo della Repubblica; il quarto che la Regione è rappresentata  nell’elaborazione dei progetti di trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con gli stati esteri e sentita in materia di legislazione doganale.

Se fossi il Presidente userei subito queste quattro formidabili armi giuridiche: le prime due, per ottenere immediatamente il DPCM per la zona franca integrale, la terza, per bloccare subito l’applicazione dei decreti legge del Governo che hanno imposto nuove tasse inique per l’Isola perchè emanati in violazione dell’art. 77 della Costituzione Italiana. L’azione indiscriminata di riscossione dei tributi che viene attuata dall’agenzia di riscossione, incaricata dallo Stato e trasferita nel 2012 fuori dalla Sardegna senza il parere della Regione in violazione dell’art. 9 dello statuto, deve essere fermata perché danneggia manifestamente l’Isola.

 Infine, il quarto articolo va utilizzato per contestare allo Stato Italiano che la Sardegna doveva essere rappresentata obbligatoriamente nella stipula di tutti trattati dell’Unione Europea e questo vulnus nella procedura di ratifica ci consente di ridiscutere tutto e di poter contrattare da protagonisti tutti gli obblighi che si basano sugli accordi internazionali presi senza la nostra firma obbligatoria di Regione Autonoma a Statuto speciale.

Se fossi un elettore voterei solo un Presidente che mi garantisce di lottare per queste cose.

Francesco Scifo

lapide-popolo-sardoCagliari, 29 ottobre 2013 ore 17.30. Dopo alcune ore di attesa, intorno alle ore 12.00 è iniziata la seduta del Consiglio Regionale con all'ordine del giorno la discussione sulla modifica dell'art.8 (fiscalità di vantaggio) e dell'art.12 (zona franca integrale) dello Statuto Sardo. In aula non era presente il Presidente Cappellacci perché a Roma per firmare sulle "Bonifiche La Maddalena". L'inserimento inaspettato dell'art.8 nell'ordine del giorno ha suscitato non poche polemiche da parte di alcuni esponenti della Giunta, in quanto - a detta della Randaccio e Scifo - avrebbe sicuramente procurato una solenne bocciatura (se presentato insieme a quella dell'art.12) da parte del Parlamento Italiano. Come ci si aspettava, sia l'on.Diana che l'on.Maninchedda, seguito poi anche dall'ex presidente della Regione Soru, hanno evidenziato le proprie faziosità nei confronti della Giunta ed - in particolare - l'on.Diana ha richiesto la sospensione della riunione per l'assenza ingiustificata del Governatore. L'atteggiamento ostile del Partito Democratico, il quale non ha vergognosamente neanche citato l'importanza di tutti i Movimenti pro zona franca nell'iter intrapreso da oltre un anno a questa parte, ha posto nuovamente l'accento sulla mancanza di un piano economico per compensare il bilancio regionale durante il regime di zona franca e la propria non contrarietà alla politica di agevolazioni fiscali, puntando però il dito sulle azioni di Cappellacci che, a detta loro, hanno solo portato ad accrescere illusioni e ad una situazione disastrosa nell'economia sarda. 

La riunione è stata sospesa alle ore 13.00 per riprendere poi alle ore 17.30 e nuovamente sospesa per alcune scaramucce in aula. A quel punto l'Assessore Alessandra Zedda - allertata dai due rappresentanti del Coordinamento Randaccio-Scifo, dal nostro gruppo Comunicazione e da alcuni coordinatori provinciali ha chiesto l'inversione dell'ordine del giorno in modo da far slittare la discussione al prossimo appuntamento. 

Nel frattempo nel backstage dell'aula consiliare i Capigruppo hanno accettato di incontrare il Coordinamento prima della prossima riunione del Consiglio Regionale, che avverrà presumibilmente martedì prossimo, per cercare di portare avanti solo la votazione per la modifica dell'art.12 che ci darebbe un'altra chance per essere inserita nella Legge di Stabilità in via di definizione alle Camere.

Web Team

 

 

 

 

Errata-corrige

 

 

 

Cagliari, 26 ottobre 2013 ore 12.45. La pubblicazione del verbale della riunione assembleare del 24.10.2013 di Buddusò-Santu Lussurgiu è erronea in quanto esso costituisce solo una "bozza" i cui contenuti dovranno essere ridiscussi e confermati nella prossima riunione del Coordinamento in data ancora da calendarizzare. Ci scusiamo per il disguido.

Web Team

 

 

Venerdì, 25 Ottobre 2013 17:48

Caro on.Diana, le bugie hanno le gambe corte.

dianaOlbia, 25 ottobre 2013 ore 13.31. Pubblichiamo la lettera di Andreas Coni, attivista e coordinatore di Olbia e provincia, indirizzata all'on.Giampaolo Diana del PD, da sempre apertamente contrario alla zona franca in Sardegna e - soprattutto - tra i maggiori nemici del Presidente Cappellacci.

"Le bugie hanno le gambe corte, cortissime, e noi non abbiamo l'anello al naso! Ma come si fa, con quale faccia, a dire oggi, dopo 1 anno e mezzo di brutale osteggiamento e di angherie nei confronti di tutti coloro che hanno sempre creduto ai tecnici del movimenti zona franca, Randaccio e Scifo, a dire: "Non abbiamo nulla in contrario sulla Zona Franca Integrale". Questa è una bestemmia Caro Diana. Non si ricorda quando a Lanusei il Sig. Soru ha detto che noi credevamo anche all'asino che vola ? Non si ricorda più tutte le volte che vi siete riuniti e che avete contromanifestazioni nei nostri confronti per farci perdere questo diritto sacrosanto? Lei non ricorda molte cose, ma noi, che abbiamo combattuto sul campo, convincendo ad una ad una le persone, non possiamo dimenticarlo. Il taglio dell'IRAP è venuto fuori a Lanusei quando Soru, plurifischiato da un'assemblea totalmente apartitica, ma solo interessata alle nuove tematiche della zona franca, ha tentato di riprendersi i favori dell'assemblea sfoggiando la proposta del taglio dell'IRAP. Voi oggi non avete scelta, dovete votare a favore, perchè è una legge che va a favore del popolo ed è una legge VOLUTA dal popolo Sardo. Anche i giornali non possono più fare finta di niente perchè hanno capito che l'argomento è oggetto di interesse e quindi di vendite. La parola Zona FRANCA INTEGRALE è sulla bocca di tutti e non è merito del governatore Cappellacci che, al contrario di voi, comunque ha accolto le nostre richieste, ma è merito delle migliaia di attivisti che si impegnano ogni giorno,a ogni ora, per divulgare e rendere partecipi la gente di questa grande opportunità, straordinariamente portata alla ribalta dai nostri tecnici Randaccio e Scifo.

Vi è rimasta solo la possibilità di pentirvi e dire apertamente che avete sbagliato e che la lotta eterna tra PD e PDL non avrebbe dovuto creare tutti questi ritardi e questi rischi che abbiamo corso. Votate a favore compatti e andate tutti insieme a Roma, davanti al palazzo del Governo, e chiedete l'immediato inserimento del testo nel decreto di stabilità. Noi, popolo, sapremo fare la nostra parte per convincere la politica italiana, che dopo 60 anni, finalmente il popolo Sardo intero vuole la Zona Franca Integrale, senza compromessi, senza se e senza ma. Per quanto abbiate sbagliato in tutti questi anni, determinando un odio viscerale del popolo nei confronti della politica in genere, questa è un'opportunità unica per riaccendere una piccola fiammella che può crescere e riportare il popolo a sperare e a credere in una Sardegna libera, capace di sostenersi da sè e di poter gestire al meglio le proprie risorse, senza imposizioni dalla politica romana che, in tutti questi anni, ci ha resi schiavi, desertificati, impoveriti e spopolati."

Web Team

(foto di Elisabetta Caredda)

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