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Ufficio Stampa

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Lunedì, 01 Luglio 2013 11:07

Antioco Patta risponde al Prof. Razzu

 

Articolo-intervista al Prof. Giovanni Razzu del 28 giugno 2013 pag.5 di La Nuova Sardegna dal titolo “l’isola del fisco” e “Razzu: <La zona franca? Sarebbe un boomerang>”.

Premesso che ci fa meraviglia che un sardo residente all’estero si esprima in modo così perentoriamente negativo su una rivendicazione della politica e delle istituzioni sarde, che è storia di decenni e che ha riguardato tutte le coalizioni di governo che si sono avvicendate alla guida dell’isola, come Movimento Zona Franca non condividiamo affatto, l’opinione del giovane professore nativo di Sorso soprattutto nei contenuti veri e sostanziali.

Infatti, ciò che salta subito agli occhi è che Razzu salta a piè pari il ruolo e la funzione svolto dalle zone franche nel mondo (che di fatto sono un volano dell’economia mondiale) e dimentica di fare cenni storici alla vicenda “Zona Franca della Sardegna”, omette le questioni di diritto, non cita uno straccio di legge che contrasti con le nostre rivendicazioni, confonde la nostra zona franca con le “zone franche urbane” (tanto care al PD sardo ma non a noi) e che hanno deluso le aspettative (lui stesso cita l’esempio francese), ma soprattutto ed in modo maldestro, oltre a non azzardare nessuna proposta alternativa per la Sardegna, fa affermazioni non rispondenti al vero quando mette in automatismo le entrate IVA con la Sanità e commette gravi omissioni che non sono perdonabili ad un economista quando porta incomplete informazioni sulle Isole Canarie con l’evidente intento di alterare la realtà dei fatti. Ma andiamo per ordine.

Non cita uno straccio di legge che confuti le rivendicazioni dei 150 comitati civici e le delibere di oltre 300 consigli comunali che si sono pronunciati con l’assistenza di 300 segretari comunali laureati in giurisprudenza oltre che con altre consulenze di elevatissima professionalità.
Porta generici riferimenti a contesti californiani, inglesi e francesi ma senza controprova alcuna sui risultati senza quegli interventi di aiuto; facciamo noi due domande a Razzu: ha provato a chiedere l’opinione alle popolazioni direttamente interessate?. Perché non propone al Governo Britannico di abolire le “free zone” che ha istituito nei porti, negli aeroporti e nelle isole?. La risposta è talmente scontata da apparire ovvia anche ai ragazzini delle scuole elementari ma non ai professori ed agli intellettuali militanti.

Omette di dire che la fiscalità di vantaggio è ormai nell’agenda dell’Unione Europea e che è addirittura uno dei 6 punti del piano di rilancio europeo della Merkel.

Tornando alla questione Sardegna; ancora una volta e strumentalmente si affiancano il gettito IVA e la sanità facendo credere che vi sia un rapporto diretto di “do ut des”, ebbene, ciò è falso poiché le rimesse alla regione sono dentro un paniere nazionale basato su parametri convenzionali che non sarebbe toccato da un’eventuale agevolazione alla Sardegna poiché inquadrata dentro il principio della “discrimine positiva e della compensazione di svantaggi oggettivi” (quindi fuori dall’ambito degli aiuti di stato).


Piuttosto, anche in questo caso, Razzu omette di evidenziare che a proposito di “imposte indirette” alla Sardegna viene negata la quota spettante di “Imposta di Fabbricazione” sugli idrocarburi e prodotti energetici lavorati nell’isola e che sommano a circa 5 miliardi di euro, dei quali ci vengono attribuiti solo 0,7 con un danno alle casse regionali che vale il doppio dell’intera IVA (questo a proposito dei trasferimenti statali).

I riferimenti alle Isole Canarie invece sono parziali e di una superficialità evidentemente voluta e maligna. Definire “disastrosi” i risultati delle agevolazioni godute dalle Canarie è disonesto intellettualmente; li completiamo noi i dati sulle isole spagnole:

- Le Isole Canarie hanno 2,3 milioni di abitanti su 7.484 Kmq di superficie prevalentemente rocciosa quindi con scarse possibilità di autosufficienza alimentare.
- Grazie agli aiuti sono una delle regioni più infrastrutturate del mondo: hanno 8 aeroporti dei quali 6 internazionali, 10 porti ed altri 12 in costruzione.
- Hanno una delle più alte concentrazioni di hotels a 4-5 stelle del mondo e 14 milioni di turisti per oltre 77 milioni di pernottamenti (circa 7 volte la Sardegna). 
- Hanno oltre 1.500 voli settimanali per l’Unione Europea.
- Hanno due università, 32 “College” bilingue e 2/3 degli abitanti parla almeno due lingue.
- La telefonia mobile copre il 99 % del territorio, hanno 50.000 km di fibra ottica ed una copertura del 90 % del territorio con ADSL-WiFi-Banda Larga.
- Ricavano il 78% del PIL dai servizi e ciò indica uno stato di società avanzata.
- I dati sulla disoccupazione sono fuorvianti per il semplice fatto che la gran parte delle attività sono legate al turismo che ha uno sviluppo attorno agli 8 mesi all’anno e quindi non si tratta di disoccupazione strutturale ma congiunturale e stagionale.
- Quanto alla povertà citata da Razzu, è evidente che si parla delle medie convenzionali europee che hanno solo un valore statistico generale, infatti, il costo della vita nelle Canarie è come noto molto più basso della media europea e che corrisponde a circa il 50% di quello medio nazionale italiano ed addirittura appena 1/3 di quello della City dove abita il giovane economista, infatti, e lo dimostrano dati “reali e non convenzionali” sui costi di alcune voci importanti quali: affitto di casa, servzio acqua-energia-riscaldamento-rifiuti, pasto al ristorante, spesa settimanale per famiglia di 4 persone, assicurazione auto, carburanti; ecco la media di Canarie-Italia-Londra in euro:

- Affitto mensile di casa: 150-400-800
- Servizi al mese: 50-250-500
- Pasto Ristorante: 8-30-50 a pasto
- Spesa settimanale: 80-200-500
- Assicurazione annuale: 225-800-1500
- Carburanti al litro: 1,05-1,75-1,50

Non ci vuole molto a capire che nelle Canarie con 500 euro si vive decorosamente, in Italia si pagano a malapena le bollette ed a Londra si vive sotto i ponti.

Nelle Canarie si paga un’imposta indiretta (tipo IVA) del 7% che si aggiunge al costo iniziale e senza altri balzelli, non si pagano imposte-tasse tributi su transazioni patrimoniali e sono ridotte al minimo anche le imposte sui redditi (le imprese pagano il 4% e se assumono scende anche sotto), così per l’INPS e per la parte dei lavoratori.....basso, schematico, quasi a “burocrazia zero”.

Un’ultima cosa sulle Canarie......forse la più importante di tutte: queste isole hanno il più basso tasso di criminalità al mondo, il più alto tasso di cura dell’ambiente ed elevata scolarizzazione, nei parametri internazionali della qualità della vita hanno un fantastico 10 che li colloca al vertice mondiale......alla faccia dei professori militanti che parlano di cose che non conoscono.

Infine, un cenno sul versante del diritto e delle prerogative del popolo sardo che G. Razzu sembra ignorare; anche in questo caso lo facciamo con una domanda: quando La Marmora, Todde, Cao, la Commissione Pais-Serra, Deffenu, Bellieni, passando per l’Assemblea Costituente e la Legge Costituzionale n.3/1948, il Protocollo d’Intesa Stato-Regione del 21.4.1997, il D.Lgs n.75/1998 anch’esso di rango costituzionale, l’Intesa Istituzionale e di Programma del 21.4.99, il DPCM del 7.6.2001 e la L.R. n.10/2008, cosa intendevano realizzare per la Sardegna?

Forse quello che dice Lei professor G. Razzu?. Forse volevano la nostra emarginazione economica e produttiva? Forse volevano le nostre imprese fuori mercato? Forse volevano 390.000 disoccupati e 380.000 persone in povertà assoluta? Forse volevano pensionati e cassintegrati alla fame e decine di suicidi all’anno? Forse ci volevano sotto embargo e privi di autonomia? Forse volevano una nuova emigrazione che tranne il suo fortunato caso è più simile ad una diaspora criminale e di sterminio?

No caro Razzu; questi che prima di noi hanno parlato di zona franca, volevano una Sardegna migliore e più emancipata, lo hanno anche scritto nelle leggi, quelle LEGGI DELLO STATO delle quali stiamo rivendicando l’applicazione! ”pacta sunt servanda” caro Prof. Razzu. 

 

Sabato, 29 Giugno 2013 09:23

Birra senza IVA a San Gavino

 

Continuano le iniziative indipendenti dei piccoli commercianti per vivere la Zona Franca: Questa volta è il Bar Congia di San Gavino che  organizza una birrata senza IVA alle 20.30 di Sabato 29 Giugno. La serata è promossa dal Comitato Pro Zona Franca Integrale del Medio Campidano.

Appunto della Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio: "Il commerciante che ha promosso l'iniziativa ha tra le mani una copia del fac simile che ha distribuito ad alcuni partecipanti alla serata organizzata a S. Gavino da Andrea Ortu per il Movimento Medio Campidano la scorsa settimana. Infatti nel suddetto documento è contenuto il seguente richiamo normativo in base al quale possiamo chiedere all'Agenzia delle Entrate la restituzione - IN COMPENSAZIONE - dell'IVA pagata e di altre tasse in questi ultimi 14 anni, in quanto trattasi di tributo non dovuto dai territori dichiarati Zona Franca ai sensi della Legge n.122/1983 art. 1, dove si prevede che coloro che risiedono in zone franche possono richiedere la restituzione dell'IVA pagata e non dovuta ai sensi dell'art. 38 bis del D.P.R. n. 633/1972, e se andiamo a leggere il suddetto articolo, - come formulato nel suo testo storico allora vigente - scopriamo che prevedeva che potevano ottenere il rimborso dell'IVA pagata, e non dovuta, coloro che si trovassero nelle condizioni previste dall'art. 30 dello stesso D.P.R. n. 633/1972 (consultare testo storico) e il suddetto art. 30 prevedeva, e tutt'ora prevede, che ai sensi dell'art. 7 del D.P.R. n. 633/1972, ai residenti in territori considerati extradoganali e a quelli equiparati agli stessi ai sensi dell'art. 2 del D.P.R. n. 43/1973, si applica lo stesso regime fiscale previsto per il territorio regime di Livigno e Campione d'Italia, ossia la zona franca al consumo prevista dalla Legge n.1438/1949 e dalla Legge n.762/1973 ed estesa ai territori con identiche problematiche dall'art. 20 bis della Legge n.28/1965. Speriamo di trovare nell'isola della Sardegna altri commercianti coraggiosi, che magari si prendono anche la briga di andare a consultare (prima di procedere) il proprio commercialista a cui dovrebbero chiedere quale diverso significato attribuisca alle norme succitate in alternativa a quelle da noi invocate."

Lunedì, 15 Aprile 2013 13:44

Cosa puoi fare per la Zona Franca?

 

Anche tu costituisci un elemento prezioso per la Zona Franca Integrale! Puoi fare un sacco di cose!

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Questo è essenziale, non partire con il piede sbagliato! Su questo sito trovi tutte le novità sulla situazione attuale della Zona Franca e tutte le leggi che ti occorrono per essere preparato dal punto di vista del diritto italiano ed europeo!

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Di seguito pubblichiamo il lavoro compiuto ieri e oggi con la dott.ssa Randaccio e inviato alla Regione nella speranza di agevolare l'attuazione effettiva della zona franca:

Oggetto: tassazione dei prodotti energetici in zone franche ai sensi della Direttiva n.2003/96/CE del Consiglio del 27.10.2003 art. 18 allegato II.

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