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Ufficio Stampa

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In relazione alle prossime Elezioni Politiche del 4 marzo 2018, il Movimento Sardegna Zona Franca comunica che non prenderà parte alla tornata elettorale dichiarandosi ufficialmente neutrale alla questione e rispettando così le diverse ideologie e preferenze partitiche di ogni associato, in modo da sgomberare il campo da qualsiasi possibile strumentalizzazione o equivoco sull'argomento zona franca. 

Il Movimento comunica altresì che - proprio in virtù delle diverse anime politiche che risiedono all'interno di esso - ognuno sarà libero di esprimere le proprie preferenze a titolo personale senza pregiudicare o inficiare l'altrui giudizio, come specifica inoltre l'avv. Francesco Scifo nella sua pagina social dichiarando la sua personale simpatia e appoggio verso coloro che durante la campagna elettorale metteranno per iscritto nero su bianco l'impegno a favore del rispetto del Decreto Legislativo n.75/98 e l'art. 243 del C.D.C. n. 952/13. 

 

Mentre sul web e sulla stampa sarda, ormai ben sveglia dal torpore di questi ultimi anni, impazzano le notizie relative agli accadimenti della "sindaca" di Giave, il Movimento Sardegna Zona Franca acquisisce sempre più popolarità e consensi, come dimostrano i quasi 2 milioni di visualizzazioni di uno dei post pubblicati sulla loro pagina social. Visualizzazioni oltre il numero degli abitanti della Sardegna e che - a quanto dimostra il livore con cui scrivono i giornalisti prezzolati - dà molto fastidio alle testate giornalistiche locali, che come risaputo negli ultimi tempi non versano nelle migliori acque.

La prima cittadina di Giave, Maria Antonietta Uras, tutto è fuorché quella che descrivono i giornali, cioé una donna invasata con manie di protagonismo e interessata a fare strada nelle poltrone regionali. La Uras ha dimostrato di essere l'unica ad avere avuto il coraggio e l'umiltà di chiedere aiuto e di chiamare a sé i vertici del Movimento Sardegna Zona Franca condincendoli con un accorato messaggio vocale inviato all'alba del 3 novembre scorso, in cui diceva: "Per favore aiutatemi! Mandatemi una bozza di delibera....Grazie a chi mi risponderà e mi darà l'opportunità di procedere...Grazie a voi che avete creato il Movimento zona franca... Vi vorrò a Giave per spiegare la delibera ai cittadini."

Una sindaca che con un formidabile comunicato stampa ha messo a tacere le polemiche dei giornali e i politici che hanno voluto attaccarla sulla stampa senza invece utilizzare l'unico mezzo legittimo per farlo, cioé l'impugnazione delle delibere fatte dalla sua Giunta al fine di renderle illegittime. Una donna che va avanti sgomitando in un mondo fatto di uomini invidiosi del suo successo e che hanno solo paura di essere lasciati a terra da quel treno che questa eroina dei giorni nostri ha fatto di tutto per riattivare, riuscendoci.

Per "colpa" sua la politica isolana ha le spalle al muro e deve correre ai ripari inventandosi l'inventabile, addirittura che non ci sono le leggi e le condizioni per una zona franca in Sardegna, come si è affrettato a dire il numero uno del PD sardo Cucca, smentendo quando diceva invece nel 2015 a proposito del decreto legge che dichiarava zona franca 61 comuni dell'isola dopo l'alluvione. 

Tutti contro di lei per cercare di arginarla, di metterla a tacere....perché la gente non deve sapere che ha ancora una possibilità di sopravvivere, perché altrimenti come si fa a vendere voti in cambio di posti di lavoro?! Perché i politici sardi hanno già stabilito che - nonostante siano considerate aiuti di Stato - in Sardegna dovranno esserci le Zes, che daranno da mangiare solo ai loro amichetti corrotti e che probabilmente serviranno solo a far colonizzare l'isola da neri e cinesi. Un disegno che vuole la popolazione sottomessa e all'oscuro di tutto, con i loschi poteri che hanno in mano la stampa e che non permettono ai giornalisti che si parli di zona franca se non di quella che vogliono loro e alle loro condizioni.

La sindaca Uras e il Movimento Sardegna Zona Franca hanno colpito nel segno, hanno colpito il cuore di un sistema di illegalità e di mafia che da tempo innumerevole regnava sovrano. Ma ora la popolazione sa. Quasi 2 milioni di sardi e non sardi possono scegliere a chi credere: o al vecchio politico incollato alla poltrona e ai benefici che ne derivano o a chi vuole smantellarli per far sì che tutti ne possano godere in un' isola in cui da anni si conosce solo agonia e morte.

 

 

 

 

 

 

Dopo una grande attesa, oggi finalmente pubblichiamo il documento (in allegato in basso) che tutti i zonafranchisti e - in particolar modo - gli iscritti al Movimento Sardegna Zona Franca stanno aspettando, cioé il facsimile della domanda di disapplicazione della normativa italiana riguardante le cartelle esattoriali e i tributi non dovuti ai sensi della normativa comunitaria.

Tale importantissimo documento, uscito dalla penna della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, è utilizzabile anche per l'IMU seconde case e capannoni industriali. 

Secondo questo documento,da inviare alla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate per il tramite dell'Ufficio provinciale competente, la confusione normativa può essere sanata in via amministrativa ai sensi dell’art. 15 del D.lgs n. 74/2000 dove si prevede che non danno luogo a fatti punibili le violazioni di norme tributarie dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione nonché ai sensi dell’art. 1 comma 3 del D.lgs. n.128/2015 dove si prevede che le norme tributarie possono essere disapplicate anche in sede amministrativa, quando il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie che lo riguarda non possono sussistere effetti elusivi di norme tributarie, e che il contribuente non è tenuto a proporre interpello  per questioni attinenti il D.P.R. n. 43/73 e il D.lgs. n. 374/1990, disposizioni che sono state confermate con la Circolare n. 8/D del 19 aprile 2016 dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli che a pagina 4 conferma la preminenza del diritto dell’Unione Europea  rispetto a quello dell’Italia. 

 

Come programmato da tempo, lunedì 11 dicembre si è svolto presso il Sardegna Hotel di Cagliari il Seminario "Il regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e fortemente richiesto da un gran numero di imprenditori e liberi professionisti che vogliono entrare in regime di zona franca e usufruire dei benefici fiscali propri di questo regime ma che non hanno consulenti con i quali iniziare questo percorso.

Hanno partecipato al seminario una trentina di professionisti di vari settori e di varie province, tra i quali anche un commercialista di Catania, una commercialista di Genova e un commercialista di Malta, già zes. Tra i partecipanti, ospite del Movimento, anche un Giudice non togato della Commissione tributaria di Cagliari.

I relatori presenti erano, in ordine di intervento: l'avv. Francesco Scifo, segretario politico del Movimento, la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento, l'avv. Paolo Aureli, vicepresidente del Movimento, e la dott.ssa Antonella Pinna, commercialista e collaboratrice del Movimento da diverso tempo.

L'avvocato Francesco Scifo, che ha parlato per circa 2 ore, ha esposto i punti fondamentali della trattazione, soffermandosi in particolare su:

- la Dichiarazione n.33 relativa all'art.174 del Trattato di Lisbona (funzionamento dell'Unione Europea) del 2007, nel quale si riporta che "La conferenza ritiene che il riferimento alle «regioni insulari» contenuto nell'articolo 174 possa includere gli Stati insulari nella loro interezza, a condizione che siano rispettati i criteri necessari."
- l'art. 243 del Regolamento Doganale n.952/2013 del Parlamento Europeo, secondo il quale: 1. Gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale dell'Unione a zona franca. Per ogni zona franca, lo Stato membro stabilisce l'area interessata e i punti di entrata e di uscita.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione informazioni sulle rispettive zone franche esistenti.
3. Le zone franche sono intercluse. Il perimetro e i punti di entrata e di uscita delle zone franche sono sottoposti a vigilanza doganale.
4. Le persone, le merci e i mezzi di trasporto che entrano in una zona franca o ne escono possono essere sottoposti a controlli doganali.

- la Sentenza della Corte di Giustizia Europea proc. C-571/15 del 1 giugno 2017 la quale in sostanza dice che tutte le zone franche europee, se legge nazionale lo prevede, sono aree extradoganali ove non può sorgere il fatto generatore dell'imponibilità IVA.

La dottoressa Maria Rosaria Randaccio, dopo una breve trattazione della questione delle agenzie fiscali e di coloro che attualmente risultano dirigenti senza aver superato un pubblico concorso, ha consegnato ai professionisti presenti un facsimile sulla domanda di "disapplicazione delle disposizioni normative di natura antielusiva" nel quale - tra le altre cose - viene specificato che: "ai sensi dell’art. 15 del D.lgs. n. 74/2000 le violazioni dipendenti da interpretazioni delle norme tributarie non danno luogo a fatti punibili, qualora le violazioni di norme tributarie siano dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione, e che l’onere della prova della presunta evasione fiscale compete oramai all’Amministrazione Finanziaria e non al contribuente ai sensi dell’art. 5 della Legge n. 23/2014 che ha dato attuazione al diritto dell’unione europea in materia di abuso del diritto fiscale, inversione dell’onere della prova confermato alle premesse e all’art. 1 del D.lgs. n. 128/2015 che ha introdotto l’art. 10 bis alla Legge n.212/2000, articolo intitolato “disciplina dell’abuso del diritto (fiscale) o elusione fiscale“.

Gli ultimi interventi, a fine serata, sono stati dell'avv. Paolo Aureli, che ha parlato espressamente della differenza tra Zone franche, Zone economiche speciali e zone franche urbane, soffermandosi poi sull’illustrazione della recente normativa italiana relativa alle Zone Economiche Speciali.
La dottoressa Antonella Pinna, commercialista di Orosei, ha parlato della sua esperienza relativa al campo pratico, poiché già da anni segue alcune imprese che lavorano con "dichiarazione d'intento" e dei problemi che esse incontrano con i fornitori abituali che spesso rifiutano di fatturare senza Iva.

Nel dibattito finale, molto atteso dai partecipanti, si è giunti alla decisione di seguire le linee del Movimento Zona Franca e di costituire una Task Force tra tutti i presenti (e di coloro che successivamente vorranno aderire) per iniziare da gennaio 2018 a lavorare inviando per i propri clienti le dichiarazioni d'intento e promuovendo tale iniziativa presso altri colleghi.
A breve sarà a disposizione dei soci del Movimento l'elenco dei professionisti (commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro) divisi per provincia che lavoreranno in collaborazione col Movimento e che di esso hanno scelto di far parte.

I partecipanti hanno espresso anche la volontà di organizzare altri incontri nell'immediato futuro.

 

 

 

Il Movimento Sardegna Zona Franca disconosce qualsiasi informazione e dichiarazione data alla stampa in questi giorni dal neo nato "Comitato per l'attivazione della zona franca nel Sulcis" e in particolare si dissocia dalle affermazioni del sig. Pinello Balìa, rilasciate sulla emittente Canale 40 e su Radio Star. Si rende noto che il Movimento Sardegna Zona Franca ha i suoi coordinatori provinciali per il territorio del Sulcis nelle persone di Paolo Aureli, avvocato e vicepresidente del Movimento, Claudia Mariani, imprenditrice di Portoscuso, e Angelo Borghero, commerciante di Carloforte. Queste persone sono le uniche autorizzate a parlare a nome del Movimento nel territorio del Sulcis Iglesiente.

Il signor Balìa - che non risulta neanche tra gli iscritti al Movimento Sardegna Zona Franca, parla quindi a titolo personale, non essendo stato autorizzato dal Movimento ad avere rapporti con i sindaci in relazione all'organizzazione di eventi o al fine dell'approvazione delle delibere per la zona franca di cui da tempo si stanno occupando esclusivamente i professionisti del Movimento stesso.

 

 

 

La notizia uscita oggi è che la Regione ha approvato una delibera, la n.52/27 del 22 novembre scorso (qui sotto in allegato), concernente la delimitazione territoriale e le disposizioni necessarie per l’operatività della Zona Franca Interclusa di Portovesme, in attuazione dell’art. 1 del D.Lgs. n. 75/1998, dove - tra le altre cose - si stabilisce "di individuare, nel mutato contesto normativo, quale Autorità competente alla realizzazione e gestione della ZFI l’Autorità di Sistema portuale del Mar di Sardegna (A.d.S.P. - Soggetto Gestore), che potrà avvalersi nell’esercizio delle proprie competenze del SICIP. In tal caso i rapporti fra i soggetti coinvolti saranno regolati da apposito Accordo di programma fra la Regione Autonoma della Sardegna, l’Autorità di Sistema portuale del Mar di Sardegna, il Sicip ed il Comune di Portoscuso". 

Il Movimento Sardegna Zona Franca si chiede come mai ci sia stato bisogno di un'ulteriore deliberazione della Regione Sardegna quando ad oggi esiste, non abrogata né impugnata, la Legge n.20/2013? 

E il sindaco di Portoscuso, e tutti gli altri sindaci della Sardegna, hanno capito di avere un salvadenaio che gli stanno soffiando da sotto il naso attribuendo all’Autorità portuale di Sistema del Mar di Sardegna, così viene chiamata la nuova società di gestione, anche il loro 33 per cento? Infatti, secondo l'art.1 comma 2 della Legge n. 20 del 2 agosto 2013  "la società Sardegna Free Zone dispone di un capitale sociale così ripartito: il 33 per cento fra i comuni interessati, il 33 per cento fra le autorità di gestione dei porti e il restante 34 per cento detenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna."

In poche parole: il Bitcoin dei Comuni sardi é il 33% della Sardegna Free Zone cioé la gestione della loro zona franca, mentre con la nuova delibera firmata dalla Giunta - in palese violazione della Legge n. 20/2013 - la Regione sta cercando di ridistribuire la gestione verso un organo da essa quasi interamente controllato, in pratica controllato dalla politica.

A questo punto i sindaci sardi si troverebbero al di fuori di qualsiasi decisione riguardi la zona franca del proprio territorio, come invece stabilito dalla legge vigente. In relazione allo specifico del territorio del Sulcis, non essendosi ancora espressi i comuni di Sant'Antioco e di Gonnesa, si auspica che i relatici sindaci aprano gli occhi e non si facciano scippare ciò che può essere decisivo per la ripresa economica del proprio territorio.

Cade a pennello il prossimo convegno del Movimento Sardegna Zona Franca nel Comune di Sant'Antioco il 14 dicembre, nel quale la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio spiegherà quali siano i vantaggi della zona franca al consumo che molti comuni sardi hanno già istituito, e quali invece i pericoli delle decisioni di una Giunta che riesce a distruggere tutto ciò in cui mette mano, vedesi Sanità, Trasporti, Agricoltura, Scuola, Economia, ecc.

 

Si terrà a Cagliari l'11 Dicembre prossimo il tanto atteso seminario per professionisti intitolato "Il Regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e riservato ai soli commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro. L'evento, che avrà luogo presso il Sardegna Hotel di Cagliari, sarà gratuito per i professionisti iscritti come soci sostenitori del Movimento e a pagamento, con la quota di € 50,00 per i professionisti non iscritti.
Il programma del Seminario è il seguente:

ore 14.45 Accredito dei partecipanti
ore 15.00 Inizio lavori
Avv. Francesco Scifo
La normativa UE e nazionale
ore 15.30 Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio
Approfondimento sul Codice Doganale
ore 16.00 Avv. Paolo Aureli
Differenze tra Zone Franche, Zes e ZFU
ore 16.20 Dott.ssa Antonella Pinna
Modello VIES, Dichiarazione d’intento, gestione
fatture acquisti e vendite, trasmissione dati a
Ufficio delle Dogane competente

Dibattito e problematiche
ore 18.00 Fine lavori

Sarà possibile iscriversi fino al 7 dicembre inviando la propria adesione all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il modulo per l'scrizione è in allegato qui sotto.

 


Con parole molto dure l'avvocato Francesco Scifo, segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta le 2 pagine a pagamento pubblicate oggi nel quotidiano L'Unione Sarda dall'Ordine dei Commercialisti di Cagliari e posta nella sua pagina Facebook il video dell'incontro con il Presidente Antonio Tajani nel 2013: "Tutto il loro assunto si basa sul presunto contrasto tra il D.lgs. n. 75/98 e le norme unionali. In questo video Tajani nega ci sia alcun contrasto tra essi. Queste sono affermazioni rese a me personalmente e pubblicamente, negli uffici della Commissione Europea a Roma da Tajani, oggi Presidente del Parlamento europeo, che parla nella sua qualità di rappresentante della Commissione e non certo in proprio, dato il luogo e il suo ruolo. Perché l'Ordine dei commercialisti compra due pagine di un giornale a loro spese per dire il contrario? Valutate Voi chi fa più fede, se quanto riportato nelle pagine comprate dal presidente dell'Ordine dei Commercialisti di Cagliari o quanto detto dal presidente del Parlamento Europeo. Cari commercialisti, quanto avete speso per scrivere queste imprecisioni? Diecimila euro? Settemila? Datele ai sardi invece, se volete fare del bene, queste liquidità!"

Il Movimento Sardegna Zona Franca annuncia un Seminario Formativo riservato ai soli commercialisti e avvocati per la prima decade di dicembre a Cagliari.

 tajani

 

 

Come molti già sapranno, il I° Raduno dei Zonafranchisti Sardi si è svolto lo scorso 30 ottobre a Domusnovas in occasione dell'annuncio del sindaco Massimiliano Ventura della delibera per la zona franca al consumo e in concomitanza delle registrazioni di un servizio di Striscia La Notizia, con il quale il simpatico Cristian Cocco e la sua troupe hanno intervistato la presidente del Movimento zona franca dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e il Segretario Politico avv. Francesco Scifo. La trasmissione del servizio sulla zona franca della Sardegna è prevista per stasera alle ore 20.35 su Canale 5 e in replica in tarda notte e ne verrà dato annuncio durante il convegno previsto per oggi pomeriggio alle 15.00 ad Ittiri (SS) presso il Salone Parrocchiale della Chiesa di San Pietro in Vincoli, durante il quale ci sarà la diretta streaming dal canale ufficiale YouTube del Movimento Sardegna Zona Franca.

 YouTube  Clicca sul Canale YouTube 

 

 

 

Il 15 aprile 2016 la Regione Sardegna, sulla base delle bozze stilate dai professionisti del Movimento Sardegna Zona Franca, ha pubblicato una deliberazione sulla zona franca (qui sotto in allegato), con la quale stabiliva: 

1) di avviare l’attivazione delle zone franche previste dall’art. 12 dello Statuto così come stabilito dal D.Lgs. n. 75/1998;

2) di dare mandato alla Direzione generale della Presidenza di predisporre un disegno di legge per l’abrogazione della legge regionale 2 agosto 2013, n. 20 al fine di abrogare le disposizioni che prevedono la trasformazione di “Cagliari Free Zone” in “Sardegna Free Zone” e le disposizioni che stabiliscono che il Prefetto dela provincia di Cagliari eserciti i poteri sostitutivi;

3) di stabilire che le amministrazioni locali richiedenti l’attivazione delle zone franche di cui all’art. 12 dello Statuto e/o i soggetti gestori, provvedano a trasmettere alla Regione un’apposita domanda nella quale sono riportate le imprese e le attività (volte ai traffici con i Paesi extra UE) già operanti sul territorio e quelle che presumibilmente si localizzeranno nella zona franca;

4) di stabilire che le amministrazioni locali richiedenti l’attivazione delle zone franche di cui all’art. 12 dello Statuto e/o i soggetti gestori, provvedano a inviare una bozza di regolamento, nel quale inter alia dovrà essere specificato:

a. l’esatta individuazione dell’area sulla quale dovrà insistere la nuova zona franca;
b. il tipo di regime doganale più confacente alle esigenze del loro territorio;
c. il gestore dell’istituenda zona franca, il quale fra l’altro, entro 60 giorni dall’emanazione del DPCM previsto dal D.Lgs. n. 75/1998, dovrà predisporre il relativo piano operativo;

5) di approvare che vengano approvate e divulgate le schede informative (allegate alla presente deliberazione) per consentire ai soggetti interessati di analizzare e valutare le distinte caratteristiche di ciascun regime doganale, mettendo in risalto i vantaggi e gli eventuali svantaggi di ciascuno di essi;

6) di stabilire che nel sito Web della Regione venga predisposto uno specifico link attraverso il quale avere accesso a tutte le informazioni e a tutte le leggi che disciplinano la materia della “zona franca”.

Secondo questa delibera la Giunta Regionale ha quindi dettagliatamente indicato - tra le altre cose - a tutti i Comuni di procedere a comunicare quali aree industriali intendano utilizzare il regime doganale in questione e, pertanto, i sindaci devono utilizzare questa delibera quale promemoria per portare avanti le proprie istanze, ricordando alla stessa Regione quanto da essa precedentemente deliberato.

 

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