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Il Consiglio Regionale della Valle D'Aosta approva la zona franca In evidenza

Scritto da  |  Lunedì, 07 Dicembre 2015 12:30

 

Facendo riferimento all'istituzione della zona franca nella Regione Sardegna, il consigliere regionale della Valle D'Aosta Laurent Viérin, già membro del gruppo Union Valdôtaine Progressiste, annuncia con soddisfazione dal suo profilo Facebook l'approvazione della proposta che "chiedeva di rilanciare, in chiave moderna, la questione della Zona Franca. Una opportunità molto importante per la Valle d'Aosta, anche e soprattutto in questo momento di difficoltà, mai applicata e oggi più che mai attuale. Attuale e necessaria dopo le penalizzazioni subite dalla Valle d'Aosta per la mancata compensazione per la perdita del gettito delle accise, dopo i buoni benzina, che in parte, nel tempo, erano stati considerati dallo Stato e dalla Valle come misura provvisoria in attesa dell'applicazione effettiva della Zona Franca, mai arrivata."

Il consigliere commenta ancora: "Oggi proprio l’introduzione per la Valle d’Aosta di una zona franca o di altre forme innovative di fiscalità di vantaggio, in virtù del nostro Statuto, rappresenterebbe una leva fondamentale per l’attuazione di politiche di attrazione di investimenti.  Oggi la normativa nazionale n.42/2009 in materia di federalismo fiscale ammette tra l’altro questa possibilità per le Regioni a Statuto Speciale, e per esempio, in merito all’IRAP, prerogative analoghe sono state riconosciute alle Province autonome di Trento e Bolzano e alla regione autonoma Friuli-Venezia Giulia. È giunto il momento di passare all’azione per ritrovare l’Autonomia che i nostri padri fondatori avevano pensato ed ottenuto per le future generazioni e che oggi ci dobbiamo riconquistare per garantire un futuro alla nostra comunità“.

Alla fine, ci copiano tutti. Ma il problema è sempre lo stesso. Gli altri mettono la freccia e ci sorpassano.

 

 

I moderni “paradisi fiscali”. Come si vive a Campione d’Italia e Cipro. In evidenza

Scritto da  |  Mercoledì, 29 Aprile 2015 14:22

 

I paradisi fiscali sono centri finanziari che attraggono risorse dall’estero grazie alla loro politica di esenzione o riduzione di tasse o agevolazioni. Quindi si possono considerare tali anche Paesi che solitamente non sono considerati paradisi fiscali ma hanno una fiscalità talmente agevolata che li rendono molto appetibili in molti casi.

Campione d’Italia è un piccolo territorio italiano totalmente nel territorio svizzero, a soli 7 km. da Lugano con poco più di 3000 abitanti e famoso per il suo Casinò e per avere agevolazioni fiscali importanti, tanto da farlo considerare un paradiso fiscale.

Essendo Campione d’Italia in territorio svizzero gli abitanti ne sfruttano totalmente tutti gli effetti benefici grazie al regime doganale svizzero e alla moneta che è il Franco Svizzero.

Per quanto riguarda i servizi gli abitanti di Campione d’Italia utilizzano per esempio, compagnie telefoniche svizzere ma l’elettricità proviene direttamente dall’Italia anche se pagata in franchi svizzeri.
Anche i dipendenti pubblici a Campione d’Italia hanno i loro stipendi pagati in franchi svizzeri e utilizzano un tasso di cambio favorevole, minore rispetto al tasso di mercato.

La tassazione a Campione d’Italia è abbastanza favorevole anche se sembrerebbe oggi meno favorevole che in passato per un certo aumento delle tasse a seguito della perdita di profitti del Casinò.

Campione d’Italia anche se è in territorio svizzero appartiene all’Italia e di conseguenza paga le tasse italiane. Infatti, i residenti di Campione sono soggetti a tasse italiane che sono notoriamente tra le più alte d’Europa ma hanno alcune agevolazioni fiscali, come riduzione del IRPEF in base ad una disposizione speciale nell’ordinamento italiano.

Con il tasso di cambio favorevole, creato ogni tre anni attraverso un Decreto Ministeriale (1 franco svizzero = 0,4 euro), il risparmio sulle tasse a Campione non è male se si ha un reddito inferiore a 200.000 franchi svizzeri l’anno. In generale i residenti di Campione pagano circa il 36% di tasse in meno rispetto ai residenti in Italia.

Inoltre, a Campione d’Italia non si paga l’IVA, il che la rende molto attraente per la costituzione di società. Ma oltre all’IVA ci sono altri privilegi fiscali come la riduzione del pagamento di oneri sociali rispetto all’Italia.

I residenti di Campione possono persino immatricolare auto con targa svizzera e di conseguenza pagare il bollo e l’assicurazione a tariffe molto convenienti.

Sono indubbie, le varie facilitazioni fiscali di Campione d’Italia anche per le società di persone come ditte individuali, Sas, Snc che sono registrate lì e che fanno di Campione d’Italia un vero paradiso fiscale per gli italiani.

Cipro è una destinazione ideale per coloro che vogliono evitare plusvalenze e sta diventando sempre più popolare per aprire società offshore. Uno dei vantaggi principali di Cipro è che ha trattati fiscali sulle doppie imposte con oltre 30 paesi, tra cui la maggior parte dei principali paesi a ‘alta tassazione’ occidentali e la maggior parte degli Stati dell’Europa centrale e orientale.
Questo è insolito per un paradiso fiscale e significa che Cipro è un’ottima scelta per le aziende di detenzione e di investimento.
Per l’imposta sul reddito le aliquote variano dal 20% al 30%, anche se c’è una tariffa speciale del 5% per i pensionati e c’è un’esenzione di 14.000 euro circa per ogni individuo.

Tuttavia, la bellezza di Cipro sono appunto le esenzioni. Tutte le seguenti sono libere dell’imposta sul reddito:

• Interesse ricevuto da individui
• 50% del reddito di interesse delle aziende
• Dividendi
• Profitti delle stabili organizzazioni che esercitano un commercio all’estero
• Profitti derivanti dalla cessione di quote
• Reddito da lavoro servizi forniti all’estero per un datore di lavoro non residente tuttavia, Cipro riscuotere un “contributo speciale per la difesa” su determinati tipi di reddito.

Interessi attivi sono di solito a pagamento 10% mentre i dividendi sono soggetti ad una tassa del 15%. Cipro offre anche un regime fiscale di plusvalenze attraente. E sono prelevate al tasso del 20% sui guadagni derivanti dalla disposizione dei terreni e proprietà situati a Cipro o cessione quote in una società (escluse le azioni delle società quotate) che possiede terreni o proprietà situata a Cipro. C’è anche un’esenzione da queste plusvalenze sul trasferimento di tali beni tra membri della famiglia (ad esempio tra i coniugi o figli).
Pertanto se un residente a Cipro possiede proprietà all’estero non si paga nulla a Cipro sulla cessione. Così una disposizione di un altro paese sulla proprietà non sarebbe soggetto all’imposta cipriota se si e’ residente cipriota.
Cipro ha guadagnato popolarità grazie ai suoi trattati con paesi dell’Europa orientale.
Questi consentono un’entità legale a Cipro di estrarre profitti da paesi dell’Europa orientale a tassazione ridotta o senza imposta da pagare.
Questo è grazie alla zero tassi di ritenute su dividendi, interessi e royalties stabilite nei trattati.
Dato che molti paesi dell’Europa orientale stanno facendo maggiori investimenti verso l’interno, l’interesse per le aziende di Cipro (al fine di trarre vantaggio da queste basse ritenute d’acconto) rischia di continuare a crescere.

Cipro è una buona scelta per gli europei visto che non è troppo lontano da casa, ma offre un ottimo ambiente di bassa imposizione con un basso costo di vita.
In realtà è uno dei paesi più economici in Europa e questo è un grande vantaggio per potenziali emigranti, in particolare dei pensionati. È un ambiente completamente diverso rispetto ai paradisi fiscali dei Caraibi, che sono, in generale, paesi in via di sviluppo seppur con alcune zone altamente sviluppate.
Cipro è un paese ben sviluppato con ottimi collegamenti di trasporto e di comunicazione e una buona scelta di ristoranti, grandi magazzini.

A Cipro da marzo a novembre il sole splendente e il resto dell’anno è più fresco con un bel pò di pioggia a gennaio e febbraio. Tutto sommato, è un clima mediterraneo con un sacco di sole, come la Sardegna. Cipro è anche una buona scelta per i genitori con bambini piccoli, come le scuole sono generalmente buone e si può scegliere tra stato e scuole private.

Il tasso di criminalità è molto basso, in particolare rispetto ad altri paesi dell’Europa occidentale, anche se è in aumento. È anche più facile per i residenti europei per stabilire la residenza a Cipro ora che fa parte dell’Unione europea. Al fine di essere classificato come residente cipriota è necessario passare almeno 183 giorni nel paese durante l’anno fiscale.

 

Il video che proponiamo accenna brevemente alla questione del debito pubblico, ma non spiega la cosa fondamentale. Il concetto del cosìddetto "signoraggio bancario" è molto semplice. Secondo il sig.Max Pantera "La liquidità circolante nel mondo intero non corrisponde al totale del denaro calcolato in economia, cioè a dire che se tutti contemporaneamente andassero in banca a farsi restituire i soldi nei conti correnti, NON ci sarebbe la liquidità sufficiente. Gran parte del denaro è VIRTUALE, cioè creato solo NUMERICAMENTE, quindi non è REALE.

La truffa globale, che le banche conoscono bene perché la sfruttano da anni e che rende IMPOSSIBILE il ripianamento di qualsiasi debito è semplicissima: le banche stampano SOLO i soldi che prestano agli stati, NON stampano ANCHE i soldi per pagare gli interessi.
Quindi, per restare nell'esempio dei 10 euro del video, quei 10 euro esistono perché sono stati stampati e messi a bilancio, ma gli interessi aggiuntivi NO, perché NON vengono né stampati, né addizionati al totale dei soldi esistenti nel mondo, che siano di carta o che siano numeri in un computer.

Se io (tutte le banche) creo il denaro (tutto il denaro) e lo presto (a tutto il mondo) a condizione che il mondo me lo restituisca CON gli interessi, ma NON ho creato il denaro corrispondente agli interessi, il debitore non pagherà MAI il debito, pertanto io (le banche) non devo fare altro che prorogare nel tempo la scadenza di pagamento del totale inclusi gli interessi, facendomi pagare dal debitore di volta in volta, solo gli interessi.
Con questo semplicissimo meccanismo il debito è infinito e inestinguibile. E tu (cioè ogni stato che non abbia sovranità monetaria) resti mio schiavo (delle banche che stampano il denaro e lo prestano).
Ben diversa è la cosa se tu (uno stato sovrano) hai la TUA banca di stato, e stampi la TUA moneta in base alle necessità della TUA economia: se manca liquidità, stampi soldi e li immetti nel mercato, e se c'è troppa liquidità, ritiri soldi dal mercato e li bruci, come si faceva una volta.
Solo in questo modo il denaro CORRISPONDE al valore REALE del prodotto interno lordo e delle ricchezze del tuo stato, e tu puoi controllare l'inflazione, come fa ad esempio il Giappone, che pur avendo un debito molto più alto del nostro, con la moneta sovrana, può controllare la sua inflazione e non è ancora fallito, (nonostante Fukushima e lo tsunami, tanto per dire....) anzi è sempre un protagonista indiscusso nell'economia mondiale, può produrre e vendere, quindi resta a galla e non fallisce.
Chi non vuole capire queste semplici cose e prende in giro chi parla di signoraggio bancario, è complice di quel sistema perché è ignorante, che gli piaccia o no." 

Ad avvalorare queste teorie (e dare credibilità a quanto sosteniamo da tempo) proponiamo uno dei numerosi video presenti sul web di un illustre giornalista, ex europarlamentare di sinistra, Giulietto Chiesa, recentemente arrestato in Estonia per le sue idee liberiste e per le sue affermazioni del tipo "Il debito italiano è un bluff creato ad arte per sottrarci la nazione: in realtà stiamo solo svendendo le nostre ricchezze a un gruppo di speculatori".

Dott.ssa Randaccio: come annullare tutte le cartelle Equitalia. In evidenza

Scritto da  |  Domenica, 29 Giugno 2014 14:35

 

Come tutti i Zonafranchisti che mi seguono da tempo sanno, sono stata per decine di anni, ai vertici dell'Amministrazione Finanziaria, e oggi che sono in pensione faccio parte del Sindacato Autonomo "Univip" ossia il sindacato che tutela gli interessi dei Dirigenti e dei Vicedirigenti Pubblici e che collabora strettamente con gli altri due Sindacati Autonomi dei Dirigenti Dirstat e Dirpubblica, nella lotta contro la Corruzione all'interno del Ministero delle Finanze.
Per questo mi permetto di aggiungere quattro parole a quelle dell'amico Pietro Paolo Boiano sul famigerato "accertamento sintetico" che ha fatto fallire centinaia di piccole imprese e messo sul lastrico migliaia di famiglie.

Il ricorso all'accertamento sintetico torna utile a quei semplici impiegati privi di cultura giurico-fiscale appropriata, che in questi ultimi 15 anni "inspiegabilmente" sono stati posti ai vertici del Ministero dell'Economia e Finanze - Agenzia delle Entrate, dopo che i Veri Dirigenti dello stesso Ministero contemporaneamente venivano estromessi dai loro Incarichi Dirigenziali, nonostante che a termini di legge, nessuna autorità né politica né amministrativa potesse privarli del loro "diritto alla carriera! con i relativi incarichi dirigenziali, che nessuno poteva sottrarre loro ai sensi dell'art. 15 del D.P.R. n.748/72 e della Legge n.301/84.

Previsione confermata dalla Cassazione a Sezioni Unite nella Sentenza n.10995 del 25.07.2002 e con Sentenza n.14998 del 03.07.2007, dove si ribadisce che il diritto alla carriera è un "Fatto Giuridico" e come tale non è soggetto né a prescrizione né a decadenza.

Infatti come testimoniato dal Tar del Lazio nella Sentenza n.6884 del 1°agosto 2011, confermata dal Consiglio di Stato, i suddetti Semplici Impiegati (circa 800) assieme ad un drappello di altrettanti 400 semplici impiegati, vincitori di un "Concorso interno fasullo", si trovano ai vertici dell'Amministrazione Finanziaria in aperta violazione di quanto previsto dalla Legge n.127/97 (art. 17 comma 82 e 137), legge chiamata Bassanini 2, che aveva riformato la P.A. ed aveva abrogato le leggi in base alle quali i Dirigenti Pubblici, compresi i segretari
Comunali, erano stati illecitamente e illegittimamente retrocessi in carriera con il loro inquadramento nella 9° qualifica funzionale; qualifica che ai sensi dell'art. 1 della Legge n.312/80 - del D.lgs n.105/90 art.33 e dell'art.5 del D.P.R.n.44/90, non competeva neanche al personale Direttivo dei Ruoli ad esaurimento, ossia quel personale la cui carriera impiegatizia era certamente inferiore a quella dei Dirigenti del Ministero delle Finanze, come precisato dal legislatore all'art. 60 ultimo comma del D.P.R. n.748/72.

Quindi di fatto, con una "complicità" su cui la Magistratura dovrebbe indagare, dei semplici impiegati privi della cultura necessaria per occupare quel posto, hanno USURPATO il posto ai Veri Dirigenti del Ministero delle Finanze, ossia a coloro che risultavano vincitori di un pubblico concorso indetto ai sensi dell'art.97 della Costituzione e dell'art.10 della Legge n.397/75.

Aver sostituito i veri Dirigenti con dei semplici impiegati significa aver creato un gravissimo danno all'Erario, danno di cui è responsabile anche chi da oltre 15 anni rinvia, rinvia, rinvia e rinvia l'emanazione delle sentenze con le quali si dovrebbe invitare l'Amministrazione finanziaria a disporre d'ufficio la restituzione dei veri Dirigenti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.

Solo così si porrebbe fine all'immenso e dolorosissimo danno all'Erario che rende e renderà nulle/annullabili, anzi INESISTENTI, tutti gli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate e le relative cartelle emesse da Equitalia negli ultimi 15 anni.

Infatti ai sensi dell'art.1 del D.P.R. n.858/63 dell'art.51 del D.P.R. n.633/72 e dell'art.12 del D.P.R. n.602/73 soltanto la firma dell'Autorità Finanziaria, ossia del "Dirigente del Ministero delle Finanze" rende Esecutivo il ruolo di Riscossione del Tributo che si ritiene evaso, e che deve essere trasmesso all'Esattore (Equitalia) per la Riscossione.

Il Consiglio di Stato con Sentenza n.3812 del 27 giugno 2012 ha affermato che il Cittadino raggiunto dalla notifica di un atto di accertamento tributario, ha diritto di accesso agli atti attestanti la validità della iscrizione a ruolo del debito tributario.

Inoltre, secondo il principio ne bis in idem, nessuno può essere sottoposto a processo più di una volta per lo stesso fatto. In pratica, Equitalia non può emettere due volte una cartella per lo stesso pagamento.

 

Maria Rosaria Randaccio

 

La notizia è di quelle che tagliano le gambe. O si potrebbe dire che è di quelle che fanno inviperire tutto il Movimento Sardegna Zona Franca, perché è di ieri l'annuncio de Il Sole 24 Ore che il porto di Taranto è stato dichiarato Zona Franca Doganale non interclusa.

Questo significa esenzione completa dalle imposte doganali e dall'Iva per le imprese che vi si insedieranno.

Inoltre, le imprese manifatturiere avranno l'esenzione dall'imposta sui redditi, dall'imposta regionale sulle attività produttive e da eventuali oneri contributivi. Secondo il Presidente dell'Autorità Portuale Sergio Prete, l'obiettivo sarà di «incrementare lo sviluppo dei traffici e del commercio internazionale, incentivare il transito, la spedizione delle merci, le vendite e gli scambi commerciali, ma anche favorire l'insediamento e la localizzazione di nuove imprese che creino occupazione e incentivino lo sviluppo economico».

Il provvedimento che riconosce il porto di Taranto zona franca doganale, richiesto nel giugno 2013, è stato firmato dal Direttore interregionale dell'Agenzia delle Dogane Andrea Zucchini e comprende un'area di ben 1 milione e 45mila metri quadrati. Secondo gli addetti ai lavori pugliesi, Taranto diventerà in poco tempo il punto focale di servizi oceanici, da collegare allo scalo giuliano di Trieste con navi feeder in risalita lungo l’Adriatico. Secondo quanto espresso dall'avv.Scifo nella sua pagina Facebook "il voto espresso alle ultime regionali da molti sardi per chi è contrario alla zona franca ci ha impedito di avere la forza per ottenere subito la zona franca.

Tuttavia grazie ad una scelta strategica sensata siamo riusciti a entrare nelle istituzioni con un nostro fortissimo rappresentante che ci aprirà il cammino verso la realizzazione di tutti i nostri obiettivi di benessere e legalità." Il Movimento Sardegna Zona Franca, nonostante l'indifferenza dei politici locali, non interrompe le sue azioni, mentre Cagliari e tutta la Sardegna continuano a guardare le zone franche altrui.

 

Pubblichiamo un interessante video della puntata di Report del 28 aprile scorso nella quale si parla di tasse, di Equitalia e di tax free. In Italia l'evasione fiscale netta secondo Tax Research è di 180 miliardi di euro annui. 168 il numero complessivo dei condannati per evasione fiscale. 54 per cento la pressione fiscale effettiva secondo Confindustria. 300 miliardi di euro: i patrimoni all'estero degli italiani secondo l’Agenzia delle Entrate. Per non parlare della cifra da brivido del nostro debito pubblico e degli sforzi per trovare copertura a qualsiasi intervento di sostegno all'economia e al lavoro.

I soldi per risollevare l'Italia ci sono, anzi, ci sarebbero. Ma in pochi li cercano. Il numero che più spiega i precedenti è quello che dà la dimensione del partito degli evasori: dieci milioni di voti. Che non smette di crescere.

In questo contesto, prima il governo Monti, poi il governo Letta, infine il governo Renzi hanno promesso una legge che incentivi il rientro dei capitali nascosti all'estero. E insieme a ciò, hanno pensato di inserire nel nostro codice penale il reato di autoriciclaggio, così da costringere quei capitali a rimpatriare pagando le imposte senza rischiare pesanti risvolti giudiziari. Ma niente di tutto ciò è stato realizzato perché un partito invisibile sta condizionando il Parlamento e cerca di trasformare questa futura legge in un nuovo scudo fiscale. Del resto, il fisco si muove con grande difficoltà. Agenzia delle Entrate ed Equitalia soffrono di antichi mali. 

E i dati della riscossione, secondo la Corte dei Conti, sono in calo. Nel mezzo di tutto ciò stanno le indagini giudiziarie che coinvolgono dirigenti e funzionari del fisco pescati ad aggiustare cartelle e a garantire trattamenti di favore a chi se lo può permettere.

Eppure, solo una seria lotta all'evasione fiscale può rimettere in carreggiata l'Italia. E noi aggiungiamo: solo lo sviluppo di zone franche può salvare e far decollare l'economia italiana. Lo capiranno lassù nelle vette del Governo?

 

 

 

Secondo l'Istat l'agricoltura è l'unico settore che nel 2013 ha registrato un incremento di valore aggiunto dello +0,3% rispetto all'anno precedente. Le aziende che assumono sono circa duecentomila e, ogni anno, se ne contano dalle cinquemila alle seimila in più.

La busta paga varia a seconda delle competenze, del grado di specializzazione ma anche delle coordinate geografiche e – quindi – della capacità di spesa delle imprese e del costo della vita per i cittadini.
E' un comparto in cui i giovani rappresentano dal 25 al 30% del totale degli addetti di settore, in cui l'apporto degli extracomunitari si aggira intorno al 15%. La retribuzione di un operaio agricolo varia a seconda del grado di specializzazione e della provincia in cui si opera. Per esempio, un operaio comune può percepire dai 5,30 ai 7 euro l'ora portando a casa in media, a fine giornata, qualcosa come 55 euro. Nei mesi di stop previsti dal ciclo biologico delle colture, per gli stagionali intervengono le indennità di disoccupazione.
Per gli operai specializzati invece la paga varia dai 10 euro l'ora in sù, fino ad arrivare a fine mese anche a stipendi che oscillano tra i 1.600 e i 1.800 euro.

Le aziende agricole continuano ad assumere e sembrano non sortire gli effetti della crisi. E i giovani italiani invece di espatriare alla ricerca di fortuna (che di solito si traduce in un posto da cameriere o di lavapiatti nelle grandi città) potrebbero iniziare a valutare di rimboccarsi letteralmente le maniche  e dare il proprio contributo allo sviluppo di un settore cardine dell'economia italiana. Ci guadagneranno in salute.

 

 

 

La Lombardia non scherza. Nel Consiglio Regionale di mercoledì scorso è stato inserito un emendamento ad hoc nella Risoluzione per la Commissione Europea con lo scopo di creare zone di fiscalità agevolata (ZES) per ridare attrattività alle imprese del territorio di confine e frenare il fenomeno della delocalizzazione.

Tra le voci della Proposta di Legge che sarà presentata al Parlamento dalla Regione Lombardia si trovano:

1) l'esenzione dalle imposte sui redditi (IRES) per i primi 8 periodi di imposta per le imprese di nuova costituzione, che per le PMI viene estesa anche per ulteriori 3 anni nella misura del 50%;
2) l'esenzione dall'IRAP per i primi 5 periodi di imposta, mentre per le PMI l'esenzione viene estesa anche per i 3 anni successivi, nella misura del 50%;
3) l'esenzione dall'IMU e dalla TARSU per 5 anni per gli immobili posseduti dalle stesse imprese e utilizzati per l'esercizio delle nuove attività;
4) la riduzione del 50% dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle aziende per i primi 5 anni. Per i tre anni successivi la
riduzione è del 30%;
5) l'esenzione completa delle imposte doganali e IVA sulle attività di importazione, esportazione, consumo e circolazione per tutti i prodotti che entrano,
vengono lavorati e poi esportati attraverso la Zona Franca.

Agevolazioni anche per le imprese già presenti nella ZES: esenzione al 50% dell'Irap, riduzione dei contributi a carico delle aziende e l'esenzione Iva e dazi.

Secondo la consigliera della Lega Nord Francesca Brianza è necessario che le regioni europee abbiano la possibilità di istituire direttamente le zone franche nei propri territori, ovviamente in accordo con l'autorità statale, ma senza passare attraverso una procedura molto lenta e comlicata, quella attuale, che rimanda di fatto la questione alla sola discrezione dello Stato membro.

Ma i Sardi cosa ne pensano? Sarà scelta obbligata che si trasferiscano le aziende sarde in Lombardia o potremo invece accampare un diritto che ci appartiene prima di quello dei lombardi?

Inflazione italiana al minimo storico dello 0,4%

Scritto da  |  Martedì, 01 Aprile 2014 11:13

 

Un segnale di speranza in questo mese di marzo 2014 viene annunciato dal calo dell'inflazione per la prima volta in dodici anni.
E' infatti dal 2009 che non si aveva una battuta di arresto così forte come lo 0,4% in meno. Questo significa un calo del "carrello della spesa" (prezzi di alimentari, cura della casa e della persona), che è in totale dello 0,3%, calcolato su base mensile, e anche delle sigarette e tabacchi in genere, che è dello 0,5%, calcolato su base mensile e annua. In soli cinque mesi la crescita dei prezzi si è così dimezzata.

A provocare questa decelerazione, arrivata dopo il ribasso iniziato nel mese di febbraio, è soprattutto il calo dei prezzi dei carburanti su base annua.

Nell'Eurozona l'inflazione è calata dello 0,5% mentre a febbraio era a 0,7%.

Secondo l'Istat la forte crescita dell'ottimismo della gente, con un incremento di 10,7 punti da 97,5 del mese precedente, è dovuta soprattutto alle attese sulla situazione economica del Paese e sul fronte occupazione in seguito all'arrivo di Matteo Renzi al Governo.

Secondo Il Sole 24 Ore solo durante la Grande recessione il costo della vita era stato più lento.

Sarà realmente così?

 

Considerando che in nazioni come gli Stati Uniti d'America e l'Inghilterra i monumenti nazionali sono ritenuti alla base del guadagno dell'amministrazione pubblica, che esistono investitori stranieri (vedesi cinesi e arabi) che farebbero carte false per "appropriarsi" del nostro patrimonio storico-architettonico e archeologico, il segretario nazionale dell'ADUC, Primo Mastrantoni, lancia una proposta provocatoria al premier Renzi, basata su un ragionamento economico per riassestare le casse dello Stato Italiano.

Secondo quanto egli scrive "Affittare per 99 anni il Colosseo, Pompei e gli Uffizi frutterebbe rispettivamente 90 miliardi per il Colosseo, 20 per Pompei e 12 per gli Uffizi di Firenze. 122 miliardi che potrebbero risolvere i nostri momentanei problemi monetari, diminuire le tasse e incrementare l'economia turistica. Quest'ultima ne beneficerebbe vista la inefficiente gestione pubblica dei nostri beni culturali. Così, oltre a incassare da subito, si potrebbe aumentare il nostro PIL turistico che, oggi, rappresenta un magro 13% rispetto al 21% della Spagna. D'altronde, Renzi non si è affittato il Ponte Vecchio di Firenze per la Ferrari e il Circo Massimo di Roma per la performance dei Rolling Stones?"

Riteniamo che la proposta di Mastrantoni - che notoriamente è CONTRO i consumatori - sia interessante: vincolando precisamente obblighi di conservazione e affittando queste aree il prezzo del biglietto non potrà salire rispetto a ciò che è oggi nella media italiana ma contemporaneamente potrebbe fornire una più incisiva conoscenza della cultura oggi latitante e a caro prezzo.

Ecco perche affittare per un decennio o due queste entità (e anche altre ovviamente!) non è una cattiva idea se le regole sono ben studiate. Pompei versa in deprecabili condizioni, gli Uffizi non sono agibili tanta è la ressa (e impossibilità di prenotazione). E qualsiasi mostra sul "fagiolo lesso di Lentate" costa come un biglietto del Louvre!


Inoltre non dimentichiamo che l'Italia detiene un quarto dei monumenti di tutto il mondo.

Secondo uno studio del quotidiano Il Sole 24 Ore alcuni Comuni italiani si sono già dotati di un tariffario, che tendenzialmente è indicativo: le condizioni puntuali vengono stabilite di volta in volta in base all'ingombro previsto, alla durata e alle finalità delle richieste. Girare un film per esempio costa dieci volte in più rispetto a un book fotografico, e nel caso dei documentari spesso è previsto solo un rimborso spese. Di recente, è stato girato un documentario sulle guglie del Duomo di Milano, in cambio di una donazione di 300 euro.

Naturalmente questi sono solo esempi di affitto sporadico, non sostenuto da un preciso piano marketing che qualcuno all'interno della Soprintendenza ai Beni Culturali del Governo italiano potrebbe commissionare con poche migliaia di euro.

A questa stregua si può dire che il gioco varrebbe la candela visto gli sprechi continuativi nei pubblici uffici.

 

 

Dopo la clamorosa (e mica tanto disattesa) vittoria di Marine Le Pen e del suo Front National in Francia, le popolazioni e alcuni politici di vari paesi, tra i quali anche l'Italia, iniziano a domandarsi se sia il caso o meno di fare un tentativo per uscire dall'euro e per slegarsi dalla politica di austerità imposta dall'Europa.
La Francia, da sempre di fede sinistra, bacchetta pesantemente Hollande ed la sua strana accoppiata con la cancelliera Merkel che tendono palesemente ad incrementare il monopolio economico dei due stati membri a danno di altri stati, con il benestare compiaciuto delle lobby bancarie.


Punto centrale del programma dell'agguerrita signora Le Pen è l'abbandono dell'euro e la dissoluzione dell’unione monetaria creata coi Trattati di Maastricht, forte (dice lei) delle argomentazioni portate avanti da ben sette economisti premi Nobel.

Ma quali sono le proposte salienti del Front National?

La questione immigrazione

Innanzitutto, la questione IMMIGRAZIONE, con la drastica riduzione degli ingressi da 200mila a 10mila. Nel dettaglio, per ottenere il permesso di soggiorno sarà necessario conoscere la lingua francese, non sarà possibile ottenere la doppia cittadinanza (tranne che con altri Paesi europei) e comunque la priorità, sia nelle assunzioni al lavoro che nelle liste per la casa, verrà data ai francesi. Dopo un anno di disoccupazione all'immigrato verrà applicato il "rimpatrio coattivo", i clandestini non potranno godere del diritto alle cure mediche, ed infine le manifestazioni antirazziste verranno considerate reato.

La questione sicurezza

Altra questione importante del programma della Le Pen è quella della SICUREZZA, con "tolleranza zero" nei confronti di tutti i reati e con la creazione di un vero e proprio Stato di Polizia, con il ripristino della gendarmerie e l'assunzione di nuovi uomini delle forze dell'ordine.

Proposta clamorosa per noi italiani proprio in concomitanza dei tagli alle forze dell'ordine effettuati dal Governo Renzi in questi giorni.
Altro punto scottante è la programmazione di un referendum sulla pena di morte per i reati più gravi, proprio mentre in alcuni stati dove essa è presente si cerca di abolirla.

Da notare che il successo dell'estrema destra della leader del Front National dimostri un grave disagio del popolo e il conseguente bisogno di dare una svolta drastica alla politica riprendendo in mano uno strumento democratico ed assai poco utilizzato, quello del referendum. La stessa cosa non si può invece affermare per l'Italia e la Sardegna in particolare, dove si è votato per rimanere inermi.


Chissà se, chiamato alla decisione finale, il popolo sardo voterebbe per la sua rinascita o per farsi inviare (ancora e vergognosamente) aiuti caritatevoli sotto forma di cassa integrazione e sussidi statali.

 

Azzurra Cancelleri (M5S) a La Gabbia: "Equitalia è un mostro", il video con l'intervista alla parlamentare.

 

Il pensiero comune, dopo questa ennesima notizia relativa alla tassazione, è che a breve dovremo dare ragione al detto "pagare anche l'aria che si respira".

 

Superato qualsiasi record: secondo i dati CERVED nel 2013 hanno abbassato le serrande 111.000 attività, il 7,3% in più rispetto all'anno precedente.
Hanno dichiarato fallimento 14.000 imprese, toccando un +12% rispetto al 2012

 

La necessità aguzza l'ingegno, ma molto spesso siamo talmente distratti dai ritmi incalzanti della vita quotidiana che ci dimentichiamo delle incredibili risorse messe a disposizione da Madre Natura.

Michael Buck, sessantenne inglese, ha sposato alla perfezione questo concetto, mettendo in pratica l'arte dell'arrangiarsi nel migliore dei modi, per dimostrare che non serve effettuare un mutuo per avere una casa dignitosa.

Non ha retto a lungo dopo il licenziamento dalla fonderia di Follo, avvenuto solo un anno prima, a seguito del quale un quarantanovenne di Riccò del Golfo (La Spezia) era caduto in un tunnel di depressione senza via d'uscita.



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