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Dott.ssa Randaccio: come annullare tutte le cartelle Equitalia.

  • Domenica, 29 Giugno 2014 12:35
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Pubblicato in News Italia  
Dott.ssa Randaccio: come annullare tutte le cartelle Equitalia. ZonaFrancaSardegna.com

 

Come tutti i Zonafranchisti che mi seguono da tempo sanno, sono stata per decine di anni, ai vertici dell'Amministrazione Finanziaria, e oggi che sono in pensione faccio parte del Sindacato Autonomo "Univip" ossia il sindacato che tutela gli interessi dei Dirigenti e dei Vicedirigenti Pubblici e che collabora strettamente con gli altri due Sindacati Autonomi dei Dirigenti Dirstat e Dirpubblica, nella lotta contro la Corruzione all'interno del Ministero delle Finanze.
Per questo mi permetto di aggiungere quattro parole a quelle dell'amico Pietro Paolo Boiano sul famigerato "accertamento sintetico" che ha fatto fallire centinaia di piccole imprese e messo sul lastrico migliaia di famiglie.

Il ricorso all'accertamento sintetico torna utile a quei semplici impiegati privi di cultura giurico-fiscale appropriata, che in questi ultimi 15 anni "inspiegabilmente" sono stati posti ai vertici del Ministero dell'Economia e Finanze - Agenzia delle Entrate, dopo che i Veri Dirigenti dello stesso Ministero contemporaneamente venivano estromessi dai loro Incarichi Dirigenziali, nonostante che a termini di legge, nessuna autorità né politica né amministrativa potesse privarli del loro "diritto alla carriera! con i relativi incarichi dirigenziali, che nessuno poteva sottrarre loro ai sensi dell'art. 15 del D.P.R. n.748/72 e della Legge n.301/84.

Previsione confermata dalla Cassazione a Sezioni Unite nella Sentenza n.10995 del 25.07.2002 e con Sentenza n.14998 del 03.07.2007, dove si ribadisce che il diritto alla carriera è un "Fatto Giuridico" e come tale non è soggetto né a prescrizione né a decadenza.

Infatti come testimoniato dal Tar del Lazio nella Sentenza n.6884 del 1°agosto 2011, confermata dal Consiglio di Stato, i suddetti Semplici Impiegati (circa 800) assieme ad un drappello di altrettanti 400 semplici impiegati, vincitori di un "Concorso interno fasullo", si trovano ai vertici dell'Amministrazione Finanziaria in aperta violazione di quanto previsto dalla Legge n.127/97 (art. 17 comma 82 e 137), legge chiamata Bassanini 2, che aveva riformato la P.A. ed aveva abrogato le leggi in base alle quali i Dirigenti Pubblici, compresi i segretari
Comunali, erano stati illecitamente e illegittimamente retrocessi in carriera con il loro inquadramento nella 9° qualifica funzionale; qualifica che ai sensi dell'art. 1 della Legge n.312/80 - del D.lgs n.105/90 art.33 e dell'art.5 del D.P.R.n.44/90, non competeva neanche al personale Direttivo dei Ruoli ad esaurimento, ossia quel personale la cui carriera impiegatizia era certamente inferiore a quella dei Dirigenti del Ministero delle Finanze, come precisato dal legislatore all'art. 60 ultimo comma del D.P.R. n.748/72.

Quindi di fatto, con una "complicità" su cui la Magistratura dovrebbe indagare, dei semplici impiegati privi della cultura necessaria per occupare quel posto, hanno USURPATO il posto ai Veri Dirigenti del Ministero delle Finanze, ossia a coloro che risultavano vincitori di un pubblico concorso indetto ai sensi dell'art.97 della Costituzione e dell'art.10 della Legge n.397/75.

Aver sostituito i veri Dirigenti con dei semplici impiegati significa aver creato un gravissimo danno all'Erario, danno di cui è responsabile anche chi da oltre 15 anni rinvia, rinvia, rinvia e rinvia l'emanazione delle sentenze con le quali si dovrebbe invitare l'Amministrazione finanziaria a disporre d'ufficio la restituzione dei veri Dirigenti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.

Solo così si porrebbe fine all'immenso e dolorosissimo danno all'Erario che rende e renderà nulle/annullabili, anzi INESISTENTI, tutti gli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate e le relative cartelle emesse da Equitalia negli ultimi 15 anni.

Infatti ai sensi dell'art.1 del D.P.R. n.858/63 dell'art.51 del D.P.R. n.633/72 e dell'art.12 del D.P.R. n.602/73 soltanto la firma dell'Autorità Finanziaria, ossia del "Dirigente del Ministero delle Finanze" rende Esecutivo il ruolo di Riscossione del Tributo che si ritiene evaso, e che deve essere trasmesso all'Esattore (Equitalia) per la Riscossione.

Il Consiglio di Stato con Sentenza n.3812 del 27 giugno 2012 ha affermato che il Cittadino raggiunto dalla notifica di un atto di accertamento tributario, ha diritto di accesso agli atti attestanti la validità della iscrizione a ruolo del debito tributario.

Inoltre, secondo il principio ne bis in idem, nessuno può essere sottoposto a processo più di una volta per lo stesso fatto. In pratica, Equitalia non può emettere due volte una cartella per lo stesso pagamento.

 

Maria Rosaria Randaccio

Letto 34066 volte Ultima modifica il Martedì, 10 Novembre 2015 20:38
Maria Rosaria Randaccio

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