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Luciana Carta

Luciana Carta

 

I paradisi fiscali sono centri finanziari che attraggono risorse dall’estero grazie alla loro politica di esenzione o riduzione di tasse o agevolazioni. Quindi si possono considerare tali anche Paesi che solitamente non sono considerati paradisi fiscali ma hanno una fiscalità talmente agevolata che li rendono molto appetibili in molti casi.

Campione d’Italia è un piccolo territorio italiano totalmente nel territorio svizzero, a soli 7 km. da Lugano con poco più di 3000 abitanti e famoso per il suo Casinò e per avere agevolazioni fiscali importanti, tanto da farlo considerare un paradiso fiscale.

Essendo Campione d’Italia in territorio svizzero gli abitanti ne sfruttano totalmente tutti gli effetti benefici grazie al regime doganale svizzero e alla moneta che è il Franco Svizzero.

Per quanto riguarda i servizi gli abitanti di Campione d’Italia utilizzano per esempio, compagnie telefoniche svizzere ma l’elettricità proviene direttamente dall’Italia anche se pagata in franchi svizzeri.
Anche i dipendenti pubblici a Campione d’Italia hanno i loro stipendi pagati in franchi svizzeri e utilizzano un tasso di cambio favorevole, minore rispetto al tasso di mercato.

La tassazione a Campione d’Italia è abbastanza favorevole anche se sembrerebbe oggi meno favorevole che in passato per un certo aumento delle tasse a seguito della perdita di profitti del Casinò.

Campione d’Italia anche se è in territorio svizzero appartiene all’Italia e di conseguenza paga le tasse italiane. Infatti, i residenti di Campione sono soggetti a tasse italiane che sono notoriamente tra le più alte d’Europa ma hanno alcune agevolazioni fiscali, come riduzione del IRPEF in base ad una disposizione speciale nell’ordinamento italiano.

Con il tasso di cambio favorevole, creato ogni tre anni attraverso un Decreto Ministeriale (1 franco svizzero = 0,4 euro), il risparmio sulle tasse a Campione non è male se si ha un reddito inferiore a 200.000 franchi svizzeri l’anno. In generale i residenti di Campione pagano circa il 36% di tasse in meno rispetto ai residenti in Italia.

Inoltre, a Campione d’Italia non si paga l’IVA, il che la rende molto attraente per la costituzione di società. Ma oltre all’IVA ci sono altri privilegi fiscali come la riduzione del pagamento di oneri sociali rispetto all’Italia.

I residenti di Campione possono persino immatricolare auto con targa svizzera e di conseguenza pagare il bollo e l’assicurazione a tariffe molto convenienti.

Sono indubbie, le varie facilitazioni fiscali di Campione d’Italia anche per le società di persone come ditte individuali, Sas, Snc che sono registrate lì e che fanno di Campione d’Italia un vero paradiso fiscale per gli italiani.

Cipro è una destinazione ideale per coloro che vogliono evitare plusvalenze e sta diventando sempre più popolare per aprire società offshore. Uno dei vantaggi principali di Cipro è che ha trattati fiscali sulle doppie imposte con oltre 30 paesi, tra cui la maggior parte dei principali paesi a ‘alta tassazione’ occidentali e la maggior parte degli Stati dell’Europa centrale e orientale.
Questo è insolito per un paradiso fiscale e significa che Cipro è un’ottima scelta per le aziende di detenzione e di investimento.
Per l’imposta sul reddito le aliquote variano dal 20% al 30%, anche se c’è una tariffa speciale del 5% per i pensionati e c’è un’esenzione di 14.000 euro circa per ogni individuo.

Tuttavia, la bellezza di Cipro sono appunto le esenzioni. Tutte le seguenti sono libere dell’imposta sul reddito:

• Interesse ricevuto da individui
• 50% del reddito di interesse delle aziende
• Dividendi
• Profitti delle stabili organizzazioni che esercitano un commercio all’estero
• Profitti derivanti dalla cessione di quote
• Reddito da lavoro servizi forniti all’estero per un datore di lavoro non residente tuttavia, Cipro riscuotere un “contributo speciale per la difesa” su determinati tipi di reddito.

Interessi attivi sono di solito a pagamento 10% mentre i dividendi sono soggetti ad una tassa del 15%. Cipro offre anche un regime fiscale di plusvalenze attraente. E sono prelevate al tasso del 20% sui guadagni derivanti dalla disposizione dei terreni e proprietà situati a Cipro o cessione quote in una società (escluse le azioni delle società quotate) che possiede terreni o proprietà situata a Cipro. C’è anche un’esenzione da queste plusvalenze sul trasferimento di tali beni tra membri della famiglia (ad esempio tra i coniugi o figli).
Pertanto se un residente a Cipro possiede proprietà all’estero non si paga nulla a Cipro sulla cessione. Così una disposizione di un altro paese sulla proprietà non sarebbe soggetto all’imposta cipriota se si e’ residente cipriota.
Cipro ha guadagnato popolarità grazie ai suoi trattati con paesi dell’Europa orientale.
Questi consentono un’entità legale a Cipro di estrarre profitti da paesi dell’Europa orientale a tassazione ridotta o senza imposta da pagare.
Questo è grazie alla zero tassi di ritenute su dividendi, interessi e royalties stabilite nei trattati.
Dato che molti paesi dell’Europa orientale stanno facendo maggiori investimenti verso l’interno, l’interesse per le aziende di Cipro (al fine di trarre vantaggio da queste basse ritenute d’acconto) rischia di continuare a crescere.

Cipro è una buona scelta per gli europei visto che non è troppo lontano da casa, ma offre un ottimo ambiente di bassa imposizione con un basso costo di vita.
In realtà è uno dei paesi più economici in Europa e questo è un grande vantaggio per potenziali emigranti, in particolare dei pensionati. È un ambiente completamente diverso rispetto ai paradisi fiscali dei Caraibi, che sono, in generale, paesi in via di sviluppo seppur con alcune zone altamente sviluppate.
Cipro è un paese ben sviluppato con ottimi collegamenti di trasporto e di comunicazione e una buona scelta di ristoranti, grandi magazzini.

A Cipro da marzo a novembre il sole splendente e il resto dell’anno è più fresco con un bel pò di pioggia a gennaio e febbraio. Tutto sommato, è un clima mediterraneo con un sacco di sole, come la Sardegna. Cipro è anche una buona scelta per i genitori con bambini piccoli, come le scuole sono generalmente buone e si può scegliere tra stato e scuole private.

Il tasso di criminalità è molto basso, in particolare rispetto ad altri paesi dell’Europa occidentale, anche se è in aumento. È anche più facile per i residenti europei per stabilire la residenza a Cipro ora che fa parte dell’Unione europea. Al fine di essere classificato come residente cipriota è necessario passare almeno 183 giorni nel paese durante l’anno fiscale.

 

Il video che proponiamo accenna brevemente alla questione del debito pubblico, ma non spiega la cosa fondamentale. Il concetto del cosìddetto "signoraggio bancario" è molto semplice. Secondo il sig.Max Pantera "La liquidità circolante nel mondo intero non corrisponde al totale del denaro calcolato in economia, cioè a dire che se tutti contemporaneamente andassero in banca a farsi restituire i soldi nei conti correnti, NON ci sarebbe la liquidità sufficiente. Gran parte del denaro è VIRTUALE, cioè creato solo NUMERICAMENTE, quindi non è REALE.

La truffa globale, che le banche conoscono bene perché la sfruttano da anni e che rende IMPOSSIBILE il ripianamento di qualsiasi debito è semplicissima: le banche stampano SOLO i soldi che prestano agli stati, NON stampano ANCHE i soldi per pagare gli interessi.
Quindi, per restare nell'esempio dei 10 euro del video, quei 10 euro esistono perché sono stati stampati e messi a bilancio, ma gli interessi aggiuntivi NO, perché NON vengono né stampati, né addizionati al totale dei soldi esistenti nel mondo, che siano di carta o che siano numeri in un computer.

Se io (tutte le banche) creo il denaro (tutto il denaro) e lo presto (a tutto il mondo) a condizione che il mondo me lo restituisca CON gli interessi, ma NON ho creato il denaro corrispondente agli interessi, il debitore non pagherà MAI il debito, pertanto io (le banche) non devo fare altro che prorogare nel tempo la scadenza di pagamento del totale inclusi gli interessi, facendomi pagare dal debitore di volta in volta, solo gli interessi.
Con questo semplicissimo meccanismo il debito è infinito e inestinguibile. E tu (cioè ogni stato che non abbia sovranità monetaria) resti mio schiavo (delle banche che stampano il denaro e lo prestano).
Ben diversa è la cosa se tu (uno stato sovrano) hai la TUA banca di stato, e stampi la TUA moneta in base alle necessità della TUA economia: se manca liquidità, stampi soldi e li immetti nel mercato, e se c'è troppa liquidità, ritiri soldi dal mercato e li bruci, come si faceva una volta.
Solo in questo modo il denaro CORRISPONDE al valore REALE del prodotto interno lordo e delle ricchezze del tuo stato, e tu puoi controllare l'inflazione, come fa ad esempio il Giappone, che pur avendo un debito molto più alto del nostro, con la moneta sovrana, può controllare la sua inflazione e non è ancora fallito, (nonostante Fukushima e lo tsunami, tanto per dire....) anzi è sempre un protagonista indiscusso nell'economia mondiale, può produrre e vendere, quindi resta a galla e non fallisce.
Chi non vuole capire queste semplici cose e prende in giro chi parla di signoraggio bancario, è complice di quel sistema perché è ignorante, che gli piaccia o no." 

Ad avvalorare queste teorie (e dare credibilità a quanto sosteniamo da tempo) proponiamo uno dei numerosi video presenti sul web di un illustre giornalista, ex europarlamentare di sinistra, Giulietto Chiesa, recentemente arrestato in Estonia per le sue idee liberiste e per le sue affermazioni del tipo "Il debito italiano è un bluff creato ad arte per sottrarci la nazione: in realtà stiamo solo svendendo le nostre ricchezze a un gruppo di speculatori".

 

Pubblichiamo un interessante video della puntata di Report del 28 aprile scorso nella quale si parla di tasse, di Equitalia e di tax free. In Italia l'evasione fiscale netta secondo Tax Research è di 180 miliardi di euro annui. 168 il numero complessivo dei condannati per evasione fiscale. 54 per cento la pressione fiscale effettiva secondo Confindustria. 300 miliardi di euro: i patrimoni all'estero degli italiani secondo l’Agenzia delle Entrate. Per non parlare della cifra da brivido del nostro debito pubblico e degli sforzi per trovare copertura a qualsiasi intervento di sostegno all'economia e al lavoro.

I soldi per risollevare l'Italia ci sono, anzi, ci sarebbero. Ma in pochi li cercano. Il numero che più spiega i precedenti è quello che dà la dimensione del partito degli evasori: dieci milioni di voti. Che non smette di crescere.

In questo contesto, prima il governo Monti, poi il governo Letta, infine il governo Renzi hanno promesso una legge che incentivi il rientro dei capitali nascosti all'estero. E insieme a ciò, hanno pensato di inserire nel nostro codice penale il reato di autoriciclaggio, così da costringere quei capitali a rimpatriare pagando le imposte senza rischiare pesanti risvolti giudiziari. Ma niente di tutto ciò è stato realizzato perché un partito invisibile sta condizionando il Parlamento e cerca di trasformare questa futura legge in un nuovo scudo fiscale. Del resto, il fisco si muove con grande difficoltà. Agenzia delle Entrate ed Equitalia soffrono di antichi mali. 

E i dati della riscossione, secondo la Corte dei Conti, sono in calo. Nel mezzo di tutto ciò stanno le indagini giudiziarie che coinvolgono dirigenti e funzionari del fisco pescati ad aggiustare cartelle e a garantire trattamenti di favore a chi se lo può permettere.

Eppure, solo una seria lotta all'evasione fiscale può rimettere in carreggiata l'Italia. E noi aggiungiamo: solo lo sviluppo di zone franche può salvare e far decollare l'economia italiana. Lo capiranno lassù nelle vette del Governo?

 

 

Pubblicato in News Italia
 |  Venerdì, 04 Aprile 2014 15:03
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Secondo l'Istat l'agricoltura è l'unico settore che nel 2013 ha registrato un incremento di valore aggiunto dello +0,3% rispetto all'anno precedente. Le aziende che assumono sono circa duecentomila e, ogni anno, se ne contano dalle cinquemila alle seimila in più.

La busta paga varia a seconda delle competenze, del grado di specializzazione ma anche delle coordinate geografiche e – quindi – della capacità di spesa delle imprese e del costo della vita per i cittadini.
E' un comparto in cui i giovani rappresentano dal 25 al 30% del totale degli addetti di settore, in cui l'apporto degli extracomunitari si aggira intorno al 15%. La retribuzione di un operaio agricolo varia a seconda del grado di specializzazione e della provincia in cui si opera. Per esempio, un operaio comune può percepire dai 5,30 ai 7 euro l'ora portando a casa in media, a fine giornata, qualcosa come 55 euro. Nei mesi di stop previsti dal ciclo biologico delle colture, per gli stagionali intervengono le indennità di disoccupazione.
Per gli operai specializzati invece la paga varia dai 10 euro l'ora in sù, fino ad arrivare a fine mese anche a stipendi che oscillano tra i 1.600 e i 1.800 euro.

Le aziende agricole continuano ad assumere e sembrano non sortire gli effetti della crisi. E i giovani italiani invece di espatriare alla ricerca di fortuna (che di solito si traduce in un posto da cameriere o di lavapiatti nelle grandi città) potrebbero iniziare a valutare di rimboccarsi letteralmente le maniche  e dare il proprio contributo allo sviluppo di un settore cardine dell'economia italiana. Ci guadagneranno in salute.

 

 

 

La Lombardia non scherza. Nel Consiglio Regionale di mercoledì scorso è stato inserito un emendamento ad hoc nella Risoluzione per la Commissione Europea con lo scopo di creare zone di fiscalità agevolata (ZES) per ridare attrattività alle imprese del territorio di confine e frenare il fenomeno della delocalizzazione.

Tra le voci della Proposta di Legge che sarà presentata al Parlamento dalla Regione Lombardia si trovano:

1) l'esenzione dalle imposte sui redditi (IRES) per i primi 8 periodi di imposta per le imprese di nuova costituzione, che per le PMI viene estesa anche per ulteriori 3 anni nella misura del 50%;
2) l'esenzione dall'IRAP per i primi 5 periodi di imposta, mentre per le PMI l'esenzione viene estesa anche per i 3 anni successivi, nella misura del 50%;
3) l'esenzione dall'IMU e dalla TARSU per 5 anni per gli immobili posseduti dalle stesse imprese e utilizzati per l'esercizio delle nuove attività;
4) la riduzione del 50% dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle aziende per i primi 5 anni. Per i tre anni successivi la
riduzione è del 30%;
5) l'esenzione completa delle imposte doganali e IVA sulle attività di importazione, esportazione, consumo e circolazione per tutti i prodotti che entrano,
vengono lavorati e poi esportati attraverso la Zona Franca.

Agevolazioni anche per le imprese già presenti nella ZES: esenzione al 50% dell'Irap, riduzione dei contributi a carico delle aziende e l'esenzione Iva e dazi.

Secondo la consigliera della Lega Nord Francesca Brianza è necessario che le regioni europee abbiano la possibilità di istituire direttamente le zone franche nei propri territori, ovviamente in accordo con l'autorità statale, ma senza passare attraverso una procedura molto lenta e comlicata, quella attuale, che rimanda di fatto la questione alla sola discrezione dello Stato membro.

Ma i Sardi cosa ne pensano? Sarà scelta obbligata che si trasferiscano le aziende sarde in Lombardia o potremo invece accampare un diritto che ci appartiene prima di quello dei lombardi?

Pubblicato in News Italia
 |  Martedì, 01 Aprile 2014 11:13
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Un segnale di speranza in questo mese di marzo 2014 viene annunciato dal calo dell'inflazione per la prima volta in dodici anni.
E' infatti dal 2009 che non si aveva una battuta di arresto così forte come lo 0,4% in meno. Questo significa un calo del "carrello della spesa" (prezzi di alimentari, cura della casa e della persona), che è in totale dello 0,3%, calcolato su base mensile, e anche delle sigarette e tabacchi in genere, che è dello 0,5%, calcolato su base mensile e annua. In soli cinque mesi la crescita dei prezzi si è così dimezzata.

A provocare questa decelerazione, arrivata dopo il ribasso iniziato nel mese di febbraio, è soprattutto il calo dei prezzi dei carburanti su base annua.

Nell'Eurozona l'inflazione è calata dello 0,5% mentre a febbraio era a 0,7%.

Secondo l'Istat la forte crescita dell'ottimismo della gente, con un incremento di 10,7 punti da 97,5 del mese precedente, è dovuta soprattutto alle attese sulla situazione economica del Paese e sul fronte occupazione in seguito all'arrivo di Matteo Renzi al Governo.

Secondo Il Sole 24 Ore solo durante la Grande recessione il costo della vita era stato più lento.

Sarà realmente così?

 

Considerando che in nazioni come gli Stati Uniti d'America e l'Inghilterra i monumenti nazionali sono ritenuti alla base del guadagno dell'amministrazione pubblica, che esistono investitori stranieri (vedesi cinesi e arabi) che farebbero carte false per "appropriarsi" del nostro patrimonio storico-architettonico e archeologico, il segretario nazionale dell'ADUC, Primo Mastrantoni, lancia una proposta provocatoria al premier Renzi, basata su un ragionamento economico per riassestare le casse dello Stato Italiano.

Secondo quanto egli scrive "Affittare per 99 anni il Colosseo, Pompei e gli Uffizi frutterebbe rispettivamente 90 miliardi per il Colosseo, 20 per Pompei e 12 per gli Uffizi di Firenze. 122 miliardi che potrebbero risolvere i nostri momentanei problemi monetari, diminuire le tasse e incrementare l'economia turistica. Quest'ultima ne beneficerebbe vista la inefficiente gestione pubblica dei nostri beni culturali. Così, oltre a incassare da subito, si potrebbe aumentare il nostro PIL turistico che, oggi, rappresenta un magro 13% rispetto al 21% della Spagna. D'altronde, Renzi non si è affittato il Ponte Vecchio di Firenze per la Ferrari e il Circo Massimo di Roma per la performance dei Rolling Stones?"

Riteniamo che la proposta di Mastrantoni - che notoriamente è CONTRO i consumatori - sia interessante: vincolando precisamente obblighi di conservazione e affittando queste aree il prezzo del biglietto non potrà salire rispetto a ciò che è oggi nella media italiana ma contemporaneamente potrebbe fornire una più incisiva conoscenza della cultura oggi latitante e a caro prezzo.

Ecco perche affittare per un decennio o due queste entità (e anche altre ovviamente!) non è una cattiva idea se le regole sono ben studiate. Pompei versa in deprecabili condizioni, gli Uffizi non sono agibili tanta è la ressa (e impossibilità di prenotazione). E qualsiasi mostra sul "fagiolo lesso di Lentate" costa come un biglietto del Louvre!


Inoltre non dimentichiamo che l'Italia detiene un quarto dei monumenti di tutto il mondo.

Secondo uno studio del quotidiano Il Sole 24 Ore alcuni Comuni italiani si sono già dotati di un tariffario, che tendenzialmente è indicativo: le condizioni puntuali vengono stabilite di volta in volta in base all'ingombro previsto, alla durata e alle finalità delle richieste. Girare un film per esempio costa dieci volte in più rispetto a un book fotografico, e nel caso dei documentari spesso è previsto solo un rimborso spese. Di recente, è stato girato un documentario sulle guglie del Duomo di Milano, in cambio di una donazione di 300 euro.

Naturalmente questi sono solo esempi di affitto sporadico, non sostenuto da un preciso piano marketing che qualcuno all'interno della Soprintendenza ai Beni Culturali del Governo italiano potrebbe commissionare con poche migliaia di euro.

A questa stregua si può dire che il gioco varrebbe la candela visto gli sprechi continuativi nei pubblici uffici.

 

 

Dopo la clamorosa (e mica tanto disattesa) vittoria di Marine Le Pen e del suo Front National in Francia, le popolazioni e alcuni politici di vari paesi, tra i quali anche l'Italia, iniziano a domandarsi se sia il caso o meno di fare un tentativo per uscire dall'euro e per slegarsi dalla politica di austerità imposta dall'Europa.
La Francia, da sempre di fede sinistra, bacchetta pesantemente Hollande ed la sua strana accoppiata con la cancelliera Merkel che tendono palesemente ad incrementare il monopolio economico dei due stati membri a danno di altri stati, con il benestare compiaciuto delle lobby bancarie.


Punto centrale del programma dell'agguerrita signora Le Pen è l'abbandono dell'euro e la dissoluzione dell’unione monetaria creata coi Trattati di Maastricht, forte (dice lei) delle argomentazioni portate avanti da ben sette economisti premi Nobel.

Ma quali sono le proposte salienti del Front National?

La questione immigrazione

Innanzitutto, la questione IMMIGRAZIONE, con la drastica riduzione degli ingressi da 200mila a 10mila. Nel dettaglio, per ottenere il permesso di soggiorno sarà necessario conoscere la lingua francese, non sarà possibile ottenere la doppia cittadinanza (tranne che con altri Paesi europei) e comunque la priorità, sia nelle assunzioni al lavoro che nelle liste per la casa, verrà data ai francesi. Dopo un anno di disoccupazione all'immigrato verrà applicato il "rimpatrio coattivo", i clandestini non potranno godere del diritto alle cure mediche, ed infine le manifestazioni antirazziste verranno considerate reato.

La questione sicurezza

Altra questione importante del programma della Le Pen è quella della SICUREZZA, con "tolleranza zero" nei confronti di tutti i reati e con la creazione di un vero e proprio Stato di Polizia, con il ripristino della gendarmerie e l'assunzione di nuovi uomini delle forze dell'ordine.

Proposta clamorosa per noi italiani proprio in concomitanza dei tagli alle forze dell'ordine effettuati dal Governo Renzi in questi giorni.
Altro punto scottante è la programmazione di un referendum sulla pena di morte per i reati più gravi, proprio mentre in alcuni stati dove essa è presente si cerca di abolirla.

Da notare che il successo dell'estrema destra della leader del Front National dimostri un grave disagio del popolo e il conseguente bisogno di dare una svolta drastica alla politica riprendendo in mano uno strumento democratico ed assai poco utilizzato, quello del referendum. La stessa cosa non si può invece affermare per l'Italia e la Sardegna in particolare, dove si è votato per rimanere inermi.


Chissà se, chiamato alla decisione finale, il popolo sardo voterebbe per la sua rinascita o per farsi inviare (ancora e vergognosamente) aiuti caritatevoli sotto forma di cassa integrazione e sussidi statali.

 

Il pensiero comune, dopo questa ennesima notizia relativa alla tassazione, è che a breve dovremo dare ragione al detto "pagare anche l'aria che si respira".

 

Superato qualsiasi record: secondo i dati CERVED nel 2013 hanno abbassato le serrande 111.000 attività, il 7,3% in più rispetto all'anno precedente.
Hanno dichiarato fallimento 14.000 imprese, toccando un +12% rispetto al 2012



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