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ITALIANI TRUFFATI PERCHE' IL DEBITO PUBBLICO NON DOVREBBE ESISTERE DOPO LA VENDITA DEL DEMANIO DEGLI ENTI PREVIDENZIALI IL CUI RICAVATO DELLA VENDITA DOVEVA VENIRE VERSATO AL FONDO PER L’AMMORTAMENTO DEI TITOLI DI STATO.

LA TRUFFA SI E’ REALIZZATA COLLOCANDO AL POSTO DEGLI INTENDENTI DI FINANZA (GLI UNICI DIRIGENTI CHE POTEVANO PROCEDERE ALLA VENDITA DEL DEMANIO) A DEI SEMPLICI IMPIEGATI, A CUI NESSUNO AVEVA MAI SPIEGATO LA PROCEDURA ED I VINCOLI A CUI ERANO SOTTOPOSTI I BENI DEL DEMANIO, BENI DI IMMENSO VALORE, UN TEMPO APPARTENUTI ALLO STATO DELLA CHIESA, BENI CHE CON I LORO FRUTTI (AFFITTI) GARANTIVANO IL PAGAMENTO DI TUTTE LE PENSIONI DEGLI ITALIANI, COMPRESE QUELLE (PENSIONI) DELLE GENERAZIONI FUTURE, BENI CHE NON POTEVANO VENIRE VENDUTI O USUCAPITI IN QUANTO DEMANIALI E PERTANTO DI PROPRIETA ESCLUSIVA DI TUTTO IL POPOLO ITALIANO.

Il Movimento Sardegna Zona Franca intende contribuire alla lotta delle partite Iva e dei movimenti degli Artigiani e Commercianti che contestano l’operato delle Agenzie Fiscali che hanno fatto fallire le nostre aziende sarde, nonostante che gli stessi (artigiani e Commercianti) abbiano chiesto l’annullamento delle Cartelle Esattoriali e abbiano impugnato le stesse presso le Commissioni Tributarie, non abbiano ottenuto giustizia nonostante abbiano eccepito che l’iscrizione a ruolo del debito tributario sia stato sottoscritto da un falso dirigente.

Dai 1° luglio 2017 si teme che la situazione si possa aggravare e che le suddette Agenzie Fiscali possano compiere atti esecutivi sui nostri conti correnti bancari e postali, nonostante la Corte Costituzionale con la Sentenza n. 37/2015 abbia accertato la presenza di Falsi Dirigenti che operano all’interno delle Agenzie delle Entrate della Sardegna (e non solo), falsi dirigenti che in quanto “Usurpatori di Pubblici poteri “ non potrebbero occupare quei posti in quanto appartenenti ad altri Dirigenti facenti parte di un organico che si era formato nel corso di venti anni .
Usurpatori di pubblici poteri che hanno portato (scippato) gli incarichi dirigenziali ai veri dirigenti, ossia a coloro che erano stati assunti tramite pubblico concorso, nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72, carriera e categoria di dirigenti esclusi dalla contrattazione collettiva ai sensi degli art. 7 e seguenti della Legge n. 397/75, legge abrogata dall’art. 23 del D.P.R. n.107/2001….( D.P.R. n.107/2001) a sua volta abrogato dall’art. 26 del DPCM n. 43 del 30 gennaio 2008, (DPCM) che nello stesso che art. 26 comma due, fa rivivere anche il D.P.R. n. 287/92, ossia il decreto che a suo tempo con gli art.76 e art. 80 , aveva salvaguardato la carriera e la categoria dei Dirigenti in servizio, ossia coloro che erano stati inquadrati nei ruoli Dirigenziali della Carriera apicale individuata dall’art. 2095 del c.c. e disciplinata dal D.P.R. n.748/73, inquadramento realizzato con le modalita previste dall’art. 5 del dpr 246/1948, art. 1 e 18 D.P.R. n.1079/70, art. 10 della Legge n.397/75 (con l’approvazione della graduatoria dei vincitori del concorso pubblico).

Art. 80 del D.P.R. n. 287/92 dove si precisava: ”che la direzione degli uffici competesse ai dirigenti in servizio, salvaguardando cosi le professionalità acquisite nelle strutture del precedente ordinamento”.
Carriera dei Dirigenti salvaguardata anche dall’art. 2 comma 4 del D.lgs. n. 29/93 e salvaguardata nuovamente dall’art. 72 del D.lgs. n. 165/01, dopo che quest’ultimo decreto (165/01) al comma 1 lett. bb) ha provveduto ad abrogare il D.lgs. n. 80/98 che aveva apportato (pericolosissime) modifiche al succitato art. 2 comma 4.

Coloro che la corte Costituzionale con la Sentenza n. 37/1015 individua come usurpatori di pubblici poteri, sono stati selezionati per far parte di una grande congiura Internazionale contro l’economia dell’Italia, infatti per poter dismettere, vendere, alienare, privatizzare il Patrimonio Immobiliare degli Enti Previdenziali di cui agli artt. 7 e 12 del D.L. n. 79/1997 convertito dalla Legge n.140/97, all’art. 12 comma 3 del suddetto decreto, si prevedeva che le reggenze degli uffici di livello dirigenziale potessero venire conferite anche a dipendenti appartenenti alle qualifiche funzionali nona e ottava, in assenza di personale della qualifica dirigenziale da utilizzare allo scopo.
Personale dirigenziale ASSENTE in quanto nel frattempo e artificiosamente, “Retrocesso di Carriera e di Categoria” con l’illecito e illegittimo inquadramento nella nona qualifica funzionale, ai sensi di due leggi (art. 22 co. 2 D.P.R. n. 44/90 e art. 15 D.L. n.344/90 convertito Legge n. 21/91) leggi successivamente abrogate dall’art. 17 comma 82 della Legge n.127/97 (Bassanini due) dove si prevedeva che i Dirigenti retrocessi in carriera dovessero venire restituiti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.

Restituzione dei Dirigenti ai ruoli di legittima appartenenza che da oltre venti anni, il Ministero dell’Economia e Finanze rifiuta ostinatamente di realizzare, e per questo rendendo DI FATTO NULLE ANZI INESISTENTI TUTTE LE CARTELLE ESATTORIALI DI QUESTI ULTIMI VENTI ANNI.
Gli autori (impiegati) della “ Grande Congiura” contro l’economia della Nazione hanno violato forse solo per ignoranza, delle precise disposizioni di legge previste dall’art. 25 e 27 della Legge n. 249/1968 ai sensi della quale e’ stato emanato il D.P.R. n. 748/72, e di quanto previsto dagli artt. 13 e 14 della Legge n.146/1980 dove si prevede rispettivamente:

1) che le dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni devono essere determinate esclusivamente in relazione alle effettive esigenze di servizio e che il numero dei dirigenti di livello intermedio non potra’ superare il numero degli uffici centrali e periferici, questi ultimi retti da un dirigente con qualifica equiparata a direttore generale (art. 25 legge 249/68);
2) che per tutte le amministrazioni è annualmente stabilito il numero dei posti da mettere a concorso per i singoli ruoli delle carriere degli impiegati civili dello Stato in relazione alle effettive esigenze di servizio (art. 27 Legge n.249/1968);
3) che le dotazioni organiche della Carriera Direttiva del Ministero delle Finanze sono portate in aumento di 1.300 posti, e che alla copertura dei posti vacanti si provvede con le modalità previste dagli artt. 7 e seguenti della Legge n. 397/1975, legge con la quale è stata istituita la contrattazione collettiva dalla quale è stato escluso il personale Dirigente assunto nei ruoli dirigenziali della carriera direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.
Legge n. 397/75 abrogata dal D.P.R. n. 107/2001  (art. 23). quest’ultimo a sua volta abrogato dal D.P.R. n. 43/2008 (art. 26) decreto (43/2008) successivamente abrogato dal DPCM n. 67/2013 per cui torna a rivivere quanto previsto dall’art. 13 legge 146/1980 dove si prevede che alla copertura dei posti portati in aumento nei ruoli della carriera direttiva si provvede con le modalità previste dagli articoli 7 e seguenti della Legge n.397/1975, si conferma che i dirigenti del Ministero delle Finanze sono autorizzati ad esercitare le competenze e le funzioni previste dal D.P.R. n. 748/72 (art. 14 Legge n. 146/1980).
Ruoli dirigenziali della carriera Direttiva Ordinaria da non confondere con i ruoli impiegatizi della ex Carriera Direttiva Speciale, chiamata anche ex Carriera Direttiva, in quanto soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70, personale a cui la Legge n. 78/1986, aveva riservato la nona qualifica funzionale.

Che il trattamento economico e giuridico dei Dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali della carriera Direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72 dovesse restare escluso dalla riforma della Dirigenza attuata dal D.lgs. n. 29/1993, lo conferma l’art. 72 lett. bb) del D.lgs. n. 165/2001 che come detto, abroga il D.lgs. n. 80/1998 che aveva apportato modifiche all’art. 2 comma 4 del D.lgs. n. 29/93, facendo (cosi) rivivere quanto previsto nel testo storico dell’art. 2 comma 4, dove si prevedeva che dovessero restare disciplinati dai rispettivi ordinamenti assieme ai Magistrati e Avvocati dello Stato “i Dirigenti generali e quelli agli stessi equiparati per effetto dell’art. 2 della Legge n. 72/85 “. Legge che disciplina il trattamento giuridico ed economico dei dirigenti assunti nei ruoli Dirigenziali della carriera direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.

Veri Dirigenti che se non fossero stati defenestrati da oltre venti anni, avrebbero impedito il fallimento delle aziende della Sardegna dando attuazione al “Regime Fiscale” disciplinato nei Regolamenti n. 2913/1992 e n. 2454/1993, entrambi richiamati nel D.lgs. n. 75/98, decreto con il quale tutta la Sardegna è stata dichiarata Zona Franca ed in quanto tale considerato territorio extradoganale ai sensi dell’art. 1 del Codice Doganale Italiano approvato con la Legge n. 1424/1940.
Codice Doganale che era in vigore al momento della stipula del Trattato di Roma, trattato che all’art. 234 si impegnava a rispettare tutti i diritti degli Stati membri antecedenti alla nascita della Comunita Economica Europea (compreso quindi il diritto della Sardegna ai punti Franchi).
Il diritto della Sardegna all’attivazione dei Punti Franchi era sancito all’art. 12 dello Statuto Sardo approvato con la Legge Costituzionale n. 3/1948, quindi anteriormente al Trattato di Roma e pertanto titolare del diritto all’applicazione di quei benefici fiscali previsti dall’art. 11 della Legge n. 1438/1948, ossia le Franchigie fiscali che l’art. 20 bis del D.L. n. 1351/64 convertito nella Legge n. 28/1965 aveva esteso ai territori i cui svantaggi risultavano individuati dall’art. 92 del Trattato di Roma ratificato con la Legge n.1203/1957, svantaggi da compensare con le modalità previste dai succitati Regolamenti (n. 2913/92 e n. 2454/93) nonché dalle Direttive n. 69/75/CEE e n. 69/74/CEE entrambe richiamate all’art. 170 del D.P.R. n. 43/73 Testo Unico Doganale Italiano attualmente in vigore.

Le False Dirigenti attualmente al Ministero per anni sono state incaricate della predisposizione e trasmissione delle controdeduzioni ai ricorsi gerarchici presentati dai Veri Dirigenti del Ministero delle Finanze e delle Intendenze di Finanza, nonché a relazionare ai Magistrati nelle memorie ai ricorsi. Memorie fatte proprie dalla Magistratura.

Veri Dirigenti che da oltre 20 anni rivendicano la loro restituzione ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza, ossia a quei ruoli e a quelle qualifiche individuate nel D.M. 28.12.1972 pubblicato sulla G.U. del 11.09.1973, nelle quali erano stati regolarmente inquadrati al momento della loro assunzione in servizio, con le modalita di cui all’art. 10 della Legge n. 397/75, quali vincitori di pubblici concorsi indetti per coprire posti vacanti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.

Veri Dirigenti che, come confermato dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 521 del 26.11 e 17.12.1987 pubblicata sulla G.U. del 30.12.1987 e Sentenza n. 228/97, avanzavano nelle varie qualifiche della stessa Carriera/Categoria ( individuate nel suddetto D.M. 28.12.1972) in base all’anzianità di servizio e giudizi di non demerito, ed il cui Ruolo di anzianità risultava incardinato nella Dirigenza, a partire dalla qualifica iniziale di Consigliere o Vicedirettore.

Pertanto appare evidente che i Dirigenti assunti nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, non potevano venire retrocessi in carriera con il loro inquadramento nelle Qualifiche Funzionali, istituite dalla Legge n.312/80.
L’esclusione dall’inquadramento nelle suddette qualifiche funzionali previsto dalla Legge n. 382/75 (art. 7 e 9) viene confermato dall’art. 1 della Legge n. 312/80 dove si prevede che dallo stesso inquadramento nelle qualifiche funzionali (compresa la nona qualifica), dovesse restare escluso anche il personale assunto nei ruoli della ex carriera direttiva speciale (carriera soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70) ma collocato nei Ruoli ad Esaurimento dall’art. 60 e 61 del D.P.R. n. 748/72), ossia il personale che D.L. n. 154/86 convertito nella Legge n.341/86, l’art. 15 della Legge n. 88/89 e l’art. 33 del D.lgs. n. 105/90 individuava come personale collocato in una posizione intermedia, sopra la nona qualifica funzionale, ma SOTTO LA QUALIFICA INIZIALE DI CONSIGLIERE della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n. 748/72”.

Veri Dirigenti la cui rivendicazione fino ad oggi è stata respinta grazie alle controdeduzioni stilate da Falsi Dirigenti (Rulli Petrella) che hanno dato false informazioni purtroppo ritenute attendibili dalla Magistratura, non immaginando (quest’ultima) che ai vertici del Ministero più importante del sistema Paese, possano venire preposte delle persone COSI' IGNORANTI O COSI' PRIVE DI SCRUPOLI da partecipare consapevolmente ad una grande congiura contro l’economia del proprio paese, e partecipando ad una vera e propria “Frode Processuale “ a danno di coloro (loro colleghi più anziani e più titolati) che avevano diretto per oltre venti anni le Intendenze di Finanza ed i più prestigiosi uffici finanziari. 

Veri Dirigenti a cui sono stati sottratti importati documenti che erano custoditi dentro i propri fascicoli personali, fascicoli che dovevano venire custoditi con le modalità previste dall’art. 55 e 152 del D.P.R. n.3/57, documenti che dimostrano inequivocabilmente l’avvenuta Usurpazione/Scippo della loro Carriera/Categoria, lo scippo del loro Ruolo di anzianita e conseguentemente lo scippo del loro diritto ad ottenere l’incarico dirigenziale assegnato in questo modo illecito e illegittimo a dei Falsi Dirigenti.

 

 

 

 

 

 

Pubblichiamo nuovamente il Fac simile per l'autotutela redatto dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio attraverso il quale è possibile annullare le cartelle di pagamento in virtù delle motivazioni in esso riportate. Per comodità ne riportiamo il testo qui di seguito.

Il documento formattato e quello editabile sono invece in allegato in fondo alla pagina. 


All’AGENZIA DELLE ENTRATE

Sede Provinciale di…………………………
Via…………………………………………………
……………………………………………..….….

OGGETTO: CARTELLA ESATTORIALE N. ……………………………………….……………………… NOTIFICATA IL ………………… IMPORTO EURO …………………… - RICHIESTA DI ANNULLAMENTO AI SENSI DEL REGOLAMENTO ALL’ESERCIZIO DEL POTERE DI AUTOTUTELA DI CUI ALL’ ART. 2 DEL DECRETO DEL MINISTERO DELLE FINANZE DELL’11 FEBBRAIO 1997 N.37 PUBBLICATO SULLA G.U. N.53 DEL 05.03.1997.

Il sottoscritto …………………………………………………………………………nato a ………………………………………………………………………il …………………………………………… residente in …………………………………………………………………………………provincia di…………………via ……………………………………………………………codice fiscale………………………………………………………………… partita Iva n…………………………………………………,

                                                                                                                      CHIEDE

che codesta amministrazione finanziaria voglia rivedere il proprio operato procedendo all’annullamento o alla rinuncia dell’imposizione di cui all’oggetto per i seguenti motivi:

A. Il territorio della Sardegna è stato dichiarato zona franca dal D.lgs. n.75/98 emanato in attuazione del codice doganale italiano approvato con D.P.R. n.43/73, che all’art.170 e all’art.251 ha recepito la normativa comunitaria sulle zone franche disciplinata dalle Direttive n.69/74/CEE e n.69/75/CEE del 4 marzo 1969, dove si prevede che i territori individuati come zona franca debbano essere considerati “extradoganali”, territori dove i residenti, in base al principio di “non discrimine” hanno diritto ad una fiscalità diversa ed inferiore rispetto a quella prevista per le altre regioni italiane che non sono state incluse nel succitato D.lgs. n.75/98 in quanto prive del disagio geografico causato dall’ultraperifericità e dall’insularità della Regione Sardegna. Fiscalità diversa chiamata anche “fiscalità di vantaggio” o “franchigie fiscali” dall’art.12 e 13 del D.P.R. n.723/1965 e dalla Legge n.479/92 dove si prevede che ai sensi di quanto previsto dal Regolamento CEE n.918/1983 non sono soggette ai diritti di confine (Dazi doganali, Iva e Accise) di cui all’art. 34 del D.P.R. n.43/73, le importazioni di beni destinati ai residenti nei territori dichiarati zona franca. Direttive (69/75/CEE) dove si prevede “l’armonizzazione” della disciplina comunitaria sulle zone franche, da parte degli stati membri dell’Unione Europea, e quindi anche dell’Italia in quanto facente parte dell’UE; in tal senso, il D.Lgs. n.75/98 ha precisato che le zone franche della Sardegna debbano essere amministrate secondo le disposizioni previste dai regolamenti comunitari richiamati nello stesso decreto, ossia (Regolamenti n.2913/92 e n.2454/93), i quali - a loro volta - hanno recepito, confermandole, le disposizioni del Regolamento CEE n.2504/88 del Consiglio del 25.07.1988, e il Regolamento n.918/83, emanati in attuazione della Direttiva n.69/75/CEE e della Direttiva n.69/74/CEE, appositamente richiamate all’art.170 del nostro codice doganale italiano approvato con D.P.R. n. 43/73 e con D.P.R. n.499/81.

B. la cartella in oggetto è affetta da difetto assoluto di attribuzione in quanto l’iscrizione a ruolo del suddetto debito tributario è stata sottoscritta da un semplice impiegato privo dei requisiti previsti dall’art.97 della Costituzione, requisiti confermati nel regolamento di autotutela emanato con D.M. n.37/1998 del Ministero delle Finanze, e pertanto carente dei seguenti poteri previsti dalla legge ed individuati:

1. dall’art.1 della Legge n.241/1990 dove si prevede che l’attività amministrativa persegua i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia, di imparzialità, di pubblicità e trasparenza secondo le modalità previste dalla stessa legge (241/90), nonché secondo i principi di gerarchia in virtù dei quali devono essere organizzati i pubblici uffici ai sensi dello stesso art.97 della

Costituzione e conformemente a quanto previsto dall’ordinamento comunitario;
- che ogni provvedimento amministrativo deve essere motivato (art.2);
- che le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di procedimento l’unità organizzativa responsabile dell’istruttoria e di ogni altro adempimento (art.4);
- che sia il dirigente di ogni unità organizzativa ad assegnare a sé o ad altro dipendente addetto all’unità la responsabilità dell’istruttoria e di ogni altro adempimento inerente il singolo procedimento, nonché l’adozione del provvedimento finale (art.5);
- che il provvedimento amministrativo illegittimo ai sensi dell’art.21 octies, può essere annullato d’ufficio sussistendone le ragioni di interesse pubblico (art.21 nonies);
- che è nullo il provvedimento amministrativo che manca degli elementi essenziali, che è viziato da difetto assoluto di attribuzione, che è adottato in violazione o elusione del giudicato nonché degli altri casi previsti dalla legge (art.21 septies);

2. che il D.L. n.564/94, convertito nella Legge n.656/94, prevede che con decreti del Ministero delle Finanze sono indicati gli organi dell’amministrazione finanziaria competenti per l’esercizio del potere di annullamento d’ufficio o di revoca, anche in pendenza di giudizio o in caso di non impugnabilità degli atti illegittimi o infondati, e che con gli stessi decreti sono definiti i criteri di economicità sulla base dei quali si inizia o si abbandona l’attività dell’amministrazione (art.2 quater D.L. n.564/94 convertito in Legge n.656/94). Il comma 1 bis dell’art.2 quater aggiunge inoltre che nel potere di annullamento o di revoca di cui al comma 1, deve intendersi compreso anche il potere di disporre la sospensione degli effetti dell’atto che appaia illegittimo o infondato.
3. Il Regolamento sull’autotutela - previsto dall’art.2 del D.L. n.564/94 convertito nella Legge n.656/94 - è stato emanato con il D.M. n.37/97 del Ministero delle Finanze e pubblicato sulla G.U. n.53 del 5 marzo 1997. Regolamento che alle premesse individua nei dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali della carriera disciplinata dal D.P.R. n.748/1972, gli unici dirigenti abilitati all’esercizio del potere di annullamento in autotutela o di revoca d’ufficio o di rinuncia all’imposizione tributaria in caso di auto-accertamento.
Auto-accertamento in autotutela che compete al dirigente dell’ufficio che ha emanato l’atto illegittimo, ovvero in caso di grave inadempienza compete alla Direzione regionale o compartimentale. I dirigenti assunti nei ruoli della carriera direttiva disciplinata dal D.P.R. n.748/72 sono coloro che erano preposti alla direzione dei vecchi uffici finanziari trasformati prima in dipartimenti fiscali dalla Legge n.358/91 e dal D.P.R. n.287/92 successivamente confluiti nelle attuali agenzie fiscali, ai sensi delle leggi richiamate nelle premesse del Regolamento n.37/97 succitato, dirigenti a cui dovevano venire confermati gli incarichi di direzione e con le modalità previste dall’art.57 del D.Lgs. n.300/99, nonché di quanto precisato dall’art.3 del Decreto del Ministero delle Finanze dl 28 dicembre 2000 registrato alla Corte dei Conti il 29 dicembre – Registro n.5 Finanze, Foglio n.278, dove si precisa che le agenzie fiscali subentrano ai dipartimenti nella titolarità dei rapporti giuridici.

Che la direzione degli uffici finanziari e delle sue articolazioni competa di diritto ai dirigenti inquadrati nei ruoli dirigenziali della carriera disciplinata dal D.P.R. n.748/72 è stato confermato anche dal D.Lgs. n.29/93 (artt. 3, 13, 15), dal D.Lgs. n.304/93 (art.2) e dal D.Lgs. n.546/93 (art.13),

- dove l’art.3 comma 2 del succitato decreto (29/93) precisa che ai dirigenti spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa l’adozione di tutti gli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, mediante autonomi poteri di spesa, di organizzazione delle risorse umane e strumentali e di controllo. Essi sono responsabili della gestione e dei relativi risultati.
- Senza dimenticare che il D.L. n.154/86, convertito nella Legge n.341/86, aveva a suo tempo precisato che il personale dirigente è quello assunto nei ruoli della carriera disciplinata dal D.P.R. n.748/72 e richiamata nel D.L. n.72/85 (convertito nella Legge n.2/85), mentre gli impiegati direttivi sono coloro che appartengono all’ex carriera direttiva.
- Si rammenta che gli impiegati assunti nei ruoli della ex carriera direttiva (soppressa dal D.P.R. n.1077/70 (art.147), sono confluiti nella ex nona qualifica funzionale, posizione economica C3, di cui all’allegato A del contratto collettivo di lavoro del 16 febbraio 1999 comparto Ministeri.

Questi ultimi sono gli impiegati direttivi a cui può essere affidata temporaneamente la direzione degli uffici finanziari in attesa della nomina del dirigente titolare, come precisato dall’art.20 del D.P.R. n.266/87 e dalla Corte di Cassazione Sezione Lavoro con Sentenze n.54 del 7 gennaio 2009 e n.550 del 6 marzo 2013.

Il Tar del Lazio - con Sentenza n. 6884 del 1° agosto 2011 - ha verificato che, nelle Agenzie delle Entrate di tutta Italia, su un organico di 1200 Dirigenti, circa 800 incarichi sono ricoperti da Falsi Dirigenti, incarichi conferiti a semplici impiegati privi del titolo che li legittima a ricoprire quel posto (pubblico concorso) e quindi a sottoscrivere validamente gli atti di accertamento e le iscrizioni a ruolo dei tributi che l’Agenzia delle Entrate ritiene evasi e conseguentemente è privo del potere di annullamento dell’atto in autotutela.
Contrariamente a quanto sostenuto dal Tar del Lazio con la Sentenza n. 6884/2011, sappiamo che dal 1992 ad oggi, il Ministero dell’Economia e Finanze ha bandito solo Concorsi Interni, riservati al personale in servizio, pertanto anche gli altri 400 Dirigenti individuati come “Dirigenti Veri” dalla suddetta Sentenza, sono dei “Falsi Dirigenti” in quanto vincitori di Concorsi Interni.
Concorsi che, come ha precisato la Corte Costituzionale con la Sentenza n.37/2015, sono stati banditi in violazione dell’art. 97 della Costituzione, dove si prevede che il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito di un’Amministrazione Pubblica, debba avvenire previo esperimento di pubblico concorso e che il concorso pubblico sia necessario anche nei casi di nuovo inquadramento.
Sappiamo infatti che la Direzione degli uffici finanziari centrali e periferici che compete esclusivamente al personale Dirigente, può essere affidata solo temporaneamente a personale non Dirigente e solo a titolo di temporanea reggenza, durante l’assenza del titolare, dovuta a vacanza del posto o a qualsiasi altra causa, cosi come previsto da:

- Legge n.146/80 art. 17;
- D.P.R. n. 266/87 art. 20;
- D.P.R. n. 287/92 art. 76 e art. 83;
- Decreto legislativo n.29/93 art. 19 comma 3;
- Legge n.662/96 art. 3 comma 129;
- Decreto legislativo n.165/2001 art. 19 comma 3.

LA PRESENTE RICHIESTA DI ANNULLAMENTO VIENE PRESENTATA AI SENSI DELLA LEGGE N.241/90 E DEL D.LGS. N. 97/2016.


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Distinti saluti.

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Il Presidente Pigliaru il 1° Ottobre scorso - interrogato dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, Intendente di Finanza in pensione ed ex direttore della Commissione Tributaria Provinciale di Cagliari - ha affermato che non intende rispettare quanto previsto dal D.lgs 75/98, ossia il diritto della Sardegna ad una fiscalità agevolata come compensazione allo svantaggio dell' Insularità e dell'Ultraperifericità, negando addirittura quest'ultima condizione (ultraperifericità) poiché - secondo lui - non esplicitamente riportata in nessun trattato internazionale.

La risposta della dott.ssa Randaccio non si fa attendere: "Difendiamoci tutti insieme invocando il principio di uguaglianza chiamato anche Principio di Non Discrimine, in base al quale al popolo sardo competono le stesse Franchigie Fiscali che competono alle Isole Canarie ai sensi dell'art. 349 del Trattato di Lisbona, che significa in buona sostanza che il Fisco Italiano non può imporre alla Sardegna lo stesso regime fiscale imposto alle altre regioni italiane che non sono Isole e tantomeno Isole Ultraperiferiche.
Se il Fisco Italiano ritiene che essere Isole Ultraperiferiche non sia uno svantaggio da compensare con le Franchigie Fiscali previste dal Regolamento Comunitario n. 913/82, e dal Decreto n. 96 del 29 aprile 2016 (G.U. n. 131 del 7.06.2016) allora chiediamo tutti insieme l'applicazione del Regolamento di Autotutela emanato dal Ministero delle Finanze con D.M.37/1997 dove si prevede che il Dirigente che emette il provvedimento tributario (iscrizione a ruolo) deve avere anche il POTERE di ANNULLARLO (provvedimento) qualora lo ritenga inficiato da qualunque tipo errore o valutazione."

Ma chiediamo alla dott.ssa Randaccio: come possiamo dimostrare che si tratta di una firma apposta da un Falso Dirigente?
"E’ molto semplice." - dice la Randaccio - "Tramite la procedura di accesso agli atti, è sufficiente chiedere che l’Amministrazione Finanziaria ci faccia conoscere il numero e la data della G.U. nella quale è stato pubblicato il bando del Concorso superato dal presunto dirigente che ha sottoscritto l’iscrizione a ruolo del Debito Tributario che ci riguarda."
Secondo il dott. Pietro Paolo Boiano, ex funzionario del Ministero delle Finanze e attualmente Vice Segretario Generale della Dirstat, il blocco deciso dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n.37/2015 non può essere considerato un fulmine a ciel sereno. Sono stati commessi tanti errori in seno al Ministero, ma il più eclatante è stato quello di "non avere seguito le indicazioni fornite dalla Consulta dopo la decadenza dei dirigenti dichiarati illegittimi ovvero la reggenza ai più elevati in grado e rapide indizioni di rigorose procedure concorsuali che sicuramente ricomponevano la perduta serenità degli addetti ai lavori."

A tal proposito, la dott.ssa Randaccio fornisce un importantissimo documento che darà un ulteriore mazzata alle agenzie fiscali nelle quali regna l'ignoranza. Questo documento è un fac-simile che tutti possono spedire all'Agenzia delle Entrate e che annulla le cartelle esattoriali fino ad ora firmate da chi non era legittimato a farlo.

In allegato qui in basso il fac-simile della lettera di richiesta di annullamento dell’atto in autotutela.

Il Movimento Sardegna Zona Franca offrirà supporto e una prima consulenza gratuita ai propri tesserati.

 

 

 
Avendo notizia dei nuovi concorsi che lo Stato intenderebbe bandire senza aver ancora ottemperato a quanto previsto nelle premesse del bando a 999 posti da Dirigente, pubblichiamo qui sotto in allegato le considerazioni della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e la copia ormai introvabile della G.U. del 1993, prova della illegittimità degli attuali dirigenti del Ministero delle Finanze.
 

 

Che la Dott.ssa Rossella Orlandi (ossia la più alta carica del Ministero dell’Economia e Finanze) sia anche Lei un falso dirigente lo sappiamo non solo perché lo spiega la Corte Costituzionale con la Sentenza n. 37/2015, dove si conferma che in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 97 della Costituzione, si diventa Dirigenti solo dopo aver superato un PUBBLICO CONCORSO, ma soprattutto perche troviamo il suo nome incluso nell’elenco dei vincitori del Concorso Interno per Dirigenti, bandito dal Ministero delle Finanze e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.8 del 29 gennaio 1993 IV serie speciale, concorso riservato al personale in servizio inquadrato nella Nona Qualifica Funzionale.
E allo stesso modo della Dott.ssa Orlandi, anche la Dott.ssa Rulli e la Dott.ssa Petrella risultano essere falsi dirigenti, anche loro vincitrici dei concorsi interni riservati, il cui bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 53 dell’8 luglio 1997.
Queste ultime due False Dirigenti, per anni sono state incaricate della predisposizione e trasmissione delle controdeduzioni ai ricorsi presentati dai Veri Dirigenti del Ministero delle Finanze e delle Intendenze di Finanza, Veri Dirigenti che da oltre 15 anni rivendicano la loro restituzione ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza, ossia a quei ruoli e a quelle qualifiche individuate nel D.M. del 28.12.1972 pubblicato sulla G.U. 11.09.1973, nelle quali erano stati regolarmente inquadrati al momento della loro assunzione in servizio, con le modalità di cui all’art.10 della Legge n.397/75, quali vincitori di pubblici concorsi indetti per coprire posti vacanti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.
Veri Dirigenti che come confermato dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 521 del 26.11–17.12.1987 pubblicata sulla G.U. 30.12.1987 e n. 228/97, avanzavano nelle varie qualifiche della stessa Carriera/Categoria (individuate nel suddetto D.M. del 28.12.1972) in base all’anzianità di servizio e giudizi di non demerito, ed il cui ruolo di anzianità risultava incardinato nella Dirigenza, a partire dalla qualifica iniziale di Consigliere o Vicedirettore.
Pertanto appare evidente che i Dirigenti assunti nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, non potevano venire inquadrati nelle qualifiche Funzionali, cosi come viene confermato dall’art. 1 della Legge n.312/80 che aveva escluso dallo stesso inquadramento nelle qualifiche funzionali, compresa la nona qualifica, anche il personale dei Ruoli ad Esaurimento, ossia il personale che l’art. 33 del D.lgs n.105/90 individuava collocato in posizione intermedia, SOPRA la nona qualifica funzionale, ma SOTTO LA QUALIFICA INIZIALE della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.
Veri Dirigenti la cui rivendicazione fino ad oggi è stata respinta anche dalla Magistratura grazie alle false controdeduzioni stilate da falsi dirigenti (Rulli Petrella) che hanno impedito così la restituzione ai propri ruoli coloro che avevano diretto per oltre venti anni le Intendenze di Finanza ed i più prestigiosi uffici finanziari, gli unici che potevano sottoscrivere l'iscrizione al ruolo dei tributi evasi e rendere legittime le cartelle esattoriali.

Veri Dirigenti a cui sono stati sottratti importati documenti che erano custoditi dentro i propri fascicoli personali, fascicoli che dovevano venire custoditi con le modalità previste dall’art. 55 e 152 del D.P.R. n.3/57, documenti che dimostrano inequivocabilmente l’avvenuta usurpazione/scippo della loro carriera/categoria, lo scippo del loro Ruolo di anzianità e conseguentemente lo scippo del loro diritto ad ottenere l’Incarico Dirigenziale assegnato in questo modo illecito e illegittimo a dei Falsi Dirigenti.

 

 

 

Il Tar del Lazio con Sentenza n.6884 del 1 agosto 2011 ha verificato che, nelle Agenzie delle Entrate di tutta Italia, su un organico di 1200 Dirigenti, circa 800 incarichi sono ricoperti da Falsi Dirigenti, incarichi conferiti a semplici impiegati privi del titolo che li legittima a ricoprire quel posto (pubblico concorso) e quindi a sottoscrivere validamente gli atti di accertamento e le iscrizione a ruolo dei tributi che l’Agenzia delle Entrate ritiene Evasi.

Come possiamo dimostrare che si tratta di una firma apposta da un Falso Dirigente?
E’ molto semplice, tramite la procedura di accesso agli atti, è sufficiente chiedere che l’Amministrazione Finanziaria ci faccia conoscere il numero e la data della G.U. nella quale è stato pubblicato il bando del Concorso superato dal presunto dirigente che ha sottoscritto l’iscrizione a ruolo del debito tributario che ci riguarda.
Contrariamente a quanto sostenuto dal Tar del Lazio con la Sentenza n.6884/2011, sappiamo che dal 1992 ad oggi, il Ministero dell’Economia e Finanze ha bandito solo Concorsi Interni, riservati al personale in servizio, pertanto anche gli altri 400 Dirigenti individuati come “Dirigenti Veri" dalla suddetta Sentenza, sono dei “falsi dirigenti" in quanto vincitori di concorsi interni.
Concorsi che come ha precisato la Corte Costituzionale con la Sentenza n.37/2015, sono stati banditi in violazione dell’art. 97 della Costituzione dove si prevede che il conferimento di incarichi dirigenziali nell’ambito di un’Amministrazione Pubblica, debba avvenire previo esperimento di pubblico concorso e che il concorso pubblico sia necessario anche nei casi di nuovo inquadramento (nella Dirigenza) di dipendenti gia in servizio.
Sappiamo infatti che la Direzione degli uffici finanziari centrali e periferici che compete esclusivamente al personale Dirigente, puo essere affidata a personale non Dirigente solo titolo di temporanea reggenza, durante l’assenza del titolare, dovuta a vacanza del posto o a qualsiasi altra causa, cosi come previsto da:

- Legge 146/80 art. 17
- D.P.R. n.266/87 art. 20
- D.P.R. n.287/92 art. 76 e art. 83
- Decreto Legislativo n.29/93 art. 19 comma 3
- Legge n.662/96 art. 3 comma 129
- Decreto Legislativo n.165/2001 art. 19 comma 3

 

 

Finalmente è arrivata la prima sentenza relativa ai "dirigenti fasulli" del Ministero delle Finanze. Intatti il CTP di Milano dichiara nullo un accertamento firmato da un funzionario dell'Agenzia delle Entrate che aveva assunto incarichi direttivi senza sostenere un concorso pubblico. 

Questa sentenza a circa un mese da quella della Corte Costituzionale (Sentenza n.37/2015) in cui si dichiaravano "illegittimi" circa 892 dirigenti del Fisco, con conseguente nullità di tutti gli atti da essi firmati (Equitalia in primis).

La notizia viene accolta con entusiasmo dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, ispiratrice della sentenza e firmataria dell'esposto alla Corte Costutuzionale, che per prima ha iniziato la battaglia contro il Ministero delle Finanze, di cui ha fatto parte per circa 45 anni.

Non sono bastate quindi le parole della direttrice dell'AdE Rossella Orlando e del Ministro Padoan per calmare gli animi dei tributaristi e dei contribuenti vessati da Equitalia in cui si esortava a non intraprendere azioni legali che sarebbero state vane.

Ora si annuncia una pioggia di ricorsi da tutta Italia. Il nostro team giuridico-fiscale è già da tempo al lavoro per contrastare le azioni dell'Agenzia delle Entrate e a breve pubblicheremo un vademecum su come opporsi al Fisco per annullare gli accertamenti.

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