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ITALIANI TRUFFATI PERCHE' IL DEBITO PUBBLICO NON DOVREBBE ESISTERE DOPO LA VENDITA DEL DEMANIO DEGLI ENTI PREVIDENZIALI IL CUI RICAVATO DELLA VENDITA DOVEVA VENIRE VERSATO AL FONDO PER L’AMMORTAMENTO DEI TITOLI DI STATO.

LA TRUFFA SI E’ REALIZZATA COLLOCANDO AL POSTO DEGLI INTENDENTI DI FINANZA (GLI UNICI DIRIGENTI CHE POTEVANO PROCEDERE ALLA VENDITA DEL DEMANIO) A DEI SEMPLICI IMPIEGATI, A CUI NESSUNO AVEVA MAI SPIEGATO LA PROCEDURA ED I VINCOLI A CUI ERANO SOTTOPOSTI I BENI DEL DEMANIO, BENI DI IMMENSO VALORE, UN TEMPO APPARTENUTI ALLO STATO DELLA CHIESA, BENI CHE CON I LORO FRUTTI (AFFITTI) GARANTIVANO IL PAGAMENTO DI TUTTE LE PENSIONI DEGLI ITALIANI, COMPRESE QUELLE (PENSIONI) DELLE GENERAZIONI FUTURE, BENI CHE NON POTEVANO VENIRE VENDUTI O USUCAPITI IN QUANTO DEMANIALI E PERTANTO DI PROPRIETA ESCLUSIVA DI TUTTO IL POPOLO ITALIANO.

Il Movimento Sardegna Zona Franca intende contribuire alla lotta delle partite Iva e dei movimenti degli Artigiani e Commercianti che contestano l’operato delle Agenzie Fiscali che hanno fatto fallire le nostre aziende sarde, nonostante che gli stessi (artigiani e Commercianti) abbiano chiesto l’annullamento delle Cartelle Esattoriali e abbiano impugnato le stesse presso le Commissioni Tributarie, non abbiano ottenuto giustizia nonostante abbiano eccepito che l’iscrizione a ruolo del debito tributario sia stato sottoscritto da un falso dirigente.

Dai 1° luglio 2017 si teme che la situazione si possa aggravare e che le suddette Agenzie Fiscali possano compiere atti esecutivi sui nostri conti correnti bancari e postali, nonostante la Corte Costituzionale con la Sentenza n. 37/2015 abbia accertato la presenza di Falsi Dirigenti che operano all’interno delle Agenzie delle Entrate della Sardegna (e non solo), falsi dirigenti che in quanto “Usurpatori di Pubblici poteri “ non potrebbero occupare quei posti in quanto appartenenti ad altri Dirigenti facenti parte di un organico che si era formato nel corso di venti anni .
Usurpatori di pubblici poteri che hanno portato (scippato) gli incarichi dirigenziali ai veri dirigenti, ossia a coloro che erano stati assunti tramite pubblico concorso, nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72, carriera e categoria di dirigenti esclusi dalla contrattazione collettiva ai sensi degli art. 7 e seguenti della Legge n. 397/75, legge abrogata dall’art. 23 del D.P.R. n.107/2001….( D.P.R. n.107/2001) a sua volta abrogato dall’art. 26 del DPCM n. 43 del 30 gennaio 2008, (DPCM) che nello stesso che art. 26 comma due, fa rivivere anche il D.P.R. n. 287/92, ossia il decreto che a suo tempo con gli art.76 e art. 80 , aveva salvaguardato la carriera e la categoria dei Dirigenti in servizio, ossia coloro che erano stati inquadrati nei ruoli Dirigenziali della Carriera apicale individuata dall’art. 2095 del c.c. e disciplinata dal D.P.R. n.748/73, inquadramento realizzato con le modalita previste dall’art. 5 del dpr 246/1948, art. 1 e 18 D.P.R. n.1079/70, art. 10 della Legge n.397/75 (con l’approvazione della graduatoria dei vincitori del concorso pubblico).

Art. 80 del D.P.R. n. 287/92 dove si precisava: ”che la direzione degli uffici competesse ai dirigenti in servizio, salvaguardando cosi le professionalità acquisite nelle strutture del precedente ordinamento”.
Carriera dei Dirigenti salvaguardata anche dall’art. 2 comma 4 del D.lgs. n. 29/93 e salvaguardata nuovamente dall’art. 72 del D.lgs. n. 165/01, dopo che quest’ultimo decreto (165/01) al comma 1 lett. bb) ha provveduto ad abrogare il D.lgs. n. 80/98 che aveva apportato (pericolosissime) modifiche al succitato art. 2 comma 4.

Coloro che la corte Costituzionale con la Sentenza n. 37/1015 individua come usurpatori di pubblici poteri, sono stati selezionati per far parte di una grande congiura Internazionale contro l’economia dell’Italia, infatti per poter dismettere, vendere, alienare, privatizzare il Patrimonio Immobiliare degli Enti Previdenziali di cui agli artt. 7 e 12 del D.L. n. 79/1997 convertito dalla Legge n.140/97, all’art. 12 comma 3 del suddetto decreto, si prevedeva che le reggenze degli uffici di livello dirigenziale potessero venire conferite anche a dipendenti appartenenti alle qualifiche funzionali nona e ottava, in assenza di personale della qualifica dirigenziale da utilizzare allo scopo.
Personale dirigenziale ASSENTE in quanto nel frattempo e artificiosamente, “Retrocesso di Carriera e di Categoria” con l’illecito e illegittimo inquadramento nella nona qualifica funzionale, ai sensi di due leggi (art. 22 co. 2 D.P.R. n. 44/90 e art. 15 D.L. n.344/90 convertito Legge n. 21/91) leggi successivamente abrogate dall’art. 17 comma 82 della Legge n.127/97 (Bassanini due) dove si prevedeva che i Dirigenti retrocessi in carriera dovessero venire restituiti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.

Restituzione dei Dirigenti ai ruoli di legittima appartenenza che da oltre venti anni, il Ministero dell’Economia e Finanze rifiuta ostinatamente di realizzare, e per questo rendendo DI FATTO NULLE ANZI INESISTENTI TUTTE LE CARTELLE ESATTORIALI DI QUESTI ULTIMI VENTI ANNI.
Gli autori (impiegati) della “ Grande Congiura” contro l’economia della Nazione hanno violato forse solo per ignoranza, delle precise disposizioni di legge previste dall’art. 25 e 27 della Legge n. 249/1968 ai sensi della quale e’ stato emanato il D.P.R. n. 748/72, e di quanto previsto dagli artt. 13 e 14 della Legge n.146/1980 dove si prevede rispettivamente:

1) che le dotazioni organiche delle pubbliche amministrazioni devono essere determinate esclusivamente in relazione alle effettive esigenze di servizio e che il numero dei dirigenti di livello intermedio non potra’ superare il numero degli uffici centrali e periferici, questi ultimi retti da un dirigente con qualifica equiparata a direttore generale (art. 25 legge 249/68);
2) che per tutte le amministrazioni è annualmente stabilito il numero dei posti da mettere a concorso per i singoli ruoli delle carriere degli impiegati civili dello Stato in relazione alle effettive esigenze di servizio (art. 27 Legge n.249/1968);
3) che le dotazioni organiche della Carriera Direttiva del Ministero delle Finanze sono portate in aumento di 1.300 posti, e che alla copertura dei posti vacanti si provvede con le modalità previste dagli artt. 7 e seguenti della Legge n. 397/1975, legge con la quale è stata istituita la contrattazione collettiva dalla quale è stato escluso il personale Dirigente assunto nei ruoli dirigenziali della carriera direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.
Legge n. 397/75 abrogata dal D.P.R. n. 107/2001  (art. 23). quest’ultimo a sua volta abrogato dal D.P.R. n. 43/2008 (art. 26) decreto (43/2008) successivamente abrogato dal DPCM n. 67/2013 per cui torna a rivivere quanto previsto dall’art. 13 legge 146/1980 dove si prevede che alla copertura dei posti portati in aumento nei ruoli della carriera direttiva si provvede con le modalità previste dagli articoli 7 e seguenti della Legge n.397/1975, si conferma che i dirigenti del Ministero delle Finanze sono autorizzati ad esercitare le competenze e le funzioni previste dal D.P.R. n. 748/72 (art. 14 Legge n. 146/1980).
Ruoli dirigenziali della carriera Direttiva Ordinaria da non confondere con i ruoli impiegatizi della ex Carriera Direttiva Speciale, chiamata anche ex Carriera Direttiva, in quanto soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70, personale a cui la Legge n. 78/1986, aveva riservato la nona qualifica funzionale.

Che il trattamento economico e giuridico dei Dirigenti assunti nei ruoli dirigenziali della carriera Direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72 dovesse restare escluso dalla riforma della Dirigenza attuata dal D.lgs. n. 29/1993, lo conferma l’art. 72 lett. bb) del D.lgs. n. 165/2001 che come detto, abroga il D.lgs. n. 80/1998 che aveva apportato modifiche all’art. 2 comma 4 del D.lgs. n. 29/93, facendo (cosi) rivivere quanto previsto nel testo storico dell’art. 2 comma 4, dove si prevedeva che dovessero restare disciplinati dai rispettivi ordinamenti assieme ai Magistrati e Avvocati dello Stato “i Dirigenti generali e quelli agli stessi equiparati per effetto dell’art. 2 della Legge n. 72/85 “. Legge che disciplina il trattamento giuridico ed economico dei dirigenti assunti nei ruoli Dirigenziali della carriera direttiva disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.

Veri Dirigenti che se non fossero stati defenestrati da oltre venti anni, avrebbero impedito il fallimento delle aziende della Sardegna dando attuazione al “Regime Fiscale” disciplinato nei Regolamenti n. 2913/1992 e n. 2454/1993, entrambi richiamati nel D.lgs. n. 75/98, decreto con il quale tutta la Sardegna è stata dichiarata Zona Franca ed in quanto tale considerato territorio extradoganale ai sensi dell’art. 1 del Codice Doganale Italiano approvato con la Legge n. 1424/1940.
Codice Doganale che era in vigore al momento della stipula del Trattato di Roma, trattato che all’art. 234 si impegnava a rispettare tutti i diritti degli Stati membri antecedenti alla nascita della Comunita Economica Europea (compreso quindi il diritto della Sardegna ai punti Franchi).
Il diritto della Sardegna all’attivazione dei Punti Franchi era sancito all’art. 12 dello Statuto Sardo approvato con la Legge Costituzionale n. 3/1948, quindi anteriormente al Trattato di Roma e pertanto titolare del diritto all’applicazione di quei benefici fiscali previsti dall’art. 11 della Legge n. 1438/1948, ossia le Franchigie fiscali che l’art. 20 bis del D.L. n. 1351/64 convertito nella Legge n. 28/1965 aveva esteso ai territori i cui svantaggi risultavano individuati dall’art. 92 del Trattato di Roma ratificato con la Legge n.1203/1957, svantaggi da compensare con le modalità previste dai succitati Regolamenti (n. 2913/92 e n. 2454/93) nonché dalle Direttive n. 69/75/CEE e n. 69/74/CEE entrambe richiamate all’art. 170 del D.P.R. n. 43/73 Testo Unico Doganale Italiano attualmente in vigore.

Le False Dirigenti attualmente al Ministero per anni sono state incaricate della predisposizione e trasmissione delle controdeduzioni ai ricorsi gerarchici presentati dai Veri Dirigenti del Ministero delle Finanze e delle Intendenze di Finanza, nonché a relazionare ai Magistrati nelle memorie ai ricorsi. Memorie fatte proprie dalla Magistratura.

Veri Dirigenti che da oltre 20 anni rivendicano la loro restituzione ai ruoli dirigenziali di legittima appartenenza, ossia a quei ruoli e a quelle qualifiche individuate nel D.M. 28.12.1972 pubblicato sulla G.U. del 11.09.1973, nelle quali erano stati regolarmente inquadrati al momento della loro assunzione in servizio, con le modalita di cui all’art. 10 della Legge n. 397/75, quali vincitori di pubblici concorsi indetti per coprire posti vacanti nei ruoli dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n. 748/72.

Veri Dirigenti che, come confermato dalla Corte Costituzionale con la Sentenza n. 521 del 26.11 e 17.12.1987 pubblicata sulla G.U. del 30.12.1987 e Sentenza n. 228/97, avanzavano nelle varie qualifiche della stessa Carriera/Categoria ( individuate nel suddetto D.M. 28.12.1972) in base all’anzianità di servizio e giudizi di non demerito, ed il cui Ruolo di anzianità risultava incardinato nella Dirigenza, a partire dalla qualifica iniziale di Consigliere o Vicedirettore.

Pertanto appare evidente che i Dirigenti assunti nei Ruoli Dirigenziali della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n.748/72, non potevano venire retrocessi in carriera con il loro inquadramento nelle Qualifiche Funzionali, istituite dalla Legge n.312/80.
L’esclusione dall’inquadramento nelle suddette qualifiche funzionali previsto dalla Legge n. 382/75 (art. 7 e 9) viene confermato dall’art. 1 della Legge n. 312/80 dove si prevede che dallo stesso inquadramento nelle qualifiche funzionali (compresa la nona qualifica), dovesse restare escluso anche il personale assunto nei ruoli della ex carriera direttiva speciale (carriera soppressa dall’art. 147 del D.P.R. n.1077/70) ma collocato nei Ruoli ad Esaurimento dall’art. 60 e 61 del D.P.R. n. 748/72), ossia il personale che D.L. n. 154/86 convertito nella Legge n.341/86, l’art. 15 della Legge n. 88/89 e l’art. 33 del D.lgs. n. 105/90 individuava come personale collocato in una posizione intermedia, sopra la nona qualifica funzionale, ma SOTTO LA QUALIFICA INIZIALE DI CONSIGLIERE della Carriera Direttiva Ordinaria disciplinata dal D.P.R. n. 748/72”.

Veri Dirigenti la cui rivendicazione fino ad oggi è stata respinta grazie alle controdeduzioni stilate da Falsi Dirigenti (Rulli Petrella) che hanno dato false informazioni purtroppo ritenute attendibili dalla Magistratura, non immaginando (quest’ultima) che ai vertici del Ministero più importante del sistema Paese, possano venire preposte delle persone COSI' IGNORANTI O COSI' PRIVE DI SCRUPOLI da partecipare consapevolmente ad una grande congiura contro l’economia del proprio paese, e partecipando ad una vera e propria “Frode Processuale “ a danno di coloro (loro colleghi più anziani e più titolati) che avevano diretto per oltre venti anni le Intendenze di Finanza ed i più prestigiosi uffici finanziari. 

Veri Dirigenti a cui sono stati sottratti importati documenti che erano custoditi dentro i propri fascicoli personali, fascicoli che dovevano venire custoditi con le modalità previste dall’art. 55 e 152 del D.P.R. n.3/57, documenti che dimostrano inequivocabilmente l’avvenuta Usurpazione/Scippo della loro Carriera/Categoria, lo scippo del loro Ruolo di anzianita e conseguentemente lo scippo del loro diritto ad ottenere l’incarico dirigenziale assegnato in questo modo illecito e illegittimo a dei Falsi Dirigenti.

 

 

 

 

 

 

Come tutti i Zonafranchisti che mi seguono da tempo sanno, sono stata per decine di anni, ai vertici dell'Amministrazione Finanziaria, e oggi che sono in pensione faccio parte del Sindacato Autonomo "Univip" ossia il sindacato che tutela gli interessi dei Dirigenti e dei Vicedirigenti Pubblici e che collabora strettamente con gli altri due Sindacati Autonomi dei Dirigenti Dirstat e Dirpubblica, nella lotta contro la Corruzione all'interno del Ministero delle Finanze.
Per questo mi permetto di aggiungere quattro parole a quelle dell'amico Pietro Paolo Boiano sul famigerato "accertamento sintetico" che ha fatto fallire centinaia di piccole imprese e messo sul lastrico migliaia di famiglie.

Il ricorso all'accertamento sintetico torna utile a quei semplici impiegati privi di cultura giurico-fiscale appropriata, che in questi ultimi 15 anni "inspiegabilmente" sono stati posti ai vertici del Ministero dell'Economia e Finanze - Agenzia delle Entrate, dopo che i Veri Dirigenti dello stesso Ministero contemporaneamente venivano estromessi dai loro Incarichi Dirigenziali, nonostante che a termini di legge, nessuna autorità né politica né amministrativa potesse privarli del loro "diritto alla carriera! con i relativi incarichi dirigenziali, che nessuno poteva sottrarre loro ai sensi dell'art. 15 del D.P.R. n.748/72 e della Legge n.301/84.

Previsione confermata dalla Cassazione a Sezioni Unite nella Sentenza n.10995 del 25.07.2002 e con Sentenza n.14998 del 03.07.2007, dove si ribadisce che il diritto alla carriera è un "Fatto Giuridico" e come tale non è soggetto né a prescrizione né a decadenza.

Infatti come testimoniato dal Tar del Lazio nella Sentenza n.6884 del 1°agosto 2011, confermata dal Consiglio di Stato, i suddetti Semplici Impiegati (circa 800) assieme ad un drappello di altrettanti 400 semplici impiegati, vincitori di un "Concorso interno fasullo", si trovano ai vertici dell'Amministrazione Finanziaria in aperta violazione di quanto previsto dalla Legge n.127/97 (art. 17 comma 82 e 137), legge chiamata Bassanini 2, che aveva riformato la P.A. ed aveva abrogato le leggi in base alle quali i Dirigenti Pubblici, compresi i segretari
Comunali, erano stati illecitamente e illegittimamente retrocessi in carriera con il loro inquadramento nella 9° qualifica funzionale; qualifica che ai sensi dell'art. 1 della Legge n.312/80 - del D.lgs n.105/90 art.33 e dell'art.5 del D.P.R.n.44/90, non competeva neanche al personale Direttivo dei Ruoli ad esaurimento, ossia quel personale la cui carriera impiegatizia era certamente inferiore a quella dei Dirigenti del Ministero delle Finanze, come precisato dal legislatore all'art. 60 ultimo comma del D.P.R. n.748/72.

Quindi di fatto, con una "complicità" su cui la Magistratura dovrebbe indagare, dei semplici impiegati privi della cultura necessaria per occupare quel posto, hanno USURPATO il posto ai Veri Dirigenti del Ministero delle Finanze, ossia a coloro che risultavano vincitori di un pubblico concorso indetto ai sensi dell'art.97 della Costituzione e dell'art.10 della Legge n.397/75.

Aver sostituito i veri Dirigenti con dei semplici impiegati significa aver creato un gravissimo danno all'Erario, danno di cui è responsabile anche chi da oltre 15 anni rinvia, rinvia, rinvia e rinvia l'emanazione delle sentenze con le quali si dovrebbe invitare l'Amministrazione finanziaria a disporre d'ufficio la restituzione dei veri Dirigenti ai ruoli Dirigenziali di legittima appartenenza.

Solo così si porrebbe fine all'immenso e dolorosissimo danno all'Erario che rende e renderà nulle/annullabili, anzi INESISTENTI, tutti gli accertamenti dell'Agenzia delle Entrate e le relative cartelle emesse da Equitalia negli ultimi 15 anni.

Infatti ai sensi dell'art.1 del D.P.R. n.858/63 dell'art.51 del D.P.R. n.633/72 e dell'art.12 del D.P.R. n.602/73 soltanto la firma dell'Autorità Finanziaria, ossia del "Dirigente del Ministero delle Finanze" rende Esecutivo il ruolo di Riscossione del Tributo che si ritiene evaso, e che deve essere trasmesso all'Esattore (Equitalia) per la Riscossione.

Il Consiglio di Stato con Sentenza n.3812 del 27 giugno 2012 ha affermato che il Cittadino raggiunto dalla notifica di un atto di accertamento tributario, ha diritto di accesso agli atti attestanti la validità della iscrizione a ruolo del debito tributario.

Inoltre, secondo il principio ne bis in idem, nessuno può essere sottoposto a processo più di una volta per lo stesso fatto. In pratica, Equitalia non può emettere due volte una cartella per lo stesso pagamento.

 

Maria Rosaria Randaccio

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