zona-franca-sardegna-logo

 

A quindici giorni dalla mancata risposta da parte della presidente del Movimento Maria Rosaria Randaccio, i consiglieri Claudia Mariani, Daniela Mallus, Angelo Borghero, Giulio Simbula, Rita Cuccureddu e Serafina Patteri, ufficializzano le proprie dimissioni, dopo che il 6 maggio scorso durante una infuocata riunione di Consiglio Direttivo giungevano come un fulmine a ciel sereno le dimissioni di Luciana Carta, responsabile della Comunicazione, Ufficio Stampa e Tesoreria per motivi di salute. Il Consiglio Direttivo - già a fine riunione del 6 maggio scorso - aveva però deciso e verbalizzato a sua volta le dimissioni collettive di tutti i consiglieri per il mancato accordo sulla convocazione dell'Assemblea dei soci da parte della presidente. Dimissioni quelle odierne che seguono quelle del mese scorso da parte del Segretario Politico Francesco Scifo e del Vice Presidente Paolo Aureli.

Per ripristinare il Consiglio Direttivo dell'associazione si rende ora necessaria l'elezione di nuovi consiglieri nel rispetto delle clausole statutarie, i quali siano in grado di seguire passo a passo il percorso già iniziato tempo fa dai vertici storici del Movimento per le delibere nei comuni di Domusnovas e di Giave e proseguano l'azione di controllo imparziale della classe politica isolana fino al raggiungimento dell'obbiettivo della zona franca.

Confidiamo che a breve, in virtù della lettera inviata dalla sindaca Maria Antonietta Uras al Prefetto di Cagliari, e dell'imminente Consiglio Comunale di Domusnovas del 26 luglio prossimo, si possa finalmente beneficiare delle esenzioni tanto pubblicizzate in questo ultimo periodo e attese da anni da tutti i Sardi.

Comunichiamo che questo sito internet - come avviene fin dalla sua nascita - continuerà la sua funzione informativa sull'argomento "zona franca sarda", in modo indipendentemente da qualsiasi colore o fazione politica. 

 

 

 

 

Con questo breve messaggio il Vice Presidente avv. Paolo Aureli si è dimesso stamattina dal Movimento Zona Franca: "Con profondo rammarico rendo effettive e pubbliche le mie dimissioni dalla carica di vice presidente del Movimento Sardegna Zona Franca - Maria Rosaria Randaccio, già deliberate in sede di esecutivo, che si rendono necessarie per motivi personali." Paolo Aureli, approdato nel Movimento in seconda battuta e stimato professionista nel campo civile e tributario, sempre in prima linea per le battaglie del territorio che lo ha accolto, il Sulcis, lavorerà comunque per l'attuazione delle leggi sulla zona franca. Le sue dimissioni, come quelle dell'avv. Francesco Scifo, verranno esaminate e discusse in sede della prossima Assemblea dei Soci.

 

 

 

 

Iscriversi o rinnovare l’iscrizione al Movimento Sardegna Zona Franca vuol dire fare parte di una grande famiglia di cui si condividono valori e battaglie. Un grande numero di zonafranchisti uniti aumenta, infatti, il potere di rivendicazione dei nostri diritti e la possibilità di essere tutelati e rappresentati.
E' importante iscriversi per sostenere tutti i progetti realizzati dall'associazione durante l'anno e poter ricevere i servizi di consulenza per i soci del Movimento per problematiche relative alla dichiarazione d'intento, cartelle esattoriali, ricorsi in Commissione Tributaria, ecc.. Inoltre potrai accedere ai documenti riservati ai soci in regola con il pagamento della quota e a tutte le nostre pubblicazioni.

Per rinnovare l’iscrizione basta effettuare un versamento sul conto corrente bancario n° IT27S0101504801000070474708 intestato al Movimento Sardegna Zona Franca e inviarci la tua richiesta utilizzando il modulo in allegato qui in fondo alla pagina. La quota minima d'iscrizione annuale é di €20,00 per i soci ordinari.

Cosa aspetti? Entra a far parte della nostra grande famiglia.

 

 

 

Non sono bastate le relazioni degli esperti del Movimento Sardegna Zona Franca e le contestazioni dei cittadini a smuovere l'animo di alcuni sindaci del Medio Campidano che venerdì scorso hanno partecipato all'incontro organizzato dal Comitato "I Cittadini Protagonisti" e che era incentrato sulla zona franca al consumo e le azioni dei sindaci per "provocare" la Regione Sardegna. Un incontro molto partecipato, con tante persone arrivate da tutte le province sarde, desiderose di sentire ciò che si sta facendo in questo periodo post elettorale in cui tutto sembra ruotare attorno alla domanda: Pd sì - Pd no?

Erano presenti, oltre al sindaco di Gonnosfanadiga, Fausto Orrù, moderatore del dibattito, i sindaci di Villacidro, Furtei, Pabillonis, Arbus, Guspini e Sanluri. Il sindaco Orrù, dopo un lungo e interessante intervento da parte dell'avv. Francesco Scifo, segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca, ha comunicato ai presenti che l'ANCI ha inviato una lettera al Prefetto di Cagliari relativamente all'applicazione della zona franca e alle delibere dei comuni sardi fatte nel 2013, ma al momento non ha avuto ancora risposta.

In un clima molto caldo, in cui gli interventi del pubblico interrompevano continuamente il dibattito, l'atteggiamento di riluttanza e assenza di interesse specifico all'argomento è stato riassunto nell'intervento del sindaco di Sanluri, Alberto Urpi, che ha messo in dubbio la veridicità di quanto esposto dai relatori e sottolineando in particolare che i vertici del Movimento gridino ad un complotto inesistente ordito da sindaci, magistrati, prefetti, Regione, commercialisti, ecc. che - a detta dei rappresentanti del Movimento - violano le leggi mentre magari "è il Movimento stesso che lo fa".

La parte clou del suo intervento si riassume in queste frasi "Alla fine questa riunione, tutto questo tecnicismo, questa professionalità, a cosa si riduce? Si riduce che dobbiamo rimandare una letterina? Ok, va bene. Rimandiamo la letterina al Prefetto. Ma mi sembra che il Movimento più che tecnica faccia politica!" e continua" Non c'è nessun problema a rimandare la letterina, ma il problema è dire ai cittadini che tutti stanno violando le norme in danno dei cittadini, perché il fatto che c'è una crisi terribile tocca tutti, ed è già scorretto secondo me pensare di avere sempre la ricetta pronta in mano. Quindi, c'è una crisi, ma attenzione a fare la demagogia, attenzione a raccontare alla gente che ha bisogno che abbiamo la soluzione e che tutti gli altri non ce la fanno rispettare. Attenzione ad agitare le masse! Se si tratta di norme che non sono applicate allora fate i ricorsi e portateci le prove dei ricorsi che avete fatto e di quali giudici fino alla Corte di Giustizia Europea vi hanno dato torto."

Pronta la risposta dell'avvocato Scifo a Urpi, il cui discorso sembrava piuttosto preparato a tavolino prima della serata invece che fatto ad hoc in base all'esposizione del suo predecessore al tavolo dei relatori. Scifo esordisce chiedendo ai sindaci presenti "Perché avete così paura di applicare la legge?". Il video della discussione tra il sindaco Urpi e l'avv. Scifo è qui sotto in fondo alla pagina insieme ai riferimenti alle leggi e sentenze citati durante il dibattito. 

L'incontro si è concluso a tarda serata e ha messo in risalto quanta cattiva informazione, pregiudizi e paura di osare esistano ancora fra le persone che amministrano i territori ormai agonizzanti della Sardegna. In questo scenario di malcontento e di spopolamento incontrollato, quanto possono ancora durare questi sindaci senza essere fagocitati dalla massa minacciosa della cittadinanza esasperata da una così violenta e irriducibile crisi?

 

 

 

 

 

 

Come programmato da tempo, lunedì 11 dicembre si è svolto presso il Sardegna Hotel di Cagliari il Seminario "Il regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e fortemente richiesto da un gran numero di imprenditori e liberi professionisti che vogliono entrare in regime di zona franca e usufruire dei benefici fiscali propri di questo regime ma che non hanno consulenti con i quali iniziare questo percorso.

Hanno partecipato al seminario una trentina di professionisti di vari settori e di varie province, tra i quali anche un commercialista di Catania, una commercialista di Genova e un commercialista di Malta, già zes. Tra i partecipanti, ospite del Movimento, anche un Giudice non togato della Commissione tributaria di Cagliari.

I relatori presenti erano, in ordine di intervento: l'avv. Francesco Scifo, segretario politico del Movimento, la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento, l'avv. Paolo Aureli, vicepresidente del Movimento, e la dott.ssa Antonella Pinna, commercialista e collaboratrice del Movimento da diverso tempo.

L'avvocato Francesco Scifo, che ha parlato per circa 2 ore, ha esposto i punti fondamentali della trattazione, soffermandosi in particolare su:

- la Dichiarazione n.33 relativa all'art.174 del Trattato di Lisbona (funzionamento dell'Unione Europea) del 2007, nel quale si riporta che "La conferenza ritiene che il riferimento alle «regioni insulari» contenuto nell'articolo 174 possa includere gli Stati insulari nella loro interezza, a condizione che siano rispettati i criteri necessari."
- l'art. 243 del Regolamento Doganale n.952/2013 del Parlamento Europeo, secondo il quale: 1. Gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale dell'Unione a zona franca. Per ogni zona franca, lo Stato membro stabilisce l'area interessata e i punti di entrata e di uscita.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione informazioni sulle rispettive zone franche esistenti.
3. Le zone franche sono intercluse. Il perimetro e i punti di entrata e di uscita delle zone franche sono sottoposti a vigilanza doganale.
4. Le persone, le merci e i mezzi di trasporto che entrano in una zona franca o ne escono possono essere sottoposti a controlli doganali.

- la Sentenza della Corte di Giustizia Europea proc. C-571/15 del 1 giugno 2017 la quale in sostanza dice che tutte le zone franche europee, se legge nazionale lo prevede, sono aree extradoganali ove non può sorgere il fatto generatore dell'imponibilità IVA.

La dottoressa Maria Rosaria Randaccio, dopo una breve trattazione della questione delle agenzie fiscali e di coloro che attualmente risultano dirigenti senza aver superato un pubblico concorso, ha consegnato ai professionisti presenti un facsimile sulla domanda di "disapplicazione delle disposizioni normative di natura antielusiva" nel quale - tra le altre cose - viene specificato che: "ai sensi dell’art. 15 del D.lgs. n. 74/2000 le violazioni dipendenti da interpretazioni delle norme tributarie non danno luogo a fatti punibili, qualora le violazioni di norme tributarie siano dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione, e che l’onere della prova della presunta evasione fiscale compete oramai all’Amministrazione Finanziaria e non al contribuente ai sensi dell’art. 5 della Legge n. 23/2014 che ha dato attuazione al diritto dell’unione europea in materia di abuso del diritto fiscale, inversione dell’onere della prova confermato alle premesse e all’art. 1 del D.lgs. n. 128/2015 che ha introdotto l’art. 10 bis alla Legge n.212/2000, articolo intitolato “disciplina dell’abuso del diritto (fiscale) o elusione fiscale“.

Gli ultimi interventi, a fine serata, sono stati dell'avv. Paolo Aureli, che ha parlato espressamente della differenza tra Zone franche, Zone economiche speciali e zone franche urbane, soffermandosi poi sull’illustrazione della recente normativa italiana relativa alle Zone Economiche Speciali.
La dottoressa Antonella Pinna, commercialista di Orosei, ha parlato della sua esperienza relativa al campo pratico, poiché già da anni segue alcune imprese che lavorano con "dichiarazione d'intento" e dei problemi che esse incontrano con i fornitori abituali che spesso rifiutano di fatturare senza Iva.

Nel dibattito finale, molto atteso dai partecipanti, si è giunti alla decisione di seguire le linee del Movimento Zona Franca e di costituire una Task Force tra tutti i presenti (e di coloro che successivamente vorranno aderire) per iniziare da gennaio 2018 a lavorare inviando per i propri clienti le dichiarazioni d'intento e promuovendo tale iniziativa presso altri colleghi.
A breve sarà a disposizione dei soci del Movimento l'elenco dei professionisti (commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro) divisi per provincia che lavoreranno in collaborazione col Movimento e che di esso hanno scelto di far parte.

I partecipanti hanno espresso anche la volontà di organizzare altri incontri nell'immediato futuro.

 

 

 

La notizia uscita oggi è che la Regione ha approvato una delibera, la n.52/27 del 22 novembre scorso (qui sotto in allegato), concernente la delimitazione territoriale e le disposizioni necessarie per l’operatività della Zona Franca Interclusa di Portovesme, in attuazione dell’art. 1 del D.Lgs. n. 75/1998, dove - tra le altre cose - si stabilisce "di individuare, nel mutato contesto normativo, quale Autorità competente alla realizzazione e gestione della ZFI l’Autorità di Sistema portuale del Mar di Sardegna (A.d.S.P. - Soggetto Gestore), che potrà avvalersi nell’esercizio delle proprie competenze del SICIP. In tal caso i rapporti fra i soggetti coinvolti saranno regolati da apposito Accordo di programma fra la Regione Autonoma della Sardegna, l’Autorità di Sistema portuale del Mar di Sardegna, il Sicip ed il Comune di Portoscuso". 

Il Movimento Sardegna Zona Franca si chiede come mai ci sia stato bisogno di un'ulteriore deliberazione della Regione Sardegna quando ad oggi esiste, non abrogata né impugnata, la Legge n.20/2013? 

E il sindaco di Portoscuso, e tutti gli altri sindaci della Sardegna, hanno capito di avere un salvadenaio che gli stanno soffiando da sotto il naso attribuendo all’Autorità portuale di Sistema del Mar di Sardegna, così viene chiamata la nuova società di gestione, anche il loro 33 per cento? Infatti, secondo l'art.1 comma 2 della Legge n. 20 del 2 agosto 2013  "la società Sardegna Free Zone dispone di un capitale sociale così ripartito: il 33 per cento fra i comuni interessati, il 33 per cento fra le autorità di gestione dei porti e il restante 34 per cento detenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna."

In poche parole: il Bitcoin dei Comuni sardi é il 33% della Sardegna Free Zone cioé la gestione della loro zona franca, mentre con la nuova delibera firmata dalla Giunta - in palese violazione della Legge n. 20/2013 - la Regione sta cercando di ridistribuire la gestione verso un organo da essa quasi interamente controllato, in pratica controllato dalla politica.

A questo punto i sindaci sardi si troverebbero al di fuori di qualsiasi decisione riguardi la zona franca del proprio territorio, come invece stabilito dalla legge vigente. In relazione allo specifico del territorio del Sulcis, non essendosi ancora espressi i comuni di Sant'Antioco e di Gonnesa, si auspica che i relatici sindaci aprano gli occhi e non si facciano scippare ciò che può essere decisivo per la ripresa economica del proprio territorio.

Cade a pennello il prossimo convegno del Movimento Sardegna Zona Franca nel Comune di Sant'Antioco il 14 dicembre, nel quale la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio spiegherà quali siano i vantaggi della zona franca al consumo che molti comuni sardi hanno già istituito, e quali invece i pericoli delle decisioni di una Giunta che riesce a distruggere tutto ciò in cui mette mano, vedesi Sanità, Trasporti, Agricoltura, Scuola, Economia, ecc.

Oggi a Nuraghe Losa - Abbasanta l'avvocato Francesco Scifo ha portato il saluto del Movimento Sardegna zona franca a Sardos, neoformazione, presentata da Anthony Muroni e Alberto Filippini, con notevoli ambizioni politiche: attrarre chi non si riconosce nel tripolarismo. L'Associazione ha creato numerosi laboratori tematici che lavoreranno per un certo periodo di tempo su vari argomenti, sotto la direzione di un coordinatore per gruppo: Ambiente, Agroalimentare, Zootecnica e ricerca, lotta allo Spopolamento, Turismo, Zona franca e fiscalità di vantaggio.

Presenti al convegno molti giovani ed esperti oltre a una nutrita rappresentanza di associazioni e movimenti. Scifo commenta così il suo breve intervento: "Ho rappresentato che mancava un occhio rivolto alla internazionalizzazione della Sardegna e allo conoscenza dei trattati internazionali che, in assenza di adeguato studio, travolgeranno anche noi. Infine, ho precisato che, anche qualora l'obiettivo fosse federalista o, addirittura, indipendentista, occorrono due presupposti: una zona franca integrale quale unico strumento idoneo a poter compensare lo svantaggio insulare e infrastrutturale e capace di attrarre capitali, credito e attività; il secondo è lo studio e la conoscenza approfondita dello Statuto sardo che é l'unico strumento esistente, rebus sic stantibus, per difendere gli interessi della Sardegna, ma nessuno lo conosce né lo applica. Se non si sa usare e non si usa l'unica spada che si ha si finisce trafitti. I migliori auguri a Sardos dunque."

 

Il Movimento Sardegna Zona Franca chiede l’annullamento delle cartelle di pagamento emesse dall'Agenzia delle Entrate nei confronti dei contribuenti sardi in quanto esse dovevano essere precedute da una comunicazione emanata ai sensi dell’art. 167 comma 8 ter e co. 8 quater del dlgs n.917/86, dove si prevede che l’amministrazione finanziaria, prima di procedere all’emissione dell’avviso di accertamento d’imposta o di maggiore imposta, nei confronti di un cittadino residente in un territorio extradoganale perché dichiarato zona franca, cittadino considerato anche come residente all’estero, (vedi in tal senso Direttiva n. 69/75/CEE del 4 marzo 1969), deve notificare all’interessato apposito avviso, con il quale viene concesso al medesimo, la possibilità di fornire nel termine di novanta giorni, le prove per la disapplicazione del comma 1 o del comma 8 bis dello stesso art. 167 del dpr n. 917/86.

Il comma 8 ter prevede che le disposizioni del comma 8 bis, non si applicano se il soggetto (residente in Sardegna) dimostra che l’insediamento nel territorio extradoganale dichiarato zona franca, non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un vantaggio fiscale, ma semplicemente l’esercizio di un diritto inerente coloro che vi sono nati o vi hanno istituito la sede fiscale della propria impresa, ai sensi del dlgs n.75/98, decreto con il quale tutta la Sardegna è stata dichiarata zona franca, decreto mai abrogato e pertanto ancora in vigore.

Appare evidente come, proprio ai sensi del dlgs n.75/98 che lo prevede espressamente, i funzionari delle Agenzie Fiscali della Sardegna (Entrate, Demanio, Dogane) sono tenuti ad applicare obbligatoriamente, nei confronti dei contribuenti residenti nell’isola della Sardegna, la Normativa Comunitaria sulle franchigie fiscali, prevista nei Regolamenti Comunitari n. 918/83, n. 2151/84, n. 2504/88, n. 2913/92, n. 2454/93, questi ultimi appositamente richiamati nel suddetto decreto (dlgs n.75/98), regolamenti che i funzionari delle Agenzie delle Entrate sono tenuti ad applicare per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge n.300/2000 relativa alla lotta contro la corruzione nella quale sono coinvolti funzionari delle Comunità europee o degli Stati membri dell’Unione.
Mentre i Regolamenti Comunitari si applicano direttamente, le Direttive Comunitarie devono essere recepite da ogni singolo stato membro, in particolare quelle che riguardano le zone franche di cui alle Direttive Comunitarie Armonizzate n. 69/75/CEE, n. 77/388/ CEE, n. 2006/112/CEE, n. 2008/118/CEE dove si prevede che i residenti nelle zone franche hanno diritto ad una tassazione fiscale, diversa e decisamente inferiore rispetto a quella riservata ai residenti nelle altre regioni italiane che non sono Isole e tantomeno isole circondate da oltre diecimila chilometri quadrati di Mar Mediterraneo come la Sardegna.
Le suddette Direttive sono state recepite nella seguente legislazione italiana: all’art. 2 del dpr n. 627/1978, agli artt. 8, 21, 68, 71 del dpr n.633/72, all’art. 170 e 251 del dpr n.43/73, nel dpr n.723/1965 come modificato dalla legge n.479/92, nel dlgs n.374/90, nel dlgs n.504/95 dove all’art. 17 si prevede i prodotti soggetti ad accisa sono esenti dal pagamento del suddetto tributo quando sono destinati ad essere consumati nelle zone franche chiamate anche Paesi Terzi, nel D.M. 489 del 05.12.1997, nel dlgs n.471/97, dove si conferma che le zone franche dell’Italia sono disciplinate dalla normativa Comunitaria e che l’Italia può emanare solo “Norme di Recepimento” in tema di zone franche.
Oltre che per quanto sopra esposto e richiamato, si chiede l’annullamento della succitata cartella in quanto la stessa (cartella) non è stata preceduta da una richiesta di chiarimenti notificata con apposito atto ai sensi:

1. dell’art. 5 comma 1 lett. d) della legge n.23/2014 dove si precisa che resta a carico dell’Amministrazione finanziaria l’onere di dimostrare il disegno elusivo e le eventuali modalità di manipolazione e di alterazione funzionale degli strumenti giuridici utilizzati;
2. del dlgs n.128/2015 che alle premesse precisa che lo stesso decreto è stato emanato in attuazione del diritto dell’Unione Europea in materia di abuso del diritto fiscale, dei principi di uguaglianza, legalità, capacità contributiva e di certezza dei rapporti giuridici, nonché dei principi dello statuto dei diritti del contribuente, principi ai quali sono tenuti ad adeguarsi tutti gli Stati Membri, e che non possono essere accusati di elusione fiscale coloro che sono esonerati dal pagamento di dazi doganali iva e accise ai sensi dell’art. 34 del dpr n.43/73 e di quanto previsto dal dlgs n.374/90, ossia coloro che hanno diritto alle franchigie fiscali perche residenti in territori considerati extradoganali perche dichiarati zona franca,
3. del decreto n.128/2015 che - nell’apportare modifiche all’art. 10 bis nella legge n.212/2000 - conferma che l’Amministrazione finanziaria ha l’onere di dimostrare l’esistenza dei motivi per quali si ritiene sia configurabile un abuso del diritto, e che detto accertamento deve essere preceduto, a pena di nullità, dalla notifica al contribuente di una richiesta di chiarimenti da fornire entro un determinato termine, e che resta ferma la liberta di scelta del contribuente tra regimi opzionali diversi offerti dalla legge, tra operazioni comportanti un diverso carico fiscale, e che non si considerano abusive, in ogni caso, le operazioni giustificate da valide ragioni extrafiscali, non marginali, anche di ordine organizzativo o gestionale, che rispondono a finalità di miglioramento strutturale o funzionale dell’impresa ovvero dell’attività professionale del contribuente;
4. dell’art. 20 del dlgs n.175/2014 per poter operare in “Regime di Iva non Imponibile ai sensi dell’art. 8 primo comma lett.c) del dpr n. 633/72”, la Dichiarazione di Intento deve essere trasmessa con le modalità previste dalla legge n.161/2014 (art.12) che ha recepito la normativa comunitaria di cui alla Direttiva n. 2013/61/UE.

Se tutto quanto sopra esposto non fosse riferito ai residenti in Sardegna, per quali altri contribuenti italiani sta legiferando il Parlamento? Per quale motivo è stato emanato nel 1998 il dlgs n. 75, che dava attuazione all'art.12 dello Statuto Sardo, e che istituiva 6 porti franchi nelle aree di Cagliari, Olbia, Porto Torres, Oristano, Portovesme e Arbatax, e alle zone industriali ad essi collegate o collegabili, se non per colmare il divario che Sardegna - distante dalla penisola più che dal continente africano - ha nei confronti delle altre regioni italiane? 

La risposta è che i politici del passato erano forse molto più attenti alle esigenze di un popolo già di per sè defraudato dei diritti ad esso spettanti per il solo fatto di vivere in un'isola, mentre l'attuale classe politica si gongola nella propria posizione privilegiata, tenendosela ben stretta, evitando di guardare oltre il proprio naso e lasciando il popolo che dovrebbe rappresentare in balìa del proprio destino e in mezzo a un mare, certo bellissimo e unico, che luccica agli occhi del mondo, ma che uccide coloro che non riescono a raggiungere la terra ferma.

 

 

 

Il territorio della Sardegna - pur essendo stato dichiarato zona franca dal D.lgs. n.75/98 - non gode ancora di quel regime fiscale di compensazione allo vantaggio (franchigie fiscali) che spetta alle isole lontane, i cui residenti sono afflitti da una grave forma di disoccupazione, territori classificati come extradoganali, nei dai Codici doganali Italiani emanati con Legge n.1424/1940 (art. 1) e con D.P.R. n. 43/73 (art. 2 e 251), e quindi ancora prima che nascesse la Comunità Economica Europea (CEE) che è nata con il Trattato di Roma, ratificato dall’Italia con la Legge n.1203/57, dove si individuano quali siano gli svantaggi che danno diritto alla istituzione delle zone franche extradoganali, con l’ulteriore precisazione che gli aiuti dati come franchigie fiscali non sono considerati Aiuti di Stato (art. 92).
Le zone franche, sono classificate come territori extradoganali in quanto vengono considerate fuori dalla linea doganale sia dell’ Italia che dell’Europa, e quindi individuate tali sia nella Direttiva n.69/75/CEE che nel Regolamento Comunitario n. 918/83 oppure (individuate) come “Territori all’Estero o Territori Terzi”. Territori dove i residenti per poter competere paritariamente con il resto del mondo (oggi più che mai difficile perché globalizzato) hanno diritto ad usufruire di importanti agevolazioni fiscali, che sono riservate non solo ai residenti, ma anche a tutti gli imprenditori che vorranno a investire nei suddetti territori (diventati appetibili grazie alle esenzioni fiscali), al fine di creare posti di lavoro, il solo modo per superare lo svantaggio e mettere in moto l’economia dell’isola (considerato territorio svantaggiato).

I Sindaci, il Presidente della Regione e tutte le Autorità del territorio dovrebbero OSARE di più perche esistono le leggi che confermano il nostro diritto all’applicazione non solo delle suddette “franchigie Fiscali”, ma anche alla contestuale attribuzione ai Comuni della Sardegna di particolari Entrate, chiamate “Diritti Speciali al Consumo” sui generi che fruiscono di particolari agevolazioni fiscali, entrate disciplinate dalla Legge n.762/1973, dove si prevede che i Comuni ubicati nei territori extradoganali, dichiarati perciò zona franca, possono incassare direttamente le proprie entrate, applicando apposite aliquote su tutte le merci e sui servizi, aliquote che vengono individuate ogni due anni con apposito decreto dell’Agenzia delle Entrate, e che riguardano le merci i servizi e le materie prime, compresi i carburanti e l’elettricità. Diritti Speciali, che vengono applicati da quasi 70 anni nella Regione Valle d’Aosta, a Livigno, alla Città di San Marino e alla Città del Vaticano, territori che sono considerati zone franche extradoganali, cosi come lo è la Sardegna ai sensi dell’art. 7 e 71 del D.P.R. n. 633/72, dove si prevede che i residenti nei territori extradoganali classificati come zone franche, non devono pagare l’IVA e - qualora l’abbiano pagata - ne possano chiedere lo sgravio o la possano chiedere a rimborso, ai sensi dell’art. 38 bis del D.P.R. n. 633/72.
Diritto al rimborso dell’IVA e delle ACCISE disciplinato dal Regolamento Comunitario n. 1430/1979 del 2 luglio 1979 e successive modifiche, regolamento che si applica direttamente su tutto il territorio comunitario, compresa l’Italia e la Sardegna, diritto al rimborso previsto (ai sensi del suddetto Regolamento) anche per i residenti nell’isola della Sardegna dalla Legge n.122/83 (art. 1).

Il fatto che i residenti in Sardegna potessero chiedere il rimborso dell’Iva ci fa capire che fin da allora (1983) il territorio della Sardegna risultava già classificato come territorio extradoganale e pertanto zona franca, ai sensi dell’art. 20 bis del D.L. n. 1351/64 convertito nella Legge n.28/65 che aveva esteso i benefici fiscali previsti dall’art. 11 della Legge n.1438/1948, (già previsti per le zone franche di Livigno e Gorizia) ai territori svantaggiati come individuati dal Trattato di Roma al titoli II della Legge n. 1203/57, Titolo II dove si individuano i disagi che danno diritto alla compensazione fiscale, e tra questi disagi sono individuati quelli relativi Isole Lontane afflitte da una disoccupazione anomala rispetto al resto delle Regioni, e che i suddetti aiuti non devono essere considerati “Aiuti di Stato”. 

Con l’ulteriore precisazione contenuta all’art. 9 della succitata Legge n.28/1965 che converte il D.L. n.1351/64, dove si precisa che i Dazi Doganali corrispondono ai Diritti di Confine, ossia diritti che si pagano in dogana e che comprendono anche l’Iva e le Accise, diritti di confine attualmente individuati dall’art. 34 del D.P.R. n. 43/73.
Extradoganalità dell’Isola confermata più tardi dal D.lgs. n. 75/98 che ha dichiarato zona franca tutto il territorio della Sardegna, con le modalità previste dalla normativa comunitaria richiamata nello stesso decreto, ossia i Regolamenti n. 2913/92 e n. 2454/93, dove l’art. 206 del Regolamento n. 2913/92 precisa che non sorge alcuna obbligazione doganale nei confronti di una merce destinata alle zone franche, il Codice doganale italiano approvato con D.P.R. n.43/73, all’art.170 si precisa che le zone franche italiane devono venire gestite secondo quanto previsto dalle: Direttive n.69/74/CEE e n.69/75/CEE del 4 marzo 1969, e quindi anche da quanto previsto dal Regolamento n. 918/83 con il quale vengono disciplinate le “franchigie fiscali” ossia i diritti che competono ai residenti nei territori extradoganali dichiarati per questo zona franca, mentre le modalità di gestione delle zone franche sono state disciplinate dai Regolamenti n. 2503/88 e n. 2504/88, regolamenti e direttive comunitarie recepite nella Legge italiana n. 28/97, dove all’art. 2 si prevede che i soggetti che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84 (ossia i residenti nei territori extradoganali dichiarati zona franca), possono usufruire delle franchigie fiscali previste dal Regolamento n. 918/83, e che per poter effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’IVA (ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 633/72) devono presentare apposita Dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate.
“Franchigie fiscali” riservate ai residenti nei “territori extradoganali”, considerati come residenti all’estero, e dove i suddetti, in base al principio di “non discrimine” hanno diritto ad una fiscalità diversa ed inferiore rispetto a quella prevista per le altre regioni italiane prive della caratteristica negativa legata alla “lontananza” e alla conseguente mancanza anomala di posti di lavoro, caratteristica derivante dalla collocazione geografica dell’isola, circondata da diecimila chilometri quadrati di Mar Mediterraneo e pertanto più lontana di quanto lo siano le Isole Azzorre o le Isole Canarie dalla terra antistante, Canarie e Azzorre dichiarate zona franca dall’art 349 del Trattato di Lisbona per la loro insularità e la loro grande distanza.

Alcuni imprenditori sardi già operano con il regime delle “franchigie fiscali” ed emettono la fattura con la seguente dicitura “IVA NON IMPONIBILE AI SENSI DELL’ART. 8 PRIMO COMMA LETT.C) del D.P.R. n. 633/72, dicitura che deve contenere anche gli estremi della risposta di accettazione da parte della Agenzia delle Entrate, della nostra DICHIARAZIONE DI INTENTO (di voler operare in regime di zona franca ovvero in regime di Franchigie Fiscali).

Il Movimento Sardegna Zona Franca sta lavorando per riprendere il dibattito con tutti i Comuni della Sardegna e con la stessa Regione, perché i seguenti benefici fiscali (franchigie fiscali) collegati al D. Lgs. n. 75/98, diventino effettivi su tutto il territorio dell’isola, i quali consistono nella seguente imposizione fiscale compensativa allo svantaggio di “isola lontana”:

1) esenzione da dazi doganali IVA e ACCISE (sui beni e sui servizi)
2) aliquota massima del 12,5% sull’utile di impresa anche commerciale
3) esenzione totale da ISI, ICI, IMU, IRPEG, ILOR, INVIM e addizionali
4) eliminazione totale del cuneo fiscale (contributi previdenziali e assistenziali che gravano sui datori di lavoro)
5) eliminazione delle ritenute sugli utili degli investimenti in titoli, depositi bancari, ecc.
6) nessuna tassazione sulle pensioni  
7) ritenuta alla fonte del 12,5% sugli stipendi dei dipendenti pubblici e privati

 

 

 

Nel pomeriggio di ieri 29 dicembre 2016 presso la sede del Movimento Sardegna Zona franca si è tenuta l'Assemblea annuale prevista dallo Statuto con l'elezione del nuovo Consiglio DirettivoAlla presidenza è stata confermata all'unanimità Maria Rosaria Randaccio, così come, sempre all'unanimità, è stato confermato nella carica di Segretario Politico Francesco Scifo. Al ruolo di Vice Presidente è invece stato promosso Paolo Aureli e alla carica di Tesoriere Luciana Carta. Sono risultati poi eletti alle cariche dirigenziali di seguito indicate i signori: Antonio Vernier come Coordinatore Provinciale di Cagliari, Giuseppe Bonomo come Coordinatore Provinciale di Sassari, Giulio Simbula come Coordinatore Provinciale del Medio Campidano, Serafina Patteri come Coordinatore Provinciale di Nuoro, Angelo Borghero come Coordinatore Provinciale del Sulcis Iglesiente e Luciana Carta come Coordinatore Provinciale dell'Ogliastra. Al momento le cariche per le province di Olbia e Oristano sono andate ad interim alla presidente Maria Rosaria Randaccio.

Nella discussione all'ordine del giorno c'è stata l'importante relazione del Segretario politico avv. Francesco Scifo, incentrata sulle attività svolte nel 2016 e le azioni in corso di svolgimento e da realizzarsi. Sono state indicate tre direttive di azione: zona franca, federalismo e bilinguismo. E' seguita la esposizione delle posizioni del Presidente sullo stato dell'attuazione della zona franca della Sardegna e la normativa vigente in proposito.

E' stato dato mandato agli eletti di perseguire i tre obiettivi elencati dall'avv. Scifo e di studiare eventuali alleanze per perseguire i fini comuni con le forze politiche e sociali che si dimostrino sensibili a questi tre scopi. 

E' iniziata inoltre la Campagna Tesseramenti per l'anno 2017 confermando la quota base di €20,00 per l'iscrizione come socio ordinario e di €50,00 per l'iscrizione come socio sostenitore. 

Il nuovo Consiglio Direttivo si riunirà nuovamente agli inizi di gennaio per delineare le nuove strategie e le azioni del Movimento Sardegna Zona Franca e per commentare i risultati delle azioni legali già intraprese durante l'anno che si sta concludendo.

 

 

 



Pagina 1 di 7

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Non vengono raccolte informazioni personali.

Se continui la navigazione, accetti l'utilizzo di questi cookie. Per saperne di piu'

Approvo

ultimi EVENTI

Nessun evento

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.

Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

ImpronteDigitali Graphics & WebDesign