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In occasione della Marcia su Cagliari indetta per domani 16 febbraio con appuntamento in Piazzale Trento dalle ore 11.00, vogliamo rinfrescare la memoria a chi ancora non ha compreso i motivi per i quali la Sardegna è zona franca. Leggendo questo documento che pubblichiamo (in allegato) e che distribuiremo domani mattina, ci si potrà anche rendere conto del perché i "Professori" ai quali si fa riferimento continuano a non fare niente e perseverano in uno stato di beatitudine derivante dalla loro più che dignitosa e succulenta pagnotta che portano a casa ogni fine mese. Alla faccia dei cassaintegrati!

 

 

 

 

La dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca e pioniera della battaglia contro Equitalia, risponde con un comunicato stampa a quanto riportato nell'articolo apparso ieri nel quotidiano L'Unione Sarda e chiede che la direttrice generale dell'Agenzia delle Entrate, dott.ssa Rossella Rotondo, si confronti pubblicamente con lei sugli argomenti fiscali e giuridici che stanno infuocando da circa tre anni i tavoli dell'Agenzia delle Entrate e del contestato Esattore del popolo sardo.

Questo è quanto si legge nel Comunicato stampa.

"La dichiarazione del Direttore Regionale dell’Agenzia dell’Entrate dott.ssa Rossella Rotondo, riportata su L'Unione Sarda del 24 gennaio 2015, chiama in causa la scrivente personalmente e con contenuti volutamente denigratori della mia professionalità.

A una tale azione, che colpisce l’obiettivo con la stessa ferocia di chi spara da dietro un muretto a secco, ho il diritto di replicare. Lo voglio fare allora pubblicamente in un confronto davanti alle telecamere con la dottoressa Rotondo per parlare di normativa vigente sulle zone franche della Sardegna, della legislazione della Regione Autonoma della Sardegna  e di diritto dell’Unione Europea.

Questo dirigente, nominata Direttore dell’Agenzia Delle Entrate, non avrà nessun problema a confrontarsi con me su questi temi che interessano il popolo Sardo molto di più delle ridicole insinuazioni personali cui sono stata oggetto.

Sono disposta a discutere anche della mia carriera, che la dottoressa Rotondo sembra conoscere così bene.

Credo di avere diritto di replica e di poter incontrare, in un confronto pubblico franco e diretto chi mi denigra con comunicati stampa, a dir poco, oscuri."

 

Per chi non avesse potuto ascoltare in diretta il Convegno di Tortolì relativo alla Zona Franca al Consumo dello scorso 20 dicembre, pubblichiamo in allegato qui sotto la registrazione integrale (divisa in due parti) fornita gentilmente dallo staff di Radio Stella, con gli interventi della dott.ssa Randaccio. dell'avv. Scifo, dell'avv. Aureli, del sig. Paolo Bullegas, del sindaco di Tortolì dott. Massimo Cannas, della sig.ra Claudia Mariani, del sig. Pinello Balìa, del sig. Giulio Simbula, del Sig. Luciano Lamantìa, sig. Antonello Cannas, ecc.

Buon ascolto!

 

 

 

 

Per la prima volta dall'inizio degli incontri tenuti dal Movimento Sardegna Zona Franca in tutta la Sardegna da circa tre anni a questa parte, sabato 20 dicembre 2014 il Convegno sulla Zona Franca al Consumo verrà trasmesso in diretta streaming su questo sito internet.

Questo sarà possibile grazie alla disponibilità della radio locale Radio Stella e dal suo titolare, Gianni Careddu, zonafranchista e impegnato a divulgare attraverso questo prezioso strumento le informazioni per tutta la popolazione che non potrà partecipare personalmente all'evento.

Durante la mattinata di sabato 20 la dottoressa Maria Rosaria Randaccio sarà intervistata in collegamento telefonico nella trasmissione "Il Cittadino" condotta dal giornalista de L'Unione Sarda Nino Melis.

Per chi volesse collegarsi ricordiamo le frequenze sulle quali trasmette Radio Stella:

Provincia Ogliastra, parte della provincia di Nuoro e parte della provincia di Cagliari (Sarrabus)

Genna e’ Frongia: 102.00 MHz

Punta Tricoli: 104.00 MHz

Tertenia: 100.500 MHz

Villaputzu: 92.00 MHz

 

 

Ringraziamo Radio Stella e tutto lo staff per l'efficenza e la disponibilità dimostrataci. 

Continuano ad imperversare su alcune pagine del social media Facebook le calunnie e le accuse rivolte alla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio per la grande opera di divulgazione e di informazione relativa alle operazioni per l'attuazione della zona franca al consumo da Lei portata avanti insieme al Movimento Sardegna Zona Franca, del quale è presidente. I capigruppo dei "dissidenti" che - violando la legge e le regole statutarie - stanno utilizzando il nome del Movimento Sardegna Zona Franca senza averne la reale rappresentanza, raccogliendo consensi nelle varie province sarde, raccontano - tra le altre cose - che la Randaccio sta prendendo un grosso abbaglio e sta inducendo le cosìddette partite iva a passare notevoli guai dal punto di vista fiscale, in quanto - secondo essi - non si può pretendere di avere la zona franca al consumo poiché mancano i Decreti Attuativi al riguardo.

Evidentemente questi signori contano in modo preponderante sull'ignoranza della gente, dal momento che quest'ultima spesso non è a conoscenza del fatto che la sigla D.P.R. significa proprio Decreto del Presidente della Repubblica. Per questo motivo si precisa che la dott.ssa Randaccio prima di parlare di zona Franca si confronta sempre con il team di avvocati dello Studio Scifo e con una importante e rinomata associazione di giuristi sardi.

A scanso di equivoci, riportiamo qui sotto la versione integrale dei chiarimenti scritti dalla dott.ssa Randaccio nella sua pagina ufficiale Facebook, che riguardano l'interpretazione dell'ultima Finanziaria del Governo Renzi e le zone franche extradoganali.

"Facendo seguito a quanto pubblicato giorni fa sulla Legge di Stabilita 2015, invitiamo i dubbiosi e gli incerti sulla attendibilità o meno dei nostri ragionamenti giuridico fiscali, ad andare a leggere quanto viene precisato nella Enciclopedia mondiale e mediatica Wikipedia, che alla voce “Extradoganale” la dichiara equivalente a “Zona Franca".

Alla prima pagina della suddetta Enciclopedia si precisa ancora che: “per zona extradoganale si intende quella parte di una nazione in cui i beni messi in vendita non sono gravati dall’IVA e/o tasse, imposte e accise”.

Con queste parole Wikipedia sta confermando in pratica ciò che noi stiamo andando a rivendicare da circa tre anni, ossia che non possono coesistere due concetti o due definizioni giuridiche antitetiche od opposte, e di conseguenza riteniamo che sia illecito, illegittimo ed anticostituzionale in quanto “irragionevole” il fatto che si faccia pagare l’Iva e le Accise ai residenti in un territorio dichiarato Zona Franca, e in quanto tale posto fuori (per definizione giuridica) dalla linea doganale Italiana ed Europea.
L’equivalenza giuridica tra extradoganalità e Zona Franca data dalla enciclopedia Wikipedia, non poteva essere diversa, dal momento che si tratta di una definizione giuridica fornita a livello internazionale, in quanto contenuta nella Direttiva n.69/75/CEE del 4 marzo 1969 del Consiglio Europeo, nella Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio e nella Direttiva n.2008/118/CE.

Queste Direttive Comunitarie sono recepite nei “Decreti Attuativi delle Zone Franche Italiane” tra cui:

- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n.43/1973;
- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 633/1972;
- Decreto del Presidente della Repubblica (D.P.R.) n. 917/1986;
- Decreto del Presidente del Consiglio del 4 maggio 1999 richiamato nella Legge n.146/1998 intitolato “Regime fiscale estero privilegiato" (Legge n. 146/98) che all’art. 11 apporta modifiche al comma 7 bis dell’art. 76 del D.P.R. n. 917/86 prevedendo che si considera privilegiato il regime fiscale dello Stato o territorio Estero che esclude da imposte sul reddito o che sottopone i redditi conseguiti dalle predette società ad imposizione nella misura determinata complessivamente con apposito DPCM e che gli Stati Esteri e i territori esteri aventi un regime fiscale privilegiato sono individuati con Decreti del Ministero delle Finanze (D.M. del 23.01.2002, D.M. del 22.03.2002, D.M. del 27.12.2002).

Tra questi Decreti è interessante andare a leggere quanto precisato dal Decreto Ministeriale del 23 gennaio del 2002 del Ministero dell’Economia e Finanze dove si conferma che "si considerano privilegiati" i regimi fiscali di Stati o Territori non appartenenti all’Unione Europea (Extradoganali/Esteri) disciplinati dall’art. 76 e 127 bis del D.P.R. n. 917/1986 e successive modifiche.
Regimi fiscali Privilegiati a cui fa riferimento l’art. 44 ultimo comma della Legge di Stabilita 2015, con il quale si ritiene che si intenda porre rimedio al fatto che l’Italia non ha mai dato adempimento a quanto previsto nei Codici Doganali Comunitari, dove si prevede che gli Stati Membri devono dare notizia alla Comunità Europea sia dell’istituzione che dell’attivazione delle Zone Franche. E che la Comunita Europea è tenuta a pubblicare la notizia sulla Gazzetta Ufficiale Europea (GUCE).

Ma per capire meglio quanto ci viene comunicato con l’art. 44 della Legge di Stabilita 2015, è utile anche andare a leggere non solo quanto viene precisato all’art. 168 bis del D.P.R. n. 917/1986, ma anche quanto previsto:
1) dall’art. 1 comma 90 della Legge n. 244/2007; 2) dagli artt. 167 e 168 dello stesso D.P.R. n. 917/86, dove si prevede rispettivamente:

a) che nel Decreto Ministeriale che deve ancora essere emanato ai sensi dell’ art. 168 bis del dpr 917/86, debbono essere inclusi anche i territori che (come la Sardegna) non sono stati ancora elencati nei precedenti Decreti del Ministro delle Finanze del 4 settembre 1996 e del 4 maggio 1999; 

b) che il contribuente residente in zona franca (Sardegna) se vuole dimostrare che il suo insediamento produttivo realizzato in tale territorio (considerato territorio extradoganale e pertanto all’estero) non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale; 

c) deve presentare apposito Interpello all’Amministrazione Finanziaria ai sensi dell’art. 11 della Legge n.212 /2000 (Statuto del Contribuente) e che 1) l’amministrazione Finanziaria prima di procedere all’emissione dell’avviso di accertamento d’imposta o di maggiore imposta, deve notificare all’interessato un apposito avviso con il quale viene concesso al medesimo contribuente la possibilità di fornire, nel termine di novanta giorni, le predette prove della sua buona fede (leggasi diritto), 2) che qualora l’Amministrazione non ritenga idonee le prove addotte, dovrà darne specifica motivazione nell’Avviso di accertamento (vedi art. 167,168 e 110 comma 11 del D.P.R. n. 917/86).

Nell’eventualità che si verifichi quest’ultima (assurda) previsione, consigliamo di esibire all’Agenzia delle Entrate il nostro certificato di nascita e di residenza in Sardegna, nonché copia del D.lgs. n. 75/98, che evidentemente ignorano!"

 

 

 

 

SARDEGNA. Zona Franca al Consumo:  esenzione Iva e Accise

La zona franca al consumo compete alla Sardegna ed ai Sardi in base al D.lgs. n. 75/98 ed in base al principio di “Non Discrimine”, chiamato anche “ Principio di Uguaglianza”, in nome del quale situazioni simili devono essere trattate in modo uguale (si veda in tal senso art. 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo CEDU, l’art. 21 della Carta di Nizza, il  D.lgs. n.216/2003 con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva Comunitaria n.2000/78/CE.

Le  Zone Franche extradoganali al Consumo sono disciplinate da:

  • Legge Doganale n.1424/40, dove l’art.1 precisa che i punti franchi e le zone franche sono territori extradoganali (legge in vigore quando fu emanato art. 12 dello Statuto Sardo);
  • T.U. Doganale, approvato con D.P.R. n.43/73 ancora in vigore (all’art.2 conferma l’extradoganalità dei punti franchi e delle zone franche);
  • D.lgs. n. 268/48;
  • Legge n.1438/48;
  • Legge n. 623/49;
  • Legge n. 384/54;
  • Legge n.1351/64 convertito in Legge n.28/65;
  • Legge n.762/73;
  • Decreto Legge n.746/83 convertito nella Legge n.17/1984;
  • Legge n.479/1992;
  • Legge n.28/97;
  • D.lgs. n.75/98.

                                        
ZONA FRANCA = NO IVA

1) Il D.L. n.1351/64, convertito nella Legge n.28/65, all’art. 20 bis “estende i benefici di cui all’art. 11 della Legge n.1438/48 (immissione in consumo di beni e merci senza il pagamento di dazi doganali e tributi fiscali di ogni genere) ai residenti in territori svantaggiati, il cui svantaggio è stato individuato dall’art.92 (attuale art.87) del Trattato di Roma, ossia “ove il tenore di vita sia anormalmente più basso oppure si abbia una grave forma di sotto occupazione.
2) L’art.1 della Legge n.479/1992, emanata in attuazione della Direttiva n.83/181/CEE del 28 marzo 1983, Direttive n.88/331/CEE del 13 giugno 1988 e n.89/604/CEE del 23 novembre 1989, nel riscrivere l’art. 12 del D.P.R. n.723/1965, al comma secondo precisa che non sono soggette all’imposta sul Valore Aggiunto (IVA) le merci per le quali l’esenzione dal predetto tributo è stata disposta, con carattere di obbligatorietà, dalle direttive del Consiglio delle Comunità Europee adottate in materia di armonizzazione delle disposizioni comunitarie tra gli Stati Membri nonché le direttive in materia di determinazione del campo di applicazione dell’art. 14, comma 1, lettera d) della Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977.
Il suddetto art.14, in combinato disposto con l’art.16 della stessa Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio, prevede che non sono soggette all’IVA i beni destinati ad essere immessi in una Zona Franca o in un Deposito Franco.
La direttiva sulla Armonizzazione delle legislazioni comunitarie tra gli Stati Membri è stata prevista in tema di Zone Franche dalla Direttiva n.69/75/CEE del Consiglio del 04.03.1969 dove l’art.1 prevede che le merci che si trovano nei territori dichiarati zona franca sono considerate  fuori dalla linea doganale europea (extradoganalità) ai fini dell’applicazione dei dazi doganali e di qualsiasi altra tassa o misura di effetto equivalente.

                                        
ZONA FRANCA = NO ACCISE

Il D.lgs. n.504/95 emanato in attuazione Direttiva n.92/12/CEE del Consiglio del 25.02.92, Direttiva n.92/108/CEE del Consiglio del 14.12.1992, è stato riscritto dal D.lgs.n.48/2010 emanato in attuazione  della Direttiva n.2008/118/CEE, direttiva che all’art. 12, comma 1, lett. e),  prevede che sono esentati dal pagamento delle accise i prodotti destinati ad essere utilizzati per il consumo (dei residenti in zona franca) nel quadro di un accordo concluso con paesi terzi e autorizzato in relazione all’esenzione anche  dell’IVA.
L’art. 4 punto 2 della suddetta Direttiva n.2008/118/CEE precisa che per territorio dello stato membro si deve intendere il territorio della comunità a cui si applica il Trattato a norma dell’art. 299 dello stesso Trattato, ad eccezione dei territori terzi.
L’art. 4 punto 4 precisa che per territorio terzo si intendono i territori identificati all’art. 5 comma 2 e 3, ossia i territori extradoganali.

L’art. 2 della  Legge n.28/97, che ha recepito la Direttiva n.95/7/CE del 20.05.1997 del Parlamento  e del Consiglio, prevede che possano effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’IVA, i soggetti che  si trovano nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84, ossia i soggetti che risiedono in territori titolari del diritto alla  Zona Franca.
Il suddetto art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84 è stato integrato dall’art.1 comma 381 della Legge n.311/2004 che, oltre ad apportare modifiche all’art. 8 del D.P.R. n. 633/72, ha precisato che i soggetti residenti nelle zone franche, qualora intendano avvalersi dell’opportunità di effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento di dazi doganali, Iva ed Accise, devono presentare all’Agenzia delle Entrate, apposita Dichiarazione d’Intento redatta in conformità al modello approvato dal Ministero dell’Economia e Finanze, contenente l’indicazione della partita IVA del dichiarante, dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio, e che detta dichiarazione deve essere consegnata o spedita anche ai fornitori ovvero presentata in Dogana, prima della effettuazione di ogni singola operazione.
Modalità di compilazione della suddetta Dichiarazione d’Intento sono state individuate nella Risoluzione Ministeriale n.82/E del 1° Agosto 2012 (Agenzia delle Entrate Direzione Centrale servizi ai contribuenti) emanata a seguito delle modifiche normative introdotte dall’art. 2, comma 4 del D.L. n.16/2012 convertito nella Legge n.44/2012 (vedi anche Disegno di Legge n.958 del 2013) .
L’art. 132 comma 3 del D.P.R. n.917/86 prevede che i residenti nelle zone franche (Campione d’Italia) debbano chiedere l’iscrizione all’A.I.R.E., ossia l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, di cui all’art. 132 del D.P.R. 917/86, articolo n.132 attualmente confluito nell’aggiornamento dell’art. 18 del  D.L. n.216/78, convertito nella Legge n.388/78.

Il legislatore italiano ha disciplinato la Zona Franca al Consumo con apposito Regolamento emanato con  Decreto del Ministero delle Finanze n. 489 del 5/12/1997.


Maria Rosaria Randaccio

Come già comunicato, la Sardegna a decorrere dal 1° gennaio 2014 risulta destinataria delle disposizioni di cui all’art.1 comma 324 della Legge n.228/2012,
nel quale è stata recepita la Direttiva Comunitaria n.2010/45/UE del Consiglio relativa al sistema comune d’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e dove vengono modificate “le norme in materia di fatturazione” previste dall’art.7 e 21 del DPR n.633/72 e riservate ai residenti nei territori dichiarati Zona Franca.

Infatti fintanto che non venga malauguratamente abrogato il D.lgs. n.75/1998, la popolazione residente nell’isola della Sardegna risulta destinataria delle disposizioni di cui al D.L. n.1351/1964 convertito nella Legge n.28/1965 dove si prevede l’estensione delle disposizioni di cui all’art. 11 della Legge 1438/1948 ai territori svantaggiati come individuati all’art. 92 del Trattato di Roma, territori i cui svantaggi naturali ed economici devono venire compensati con quella Fiscalità di Vantaggio prevista dal suddetto articolo 11 della Legge n.1438/1948, ossia la “Zona Franca al Consumo” fiscalità compensativa allo svantaggio prevista anche dalla seguente normativa comunitaria:

Direttiva n.2010/45/UE del 13 luglio 2010 che ha portato modifiche alla Direttiva n.2006/112/CE del 28.11.2006 che a sua volta aveva apportato modifiche alla Direttiva del Consiglio n.69/75/CEE del 4 marzo 1969.

In tutte le suddette direttive si precisa che le popolazioni residenti nei territori dichiarati Zona Franca non sono assoggettati al pagamento dell' IVA e delle Accise, e che nelle loro fatture deve essere apposta la dicitura “Iva non Imponibile ai sensi dell’art.1 comma 324 della legge 228/2012" in quanto le suddette direttive in tema di fatturazione sono state recepite dal Legislatore Italiano all’art.7 e 21 del DPR n.633/1972 come modificati dall’art.1 comma 324 della Legge n.228/2012.

 

Dopo la modifica all’art.10 dello Statuto Sardo, modifica apportata dall’art.1 comma 514 della Legge n.147/2013 (Legge di stabilità 2014) i Politici Sardi non hanno più scuse per impedire l’attivazione immediata della Zona Franca al Consumo estesa su tutta l’Isola, infatti nel nuovo art.10 dello Statuto si prevede che la Regione, al fine di favorire lo sviluppo economico dell’Isola e nel rispetto della normativa comunitaria, con riferimento ai tributi erariali per i quali lo Stato ne preveda la possibilità, possa prevedere esenzioni fiscali e detrazioni d’imposta, esenzioni e detrazioni previste dal DPR n.633/72 che all’art.7 dispone che i residenti nei territori dichiarati zona franca siano esclusi dal pagamento dell’Iva, e all’art.38 bis si dispone che gli stessi ne possano ottenere la restituzione tramite detrazioni o compensazioni di altri tributi, qualora nel frattempo l’abbiano pagata.

 

 

 

Giovedì, 08 Agosto 2013 19:02
Pubblicato in News Sardegna


tax freeQuesti i documenti che la stackanovista dottoressa Randaccio ha preparato per i Comuni che hanno deliberato a favore della Zona Franca nel proprio territorio. E' necessario che vengano protocollati insieme ad una gran numero di firme. E' ora che i Movimenti pro Zona Franca, gli attivisti e le Amministrazioni Comunali si preparino all'azione! E' ora di riscuotere i nostri diritti e di aprire le porte al benessere della Sardegna! Ed - infine - è ora di riconoscere sul serio ed ufficialmente lo splendido, impagabile, straordinario lavoro della dottoressa Randaccio, e per sempre la nostra riconoscenza. (Luciana Carta)

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