zona-franca-sardegna-logo

 

I zonafranchisti sardi non hanno proprio pace. Prima la "separazione" degli ex vertici del Movimento Zona Franca, l'avv. Francesco Scifo e l'avv. Paolo Aureli con il gruppo di Sardi Liberi e la Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio con quello del Centro Destra, poi la notizia comparsa oggi sui giornali che la stella nascente, la dott.ssa Ines Pisano - magistrato del Tar del Lazio e nuova beniamina dei zonafranchisti del web - ha rinunciato alla candidatura a governatore. Nonostante però i numerosi colpi di scena di questi ultimi mesi, i zonafranchisti possono dormire sonni tranquilli visto che l'argomento "zona franca" verrà trattato in campagna elettorale proprio da coloro che al momento sono i maggiori esperti del settore e che da 7 anni a questa parte sono stati i protagonisti della grande e storica battaglia dei Sardi per questo diritto mai attuato. 

La campagna elettorale si prospetta già infuocata, come dimostra il commento al vetriolo dell'avvocato Paolo Aureli, candidato con Pili su Iglesias, relativo alle affermazioni del candidato Cinque Stelle Francesco Desogus circa la presunta inattuabilità della zona franca in Sardegna. 

Secondo Aureli "il Candidato del M5S alla Presidenza della Regione confonde in maniera imperdonabile il concetto di zona franca con quello di abbattimento delle imposte sui redditi. Ignora completamente che in zona franca, secondo la attuale disciplina dell’Unione Europea, quello che si abbatte per le merci che provengono dall’estero per essere lavorate e riesportare, sono solo i dazi doganali, l’IVA all’importazione e le accise sulla produzione. Ciò rappresenta un grande vantaggio per la produzione e per la internazionalizzazione del mercato anche Sardo. Ecco non è questione di ideologia ma di semplice competenza su alcune materie. Qui in fatto di zona franca tale competenza mi sembra latitare. Dire anche adesso a distanza di venti anni dalla mancata esecuzione del D.lgs. n. 75 del 1998 che la zona franca sia inattuabile è un peccato mortale nei confronti del sacrosanto diritto dei sardi alla espansione della propria economia."

Insomma, a difendere i diritti dei Sardi ormai rimangono veramente in pochi e - come sempre ribadito dai tecnici del Movimento Zona Franca, le leggi ci sono, devono semplicemente essere applicate. 

 

 

 

 

 

L'avvocato Francesco Scifo, Segretario politico dimissionario del Movimento Sardegna Zona Franca, ha commentato così la pubblicazione da parte della Regione Sardegna dello schema delle Zone Economiche Speciali per la Sardegna  (in allegato in basso) dello scorso 21 novembre: "C'è di buono e c'è del marcio in questa iniziativa delle Zes che noi troviamo nella delibera approvata dalla Giunta regionale della Sardegna il 21 novembre ultimo scorso. In particolare, si nota subito l'abbandono di tutta la Sardegna centrale che viene esclusa da qualsiasi beneficio. In realtà, sembrerebbe piuttosto un piano o meglio un progetto volto a tutelare certi centri di interesse che si sono sempre opposti a un vero sviluppo economico. Di buono il progetto ZES ha soltanto che finalmente anche il Centro-Sinistra ha capito che lo sviluppo dell'isola non può che passare attraverso una fiscalità differenziata, sul piano dei rapporti interni nazionali, per la Regione. Mentre, leggendo l'allegato di 131 pagine alla delibera emerge che viene fatta una disamina della situazione economica, commerciale e di sviluppo dell'area centro mediterranea da cui si evince la centralità delle zone Franche nei commerci internazionali e questa è l'opportunità che la Sardegna dovrebbe cogliere: fare una zona franca che copra tutta l'isola trasformandola in una enorme base logistica in sospensione dalle imposte e dai dazi. Ma questa opportunità sembra ancora lontana, il progetto invece ha tutte le caratteristiche di una pericolosa trovata elettorale perché paralizza ancora una volta l'attuazione del D.lgs. n.75/98. Infine, gli organismi che dovrebbero guidare questa entità appaiono pletorici e burocratici, come nella migliore tradizione della Sinistra e quindi, assolutamente inefficienti ed, anzi, dannosi per lo sviluppo. La montagna ha partorito un topolino. Una trovata elettorale a due mesi dalle elezioni ma una pessima scelta strategica."

 

 

Unità e determinazione: sono le parole chiave emerse in una recente riunione di alcuni esponenti del Movimento Zona Franca, ritrovatisi a Cagliari, dopo la pausa estiva, per ragionare sulle prossime iniziative del Movimento. "L'analisi impietosa del fallimento della politica ci impone di ritrovare unità e coesione per realizzare un obiettivo primario e indifferibile: lo statuto fiscale differenziato che la Sardegna merita. Non ci illudiamo che questa politica sia in grado di realizzarlo. Dobbiamo farlo noi. L'auspicio è che tutte le forze sane della Sardegna si uniscano attorno a questo progetto, che da anni il Movimento elabora con costanza e determinazione, fuori del palazzo, tra chi produce e soffre di una contingenza economica in continuo peggioramento." - si legge nel comunicato ufficiale del Movimento.

Il Movimento Zona Franca richiama quindi all'unità di tutto il mondo zonafranchista e annuncia la convocazione nell'immediato futuro dell'Assemblea dei soci in cui verranno votate le nuove cariche dirigenziali e approvata la riorganizzazione dell'associazione.

 

 

 

Finalmente oggi durante la Seduta n.15 della Camera dei Deputati si è portato all'Ordine del Giorno un argomento molto caro ai Sardi, la Zona Franca Integrale. In sintesi, la Camera ha accolto il provvedimento dell'On. Salvatore Deidda (FDI), per l’attivazione della Zona franca in Sardegna. Un momento storico e molto importante che il Movimento Sardegna Zona Franca, i cui vertici recentemente hanno incontrato gli economisti della Lega e i rappresentanti sardi di Fratelli d'Italia, attendeva da tempo e che fa ben sperare verso una repentina applicazione delle normative sulla zona franca fino ad ora ignorate dalla politica locale e nazionale. Il Movimento Sardegna Zona Franca vuole perciò condividere questa soddisfazione con tutti i zonafranchisti e attivisti che in tutti questi anni hanno seguito la rivendicazione di questo diritto. Un plauso particolare alla dottoressa Maria Rosaria Randaccio, all'avvocato Francesco Scifo e all'avvocato Paolo Aureli che non si sono mai risparmiati in anni di lotta. In appena 10 giorni dall'insediamento il Governo Conte (Salvini-Di Maio) sta cambiando le carte in tavola e per la Sardegna forse non ci sarà più soltanto un futuro di assistenzialismo. 

Qui sotto la sintesi della parte del documento relativa all'argomento "Zona Franca Sarda", discusso oggi alla Camera e votato all'unanimità (539 voti su 539 deputati presenti).

 

La Camera, premesso che:
    con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 31 gennaio 2013, in attuazione dell'articolo 27, comma 8, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante «misure urgenti per la crescita del Paese», sono stati dettati i criteri per l'individuazione delle situazioni di crisi industriale complessa;
    ai sensi della predetta norma, con successivi decreti ministeriali, rispettivamente del 13 settembre 2016 e del 7 ottobre 2016, sono state accertate le condizioni per il riconoscimento di crisi industriale complessa, con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, per i poli di Portovesme e Porto Torres;
    per i lavoratori dei due poli industriali è stata autorizzata, con diversi provvedimenti normativi, in particolare, da ultimo, con i commi 139 e 145 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017, sia la misura della mobilità che quella della cassa integrazione in deroga;
    da ultimo, col decreto-legge 9 maggio 2018, n. 44, si è ritenuto di adottare misure straordinarie e urgenti per assicurare l'ulteriore finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, comma 139, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché di apportare modifiche all'articolo 1, comma 145, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, al fine di garantire la prosecuzione dei trattamenti di cassa integrazione in deroga aventi efficacia temporale entro il 31 dicembre 2016 e durata fino al 31 dicembre 2017;
    pur ritenendosi assolutamente necessaria la conversione in legge delle misure previste dal provvedimento in esame, al fine di garantire la proroga degli ammortizzatori concessi in favore del personale dipendente delle aziende operanti nelle citate aree industriali in crisi, appare comunque doveroso ricorrere a riforme strutturali che consentano il superamento della crisi economica con conseguente sviluppo occupazionale delle aree interessate;
    esclusivamente con l'approvazione di misure di riduzione degli oneri fiscali e del costo dell'energia potrebbero attrarsi investimenti in grado di far superare alle citate aree la crisi industriale in atto, consentendo lo sviluppo delle medesime, oltre che una crescita economica strutturale, tale da rendere assolutamente superflua l'adozione di ulteriori misure di assistenza;
    l'articolo 1 del decreto legislativo n. 75 del 1998 ha previsto che: «1. In attuazione dell'articolo 12 dello statuto speciale per la regione Sardegna approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, sono istituite nella regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913 del 1992 (Consiglio) e n. 2454 del 1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili. 2. La delimitazione territoriale delle zone franche e la determinazione di ogni altra disposizione necessaria per la loro operatività viene effettuata, su proposta della regione, con separati decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. 3. In sede di prima applicazione la delimitazione territoriale del porto di Cagliari è quella di cui all'allegato dell'atto aggiuntivo in data 13 febbraio 1997, dell'accordo di programma dell'8 agosto 1995 sottoscritto con il Ministero dei trasporti e della navigazione.»;
    l'articolo 174 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea ha stabilito che «Per promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme dell'Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale. In particolare l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite. Tra le regioni interessate, un'attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna.»;
    la Regione Sardegna possiede più di un requisito tra quelli individuati dall'Unione Europea per la classificazione di regione svantaggiata e che, quindi, l'istituzione della zona franca, anche integrale, consentirebbe di ridurre, se non annullare, lo svantaggio determinato dall'insularità della stessa regione, contribuendo, altresì, a limitare il fenomeno dello spopolamento;
    la particolare conformazione geografica, lo stato di isolamento, l'insularità e la scarsa densità demografica della Sardegna, giustificano l'individuazione quale zona franca di tutto l'intero territorio regionale, tenuto anche conto che le esigenze di delimitazione previste per il riconoscimento della zona franca sono agevolmente garantite dal confine marittimo dell'Isola;
    già nel 2001, la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Dogane ha dichiarato che, ai sensi del decreto legislativo n. 75 del 1998, l'intero territorio dell'Isola dovrebbe essere individuato come zona franca extraterritoriale, anche in ragione dell'identico riconoscimento ottenuto da altre località italiane ed europee, recanti analoga condizione geografica;
    con le Deliberazioni n. 8/2 del 7 febbraio 2013 e n. 9/7 del 12 febbraio 2013 la Giunta Regionale della Sardegna ha dato mandato «al Presidente per il formale inoltro ai competenti uffici della Commissione europea e alle Autorità doganali coinvolte della comunicazione riguardante la attivazione del regime doganale di zona franca della Sardegna esteso, a tutto il territorio regionale con perimetrazione coincidente con i confini naturali dell'Isola di Sardegna e delle sue isole, affinché gli stessi uffici procedano ai conseguenti adempimenti legali di competenza e alla pubblicazione nella GUCE, anche e specificamente, ai fini della modifica dell'articolo 3 del Regolamento CE n. 450/2008»;
    il definitivo avvio della zona franca in Sardegna costituirebbe per l'intero territorio regionale un importante occasione di sviluppo economico e sociale che garantirebbe anche il superamento dello svantaggio determinato dall'insularità della stessa Regione e lo sviluppo delle aree industriali in crisi, rendendo altresì possibile il consolidamento dell'Italia nel ruolo di leader negli scambi commerciali nel Mar Mediterraneo,

impegna il Governo

a porre in essere ogni necessario adempimento, al fine di garantire l'avvio della zona franca nell'intero territorio regionale della Sardegna, introducendo, anche tra i propri obiettivi economici del prossimo triennio, la piena attuazione del decreto legislativo n. 75 del 1998 e della relativa normativa comunitaria, con l'onere di individuare e destinare nella prossima legge di Bilancio le risorse economiche necessarie, allo stato quantificabili in 1 miliardo di euro, comunicando, altresì, alla Commissione Europea l'avvenuta istituzione della zona franca, ai sensi dell'articolo 243 del Codice Doganale Europeo.

9/583-A/2. Deidda

 

RESOCONTO SEDUTA N.15 DEL 14.06.2018

 

 

Si terrà a Giave alle ore 18.00 nel Salone del Centro Sociale il Convegno "Zona Franca, Libertà e Legalità" in cui parteciperanno il Generale Dott. Antonio Pappalardo, politico ed ex capo di Stato Maggiore della Divisione Unità Specializzate dei Carabinieri; l'avv. Antonello Secchi, membro del Direttivo nazionale del Forum antiusura; la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, Intendente di Finanza in pensione e Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca.

In allegato qui sotto la locandina dell'evento.

 

 

Il 6 aprile alle ore 18.00 presso la Biblioteca Comunale di Gonnosfanadiga, in Via Antonio Gramsci 19, si terrà un incontro organizzato da Fausto Orrù, sindaco di Gonnosfanadiga, sulla forte pressione esercitata da un gruppo di cittadini capeggiati dall'attivista zonafranchista Maria Rosaria Raiola, per parlare di Zona Franca al consumo. Parteciperanno i sindaci di Gonnosfanadiga, Villacidro, Guspini, Furtei, Sanluri, ecc.  Interverrà il Consiglio Direttivo del Movimento Sardegna Zona Franca al completo e i professionisti che da tempo stanno portando avanti il dialogo con i sindaci sardi, in primis la dottoressa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento e acclamata fiscalista, l’avvocato Paolo Aureli, vice presidente del Movimento e l'avvocato Francesco Scifo, segretario politico del Movimento. E' attesa anche la partecipazione del sindaco di Giave Maria Antonietta Uras.

Prossimamente ulteriori aggiornamenti.

 

 

 

Sardegna e Catalogna: due regioni distanti ma unite da un forte indipendentismo... almeno di facciata. Come un fulmine a ciel sereno è giunta stamattina la notizia dell'arresto di Carles Puigdemont. L'ex presidente catalano si stava dirigendo in Belgio per il suo esilio involontario, ma è stato fermato dalla polizia tedesca. Inutile dire che tutti i pensieri siano stati rivolti proprio alla causa dell'indipendenza catalana.

Che sia finito questo sogno? Assolutamente no. Anzi si può dire che Puigdemont abbia riportato un'altra piccola vittoria in questa dura battaglia. Infatti sono bastate poche ore perchè le Ramblas di Barcellona si riempissero dei sostenitori dell'indipendentismo. Non basta la polizia e non basta neanche l'intera Spagna per estinguere il fuoco che unisce milioni di catalani. Già, li unisce. Una parola sconosciuta per noi sardi. Se è vero che anche la Sardegna richiede fortemente l'indipendenza, perchè non sono state fatte queste manifestazioni? Eppure se davvero il popolo sardo avesse aspirato a questo traguardo, sarebbe dovuto scendere in piazza lo scorso 28 Aprile 2017, in occasione dell'arresto di Doddore Meloni. Lui ci credeva davvero nell'indipendenza, tanto che ha scelto di morire di fame in carcere pur di far smuovere il suo popolo. Sapeva che, applicando la legge, il nostro Statuto ci consente già un'autonomia enormemente più profonda di quella catalana. Tuttavia, questo non è bastato a dissipare l'ignavia dei sardi. Pochi mesi e la questione è nuovamente calata nel silenzio più profondo. D'altronde, è molto più comodo protestare stando seduti su un divano, smanettare sui social e guardare il telegiornale aspettando che il mondo cambi da solo. Peccato che ciò non possa accadere.

Se solo fossimo uniti come lo sono stati i catalani allora qualcosa si sarebbe smosso e magari parleremmo di un'altra storia. Così non è stato e così non sarà mai, perchè non è possibile instillare in un popolo una caratteristica che non ha mai avuto, l'unione, se nemmeno riesce a far applicare il suo statuto. Allora a chi ancora parla d'indipendenza in Sardegna ricordiamo che Doddore è morto solo. Per una vera lotta d'indipendenza cominciamo uniti a pretendere di applicare lo Statuto e a chiedere la revisione dei trattati europei che riguardano la Sardegna in base all'art. 52 e pretendere la zona franca integrale.

 

 

Si terrà a Cagliari l'11 Dicembre prossimo il tanto atteso seminario per professionisti intitolato "Il Regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e riservato ai soli commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro. L'evento, che avrà luogo presso il Sardegna Hotel di Cagliari, sarà gratuito per i professionisti iscritti come soci sostenitori del Movimento e a pagamento, con la quota di € 50,00 per i professionisti non iscritti.
Il programma del Seminario è il seguente:

ore 14.45 Accredito dei partecipanti
ore 15.00 Inizio lavori
Avv. Francesco Scifo
La normativa UE e nazionale
ore 15.30 Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio
Approfondimento sul Codice Doganale
ore 16.00 Avv. Paolo Aureli
Differenze tra Zone Franche, Zes e ZFU
ore 16.20 Dott.ssa Antonella Pinna
Modello VIES, Dichiarazione d’intento, gestione
fatture acquisti e vendite, trasmissione dati a
Ufficio delle Dogane competente

Dibattito e problematiche
ore 18.00 Fine lavori

Sarà possibile iscriversi fino al 7 dicembre inviando la propria adesione all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il modulo per l'scrizione è in allegato qui sotto.

 

 

Il 15 aprile 2016 la Regione Sardegna, sulla base delle bozze stilate dai professionisti del Movimento Sardegna Zona Franca, ha pubblicato una deliberazione sulla zona franca (qui sotto in allegato), con la quale stabiliva: 

1) di avviare l’attivazione delle zone franche previste dall’art. 12 dello Statuto così come stabilito dal D.Lgs. n. 75/1998;

2) di dare mandato alla Direzione generale della Presidenza di predisporre un disegno di legge per l’abrogazione della legge regionale 2 agosto 2013, n. 20 al fine di abrogare le disposizioni che prevedono la trasformazione di “Cagliari Free Zone” in “Sardegna Free Zone” e le disposizioni che stabiliscono che il Prefetto dela provincia di Cagliari eserciti i poteri sostitutivi;

3) di stabilire che le amministrazioni locali richiedenti l’attivazione delle zone franche di cui all’art. 12 dello Statuto e/o i soggetti gestori, provvedano a trasmettere alla Regione un’apposita domanda nella quale sono riportate le imprese e le attività (volte ai traffici con i Paesi extra UE) già operanti sul territorio e quelle che presumibilmente si localizzeranno nella zona franca;

4) di stabilire che le amministrazioni locali richiedenti l’attivazione delle zone franche di cui all’art. 12 dello Statuto e/o i soggetti gestori, provvedano a inviare una bozza di regolamento, nel quale inter alia dovrà essere specificato:

a. l’esatta individuazione dell’area sulla quale dovrà insistere la nuova zona franca;
b. il tipo di regime doganale più confacente alle esigenze del loro territorio;
c. il gestore dell’istituenda zona franca, il quale fra l’altro, entro 60 giorni dall’emanazione del DPCM previsto dal D.Lgs. n. 75/1998, dovrà predisporre il relativo piano operativo;

5) di approvare che vengano approvate e divulgate le schede informative (allegate alla presente deliberazione) per consentire ai soggetti interessati di analizzare e valutare le distinte caratteristiche di ciascun regime doganale, mettendo in risalto i vantaggi e gli eventuali svantaggi di ciascuno di essi;

6) di stabilire che nel sito Web della Regione venga predisposto uno specifico link attraverso il quale avere accesso a tutte le informazioni e a tutte le leggi che disciplinano la materia della “zona franca”.

Secondo questa delibera la Giunta Regionale ha quindi dettagliatamente indicato - tra le altre cose - a tutti i Comuni di procedere a comunicare quali aree industriali intendano utilizzare il regime doganale in questione e, pertanto, i sindaci devono utilizzare questa delibera quale promemoria per portare avanti le proprie istanze, ricordando alla stessa Regione quanto da essa precedentemente deliberato.

 

 

 

registrazione scifo

E' stata una serata in cui il Movimento Sardegna Zona Franca ha avuto la certezza che quella della zona franca è una guerra politica, economica e di potere, in cui una vera e propria casta si permette di impedire un contraddittorio, che probabilmente l'avrebbe vista soccombere e dover ammettere che il limite della legalità è stato già superato da tempo. 

L'avvocato Francesco Scifo, in rappresentanza del Movimento Sardegna Zona Franca, regolarmente registrato, come si vede nella foto a sinistra, pur non essendo stato invitato, ha chiesto la parola al Presidente dei Commercialisti ma non gli hanno permesso di parlare. Addirittura pur di non farlo interloquire è stato persino annullato il dibattito finale e le domande. Ma la cosa più vergognosa è che nessuno dei commercialisti in sala ha difeso il suo diritto di controbattere alle loro tesi. 

Tutto questo sembra quasi voler rimarcare quanto la politica e i poteri forti stiano iniziando ad avere davvero paura e che - grazie al Movimento Sardegna Zona Franca - il popolo sardo finalmente stia acquisendo la consapevolezza di ciò che gli è stato tolto per oltre settant'anni.

 

 



Pagina 1 di 8

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Non vengono raccolte informazioni personali.

Se continui la navigazione, accetti l'utilizzo di questi cookie. Per saperne di piu'

Approvo

ultimi EVENTI

Nessun evento

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.

Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

ImpronteDigitali Graphics & WebDesign