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DELIBERAZIONE N. 24/14 DEL 22.4.2016

Oggetto: Piano Sulcis. Proposta di delimitazione territoriale e disposizioni necessarie per la operatività della zona franca di Portovesme/Sant’Antioco e delle aree industriali funzionalmente collegate ai sensi dell’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 10 marzo 1998 n. 75. Approvazione definitiva.

 

 

 

 

 

Ieri, nell'ennesimo incontro a Roma al Ministero, cui ha partecipato per il Movimento Sardegna Zona Franca l'avv.Francesco Scifo, quale tecnico per l'applicazione del Decreto Legislativo n. 75/98 sulle zone franche istituite in Sardegna dal 1998 e mai applicate dalle Dogane, un funzionario delle stesse Dogane ha addirittura affermato che la legge non esiste!
Tra questa sconcertante affermazione e l'inerzia della Magistratura, facendo seguito a quanto già presentato dal Dirpubblica, il Movimento Sardegna Zona Franca chiede il commissariamento dell’Agenzia Entrate e la successiva liquidazione dell’agenzia diretta da Rossella Orlandi con la nomina del Commissario straordinario ai sensi all’art. 69, comma 1, del D.Lgs. n. 300/1999.

Questo il commento a caldo dell'avv. Francesco Scifo appena rientrato dalla Capitale.

"Ormai le sentenze dei TAR, del Consiglio di Stato e della Corte Costituzionale che contestano alle agenzie fiscali (Entrate e Dogane) di agire al fuori del quadro costituzionale e della legalità si susseguono a ritmo vertiginoso.
Risulta che ora anche la magistratura penale finalmente stia disponendo perquisizioni nelle Agenzie per verificare il mancato rispetto della legge, peraltro conclamato nelle sentenze succitate. L’unica soluzione per riportare la legalità è il commissariamento e lo smantellamento delle Agenzie che ormai sono dei corpi separati dallo Stato e agiscono al di fuori della legge, dei Trattati Europei e della Costituzione.
Tutti possiamo fare come ha fatto il dott. Giancarlo Barra di DIRPUBLICA e con una semplice lettera chiedere il commissariamento delle Agenzie ed il loro smantellamento solo per il semplice fatto che non rispettano le leggi della Repubblica.
Ieri, nell'ennesimo incontro a Roma al Ministero, cui ha partecipato lo scrivente, quale tecnico per l'applicazione della legge 75/98 sulle zone franche istituite in sardegna dal 1998 e mai applicate dalle Dogane, le Dogane hanno addirittura affermato che la legge non esiste!
Se avete a cuore la Zona franca della Sardegna, il rispetto della legge, il vivere secondo la nostra civiltà giuridica allora la risposta deve essere una sola COMMISSARIARE LE AGENZIE FISCALI! Chiediamo tutti, anche via email e pec, al Presidente Matteo Renzi e al Presidente della Repubblica di fare rispettare alle agenzie fiscali le leggi dello Stato Italiano e dell’Unione Europea!"

E' sempre valido l'ashtag #fattiunselfieperlalegalità

 

 

 

 

 

"Il Decreto Ministeriale n. 259 del 19 giugno 1998 - pubblicato sulla G.U. n.179 del 3 agosto 1998 - ci spiega in che modo dobbiamo compilare l’istanza da inoltrare all’Amministrazione Finanziaria ai fini dell’applicazione dell’art. 37 bis del D.P.R. n.600/1973.
L’Articolo 37 bis al comma 8 infatti prevede che le norme tributarie sulla riscossione dei tributi possano essere disapplicate qualora il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie che lo riguarda (come il fatto di risiedere in un territorio dichiarato zona franca) non possono verificarsi effetti elusivi dei tributi, diretti ad aggirare obblighi o divieti previsti nell’ordinamento tributario.

A tal fine il contribuente deve presentare istanza al Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate, competente per territorio, descrivendo compiutamente la fattispecie concreta per la quale ritiene non applicabili le disposizioni normative di cui chiede la disapplicazione.
L’Amministrazione deve richiedere, anche con lettera raccomandata e a pena di nullità del successivo avviso di accertamento, chiarimenti da inviare per iscritto entro 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta di chiarimenti, nella quale l’amministrazione indica i motivi per i quali ritiene insussistenti le motivazioni addotte dal contribuente.
Le determinazioni del Direttore Regionale dell’Agenzia delle Entrate vanno comunicate al contribuente non oltre 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza, con provvedimento da ritenersi definitivo.
Qualora l’Amministrazione Finanziaria ritenga che le motivazioni del contribuente siano inaccettabili, deve notificare l’avviso di accertamento con le modalità previste dall’art. 42 del D.P.R. n.600/73, dove si prevede che l’avviso di accertamento deve essere specificatamente motivato in relazione alle giustificazioni fornite dal contribuente, e le eventuali maggiori imposte accertate sono iscritte a ruolo secondo i criteri previsti dall’art. 68 del D.lgs. n.546/92, ovvero DOPO la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale che (eventualmente) dia torto al contribuente!

L’art. 37 bis del D.P.R. n. 600/73 è stato abrogato dall’art. 1 comma 2 del D.lgs. n. 128/2015, decreto quest’ultimo dove si precisa “che le disposizioni che fanno riferimento all’art. 37 bis del D.P.R. n. 600/73, devono intendersi riferite all’art. 10 bis della Legge n.212/200”, introdotto dall’art.1 comma 1 dello stesso D.lgs. n. 128/2015, che ripropone le modalità e i tempi da seguire per l’inoltro della domanda di “Interpello” da parte di qualunque cittadino residente nell’Isola.
Nella risposta l’Amministrazione Finanziaria ha l’onere di dimostrare la sussistenza della condotta abusiva che determina vantaggi fiscali indebiti al contribuente, confermando cosi quanto già previste nel succitato D.M. n.259 del 19 giugno 1998 richiamato alle premesse.

Le succitate disposizioni risultano attualmente confermate dal D.lgs. n.128/2015 art. 1 commi 3 e 4 e dal D.lgs. n. 147/2015 che ha apportato modifiche al D.P.R. n.917/86 art. 167 comma 8 ter e 8 quater dove si prevede che la disciplina del comma 1 e del comma 8 bis dell’art.167 non si applicano se in contribuente dimostra, anche tramite interpello e secondo le modalità indicate nel comma 5 dell’art. 167, in parola che l’insediamento all’estero non rappresenta una costruzione artificiosa volta a conseguire un indebito vantaggio fiscale, e che l’Amministrazione Finanziaria prima di procedere all’emissione dell’avviso di accertamento d’imposta o di maggiore imposta deve notificare all’interessato un apposito avviso con il quale viene concessa al medesimo la possibilità di fornire entro 90 giorni le prove di come il contribuente che risiede nell’isola della Sardegna abbia il diritto ad un regime fiscale diverso ed inferiore rispetto a quello riservato alle altre regioni italiane che non sono isole ultraperiferiche.

Appare evidente che anche ai sensi del D.lgs. n. 114/2016, che ha portato modifiche all’art.8 dello Statuto Sardo approvato con la Legge Costituzionale n.3/1948, ai residenti nell’Isola della Sardegna competa il diritto alle Franchigie Fiscali in base all’art. 92 del Trattato di Roma, in base all’art. 349 del Trattato di Lisbona, del D.lgs. n.75/98 ed in base al principio di “non discrimine” chiamato anche “Principio di Uguaglianza” in nome del quale situazioni simili devono essere trattate in modo uguale, (si veda in tal senso art. 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo CEDU, l’art. 21 della Carta di Nizza e il D.lgs n.216/2003 con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva Comunitaria n.2000/78/CEE."

Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio

 

Ieri sera nella sala congressi del Telis - durante il Convegno sulla zona franca ad Arbatax - deliberata dalla Giunta comunale il 27 aprile scorso, diversi imprenditori provenienti non solo da tutta l'Ogliastra, ma anche dal Nord Italia, hanno avuto modo di ascoltare direttamente dalla bocca dei relatori quante siano state le occasioni perse per il territorio a causa di una mancanza di consulenti preparati e capaci di "scovare" le varie opportunità nazionali che europee. 
In particolare, la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, Intendente di Finanza in pensione e Presidente del Movimento, ha "bacchettato" il Comune di Tortolì per non aver saputo sfruttare i fondi europei per il settore della nautica da diporto, la cui destinataria sarebbe dovuta essere l'area dell'ex Cartiera ai sensi della Legge n.355/1976 che aveva previsto che l'esecuzione dei lavori ordinari e straordinari sul porto di Cagliari (di conseguenza anche Arbatax), Ancona, La Spezia, Livorno e Messina dovessero essere a totale carico dello Stato, e ai sensi dell'art. 1 commi da 990 a 994 della Legge n.296/2006 (Finanziaria 2007) che autorizzava un contributo di 10 milioni di euro per 15 anni a decorrere dal 2007 per la realizzazione di grandi infrastrutture portuali immediatamente cantierabili, previa acquisizione dei corrispondenti piani finanziari presentati dalle competenti Autorità portuali.
L'avvocato Francesco Scifo ha poi fatto un riepilogo delle azioni recenti del Movimento zona franca, citando in particolare la collaborazione per la stesura delle delibere regionali e dei comuni di Olbia e di Portovesme, che hanno portato all'attivazione della zona franca non interclusa nei porti della Sardegna da parte del Consiglio Regionale.
Il segretario politico del Movimento ha poi citato vari esempi di operatività delle zone franche più conosciute e i modi di una eventuale applicazione nel porto di Arbatax e nella zona industriale retrostante. Pur riconoscendo che sia necessario che almeno una delle zone franche previste nelle delibere regionali inizi la sua operatività a tutti gli effetti, si è lanciata l'idea di costituire una o più cooperative per facilitarne la partenza.
L'avvocato Paolo Aureli, delegato del Sulcis del Movimento zona franca, ha poi concluso spiegando le differenze tra le varie zone franche e ponendo la questione dal punto di vista delle imprese già esistenti nel territorio e della possibilità di lavoro non solo per tutti gli attuali disoccupati e cassaintegrati, ma anche dei migranti che numerosi stanno sbarcando nelle coste dell'isola.

Ma sicuramente l'intervento più atteso è stato quello del dott. Gianni Andrea Deligiaalto funzionario dell'ONU e Premio Nobel per la pace nel 2001, che ha parlato della sua vasta esperienza in campo internazionale e dell'amarezza di tornare nella sua terra natìa e di trovare gli stessi problemi di sempre ancora irrisolti. Il dott.Deligia ha messo l'accento sullo spopolamento della Sardegna e sul futuro drammatico che ci attende se non si cercherà di sfruttare subito l'opportunità di aprire nuove frontiere commerciali verso il Nord Africa attraverso un regime fiscale "privilegiato" per poter essere competitivi nei settori in cui la Sardegna possiede un'eccellenza qualitativa di prodotti, cioé l'agricoltura e la pastorizia.

In conclusione, i relatori hanno dato la loro disponibilità per incontri futuri per chi volesse approfondire l'argomento e per chi volesse avere delle consulenze in merito all'invio della documentazione necessaria per entrare in regime di zona franca.

Il Movimento Sardegna Zona Franca è all'opera per creare un soggetto giuridico che si occupi dei business plan e delle consulenze per le aziende che hanno intenzione di aderire alla free zone e che faccia da tramite tra le istituzioni e gli utenti commerciali che vorranno investire in Sardegna.

 

 

 

 

Anche se nessun giornale o televisione lo racconta, il Parlamento Italiano in questi ultimi tre anni ha legiferato in tema di zona franca, confermando il diritto dei Sardi ad ottenere il regime fiscale privilegiato della Zona Franca comprendente anche la “Zona Franca al Consumo” (in gergo tax free).
Diritto che si concretizza essenzialmente nella riduzione al 12,50% dell’aliquota massima applicabile ai redditi da chiunque prodotti in Sardegna, e nell’abolizione dell’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e delle Accise sulle merci e sui servizi offerti ai residenti compreso il carburante e la corrente elettrica.

Questo regime fiscale si chiama “privilegiato" in quanto esso spetta di diritto a tutte le isole del mondo collocate geograficamente in una posizione di svantaggio poiché circondate da tantissimi chilometri quadrati di mare e per questo motivo considerate regioni ultraperiferiche.

Tale regime fiscale privilegiato viene disciplinato dalla normativa comunitaria che si applica direttamente a tutti gli Stati Membri dell’Unione Europea, ossia gli Stati che hanno aderito al Trattato di Roma e - successivamente - al Trattato di Lisbona, e dove in quest’ultimo Trattato si conferma che le Zone Franche, i Punti Franchi e i Depositi Franchi sono territori extradoganali disciplinati principalmente dai Regolamenti Comunitari n. 918/83 e n. 2504/88, e dalle Direttive n. 2006/112/CE e n. 2008/118/CE.

In essi infatti si prevede che i residenti nei territori “extradoganali" abbiano diritto ad un regime fiscale privilegiato e che pertanto non debbano pagare Dazi Doganali, Iva e Accise.
L’abolizione dell’Iva e delle Accise sulle merci e sui servizi offerti ai residenti nei territori Extradoganali viene confermato anche di recente dalla Direttiva n.2013/61/UE che apporta modifiche alle Direttive n.2006/112/CE e Direttiva n.2008/118/CE (ossia le direttive Comunitarie sull’Iva e sulle Accise) prevedendo che queste due direttive non si applichino alle regioni ultraperiferiche di cui all’art. 349 e all’art. 355 del TUEF (Trattato di Lisbona): Guadalupa, Guyana Francese, Martinica, Azzorre, Madera, Isole Canarie, tenuto conto della loro insularità e della situazione socio economica strutturale, aggravata dalle grande distanza topografica e dalla dipendenza economica da alcuni prodotti, fattori la cui persistenza e il cumulo recano grave danno al loro sviluppo.

All’Isola della Sardegna compete a maggior ragione l’esenzione da Iva e Accise, in quanto il suo diritto alla Zona Franca esisteva ancora prima che nascessero i Trattati della Comunità Economica Europea (CEE); trattati attraverso i quali è stata concessa la Zona Franca alle succitate isole Canarie, Azzorre, ecc.
Infatti la Sardegna è entrata a far parte di diritto delle Zone Franche dell’Europa non solo ai sensi del D.lgs. n.75/1998 (che ha dato attuazione all’art. 12 dello Statuto Sardo, che aveva previsto l’istituzione di punti franchi su tutto il territorio della Sardegna) ma anche ai sensi dell’art.234 del Trattato di Roma del 1957 e dall’art. 351 (ex 307 TCE) del Trattato di Lisbona dove si precisa che: “le disposizioni dei trattati non pregiudicano i diritti e gli obblighi derivanti da convenzioni concluse anteriormente al 1 gennaio 1958”.

Infatti lo Statuto Sardo è stato emanato in un periodo antecedente alla nascita della Comunità Economica Europea!

 

Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio

 

 

 

Grande partecipazione popolare il 12 sera al Lu Hotel al convegno organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca. Sala piena e acceso dibattito sullo sviluppo delle potenzialità insite nello strumento della zona franca aperta da poco avviata nel Sulcis. Insieme ai dirigenti del Movimento il coordinatore del Governo per il Piano Sulcis - l'on.Tore Cherchi - si è congratulato apertamente per la fruttuosa collaborazione con i vertici del Movimento che ha portato alla realizzazione delle delibere attuative della zona franca del Sulcis che danno applicazione all'Art. 12 dello Statuto Sardo dopo 68 anni. Il Movimento Sardegna Zona Franca dopo aver collaborato alla revisione dell'articolo 10 del predetto statuto adesso può ben dire di aver fattivamente determinato, con la collaborazione dell'attuale Giunta regionale, l'applicazione concreta dell'articolo 12. Ciò dimostra che non conta il colore della Giunta al governo pro tempore ma soltanto l'effettivo impegno che si profonde.

Prossimo appuntamento ad Arbatax.

 

DELIBERAZIONE N.21/3 - N. 21/4 - N.21/5 DEL 15.04.2016

Delibere per la zona franca approvate dalla Giunta Regionale che con esse attiva la zona franca nei porti della Sardegna in base al D.Lgs. n.75/98.

Leggi le delibere:

Delibera n. 21/3 Attivazione delle zf doganali previste dall’art. 12 dello Statuto speciale per la Sardegna

Delibera n.21/4 Zona Franca non interclusa Olbia

Delibera n.21/5 Zona Franca Portovesme/Sant'Antioco

 

 

 

Venerdì, 22 Aprile 2016 14:56

Comunicato Stampa del 22.04.2016

 

 COMUNICATO STAMPA DEL 22.04.2016

In riferimento al Convegno sulla zona franca che si terrà nel pomeriggio al Teatro San Francesco di Tortolì, come da articolo de L'Unione Sarda di oggi 22 aprile 2016, comunichiamo che il Movimento Sardegna Zona Franca è assolutamente estraneo a tale evento, promosso dal sig.Modesto Fenu e da alcuni politici a lui annessi; e che allo stesso - destituito dalla carica di consigliere regionale e già condannato dal Tribunale di Cagliari con Ordinanza n.360 del 17.03.2015 e, successivamente, con Ordinanza confermativa, a seguito di reclamo, del 04.06.2015, è stato vietato di utilizzare il nome del "Movimento Sardegna Zona Franca" o analoghi nomi o sigle con esso confondibili e di organizzare riunioni, convegni, tesseramenti e altre simili attività di propaganda e proselitismo utilizzando nomi o simboli identici o confondibili con quelli del Movimento Sardegna Zona Franca.

 

Comunicato a cura dell'Ufficio Stampa e Comunicazione
del Movimento Sardegna Zona Franca

 

Oggi alcuni quotidiani sardi danno notizia di convegni e incontri sulla zona franca, patrocinati da questo o quel politico e, addirittura, si assiste ad inciuci tra movimenti di diverse parti politiche.
Soggetti che presentano liste elettorali contrapposte in alcuni comuni hanno il coraggio di organizzare insieme, d’amore e d’accordo, convegni sul tema.
La zona franca però è un argomento serio, non certo alla portata di quei politici, alcuni persino diffidati da un Tribunale della Repubblica a non spendere il nome del Movimento zona franca e che ora, del tutto maldestramente, cavalcano l’idea della zona franca per racimolare qualche voto alle amministrative imminenti: a questi personaggi, i diffidati e gli altri, ricordiamo che esiste un istituto che si chiama concorso nel reato.

Costoro tentano di attribuirsi il merito del duro lavoro tecnico svolto - peraltro pubblicamente - da altre persone.

Come dice oggi il dott. Davigo, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati: «Gli italiani non hanno mai avuto una grande considerazione di sé: siamo gli unici a dire di noi stessi cose terribili nell’inno nazionale, “calpesti”, “derisi”, “divisi”. All’epoca sembrò che tutto potesse cambiare. Ricordo un’intervista ai volontari che friggevano le salamelle alla festa dell’Unità; erano i primi a volere in galera i dirigenti che li avevano traditi. Ma cominciò presto il coro opposto: “E gli altri, perché non li avete presi?”». Oggi la situazione e come allora? «E peggio di allora. È come in quella barzelletta inventata sotto il fascismo, il prefetto arriva in un paese e lo trova infestato di mosche e zanzare, e si lamenta con il podestà: “Qui non si fa la battaglia contro le mosche?”. “L’abbiamo fatta — risponde il podestà —. Solo che hanno vinto le mosche”. Ecco, in Italia hanno vinto le mosche. I corrotti».

Parafrasando il dott. Davigo possiamo affermare che questi politici non hanno smesso di rubare il lavoro intellettuale altrui ma hanno smesso di vergognarsi (cit. da Il Secolo d'Italia).

Chi vuole perdere tempo può assistere a questi incontri privi di sostanza tecnica e seguire queste persone decisamente opportuniste.

 

 

 

 

 

 

COMPORTAMENTO INAUDITO DEL PRESIDENTE PIGLIARU. SI INASPRISCE LA MOBILITAZIONE POPOLARE DEL SULCIS IGLESIENTE. SARA’ SCIOPERO GENERALE E MOBILITAZIONE DI TUTTE LE ATTIVITA’ PRODUTTIVE.
Pigliaru il 12 febbraio convoca i sindaci del Sulcis ed i sindacati per parlare del Piano Sulcis, senza tenere minimamente conto della richiesta di incontro trasmessa dal Comitato per la difesa del Sulcis Iglesiente che in questi giorni ha animato con la mobilitazione popolare la cronaca Sulcitana. « È inaccettabile che Pigliaru non ponga all'ordine del giorno anche la Zona Franca per il Sulcis e che non convochi tutti i promotori di questa lotta accogliendo invece sigle sindacali che l'hanno addirittura osteggiata apertamente! Ma noi saremo a Cagliari anche il 12 a chiedere conto del suo comportamento!» Così tuona il rappresentante per il Sulcis del Movimento Sardegna Zona Franca, Avvocato Paolo Aureli.
«Evidentemente il presidente Pigliaru non ha capito la serietà dei problemi e non ha considerato la rabbia che pervade gli animi della popolazione che senza lavoro e senza futuro non ha più nulla da perdere – continua Aureli.»
«Questo strappo istituzionale ci conferma che a questo presidente non interessa minimamente risolvere i problemi e si disinteressa delle centinaia di manifestanti che nell’ultima settimana ha bloccato la rete viaria di collegamento, e occupato i comuni del Sulcis.»
«Abbiamo già comunicato che non ci saremo arresi fino a quando non avremo affrontato i temi in un tavolo con Regione e Governo seduti davanti a noi, e manteniamo la nostra posizione. Per questa ragione - conclude Aureli - continueremo la nostra mobilitazione con una escalation di azioni mirate di elevato eco mediatico. »
Intanto è confermata la Marcia su Cagliari di Martedì 16 Febbraio prossimo, le sigle sindacali facenti parte del Comitato hanno annunciato la proclamazione dello sciopero generale del Sulcis Iglesiente, Il Movimento Partite Iva, guidato dal coordinatore Elio Cancedda, nel contempo ha annunciato la chiusura di tutte le attività produttive per la mattina del 16, mentre il Movimento Sardegna Zona Franca promette di portare a Cagliari oltre mille manifestanti, per far sentire chiara e forte la rabbia del popolo.

 

 

 

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