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Mercoledì, 17 Luglio 2013 18:15

Sardegna, la terra più spopolata al mondo.

Maria Rosaria Randaccio


Maria rosaria randaccioHo seguito l'andamento degli interventi e mi e' dispiaciuto molto che nessuno degli intervenuti abbia avuto l'idea di richiamare cio che veramente ci "contraddistingue al peggio " rispetto a tutti i poveri della Calabria e della Sicilia, ossia i 200 chilometri di mare che ci separano dall'Italia e dall'Europa.

Perchè alla Sardegna competono i diritti speciali sui generi che fruiscono di particolari agevolazioni fiscali, inizialmente previste a favore dei Comuni di Livigno,Gorizia e Savogna d’Isonzo ai sensi della legge 762\1973

 

Una simpatica segnalazione di Angelo Mannu che mostra una vetrina di un negozio sassarese che per attirare i clienti punta proprio sulla zona franca: tax free -21%.

 

 

Victor Uckmar, non un nome qualsiasi, ma uno dei massimi esperti di zone franche a livello internazionale, componente dell'Economic Social Council dell'ONU (che hanno permesso la creazione delle zone franche di Montevideo e Wyborg), ex presidente della zona franca di Genova.

Beppe Severgnigni zona francaIvana Cucca ha avuto un'idea: perchè non scrivere a Beppe Severgnigni per informarlo di cosa sta accadendo in Sardegna? 

La risposta farà certamente gioire tutti i sardi:

 

Zona franca? La Sardegna se lo merita, secondo me. Servitù militari, grandi industrie inquinanti (Ottana, Porto Torres), turismo carnivoro: mi sembra che quest’isola abbia dato. La distanza geografica non può essere compensata facilmente dal mercato: il mondo è pieno di esempi (dalle Ebridi all’Alaska). Occorre inventarsi qualcosa. La Sardegna è una terra fascinosa, popolato da gente di carattere. Se le condizioni  sono giuste, e le regole chiare, potrebbe farcela, e sorprenderci tutti. Ovviamente, io ne sarei felice.

 

La dott.ssa Ada Lai, Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Sardegna, prega di diffondere questa importantissima comunicazione, aggiornata durante un colloquio telefonico intercorso stamane con la redazione di Zona Franca Sardegna:

Si ribadisce che è stata autorizzata la manifestazione, ma il corteo NON è autorizzato, pertanto si comunica che il ritrovo dei manifestanti dovrà avvenire in Piazza Montecitorio alle ore 11.00 (è concesso l'ingresso dalle ore 10.00). La Regione sottolinea che è stato concesso il sit in statico (e silenzioso), quindi non dovranno avvenire spostamenti in massa (avvicinarsi in gruppi di massimo 20 persone), con urla e schiamazzi.

Per la buona riuscita dell'evento, si prega di rispettare queste linee guida.

 

 

 

 

Sondaggio online su SARDEGNASECONDOTE

La Regione lancia la sfida allo Stato ed all’Unione europea per la modifica dell’art. 3 del Codice doganale europeo che riconosca a tutto il territorio della Sardegna lo status di extra-doganalità. Un obiettivo ambizioso che può essere conseguito solo con il sostegno convinto e la partecipazione diretta di tutti i cittadini sardi. Le agevolazioni previste saranno di natura doganale e fiscale per le imprese, mentre per i consumatori vi saranno esenzioni dall’IVA e dalle accise per gli acquisti della benzina, del gasolio e dell’energia elettrica.

In una prima fase di applicazione della zona franca si verificherà una riduzione del gettito tributario della Regione, ma nel medio periodo le agevolazioni consentiranno l’aumento dei consumi, lo sviluppo delle imprese e la nascita di nuove con aumento del reddito, dell’occupazione e del gettito fiscale in misura superiore alla riduzione iniziale.

 

Se non partecipi il 24, metti almeno la tua firma! Clicca quì!

Lunedì, 17 Giugno 2013 16:56

Testo ufficiale Delibera per i Comuni

 

 

I sindaci dovrebbero deliberare prima del 23 giugno prossimo dichiarando il loro territorio come "ZONA FRANCA INTEGRALE AL CONSUMO", per poter incassare i loro " DIRITTI SPECIALI".

La delibera dovrebbe essere predisposta come quella con la quale hanno dichiarato il loro territorio zona franca aggiungendo la normativa richiamata nell'allegato fac simile di delibera che ho predisposto per la Giunta Regionale.

>> SCARICA LA DELIBERA

 

 

Manca meno di una settimana alla Manifestazione del 24 Giugno a Roma. E se fosse l'ultima?

In un paese dove le leggi sulla privacy riescono a spaccare la Magistratura in ambito processuale, il diritto di parola e d'espressione viene sgretolato giorno per giorno da una serie di inquietanti manovre, leggi e decretini, che probabilmente farebbero impallidire le peggiori dittature.

 

L'impressione generale continua ad essere la stessa: troppe persone fanno della Zona Franca una questione politica. Stando almeno da quanto emerge dalla stampa di una e dell'altra fazione, pochi parlano degli interessi di una terra che sembra destinata al collasso socioeconomico, molti parlano di nomi.

Prima un PD che appare avverso alla Zona Franca a prescindere, ora i sindacati CGIL, CISL e UIL, che parlano di demagogia (Carrus, CGIL), di fregature (Ticca, UIL), unico spiraglio di dialogo invece arriva dalla CISL, ad opera della segretaria Putzolu che invita a discutere della riforma insieme alle parti sociali.


Ma è proprio dalle sigle sindacali che sembra non volerci essere alcuna partecipazione alle iniziative, che glissano l'invito a partecipare alla Manifestazione del 24 Giugno, la marcia silenziosa in cui le bandiere dei 4 mori devono ricordare allo Stato che gli impegni presi vanno mantenuti.
Tirando le somme, sembra esserci tanta avversione, ma poche proposte. Tante polemiche, ma nessuno spiraglio di dialolgo.

Troppi si dimenticano che sinistra e destra hanno già avuto eguali occasioni di battersi per il popolo

E' proprio così: troppi si dimenticano che sinistra e destra hanno avuto eguali occasioni di battersi per il popolo in settant'anni di Repubblica e ogni tanto sarebbe bello ricordare che la battaglia per la Zona Franca Integrale non sarebbe tale se non grazie all'attivismo della Dott.ssa Randaccio e dell'Avv. Scifo che - con l'irrinunciabile appoggio dei comitati - hanno avuto il coraggio di intraprendere una battaglia legale per il riconoscimento di questo diritto.


In tutto questo i Sardi si sentono rimbalzati da una parte all'altra, sconfortati, abbandonati da una classe politica che ha smesso ormai da troppo tempo di occuparsi di quello che dovrebbe essere il suo obiettivo principale: tutelare i diritti dei cittadini.

 

 

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