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Ufficio Stampa

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I giuristi del Movimento Sardegna Zona Franca, avv. Francesco Scifo, segretario politico e l'avv. Paolo Aureli, vice presidente, hanno avuto un interessante e lungo colloquio con l'economista Claudio Borghi - insieme al suo collega Alberto Bagnai - entrambi della Lega - in occasione del Convegno di Olbia tenutosi ieri 17 maggio al Blu Marine, dove pochi mesi prima il Movimento aveva raccolto oltre 600 persone interessate alla questione della zona franca. In questo video le considerazioni dell'economista Borghi sulla zona franca della Sardegna e sulle prerogative del futuro partito al Governo.

Il video può essere visionato sul nostro canale YouTube clicca qui

 

 

 

L'avv. Paolo Aureli, vice presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta l'articolo uscito oggi su L'Unione Sarda in cui un imprenditore sardo si lamenta per l'ineguatezza e i ritardi delle infrastrutture isolane e le difficoltà a portare avanti la sua attività di import export internazionale. L'avv. Aureli punta il dito sul quotidiano e sull'autore dell'articolo il quale "si guarda bene dal citare le vere ragioni dei ritardi macroscopici e fatali in cui versa il Porto di Cagliari, ovvero la mancata attuazione ed esecuzione della zona franca - pur istituita con il Decreto Legislativo n.75/1998 - e peraltro resa esecutiva per Cagliari e per la zona industriale retrostante dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2001. Noi del Movimento zona franca - continua Aureli - riteniamo che il modo di fare giornalismo de L'Unione Sarda dovrebbe essere fatto a 360° e si dovrebbe stare più attenti adare un'informazione più completa agli utenti in maniera che essi potranno verificare di persona su chi ricade la responsabilità della mancata attuazione della zona franca del Porto di Cagliari istituito con legge dello Stato. Tutto questo facendo il confronto con TangerMed in Marocco, la zona franca di Tangeri che nata insieme alla zona franca di Cagliari, ora gode di ottima salute dando anche ricadute in termini occupazionali sul territorio e attraendo mercati internazionali della più varia specie. Naturalmente a scapito della zona franca di Cagliari. Tutto questo in buona pace degli amministratori e dei politici attuali e passati che nel frattempo si prepareranno sicuramente per le nuove elezioni innalzando i propri vessilli per cercare di accalappiare voti ma dovranno però anche spiegare - secondo noi - i motivi per cui le zone franche che avrebbero potuto far sviluppare sui mercati internazionali la Sardegna, e di rimbalzo anche l'Italia, non hanno avuto seguito nei loro programmi." 

Quando si parla di mancata attuazione delle leggi sulla zona franca è d'obbligo citare anche la Legge Regionale n. 20 del 2013, che obbligava la Regione a trasformare la Cagliari Free Zone in Sardegna Free Zone, appunto per la gestione di tutte le zone franche che erano state istituite in Sardegna, e la mancata attuazione della Legge Regionale n. 10 del 2008, che istituiva e obbligava - sempre la Regione - ad estendere le zone franche istituite a tutti i territori dei Consorzi Industriali Provinciali.

"Il nostro monito - conclude l'avv. Aureli - è: fate attenzione a chi andate a votare e soprattutto costringete gli Amministratori a dar corso alle norme di legge."

 

 

 

Iscriversi o rinnovare l’iscrizione al Movimento Sardegna Zona Franca vuol dire fare parte di una grande famiglia di cui si condividono valori e battaglie. Un grande numero di zonafranchisti uniti aumenta, infatti, il potere di rivendicazione dei nostri diritti e la possibilità di essere tutelati e rappresentati.
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Il Movimento Sardegna Zona Franca, per voce del Vice Presidente avv. Paolo Aureli, smentisce categoricamente quanto riportato da L'Unione Sarda di oggi in cui l'autore dell'articolo non tiene in considerazione quanto già diverse volte fatto presente dall'addetta stampa del Movimento ai giornali locali e cioé che esiste una Ordinanza (in allegato qui sotto) attualmente in essere con la quale si evidenzia che l’ordine di non usare il logo e i simboli del Movimento Sardegna Zona Franca - seppur rivolto processualmente alle controparti - si deve intendere idealmente esteso a tutti coloro che operano similmente, deviando illecitamente consensi all’interno del Movimento e creando confusione nell'elettorato."

L'avv. Aureli sottolinea che "Il giornalista qualifica infondatamente la Cadeddu come referente del Movimento Sardegna Zona Franca impostando erroneamente l’articolo sul presupposto di una improbabile guerra interna alla compagine del Movimento" e continua dicendo: "Specifichiamo inoltre che la signora Careddu ha contattato la dirigenza del vero Movimento Zona Franca pochi giorni fa per chiederne appoggio elettorale, pur continuando a detenere nella copertina del suo profilo Facebook l'immagine del Movimento che riteniamo abusivo. Le abbiamo chiesto perciò di voler rimuovere tali riferimenti in tutela del nome e dell'immagine del nostro Movimento". 

 

 Loredana Careddu con il Movimento zona franca abusivo

 La Careddu seconda da destra militante nel Movimento abusivo

 

 


In relazione a quanto pubblicato il 10 aprile scorso dal sito IlMarghine.net e relativo all'appoggio della candidatura a sindaco di Macomer della signora Gina Falchi, comunichiamo che il Movimento Sardegna Zona Franca è estraneo a quanto riportato nel sopracitato sito e diffida qualunque persona ad utilizzare il nome del Movimento o simili in qualsivoglia modo o comunicazione.

Il Movimento Sardegna Zona Franca, come da comunicazione dell'avv. Paolo Aureli, responsabile dell'Ufficio Legale del Movimento e vice presidente dell'associazione, ricorda che il Tribunale di Cagliari, prima in composizione monocratica, con Ordinanza n.360 del 17.03.2015 e, successivamente, con Ordinanza confermativa resa in composizione Collegiale, a seguito di reclamo, in data 04.06.2015, ha ordinato ai Sigg. Modesto Fenu e Antioco Patta di astenersi:

- dall'utilizzare il nome del "Movimento Sardegna Zona Franca" o analoghi nomi o sigle con esso confondibili;
- dall'utilizzare il simbolo già utilizzato dall'associazione ricorrente;
- dall'organizzare riunioni, convegni, tesseramenti e altre simili attività di propaganda e proselitismo utilizzando nomi o simboli identici o confondibili con quelli che precedono.

Ogni eventuale violazione del richiamato ordine sarà oggetto delle opportune azioni giudiziarie. Si diffida inoltre la signora Loredana Careddu a interrompere la sua attività propagandistica invitandola altresì ad eliminare qualsiasi riferimento di cui sopra dalle sue pagine social.

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Non sono bastate le relazioni degli esperti del Movimento Sardegna Zona Franca e le contestazioni dei cittadini a smuovere l'animo di alcuni sindaci del Medio Campidano che venerdì scorso hanno partecipato all'incontro organizzato dal Comitato "I Cittadini Protagonisti" e che era incentrato sulla zona franca al consumo e le azioni dei sindaci per "provocare" la Regione Sardegna. Un incontro molto partecipato, con tante persone arrivate da tutte le province sarde, desiderose di sentire ciò che si sta facendo in questo periodo post elettorale in cui tutto sembra ruotare attorno alla domanda: Pd sì - Pd no?

Erano presenti, oltre al sindaco di Gonnosfanadiga, Fausto Orrù, moderatore del dibattito, i sindaci di Villacidro, Furtei, Pabillonis, Arbus, Guspini e Sanluri. Il sindaco Orrù, dopo un lungo e interessante intervento da parte dell'avv. Francesco Scifo, segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca, ha comunicato ai presenti che l'ANCI ha inviato una lettera al Prefetto di Cagliari relativamente all'applicazione della zona franca e alle delibere dei comuni sardi fatte nel 2013, ma al momento non ha avuto ancora risposta.

In un clima molto caldo, in cui gli interventi del pubblico interrompevano continuamente il dibattito, l'atteggiamento di riluttanza e assenza di interesse specifico all'argomento è stato riassunto nell'intervento del sindaco di Sanluri, Alberto Urpi, che ha messo in dubbio la veridicità di quanto esposto dai relatori e sottolineando in particolare che i vertici del Movimento gridino ad un complotto inesistente ordito da sindaci, magistrati, prefetti, Regione, commercialisti, ecc. che - a detta dei rappresentanti del Movimento - violano le leggi mentre magari "è il Movimento stesso che lo fa".

La parte clou del suo intervento si riassume in queste frasi "Alla fine questa riunione, tutto questo tecnicismo, questa professionalità, a cosa si riduce? Si riduce che dobbiamo rimandare una letterina? Ok, va bene. Rimandiamo la letterina al Prefetto. Ma mi sembra che il Movimento più che tecnica faccia politica!" e continua" Non c'è nessun problema a rimandare la letterina, ma il problema è dire ai cittadini che tutti stanno violando le norme in danno dei cittadini, perché il fatto che c'è una crisi terribile tocca tutti, ed è già scorretto secondo me pensare di avere sempre la ricetta pronta in mano. Quindi, c'è una crisi, ma attenzione a fare la demagogia, attenzione a raccontare alla gente che ha bisogno che abbiamo la soluzione e che tutti gli altri non ce la fanno rispettare. Attenzione ad agitare le masse! Se si tratta di norme che non sono applicate allora fate i ricorsi e portateci le prove dei ricorsi che avete fatto e di quali giudici fino alla Corte di Giustizia Europea vi hanno dato torto."

Pronta la risposta dell'avvocato Scifo a Urpi, il cui discorso sembrava piuttosto preparato a tavolino prima della serata invece che fatto ad hoc in base all'esposizione del suo predecessore al tavolo dei relatori. Scifo esordisce chiedendo ai sindaci presenti "Perché avete così paura di applicare la legge?". Il video della discussione tra il sindaco Urpi e l'avv. Scifo è qui sotto in fondo alla pagina insieme ai riferimenti alle leggi e sentenze citati durante il dibattito. 

L'incontro si è concluso a tarda serata e ha messo in risalto quanta cattiva informazione, pregiudizi e paura di osare esistano ancora fra le persone che amministrano i territori ormai agonizzanti della Sardegna. In questo scenario di malcontento e di spopolamento incontrollato, quanto possono ancora durare questi sindaci senza essere fagocitati dalla massa minacciosa della cittadinanza esasperata da una così violenta e irriducibile crisi?

 

 

 

 

 

 

Il 6 aprile alle ore 18.00 presso la Biblioteca Comunale di Gonnosfanadiga, in Via Antonio Gramsci 19, si terrà un incontro organizzato da Fausto Orrù, sindaco di Gonnosfanadiga, sulla forte pressione esercitata da un gruppo di cittadini capeggiati dall'attivista zonafranchista Maria Rosaria Raiola, per parlare di Zona Franca al consumo. Parteciperanno i sindaci di Gonnosfanadiga, Villacidro, Guspini, Furtei, Sanluri, ecc.  Interverrà il Consiglio Direttivo del Movimento Sardegna Zona Franca al completo e i professionisti che da tempo stanno portando avanti il dialogo con i sindaci sardi, in primis la dottoressa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento e acclamata fiscalista, l’avvocato Paolo Aureli, vice presidente del Movimento e l'avvocato Francesco Scifo, segretario politico del Movimento. E' attesa anche la partecipazione del sindaco di Giave Maria Antonietta Uras.

Prossimamente ulteriori aggiornamenti.

 

 

 

In un consiglio comunale movimentato, alla presenza dei vertici del Movimento Sardegna Zona Franca (Maria Rosaria Randaccio, Daniela Mallus, Rita Cuccureddu, Luciana Carta, Giulio Simbula) la sindaca Maria Antonietta Uras e i consiglieri della maggioranza hanno approvato la tanto attesa ultima delibera per la zona franca al consumo (7 voti favorevoli e 2 contrari) - a fondo pagina in allegato, attraverso la quale si conclude il lungo e faticoso percorso di questa coraggiosa e temeraria sindaca che contro tutto e tutti, con la sola forza delle sue convinzioni e dell'amore per la sua gente, darà la zona franca al territorio del piccolo paese del Meilogu.

Con questa delibera, con una scadenza di 30 giorni dalla sua pubblicazione, si chiede alla Regione Sardegna di procedere ad inviare la comunicazione dell'attivazione della zona franca di Giave e di tutta la Sardegna al Governo Italiano, il quale dovrà poi inviarla alla UE. E questa volta, in virtù delle normative vigenti (in particolare che “Gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale della Comunità dell’Unione a zona franca...e per ogni zona franca, lo Stato membro stabilisce l’area interessata e i punti di entrata e di uscita”), la Regione Sardegna dovrà obbligatoriamente rispettare i termini. Da ora nel Comune di Giave è istituita la zona franca al consumo e pian piano le attività si dovranno adeguare e capire quale sia il cammino per il futuro.

Con questa delibera si stabilisce in particolare che il Comune di Giave - dandone espresso mandato al Sindaco - si attivi presso la Regione Sardegna ai fini del riconoscimento della zona franca extradoganale nel suo territorio e anche dell’estensione a tutto il territorio regionale, inviandone comunicazione al Governo Italiano, il quale dovrà poi inviare tale comunicazione alla UE, affinché si ottenga l’extradoganalità del territorio di Giave e di tutto il territorio della Sardegna attraverso l'integrazione in sede comunitaria del codice doganale europeo, aggiungendo la Sardegna agli altri territori extradoganali individuati dallo Stato italiano.

L'avvocato Francesco Scifo, segretario politico del Movimento, non presente oggi al consiglio per motivi personali, ha commentato con gioia la notizia dalla sua pagina social: "Complimenti al Sindaco di Giave che ha veramente a cuore il suo paese e i suoi elettori. L'approvazione di oggi conclude un percorso iniziato a dicembre e adesso nessuno potrà fermare la zona franca di Giave che, insieme a Cagliari e Porto Vesme saranno le uniche della Sardegna nel breve e medio periodo. Ricordate queste tre zone franche poi, se vorrete, presenterete il conto ai politici della regione e dei comuni che vi hanno tagliato fuori dalla possibilità di uno sviluppo vero e sostenibile. Difficilmente vedrete la notizia sulla stampa di regime perciò ve la diamo noi."

 

 

 

 

 

L'AVV. SCIFO DIFFIDA IL CANALE LA 7 PER LE DICHIARAZIONI NELLA TRASMISSIONE VAR CONDICIO

Il Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca, scandalizzato e indignato per le parole di una docente della prestigiosa Università LUISS di Roma, la prof.ssa Angela Del Vecchio, pronunciate stasera durante la trasmissione Var Condicio del canale tv La 7 in risposta a Mario Adinolfi del Popolo della Famiglia che spiegava il programma a favore della zona franca integrale della Sardegna. Se ne deduce che l’agonismo elettorale spesso obnubila anche  la mente dei professori.

Il Movimento Sardegna Zona Franca pretende un contraddittorio nella stessa sede e per lo stesso tempo dato a disposizione alla professoressa. QUi sotto il testo integrale della lettera alla Del Vecchio e in allegato la pec inviata al canale La7.

 

lettera del.vecchio

 

 

 

Continua il botta e risposta tra i vertici del Movimento Sardegna Zona Franca e alcuni esponenti della politica e del mondo economico italiano ed europeo. Questa volta ad animare il dibattito è stata un'intervista all'economista Giovanni Razzu in cui afferma: "L'insularità è un dato di fatto, una condizione che crea indubbi disagi economici e commerciali, ma se la soluzione proposta è l'introduzione della zona franca dico no in modo assoluto. C'è troppa enfasi sul tema delle zone economiche speciali, con l'idea che se si riducono le tasse si cresce, ma alle imprese non bastano misure fiscali a favore se attorno a loro manca un adeguato 'sistema' economico.“ 

A questa affermazione risponde con toni accesi l'avv. Paolo Aureli, vice presidente del Movimento Sardegna Zona Franca all'indomani del grande successo ottenuto nel convegno tenutosi ad Olbia che aveva proprio come tema principale la zona franca e la zes.  "Dunque questo Professore - dice Aureli - con la sua affermazione, che implicitamente accomuna le zone franche alle Zes, dimostra di non conoscerne la differenza.  La Zona Franca è una misura per la quale le merci che si trovano su un determinato stato europeo sono, per finzione giuridica, ritenute poste al di fuori della linea doganale per cui possono essere depositate, migliorate, trasformate e riesportare senza scontare le Imposte di confine e, se previsto, l’IVA sulle cessioni e  all’importazione. ESSE PER DEFINIZIONE NON SONO RITENUTE AIUTI DI STATO PERCHÉ NON FAVORISCONO SELETTIVAMENTE ALCUNE AZIENDE O ALCUNI TERRITORI A DISCAPITO DI ALTRI. Le Zone economiche speciali invece, Professore, sono aiuti di stato che in Italia hanno assunto la forma di sconti fiscali (compensazioni) concessi a determinate aziende per determinati settori di produzione e, pertanto, proprio per la loro selettività, costituiscono aiuti di stato che potrebbero squilibrare il mercato comune europeo favorendo alcune aziende a scapito altre, le quali magari anche solo per poche centinaia di metri siano situate fuori della Zes.

Dunque Professore non si affanni a dispensare consigli all’Italia e continui pure a darli all’Inghilterra. A L’Unione Sarda invece porgo l’invito a rivolgere le stesse domande ad uno qualsiasi dei bravissimi economisti Italiani.....(magari a qualche alunno di Federico Caffè, e, chissà, forse le risposte potranno essere di un tenore diverso."

Avremo presto un seguito o il professore anglo-sardo deciderà di ripararsi dietro una buona e sana autocritica?

 

 

 

 

 

 

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