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Ufficio Stampa

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L'AVV. SCIFO DIFFIDA IL CANALE LA 7 PER LE DICHIARAZIONI NELLA TRASMISSIONE VAR CONDICIO

Il Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca, scandalizzato e indignato per le parole di una docente della prestigiosa Università LUISS di Roma, la prof.ssa Angela Del Vecchio, pronunciate stasera durante la trasmissione Var Condicio del canale tv La 7 in risposta a Mario Adinolfi del Popolo della Famiglia che spiegava il programma a favore della zona franca integrale della Sardegna. Se ne deduce che l’agonismo elettorale spesso obnubila anche  la mente dei professori.

Il Movimento Sardegna Zona Franca pretende un contraddittorio nella stessa sede e per lo stesso tempo dato a disposizione alla professoressa. QUi sotto il testo integrale della lettera alla Del Vecchio e in allegato la pec inviata al canale La7.

 

lettera del.vecchio

 

 

 

Continua il botta e risposta tra i vertici del Movimento Sardegna Zona Franca e alcuni esponenti della politica e del mondo economico italiano ed europeo. Questa volta ad animare il dibattito è stata un'intervista all'economista Giovanni Razzu in cui afferma: "L'insularità è un dato di fatto, una condizione che crea indubbi disagi economici e commerciali, ma se la soluzione proposta è l'introduzione della zona franca dico no in modo assoluto. C'è troppa enfasi sul tema delle zone economiche speciali, con l'idea che se si riducono le tasse si cresce, ma alle imprese non bastano misure fiscali a favore se attorno a loro manca un adeguato 'sistema' economico.“ 

A questa affermazione risponde con toni accesi l'avv. Paolo Aureli, vice presidente del Movimento Sardegna Zona Franca all'indomani del grande successo ottenuto nel convegno tenutosi ad Olbia che aveva proprio come tema principale la zona franca e la zes.  "Dunque questo Professore - dice Aureli - con la sua affermazione, che implicitamente accomuna le zone franche alle Zes, dimostra di non conoscerne la differenza.  La Zona Franca è una misura per la quale le merci che si trovano su un determinato stato europeo sono, per finzione giuridica, ritenute poste al di fuori della linea doganale per cui possono essere depositate, migliorate, trasformate e riesportare senza scontare le Imposte di confine e, se previsto, l’IVA sulle cessioni e  all’importazione. ESSE PER DEFINIZIONE NON SONO RITENUTE AIUTI DI STATO PERCHÉ NON FAVORISCONO SELETTIVAMENTE ALCUNE AZIENDE O ALCUNI TERRITORI A DISCAPITO DI ALTRI. Le Zone economiche speciali invece, Professore, sono aiuti di stato che in Italia hanno assunto la forma di sconti fiscali (compensazioni) concessi a determinate aziende per determinati settori di produzione e, pertanto, proprio per la loro selettività, costituiscono aiuti di stato che potrebbero squilibrare il mercato comune europeo favorendo alcune aziende a scapito altre, le quali magari anche solo per poche centinaia di metri siano situate fuori della Zes.

Dunque Professore non si affanni a dispensare consigli all’Italia e continui pure a darli all’Inghilterra. A L’Unione Sarda invece porgo l’invito a rivolgere le stesse domande ad uno qualsiasi dei bravissimi economisti Italiani.....(magari a qualche alunno di Federico Caffè, e, chissà, forse le risposte potranno essere di un tenore diverso."

Avremo presto un seguito o il professore anglo-sardo deciderà di ripararsi dietro una buona e sana autocritica?

 

 

 

 

 

 

 

Sono arrivati oggi in gran silenzio a Giave i responsabili della Q8, Raffaele Manca, responsabile per la Regione Sardegna, ed Elio Nulchis, responsabile per la provincia di Sassari. Incontro a porte chiuse ma in contatto continuo con la dott. Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca.
La Q8 si complimenta per l’iniziativa che porterà molti vantaggi alla popolazione e molti anche alla loro azienda perché lavorerà dieci volte tanto, azienda che hanno intenzione di ingrandire e potenziare. Per questo si allineano alla proposta di attuazione della Zona Franca e si dichiarano pronti al dialogo e a una piena collaborazione, nel loro e nell’ interesse di tutti.
La Q8 in Sardegna e in Italia, in 20 anni, ha tutto l’interesse ad andare avanti, nel rispetto delle regole. Nell’impianto di Giave, sulla S.S. 131, aperto da circa 13 anni, hanno investito 1 miliardo e 900 milioni di vecchie lire, quindi sono molto positivi in tal senso.
Dopo che la Zona Franca sarà attiva, nell’impianto di Giave si dovrà attivare un erogatore e serbatoio separato dedicato per chi ne ha diritto, e si dovrà inoltre attuare una nuova modalità di vendita; l’Agenzia delle Dogane infatti, dovrà rilasciare 2 licenze, una per quanto riguarda il prodotto agevolato e 1 per quello fiscalizzato.

I Signori della Q8 attendono quindi direttive, come scritto nel documento già inviato alla sindaca, e si attiveranno dopo che avranno avuto risposta dagli Enti preposti o dalla sindaca stessa. Tra una decina di giorni è prevista un’altra visita.

 

La dottoressa Maria Rosaria Randaccio commenta così le ultime notizie messe in giro nel web e relative allo stop alle delibere della sindaca Maria Antonietta Uras. "Con questo comunicato mio personale, vorrei precisare che l'iter procedurale seguito dalla Sindaca di Giave è corretto.  Aggiungerei che le delibere emanate dalla sindaca sono state tutte emanate non solo nel rispetto della normativa comunitaria sulle zone franche ma anche nel rispetto di quanto previsto dalla Legge Costituzionale n. 3/2001 che ha apportato modifiche all art. 119 della Costituzione prevedendo che per promuovere lo sviluppo economico e rimuovere gli squilibri economici e sociali i comuni stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri in armonia con la Costituzione e secondo principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Vedi D.lgs. n. 114/2016 richiamato dalla Sentenza della Corte Costituzionale n.154/2017. Questo iter, porterà alla istituzione della zona franca nel territorio di Giave."

 

 

Il Movimento Sardegna Zona Franca si dissocia da qualunque associazione, movimento, partito e persona che utilizzi la locuzione "zona franca" o specifici simboli che la richiamino, e che dichiari pubblicamente o privatamente di collaborare con il Movimento o con persone ad esso legate.

Tale comunicato si rende necessario poiché si stanno utilizzando in modo strumentale filmati e posts sui social media che in modo ambiguo sono atti a trarre in inganno i sostenitori del Movimento Sardegna Zona Franca.

 

 

 

 

 

 

In relazione alle prossime Elezioni Politiche del 4 marzo 2018, il Movimento Sardegna Zona Franca comunica che non prenderà parte alla tornata elettorale dichiarandosi ufficialmente neutrale alla questione e rispettando così le diverse ideologie e preferenze partitiche di ogni associato, in modo da sgomberare il campo da qualsiasi possibile strumentalizzazione o equivoco sull'argomento zona franca. 

Il Movimento comunica altresì che - proprio in virtù delle diverse anime politiche che risiedono all'interno di esso - ognuno sarà libero di esprimere le proprie preferenze a titolo personale senza pregiudicare o inficiare l'altrui giudizio, come specifica inoltre l'avv. Francesco Scifo nella sua pagina social dichiarando la sua personale simpatia e appoggio verso coloro che durante la campagna elettorale metteranno per iscritto nero su bianco l'impegno a favore del rispetto del Decreto Legislativo n.75/98 e l'art. 243 del C.D.C. n. 952/13. 

 

Mentre sul web e sulla stampa sarda, ormai ben sveglia dal torpore di questi ultimi anni, impazzano le notizie relative agli accadimenti della "sindaca" di Giave, il Movimento Sardegna Zona Franca acquisisce sempre più popolarità e consensi, come dimostrano i quasi 2 milioni di visualizzazioni di uno dei post pubblicati sulla loro pagina social. Visualizzazioni oltre il numero degli abitanti della Sardegna e che - a quanto dimostra il livore con cui scrivono i giornalisti prezzolati - dà molto fastidio alle testate giornalistiche locali, che come risaputo negli ultimi tempi non versano nelle migliori acque.

La prima cittadina di Giave, Maria Antonietta Uras, tutto è fuorché quella che descrivono i giornali, cioé una donna invasata con manie di protagonismo e interessata a fare strada nelle poltrone regionali. La Uras ha dimostrato di essere l'unica ad avere avuto il coraggio e l'umiltà di chiedere aiuto e di chiamare a sé i vertici del Movimento Sardegna Zona Franca condincendoli con un accorato messaggio vocale inviato all'alba del 3 novembre scorso, in cui diceva: "Per favore aiutatemi! Mandatemi una bozza di delibera....Grazie a chi mi risponderà e mi darà l'opportunità di procedere...Grazie a voi che avete creato il Movimento zona franca... Vi vorrò a Giave per spiegare la delibera ai cittadini."

Una sindaca che con un formidabile comunicato stampa ha messo a tacere le polemiche dei giornali e i politici che hanno voluto attaccarla sulla stampa senza invece utilizzare l'unico mezzo legittimo per farlo, cioé l'impugnazione delle delibere fatte dalla sua Giunta al fine di renderle illegittime. Una donna che va avanti sgomitando in un mondo fatto di uomini invidiosi del suo successo e che hanno solo paura di essere lasciati a terra da quel treno che questa eroina dei giorni nostri ha fatto di tutto per riattivare, riuscendoci.

Per "colpa" sua la politica isolana ha le spalle al muro e deve correre ai ripari inventandosi l'inventabile, addirittura che non ci sono le leggi e le condizioni per una zona franca in Sardegna, come si è affrettato a dire il numero uno del PD sardo Cucca, smentendo quando diceva invece nel 2015 a proposito del decreto legge che dichiarava zona franca 61 comuni dell'isola dopo l'alluvione. 

Tutti contro di lei per cercare di arginarla, di metterla a tacere....perché la gente non deve sapere che ha ancora una possibilità di sopravvivere, perché altrimenti come si fa a vendere voti in cambio di posti di lavoro?! Perché i politici sardi hanno già stabilito che - nonostante siano considerate aiuti di Stato - in Sardegna dovranno esserci le Zes, che daranno da mangiare solo ai loro amichetti corrotti e che probabilmente serviranno solo a far colonizzare l'isola da neri e cinesi. Un disegno che vuole la popolazione sottomessa e all'oscuro di tutto, con i loschi poteri che hanno in mano la stampa e che non permettono ai giornalisti che si parli di zona franca se non di quella che vogliono loro e alle loro condizioni.

La sindaca Uras e il Movimento Sardegna Zona Franca hanno colpito nel segno, hanno colpito il cuore di un sistema di illegalità e di mafia che da tempo innumerevole regnava sovrano. Ma ora la popolazione sa. Quasi 2 milioni di sardi e non sardi possono scegliere a chi credere: o al vecchio politico incollato alla poltrona e ai benefici che ne derivano o a chi vuole smantellarli per far sì che tutti ne possano godere in un' isola in cui da anni si conosce solo agonia e morte.

 

 

 

 

 

 

Dopo una grande attesa, oggi finalmente pubblichiamo il documento (in allegato in basso) che tutti i zonafranchisti e - in particolar modo - gli iscritti al Movimento Sardegna Zona Franca stanno aspettando, cioé il facsimile della domanda di disapplicazione della normativa italiana riguardante le cartelle esattoriali e i tributi non dovuti ai sensi della normativa comunitaria.

Tale importantissimo documento, uscito dalla penna della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, è utilizzabile anche per l'IMU seconde case e capannoni industriali. 

Secondo questo documento,da inviare alla Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate per il tramite dell'Ufficio provinciale competente, la confusione normativa può essere sanata in via amministrativa ai sensi dell’art. 15 del D.lgs n. 74/2000 dove si prevede che non danno luogo a fatti punibili le violazioni di norme tributarie dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione nonché ai sensi dell’art. 1 comma 3 del D.lgs. n.128/2015 dove si prevede che le norme tributarie possono essere disapplicate anche in sede amministrativa, quando il contribuente dimostri che nella particolare fattispecie che lo riguarda non possono sussistere effetti elusivi di norme tributarie, e che il contribuente non è tenuto a proporre interpello  per questioni attinenti il D.P.R. n. 43/73 e il D.lgs. n. 374/1990, disposizioni che sono state confermate con la Circolare n. 8/D del 19 aprile 2016 dell’Agenzia delle Dogane e dei monopoli che a pagina 4 conferma la preminenza del diritto dell’Unione Europea  rispetto a quello dell’Italia. 

 

Come programmato da tempo, lunedì 11 dicembre si è svolto presso il Sardegna Hotel di Cagliari il Seminario "Il regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e fortemente richiesto da un gran numero di imprenditori e liberi professionisti che vogliono entrare in regime di zona franca e usufruire dei benefici fiscali propri di questo regime ma che non hanno consulenti con i quali iniziare questo percorso.

Hanno partecipato al seminario una trentina di professionisti di vari settori e di varie province, tra i quali anche un commercialista di Catania, una commercialista di Genova e un commercialista di Malta, già zes. Tra i partecipanti, ospite del Movimento, anche un Giudice non togato della Commissione tributaria di Cagliari.

I relatori presenti erano, in ordine di intervento: l'avv. Francesco Scifo, segretario politico del Movimento, la dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento, l'avv. Paolo Aureli, vicepresidente del Movimento, e la dott.ssa Antonella Pinna, commercialista e collaboratrice del Movimento da diverso tempo.

L'avvocato Francesco Scifo, che ha parlato per circa 2 ore, ha esposto i punti fondamentali della trattazione, soffermandosi in particolare su:

- la Dichiarazione n.33 relativa all'art.174 del Trattato di Lisbona (funzionamento dell'Unione Europea) del 2007, nel quale si riporta che "La conferenza ritiene che il riferimento alle «regioni insulari» contenuto nell'articolo 174 possa includere gli Stati insulari nella loro interezza, a condizione che siano rispettati i criteri necessari."
- l'art. 243 del Regolamento Doganale n.952/2013 del Parlamento Europeo, secondo il quale: 1. Gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale dell'Unione a zona franca. Per ogni zona franca, lo Stato membro stabilisce l'area interessata e i punti di entrata e di uscita.
2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione informazioni sulle rispettive zone franche esistenti.
3. Le zone franche sono intercluse. Il perimetro e i punti di entrata e di uscita delle zone franche sono sottoposti a vigilanza doganale.
4. Le persone, le merci e i mezzi di trasporto che entrano in una zona franca o ne escono possono essere sottoposti a controlli doganali.

- la Sentenza della Corte di Giustizia Europea proc. C-571/15 del 1 giugno 2017 la quale in sostanza dice che tutte le zone franche europee, se legge nazionale lo prevede, sono aree extradoganali ove non può sorgere il fatto generatore dell'imponibilità IVA.

La dottoressa Maria Rosaria Randaccio, dopo una breve trattazione della questione delle agenzie fiscali e di coloro che attualmente risultano dirigenti senza aver superato un pubblico concorso, ha consegnato ai professionisti presenti un facsimile sulla domanda di "disapplicazione delle disposizioni normative di natura antielusiva" nel quale - tra le altre cose - viene specificato che: "ai sensi dell’art. 15 del D.lgs. n. 74/2000 le violazioni dipendenti da interpretazioni delle norme tributarie non danno luogo a fatti punibili, qualora le violazioni di norme tributarie siano dipendenti da obiettive condizioni di incertezza sulla loro portata e sul loro ambito di applicazione, e che l’onere della prova della presunta evasione fiscale compete oramai all’Amministrazione Finanziaria e non al contribuente ai sensi dell’art. 5 della Legge n. 23/2014 che ha dato attuazione al diritto dell’unione europea in materia di abuso del diritto fiscale, inversione dell’onere della prova confermato alle premesse e all’art. 1 del D.lgs. n. 128/2015 che ha introdotto l’art. 10 bis alla Legge n.212/2000, articolo intitolato “disciplina dell’abuso del diritto (fiscale) o elusione fiscale“.

Gli ultimi interventi, a fine serata, sono stati dell'avv. Paolo Aureli, che ha parlato espressamente della differenza tra Zone franche, Zone economiche speciali e zone franche urbane, soffermandosi poi sull’illustrazione della recente normativa italiana relativa alle Zone Economiche Speciali.
La dottoressa Antonella Pinna, commercialista di Orosei, ha parlato della sua esperienza relativa al campo pratico, poiché già da anni segue alcune imprese che lavorano con "dichiarazione d'intento" e dei problemi che esse incontrano con i fornitori abituali che spesso rifiutano di fatturare senza Iva.

Nel dibattito finale, molto atteso dai partecipanti, si è giunti alla decisione di seguire le linee del Movimento Zona Franca e di costituire una Task Force tra tutti i presenti (e di coloro che successivamente vorranno aderire) per iniziare da gennaio 2018 a lavorare inviando per i propri clienti le dichiarazioni d'intento e promuovendo tale iniziativa presso altri colleghi.
A breve sarà a disposizione dei soci del Movimento l'elenco dei professionisti (commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro) divisi per provincia che lavoreranno in collaborazione col Movimento e che di esso hanno scelto di far parte.

I partecipanti hanno espresso anche la volontà di organizzare altri incontri nell'immediato futuro.

 

 

 

Il Movimento Sardegna Zona Franca disconosce qualsiasi informazione e dichiarazione data alla stampa in questi giorni dal neo nato "Comitato per l'attivazione della zona franca nel Sulcis" e in particolare si dissocia dalle affermazioni del sig. Pinello Balìa, rilasciate sulla emittente Canale 40 e su Radio Star. Si rende noto che il Movimento Sardegna Zona Franca ha i suoi coordinatori provinciali per il territorio del Sulcis nelle persone di Paolo Aureli, avvocato e vicepresidente del Movimento, Claudia Mariani, imprenditrice di Portoscuso, e Angelo Borghero, commerciante di Carloforte. Queste persone sono le uniche autorizzate a parlare a nome del Movimento nel territorio del Sulcis Iglesiente.

Il signor Balìa - che non risulta neanche tra gli iscritti al Movimento Sardegna Zona Franca, parla quindi a titolo personale, non essendo stato autorizzato dal Movimento ad avere rapporti con i sindaci in relazione all'organizzazione di eventi o al fine dell'approvazione delle delibere per la zona franca di cui da tempo si stanno occupando esclusivamente i professionisti del Movimento stesso.

 

 

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