zona-franca-sardegna-logo

Nonostante siano stati scrutinati solo 839 seggi su 1836, la telefonata di congratulazioni di Cappellacci a Pigliaru non lascia grossi dubbi, è lui il nuovo presidente della Regione Sardegna. 

Quali sono le prossime mosse del Movimento Zona Franca?

Semplicemente, si continuerà a procedere con le stesse identiche modalità adottate finora, con la differenza che con il Presidente uscente Cappellacci c'è stato dialogo e sarebbe stato possibile agevolare le operazioni.

 

Ha quasi dell'incredibile, ma è l'ennesimo colpo duramente inferto ai cittadini italiani, specialmente a quelli che sono emigrati in cerca di condizioni di vita migliori.

Domenica, 16 Febbraio 2014 12:55

Domande Frequenti sulla Zona Franca

 

Che cosa è una Zona Franca?

Una zona franca è un’area costruita all’interno di un territorio nazionale di uno Stato per raggiungere diversi obiettivi, quali quello di aumentare il commercio internazionale, diminuire la disoccupazione e velocizzare lo sviluppo economico.
Generalmente, malgrado siano situate all’interno dei territori nazionali, vengono definite come zone escluse dalla linea doganale per quanto riguarda la legislazione fiscale e doganale.

In cosa consiste una zona franca?

Una zona franca consiste nell’organizzazione di un territorio in modo tale che esso abbia delle compensazioni fiscali ed economiche riguardo a degli svantaggi quali la bassa densità demografica, lo spopolamento o l’insularità. Questa organizzazione può interessare sia i residenti nel territorio che le imprese – locali e forestiere – che avrebbero in questo modo una serie di benefici e sgravi fiscali legati alla quantità di occupazione proposta.

Ci sono vari modelli di zona franca, quale è quello adatto alla Sardegna?

La Sardegna deve avere la zona franca integrale extradoganale (non interclusa). Vuol dire zona franca senza confini, per sempre e con un doppio beneficio: uno a favore della produzione, l’altro per il consumo. E fra questi modelli non c’è contrapposizione, bensì integrazione.

Quindi la Sardegna cosa diventerà?

In sole due parole: un paradiso fiscale. Una specie di Montecarlo estesa. Si potranno persino aprire dei casinò. I cittadini, beneficiando della eliminazione delle tasse-accise-iva sui beni di prima necessità come la benzina, l’energia elettrica, lo zucchero, il caffè, oppure sui profumi, sulle apparecchiature elettroniche, alcool e derivati, ecc., in poco tempo potranno risollevare la propria economia e magari avranno la possibilità di diventare imprenditori di se stessi, di aprire una nuova attività e di sfruttare il flusso commerciale che si potrà avere in futuro.

Sarà così in tutta la Sardegna o solo nei porti franchi di Cagliari, Olbia, Portovesme, Porto Torres, Oristano e Arbatax?

Dappertutto, visto che siamo un’isola e il mare è la nostra barriera doganale. Intorno a questi sei porti franchi si devono immaginare delle aree, recintate, dove chi vuole e a certe condizioni potrà depositare le merci senza pagare dazi e altre imposte di transito.

Questo modello di zona franca integrale extradoganale significa che anche avvocati, albergatori e rappresentanti in Sardegna saranno esenti dall’Iva?


Si. Anche per loro lavorare in Sardegna sarà più vantaggioso e redditizio. Questo sarà anche un incentivo non solo per i cittadini e imprenditori sardi, ma anche per coloro che da fuori vorranno trasferirsi in Sardegna e fare impresa con un residente, passo obbligatorio per venire a fare impresa in regime di fiscalità agevolata.

L’Iva non pagata provocherà problemi al bilancio della Regione?

No, perché una volta resa operativa la zona franca sarà la Sardegna, con un’agenzia autonoma, a riscuotere i tributi, senza aspettare che lo Stato ci restituisca chissà quando la parte che ci spetta di Iva e Irpef. Tra l’altro cambierà anche il nostro rapporto fiscale con l’Italia visto che saremo obbligati a trasferire una percentuale d’imposte molto più bassa. Senza dimenticare che fra produzione e consumo, all’interno della zona franca, ci sarà più del triplo di benessere.

Chi stabilirà quali beni costeranno meno?

La Regione, in accordo con lo Stato e tutti potranno comprarli. Anche le persone che arriveranno da fuori – ad esempio i turisti - seppure a certe condizioni.

C’è il pericolo che in poco tempo la Sardegna diventi una “terra d’assalto” o subisca un aumento della popolazione?

Il pericolo non sussiste dal momento che al momento dell'attuazione, la Regione preparerà un modello di zona franca dove - ad esempio - la residenza non verrà data se non dopo 10 anni in Sardegna e per aprire un'azienda (per esempio) bisognerà avere il 51% di quote di proprietà di un sardo e almeno il 51% dei dipendenti di zona.

Ci rifaremo al modello di zone franche integrali già esistenti e consolidate come le Canarie, la Valle d’Aosta, Livigno, ecc.

Che tempistica si prospetta per l’attuazione della zona franca?

Per la produzione dobbiamo aspettare che l’Europa prenda atto del nostro diritto inserendo la Sardegna fra le zone franche europee. Poi dovremo essere noi a mettere in moto la macchina, a cominciare dalla perimetrazione dei porti franchi, in cui potranno essere comprese le zone industriali.

E per quanto riguarda i benefici per i cittadini?

Siamo in dirittura d’arrivo. Manca poco e potremo avere l’abbassamento dei costi del carburante e dell’energia elettrica attraverso la comunicazione del Ministero delle Finanze che a sua volta deve comunicare alla UE che la Sardegna è il suo territorio di zona franca integrale. Già questo è un ottimo passo e porterà un beneficio immediato alla popolazione.
Quali sono gli aspetti negativi?

Non ne esistono. La zona franca è l’unica possibilità per salvare la Sardegna dalla povertà, dall’emigrazione e dallo spopolamento, o peggio, dalla diaspora. Con l’attuazione di questo strumento di politica economica possiamo sperare in un futuro migliore, riportando nella loro terra persino tutti coloro che sono stati costretti ad emigrare. Quindi essa costituisce l’ultima speranza del popolo sardo dopo sessant’anni di inefficienza della classe politica e di assistenzialismo programmato. Ora o mai più!

Come si vota alle Regionali?

Oggi, domenica 16 febbraio 2014, i seggi rimarranno aperti fino alle ore 22.00 in tutta l'isola in occasione delle elezioni regionali. In seguito i voti verranno scrutinati lunedì dalle 7 alle 17 mattino.

Alcuni mesi fa sono state Sicilia e Calabria a cercare di ottenere la Zona Franca, questa volta invece è il turno della Lombardia.

Cavalcando il malumore causato dalla legge anti immigrazione Svizzera, il governatore Roberto Maroni non si è lasciato sfuggire l'occasione per sollecitare un incontro con il premier Letta, con il quale concordare l'istituzione di una Zona Franca.

"Due isole, cinque mori, un destino in comune", questo lo slogan ideato per il gemellaggio Sardegna-Corsica che potrebbe far tremare le sale del potere di Francia e Italia.
Le isole sono infatti accomunate da una zavorra pesante ed inevitabile, l'isolamento geografico, che comporta uno stato di perenne crisi, sulla quale i Governi d'appartenenza non sembrano avere intenzione di agire.

Cagliari, 30 gennaio 2014 - ore 15.50.

Poteva almeno attendere il giorno dopo le elezioni, almeno non avrebbe perso credibilità, ma come prospettato tempo addietro dai tecnici competenti in materia, presto tutti i Zonafranchisti improvvisati sarebbero usciti allo scoperto. Sanna compreso. 

zona-franca-integrale-sardegna

Questo è il Programma Ufficiale del Movimento Sardegna Zona Franca - Lista Maria Rosaria Randaccio.

Il programma verte sulla zona franca integrale extradoganale, unica soluzione  ai problemi della Sardegna e strumento economico sociale per uscire dalla crisi.

 

randaccio-m-rosaria2Cagliari, 1 gennaio 2014 ore 18.30.

Riceviamo e pubblichiamo la risposta formale della Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio all'articolo dell'Unione Sarda:

"Ieri a pagina 46 de l’Unione Sarda del 31 dicembre 2013 - con sorpresa e meraviglia - ho scoperto che ci siamo spaccati sulla Zona Franca, e che la spaccatura è stata voluta da espertissimi e validissimi Fiscalisti, che ci hanno tenuta nascosta fino ad oggi la loro straordinaria preparazione giuridica, così sopraffina da pensare che sia giunta l’ora di eliminare dal Movimento Sardegna Zona Franca coloro che fino ad oggi l’hanno guidato, ossia la sottoscritta e l’Avvocato Scifo, ritenendosi (loro) piu’ esperti e quindi superiori (ai suddetti) su una materia cosi complessa quale è la normativa internazionale europea e nazionale sulla istituzione e gestione della Zona Franca in Sardegna.

Aruspicina Zona Franca

E' curioso come tutta la Sardegna sia venuta a conoscenza del diritto di operare in Regime di Zona Franca grazie ad un approfondito lavoro a cura della Dott.ssa Randaccio, la quale ha personalmente preparato le delibere fornite ad ogni comune per assicurarsi il posto nella fiscalità di vantaggio.
E' altresì curioso pensare a tutti gli incontri dibattito tenuti dall'Avv. Scifo e dalla Dott.ssa Randaccio, che hanno permesso di portare il messaggio dalla metropoli al villaggio senza esclusioni di sorta.


Ma gli esperti, dopo avere trascorso l'ultimo anno a preparare l'isola al grande salto, sono stati messi definitivamente da parte.


D'ora in avanti il Popolo Sardo potrà contattare personalmente Attilio Mulas, l'aruspice che ha ricevuto il dono del sapere e che - a quanto si evince dalla pagina 46 dell'Unione Sarda del 31/12/2013 - è in grado di pontificare sull'operato del team tecnico che finora ha assistito la Regione ed i cittadini nelle delicatissime operazioni di preparazione del territorio alle variazioni fiscali che partiranno dal nuovo anno appena inaugurato.

In allegato una foto dell'aruspicina dove si potrà individuare con facilità il futuro dell'isola e dei suoi cittadini.

Web Team

 

 

 

 

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Non vengono raccolte informazioni personali.

Se continui la navigazione, accetti l'utilizzo di questi cookie. Per saperne di piu'

Approvo

ultimi EVENTI

Nessun evento

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.

Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

ImpronteDigitali Graphics & WebDesign