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Ufficio Stampa

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I tempi stringono e l'ultimatum dei zonafranchisti sardi sta dando i suoi risultati. "No zona franca? No voto" è il messaggio inviato al Ministro Matteo Salvini da ogni angolo del web e pubblicato con un clamoroso passaparola via Whatsapp che a quanto pare è arrivato fino a quelle scrivanie che fino a ieri erano occupate da politici disattenti a questo diritto mai attuato e rispettato.

Con la firma in aula da parte dei deputati della Lega Eugenio Zoffili e Guido De Martini e quello di Forza Italia Ugo Cappellacci, è tutto pronto per l'invio del documento in cui si comunica la zona franca della Sardegna alla Commissione Europea. 

L'avv. Francesco Scifo, Segretario Politico dimissionario del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta così la notizia: "Grande passo avanti per la zona franca della Sardegna e dobbiamo ringraziare l'on. Salvatore Sasso Deidda e il partito Fratelli d'Italia: l'unico politico che ha fatto il suo dovere e mantenuto la promessa fattaci da Giorgia Meloni prima delle elezioni. La comunicazione per il Governo é un obbligo di legge in base all'art. 243 del Codice Doganale Europeo quando le zone franche sono già istituite come é avvenuto con il D.lgs. n.75/98. L'ordine del giorno promosso dall'on. Deidda - approvato dall'Assemblea o dalla Commissione parlamentare competente (ovvero accettato dal Governo) - vincola quindi l'Esecutivo a darvi seguito. Grazie Deidda, grazie Fratelli d'Italia: in mezzo a tanti quaquaraquà voi, persone perbene, mantenete la parola."

Insomma, tra incentezza e un po' di subbuglio pre elettorale ci si augura che questo Natale i zonafranchisti sardi abbiano un regalo in più sotto l'albero: l'annuncio da parte del Governo che la comunicazione predisposta oggi in aula sia stata recepita e che la Ue abbia finalmente e ufficialmente preso atto dell'esistenza della zona franca in Sardegna, non più solo a parole."

 

L'avvocato Francesco Scifo, Segretario politico dimissionario del Movimento Sardegna Zona Franca, ha commentato così la pubblicazione da parte della Regione Sardegna dello schema delle Zone Economiche Speciali per la Sardegna  (in allegato in basso) dello scorso 21 novembre: "C'è di buono e c'è del marcio in questa iniziativa delle Zes che noi troviamo nella delibera approvata dalla Giunta regionale della Sardegna il 21 novembre ultimo scorso. In particolare, si nota subito l'abbandono di tutta la Sardegna centrale che viene esclusa da qualsiasi beneficio. In realtà, sembrerebbe piuttosto un piano o meglio un progetto volto a tutelare certi centri di interesse che si sono sempre opposti a un vero sviluppo economico. Di buono il progetto ZES ha soltanto che finalmente anche il Centro-Sinistra ha capito che lo sviluppo dell'isola non può che passare attraverso una fiscalità differenziata, sul piano dei rapporti interni nazionali, per la Regione. Mentre, leggendo l'allegato di 131 pagine alla delibera emerge che viene fatta una disamina della situazione economica, commerciale e di sviluppo dell'area centro mediterranea da cui si evince la centralità delle zone Franche nei commerci internazionali e questa è l'opportunità che la Sardegna dovrebbe cogliere: fare una zona franca che copra tutta l'isola trasformandola in una enorme base logistica in sospensione dalle imposte e dai dazi. Ma questa opportunità sembra ancora lontana, il progetto invece ha tutte le caratteristiche di una pericolosa trovata elettorale perché paralizza ancora una volta l'attuazione del D.lgs. n.75/98. Infine, gli organismi che dovrebbero guidare questa entità appaiono pletorici e burocratici, come nella migliore tradizione della Sinistra e quindi, assolutamente inefficienti ed, anzi, dannosi per lo sviluppo. La montagna ha partorito un topolino. Una trovata elettorale a due mesi dalle elezioni ma una pessima scelta strategica."

 

 

Abbiamo intervistato l’avv. Paolo Aureli, ex Vice Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, chiedendogli un parere sulle ultime delibere del Comune di Domusnovas e sulla loro capacità di attuare la Zona Franca nel territorio comunale.

Avvocato, cosa pensa delle ultime delibere del Comune di Domusnovas sulla zona franca?

Ritengo l’azione del Sindaco senz’altro coraggiosa e lungimirante anche se, personalmente, non sono in linea sul ritenere perfettamente efficaci e cogenti le delibere Comunali. Esse pur rappresentando, alla stessa stregua delle altre centinaia di delibere susseguitesi nel tempo e che il Movimento Sardegna Zona Franca ha contribuito a far emanare, atti programmatici di legittima “ribellione istituzionale” contro l’immobilismo dei Poteri deputati all’applicazione delle zone franche doganali istituite col Decreto Legislativo n.75 del 1998, in applicazione dei Regolamenti Unionali, non possono innovare il diritto. Non posso disporre in senso contrario alla legge.

Sia più chiaro...

Ebbene nell’Ordinamento Italiano vi è una gerarchia delle fonti del diritto tale per cui le fonti subordinate - cd. di secondo grado - non possono mai derogare o confliggere con le fonti Primarie.
Più in particolare lo Statuto Sardo emanato con Legge Costituzionale n° 3 del 1948, che è Legge di livello Costituzionale, superiore quindi alla Legge ordinaria delle Stato, all’articolo 12 stabilisce senza eccezioni che “Il regime doganale della Regione è di esclusiva competenza dello Stato. Saranno istituiti nella Regione punti franchi”. Mentre secondo l’art 23 della nostra Costituzione la materia tributaria può essere regolata solo dalla Legge. Secondo il principio della gerarchia delle fonti del diritto è principio generale dell’ordinamento che una norma di carattere regolamentare, come sono i Regolamenti Comunali, non può in alcun modo confliggere con una norma di rango superiore, ovvero lo Statuto, prima ancora che le leggi tributarie italiane.
Se lo fa si colloca immediatamente fuori gioco giuridicamente e nella decisione di eventuali cause connesse il Giudice sia esso amministrativo che civile non dovrà fare altro che disapplicare la norma illegittima (come chiarito da plurime sentenze anche del Consiglio di Stato (per tutte Consiglio di Stato, Sezione VI Sentenza 14 luglio 2014, n. 3623).

In questi giorni viene ripetuto che siccome il termine per impugnare i regolamenti Comunali sulla zona franca è scaduto o scade a Novembre, in mancanza di impugnazione essi diventano norme intangibili. Cosa ne pensa?

Questa affermazione è totalmente priva di fondamento giuridico. Mi spiego meglio, se un regolamento comunale è contro la legge tributaria (che prevede l’applicazione delle imposte al consumo e delle accise) o, peggio ancora, contro una norma di rango costituzionale come l’art 12 dello Statuto che prevede come visto la competenza della materia delle dogane solo in capo allo Stato, esso semplicemente non si applica. Si risolve così. Non si può attivare un conflitto di competenza o di attribuzione con la impugnazione degli atti considerati “invasivi” poiché non è previsto dall’Ordinamento in questi casi. Tali conflitti possono verificarsi solo tra Poteri dello Stato (Presidente della Repubblica, i rami del Parlamento, Il Presidente del Consiglio dei Ministri, la Corte costituzionale ecc) oppure tra Stato e Regioni, o tra le regioni.
Quindi un atto o provvedimento del Comune che sia illegittimo o abnorme semplicemente si disapplica nella fattispecie concreta. Per intenderci ed esemplificare al massimo, se lei va a fare carburante presso il distributore di benzina a Domusnovas il rivenditore glielo darà con iva e accise e se lei fa ricorso per far applicare il regolamento comunale, che prevede l’esenzione da iva e accise, la controparte chiederà al giudice semplicemente di disapplicare il regolamento per sua contrarietà alla legge e il Giudice lo disapplicherà, decidendo la controversia come se l'atto non esistesse. Fine.

Quello che chiede l’amministrazione comunale è la zona franca o no?

C‘è una bella differenza tra le richieste di abbattimento dell’iva e della accise sui carburanti e sull’energia richieste dal Comune e la Zona Franca.
Infatti, la concessione della esenzione di alcune imposte corrisponde soltanto ad un aiuto che lo Stato può concedere, ad oggi, soltanto temporaneamente e col permesso della Unione Europea. Sono aiuti di stato che devono essere previamente autorizzati. Mentre la Zona Franca è, secondo il diritto dell’Unione Europea, una porzione di territorio Statale che, per finzione giuridica, è posta fuori dalla linea doganale dell’Unione, per cui le merci che vi si trovino giunte dall’estero, conservate in zona franca oppure trasformate e poi riesportate all’estero, non scontano i dazi doganali, prelievi equivalenti, accise e, se previsto da una legge delle stato, anche l’Iva sia all’importazione che sui singoli scambi utili alla produzione (e, si badi, non utili al consumo. Se, infatti, il bene che arriva dall’estero se viene “consumato” in zona franca allora deve scontare l’iva e le accise, a meno che una norma dello Stato previamente autorizzata dalla UE non permetta temporaneamente di eliminare l’iva e le accise al consumo.

Secondo lei qual è la strada da percorrere per la zona franca e cosa dovrebbe fare il Comune di Domusnovas?

Il Comune ha fatto anche di più del consentito dalla legislazione vigente. Ora tocca alla politica fare applicare le norme e far emettere i D.P.C.M. attuativi di tutte le zone franche (per Cagliari il D.P.C.M. c'è già dal 2001). Al Movimento Sardegna Zona Franca invece l’arduo compito di costituire una spina nel fianco per spingere i politici di ogni schieramento in tal senso soprattutto dopo che anche i Prefetti ritengono che non sia loro compito sollecitare per l’applicazione delle Leggi anche regionali. Mi viene in mente la Legge Regionale n.20 del 2013, come le altre ancora inattuata. Sì, perché in Italia sembra che la Legge da sola non basti, serve sempre il politico che, arrogandosi poteri a lui alieni, la metta effettivamente in moto.

 

 

 

 

 

 

Ancora una volta i prefetti non intervengono quando sono chiamati in causa o si defilano, come ha fatto il prefetto Romilda Tafuri nella risposta data ieri alla sindaca di Giave Maria Antonietta Uras qui sotto allegata. Tale risposta non soddisfa per niente i vertici del Movimento Sardegna Zona Franca che, nella persona della presidente Maria Rosaria Randaccio, commentano così: "Il Prefetto nella sua risposta propone interpretazioni che non trovano riscontro nella realta, come richiamare - senza dare dovuti riscontri di numeri e date - ipotetiche sentenze della Corte Costituzionale che farebbero divieto alla Regione Sardegna di poter disciplinare unilateralmente la propria Zona Franca istituita con il D.lgs. n. 75/1998 e coincidente con i confini naturali dell isola. A noi invece risulta che la Corte di Cassazione Sezione Terza civile con Sentenza n. 3283 del 12.02.2008 abbia precisato che la tardiva o inesatta applicazione di una direttiva comunitaria deve configurarsi come violazione di norme cogenti ai sensi art. 11 della nostra Costituzione e quindi come condotta illecita fonte di obbligazione risarcitoria. Cosi come ci risulta che ai sensi dell art. 14 del D.lgs. n. 114/2016 e dell art. 1 comma 514 della Legge n.147/2013 lo Stato Italiano abbia rinunciato alla propria SOVRANITA FISCALE a favore della Regione Autonoma della Sardegna prevedendo che la stessa regione debba articolare le proprie aliquote fiscali fino ad annullarle; ovviamente si tratta delle aliquote fiscali che competono ai territori extradoganali in quanto dichiarati e attivati come Zona Franca."

In virtù della battaglia da anni intrapresa per il riconoscimento della zona franca integrale in Sardegna, forse ha fatto bene il sindaco di Domusnovas Massimiliano Ventura a dichiarare senza "se" e senza "ma" l'attivazione della zona franca al consumo nel proprio territorio, firmando delibere senza precedenti che eliminano le accise e l'Iva sui carburanti e stipulando addirittura un contratto per la somministrazione dell'energia elettrica con una società ancora poco conosciuta. Un sindaco coraggioso che è andato avanti a muso duro senza attendere imbarazzanti e poco gratificanti risposte da coloro che in questi anni si sono dimostrati contrari alla causa. 

Insomma, che la Sardegna sia zona franca non v'è dubbio. Rimane da valutare quali metodi avranno più successo; quelli cauti e giurisprudenziali dei professionisti del Movimento, o quelli coraggiosi e audaci del sindaco di Domusnovas.

Naturalmente noi tifiamo per entrambi.

 

 

 

 

Unità e determinazione: sono le parole chiave emerse in una recente riunione di alcuni esponenti del Movimento Zona Franca, ritrovatisi a Cagliari, dopo la pausa estiva, per ragionare sulle prossime iniziative del Movimento. "L'analisi impietosa del fallimento della politica ci impone di ritrovare unità e coesione per realizzare un obiettivo primario e indifferibile: lo statuto fiscale differenziato che la Sardegna merita. Non ci illudiamo che questa politica sia in grado di realizzarlo. Dobbiamo farlo noi. L'auspicio è che tutte le forze sane della Sardegna si uniscano attorno a questo progetto, che da anni il Movimento elabora con costanza e determinazione, fuori del palazzo, tra chi produce e soffre di una contingenza economica in continuo peggioramento." - si legge nel comunicato ufficiale del Movimento.

Il Movimento Zona Franca richiama quindi all'unità di tutto il mondo zonafranchista e annuncia la convocazione nell'immediato futuro dell'Assemblea dei soci in cui verranno votate le nuove cariche dirigenziali e approvata la riorganizzazione dell'associazione.

 

 

 

A quindici giorni dalla mancata risposta da parte della presidente del Movimento Maria Rosaria Randaccio, i consiglieri Claudia Mariani, Daniela Mallus, Angelo Borghero, Giulio Simbula, Rita Cuccureddu e Serafina Patteri, ufficializzano le proprie dimissioni, dopo che il 6 maggio scorso durante una infuocata riunione di Consiglio Direttivo giungevano come un fulmine a ciel sereno le dimissioni di Luciana Carta, responsabile della Comunicazione, Ufficio Stampa e Tesoreria per motivi di salute. Il Consiglio Direttivo - già a fine riunione del 6 maggio scorso - aveva però deciso e verbalizzato a sua volta le dimissioni collettive di tutti i consiglieri per il mancato accordo sulla convocazione dell'Assemblea dei soci da parte della presidente. Dimissioni quelle odierne che seguono quelle del mese scorso da parte del Segretario Politico Francesco Scifo e del Vice Presidente Paolo Aureli.

Per ripristinare il Consiglio Direttivo dell'associazione si rende ora necessaria l'elezione di nuovi consiglieri nel rispetto delle clausole statutarie, i quali siano in grado di seguire passo a passo il percorso già iniziato tempo fa dai vertici storici del Movimento per le delibere nei comuni di Domusnovas e di Giave e proseguano l'azione di controllo imparziale della classe politica isolana fino al raggiungimento dell'obbiettivo della zona franca.

Confidiamo che a breve, in virtù della lettera inviata dalla sindaca Maria Antonietta Uras al Prefetto di Cagliari, e dell'imminente Consiglio Comunale di Domusnovas del 26 luglio prossimo, si possa finalmente beneficiare delle esenzioni tanto pubblicizzate in questo ultimo periodo e attese da anni da tutti i Sardi.

Comunichiamo che questo sito internet - come avviene fin dalla sua nascita - continuerà la sua funzione informativa sull'argomento "zona franca sarda", in modo indipendentemente da qualsiasi colore o fazione politica. 

 

 

 

 

Finalmente oggi durante la Seduta n.15 della Camera dei Deputati si è portato all'Ordine del Giorno un argomento molto caro ai Sardi, la Zona Franca Integrale. In sintesi, la Camera ha accolto il provvedimento dell'On. Salvatore Deidda (FDI), per l’attivazione della Zona franca in Sardegna. Un momento storico e molto importante che il Movimento Sardegna Zona Franca, i cui vertici recentemente hanno incontrato gli economisti della Lega e i rappresentanti sardi di Fratelli d'Italia, attendeva da tempo e che fa ben sperare verso una repentina applicazione delle normative sulla zona franca fino ad ora ignorate dalla politica locale e nazionale. Il Movimento Sardegna Zona Franca vuole perciò condividere questa soddisfazione con tutti i zonafranchisti e attivisti che in tutti questi anni hanno seguito la rivendicazione di questo diritto. Un plauso particolare alla dottoressa Maria Rosaria Randaccio, all'avvocato Francesco Scifo e all'avvocato Paolo Aureli che non si sono mai risparmiati in anni di lotta. In appena 10 giorni dall'insediamento il Governo Conte (Salvini-Di Maio) sta cambiando le carte in tavola e per la Sardegna forse non ci sarà più soltanto un futuro di assistenzialismo. 

Qui sotto la sintesi della parte del documento relativa all'argomento "Zona Franca Sarda", discusso oggi alla Camera e votato all'unanimità (539 voti su 539 deputati presenti).

 

La Camera, premesso che:
    con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 31 gennaio 2013, in attuazione dell'articolo 27, comma 8, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante «misure urgenti per la crescita del Paese», sono stati dettati i criteri per l'individuazione delle situazioni di crisi industriale complessa;
    ai sensi della predetta norma, con successivi decreti ministeriali, rispettivamente del 13 settembre 2016 e del 7 ottobre 2016, sono state accertate le condizioni per il riconoscimento di crisi industriale complessa, con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, per i poli di Portovesme e Porto Torres;
    per i lavoratori dei due poli industriali è stata autorizzata, con diversi provvedimenti normativi, in particolare, da ultimo, con i commi 139 e 145 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017, sia la misura della mobilità che quella della cassa integrazione in deroga;
    da ultimo, col decreto-legge 9 maggio 2018, n. 44, si è ritenuto di adottare misure straordinarie e urgenti per assicurare l'ulteriore finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, comma 139, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché di apportare modifiche all'articolo 1, comma 145, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, al fine di garantire la prosecuzione dei trattamenti di cassa integrazione in deroga aventi efficacia temporale entro il 31 dicembre 2016 e durata fino al 31 dicembre 2017;
    pur ritenendosi assolutamente necessaria la conversione in legge delle misure previste dal provvedimento in esame, al fine di garantire la proroga degli ammortizzatori concessi in favore del personale dipendente delle aziende operanti nelle citate aree industriali in crisi, appare comunque doveroso ricorrere a riforme strutturali che consentano il superamento della crisi economica con conseguente sviluppo occupazionale delle aree interessate;
    esclusivamente con l'approvazione di misure di riduzione degli oneri fiscali e del costo dell'energia potrebbero attrarsi investimenti in grado di far superare alle citate aree la crisi industriale in atto, consentendo lo sviluppo delle medesime, oltre che una crescita economica strutturale, tale da rendere assolutamente superflua l'adozione di ulteriori misure di assistenza;
    l'articolo 1 del decreto legislativo n. 75 del 1998 ha previsto che: «1. In attuazione dell'articolo 12 dello statuto speciale per la regione Sardegna approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, sono istituite nella regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913 del 1992 (Consiglio) e n. 2454 del 1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili. 2. La delimitazione territoriale delle zone franche e la determinazione di ogni altra disposizione necessaria per la loro operatività viene effettuata, su proposta della regione, con separati decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. 3. In sede di prima applicazione la delimitazione territoriale del porto di Cagliari è quella di cui all'allegato dell'atto aggiuntivo in data 13 febbraio 1997, dell'accordo di programma dell'8 agosto 1995 sottoscritto con il Ministero dei trasporti e della navigazione.»;
    l'articolo 174 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea ha stabilito che «Per promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme dell'Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale. In particolare l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite. Tra le regioni interessate, un'attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna.»;
    la Regione Sardegna possiede più di un requisito tra quelli individuati dall'Unione Europea per la classificazione di regione svantaggiata e che, quindi, l'istituzione della zona franca, anche integrale, consentirebbe di ridurre, se non annullare, lo svantaggio determinato dall'insularità della stessa regione, contribuendo, altresì, a limitare il fenomeno dello spopolamento;
    la particolare conformazione geografica, lo stato di isolamento, l'insularità e la scarsa densità demografica della Sardegna, giustificano l'individuazione quale zona franca di tutto l'intero territorio regionale, tenuto anche conto che le esigenze di delimitazione previste per il riconoscimento della zona franca sono agevolmente garantite dal confine marittimo dell'Isola;
    già nel 2001, la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Dogane ha dichiarato che, ai sensi del decreto legislativo n. 75 del 1998, l'intero territorio dell'Isola dovrebbe essere individuato come zona franca extraterritoriale, anche in ragione dell'identico riconoscimento ottenuto da altre località italiane ed europee, recanti analoga condizione geografica;
    con le Deliberazioni n. 8/2 del 7 febbraio 2013 e n. 9/7 del 12 febbraio 2013 la Giunta Regionale della Sardegna ha dato mandato «al Presidente per il formale inoltro ai competenti uffici della Commissione europea e alle Autorità doganali coinvolte della comunicazione riguardante la attivazione del regime doganale di zona franca della Sardegna esteso, a tutto il territorio regionale con perimetrazione coincidente con i confini naturali dell'Isola di Sardegna e delle sue isole, affinché gli stessi uffici procedano ai conseguenti adempimenti legali di competenza e alla pubblicazione nella GUCE, anche e specificamente, ai fini della modifica dell'articolo 3 del Regolamento CE n. 450/2008»;
    il definitivo avvio della zona franca in Sardegna costituirebbe per l'intero territorio regionale un importante occasione di sviluppo economico e sociale che garantirebbe anche il superamento dello svantaggio determinato dall'insularità della stessa Regione e lo sviluppo delle aree industriali in crisi, rendendo altresì possibile il consolidamento dell'Italia nel ruolo di leader negli scambi commerciali nel Mar Mediterraneo,

impegna il Governo

a porre in essere ogni necessario adempimento, al fine di garantire l'avvio della zona franca nell'intero territorio regionale della Sardegna, introducendo, anche tra i propri obiettivi economici del prossimo triennio, la piena attuazione del decreto legislativo n. 75 del 1998 e della relativa normativa comunitaria, con l'onere di individuare e destinare nella prossima legge di Bilancio le risorse economiche necessarie, allo stato quantificabili in 1 miliardo di euro, comunicando, altresì, alla Commissione Europea l'avvenuta istituzione della zona franca, ai sensi dell'articolo 243 del Codice Doganale Europeo.

9/583-A/2. Deidda

 

RESOCONTO SEDUTA N.15 DEL 14.06.2018

 

 

Con questo breve messaggio il Vice Presidente avv. Paolo Aureli si è dimesso stamattina dal Movimento Zona Franca: "Con profondo rammarico rendo effettive e pubbliche le mie dimissioni dalla carica di vice presidente del Movimento Sardegna Zona Franca - Maria Rosaria Randaccio, già deliberate in sede di esecutivo, che si rendono necessarie per motivi personali." Paolo Aureli, approdato nel Movimento in seconda battuta e stimato professionista nel campo civile e tributario, sempre in prima linea per le battaglie del territorio che lo ha accolto, il Sulcis, lavorerà comunque per l'attuazione delle leggi sulla zona franca. Le sue dimissioni, come quelle dell'avv. Francesco Scifo, verranno esaminate e discusse in sede della prossima Assemblea dei Soci.

 

 

 

 

E' di stasera la notizia delle improvvise dimissioni dell'avvocato Francesco Scifo dall'incarico di Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca. Dalle poche righe inviate a questa redazione le motivazioni sarebbero del tutto personali.
Scifo, massimo esperto in tema di normative comunitarie sulle zone franche è stato il braccio destro della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio sin dalla nascita del Movimento, avvenuta nel 2012. Il Consiglio Direttivo del Movimento fa sapere che a breve verrà convocata un'Assemblea dei Soci per valutare tali dimissioni o eventualmente per l'elezione di colui o colei che prenderà il posto di Francesco Scifo.

 

 

 

I giuristi del Movimento Sardegna Zona Franca, avv. Francesco Scifo, segretario politico e l'avv. Paolo Aureli, vice presidente, hanno avuto un interessante e lungo colloquio con l'economista Claudio Borghi - insieme al suo collega Alberto Bagnai - entrambi della Lega - in occasione del Convegno di Olbia tenutosi ieri 17 maggio al Blu Marine, dove pochi mesi prima il Movimento aveva raccolto oltre 600 persone interessate alla questione della zona franca. In questo video le considerazioni dell'economista Borghi sulla zona franca della Sardegna e sulle prerogative del futuro partito al Governo.

Il video può essere visionato sul nostro canale YouTube clicca qui

 

 

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