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In relazione a quanto pubblicato nella giornata odierna dal sito BuongiornoAlghero.it e relativo ad una “conferenza per la riunificazione dei Movimenti e dei Comitati Spontanei per la Zona Franca della Sardegna”, indetta dal Consigliere Modesto Fenu per domani venerdì 26 giugno alle ore 10.30 a Cagliari presso Piazza Unione Sarda, comunichiamo quanto segue:

L'avv. Paolo Aureli, difensore come in atti del Movimento Sardegna Zona Franca - lista Maria Rosaria Randaccio, dietro esplicito mandato della relativa presidentessa Dr.ssa Maria Rosaria Randaccio, comunica che il Tribunale di Cagliari, prima in composizione monocratica, con Ordinanza n.360 del 17.03.2015 e, successivamente, con Ordinanza confermativa resa in composizione Collegiale, a seguito di reclamo, in data 04.06.2015, ha ordinato ai Sigg. Modesto Fenu e Antioco Patta di astenersi:

  1. dall'utilizzare il nome del "Movimento Sardegna Zona Franca" o analoghi nomi o sigle con esso confondibili;
  2. dall'utilizzare il simbolo già utilizzato dall'associazione ricorrente;
  3. dall'organizzare riunioni, convegni, tesseramenti e altre simili attività di propaganda e proselitismo utilizzando nomi o simboli identici o confondibili con quelli che precedono.

 

Ogni eventuale violazione del richiamato ordine sarà oggetto delle opportune azioni giudiziarie civili e penali.

 

 

 

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COMUNICATO STAMPA DEL 25.06.2015

 

Divieto per il consigliere Modesto Fenu di organizzare riunioni, convegni o attività di propaganda utilizzando nomi e simboli confondibili con quelli del Movimento Sardegna Zona Franca.

In relazione a quanto pubblicato nella giornata odierna dal sito BuongiornoAlghero.it e relativo ad una “conferenza per la riunificazione dei Movimenti e dei Comitati Spontanei per la Zona Franca della Sardegna”, indetta dal Consigliere Modesto Fenu per domani venerdì 26 giugno alle ore 10.30 a Cagliari presso Piazza Unione Sarda, comunichiamo quanto segue:

L'avv. Paolo Aureli, difensore come in atti del Movimento Sardegna Zona Franca - lista Maria Rosaria Randaccio, dietro esplicito mandato della relativa presidentessa Dr.ssa Maria Rosaria Randaccio, comunica che il Tribunale di Cagliari, prima in composizione monocratica, con Ordinanza n.360 del 17.03.2015 e, successivamente, con Ordinanza confermativa resa in composizione Collegiale, a seguito di reclamo, in data 04.06.2015, ha ordinato ai Sigg. Modesto Fenu e Antioco Patta di astenersi:

  1. dall'utilizzare il nome del "Movimento Sardegna Zona Franca" o analoghi nomi o sigle con esso confondibili;
  2. dall'utilizzare il simbolo già utilizzato dall'associazione ricorrente;
  3. dall'organizzare riunioni, convegni, tesseramenti e altre simili attività di propaganda e proselitismo utilizzando nomi o simboli identici o confondibili con quelli che precedono.

 

Ogni eventuale violazione del richiamato ordine sarà oggetto delle opportune azioni giudiziarie civili e penali.

 

 

 

Pubblicato in Press

moroCagliari 28 settembre 2013 ore 09.30.  In risposta a quanto asserito dal prof. Beniamino Moro nell'articolo apparso sull'Unione Sarda di ieri, Antioco Patta, Coordinatore Politico Regionale del Movimento Zona Franca, cita alcuni passaggi del libro di alcuni anni fa di cui il professore è autore, ricordandogli che quanto oggi egli sostiene non sia il pensiero riportato originariamente nel libro, anzi, per certi versi, risulti addirittura l'opposto!

Può un conosciuto professore universitario cambiare bandiera dopo alcuni anni? Cosa spinge una persona come lui, che insegna in una facoltà che forse darà vita alla futura classe politica, a cambiare totalmente le sue considerazioni prendendosi così la responsabilità di una probabile scelta dannosa per un intero popolo in sofferenza? Ed, infine, che credito può avere un professore che "cambia idea" rispetto a un argomento così importante e delicato? Da ex studentessa di Scienze Politiche io rispondo: NESSUNO!

(Luciana Carta)

 

 

La risposta di Antioco Patta:

"A questa nostra breve considerazione avremmo voluto dare il titolo "Moro II sconfessa Moro I". Infatti l’Illustre Professore di Economia Politica dice esattamente il contrario di ciò che affermava ed ha persino scritto in un libro pubblicato dalla casa editrice Franco Angeli nel 1990. Nell’opera in questione, coadiuvato da altri illustri nomi del mondo accademico regionale quali il Prof. G. Sabattini, Prof. A. Sassu e Prof. G. Usai, sosteneva testualmente al capitolo 7 “Il modello di zona franca proposto per la Sardegna”: …….attraverso la costruzione di una zona franca che ammetta all’interno dell’area regionale, sia operazioni di trasformazione su merci e prodotti, tipiche delle zone franche orientate alla produzione, sia operazioni usuali su merci e prodotti, tipiche delle zone franche doganali, sia operazioni di introduzione al consumo diretto di determinate quantità di merci e prodotti in esenzione da alcuni tributi, tipiche delle zone franche al consumo. In altri termini, la zona franca, strumentale all’attivazione di un processo di accumulazione endogena in Sardegna, dovrebbe essere caratterizzata dal seguente “pacchetto di esenzioni”:

1°) esenzioni dai diritti di confine (dazi, sovrimposte, prelievi agricoli….ed altro equivalente;

2°) esenzioni da imposte dirette (irpeg-irpef-ilor) ed indirette (iva, invim, ipotecarie, imposte registro, catastali, fabbricazione ed imposte erariali di consumo)aggiuntive rispetto all’attuale legislazione.

Il professore, completa l’opera con i capitoli 8 e 9 dove si indicano contenuti e modalità e precisa che “operano in modo del tutto svincolato dalle rigidità della contabilità pubblica” e che “si può affermare che le esenzioni costituiscono una classe di benefici la cui manovra rispetto alle imprese risulta essere aggiuntiva”……testuale.

Ora, cosa può essere accaduto nel frattempo da indurre il professore a fare una piroetta come quella riportata nell’articolo dell’Unione di oggi? Noi diciamo che nel frattempo addirittura abbiamo avuto conferme del diritto e della volontà politica alla zona franca, infatti, cosa sono il D.Lgv 75/1998, il DPCM  del 2001, la delibera della Giunta Regionale del 2001, le intese stato regione e la L.R. 10 /2008, se non la conferma della volontà di andare verso la zona franca?.....”Pacta sunt servanda” caro Professore.

Ma non basta, il professore, con un dire quasi sufficiente e banale, afferma che si tratterebbe di punti franchi doganali nelle 6  piccole aree portuali…..e no caro professore, il D.Lgv 75/98 istituisce le “ zone franche” e non i “porti franchi”: “anche negli altri porti e nelle aree industriali ad essi collegati o collegabili”.

Appare evidente come il sole che la piroetta del professore è indotta da partigianeria e da militanza organica all’interno di quei contesti partitocratici che come bene ha detto l’Avv. Francesco Scifo non intendono accogliere nulla che ne limiti il potere, semplicemente perché essi sanno bene che “ZONA FRANCA” vuol dire prima di tutto sburocratizzare e poi spostare l’asse dell’economia dal pubblico al privato, dall’assistenza alla produzione, dalla finanza al lavoro.

Per dirla tutta: quanti oggi contano di avvicendarsi al potere all’interno di un bipolarismo che garantisce l’alternanza quasi sistematica, non vedono di buon occhio la sfida culturale della “zona franca”…..essi vogliono congelare l’esistente, noi vogliamo cambiare a partire dagli strumenti. Questa è la vera sfida che oggi la Sardegna ha davanti."

 

 

 

                                                                                                              

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Domenica, 22 Settembre 2013 14:31

Lettera a Papa Francesco per la zona franca

Papa-Antioco-PattaCagliari, 22 settembre 2013 ore 14.00. Nella giornata storica e soleggiata della visita di Papa Francesco nella città di Cagliari,  l'attivista e responsabile regionale del Coordinamento Comitati Cittadini Pro Zona Franca, Antioco Patta, ha consegnato alla Segreteria Vaticana una lettera in cui espone le gravi condizioni in cui versa il Popolo Sardo, il cui reddito medio è tra i più bassi in Europa. "Sono sicuro che Papa Francesco leggerà con interesse questa lettera, anche perché non può non ricordarsi di me visto che mi sono rivolto a lui in spagnolo-argentino!" ha commentato Antioco Patta. Ci uniamo a lui nella speranza che il pontefice possa aiutare, o meglio, "metterci una buona parola" in questa lotta popolare per la rivendicazione dei diritti dei Sardi.

(Luciana Carta)

 

 

Ecco il testo della lettera di Antioco Patta (download)

lettera-al-papa 

 

 

 

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Lunedì, 01 Luglio 2013 11:07

Antioco Patta risponde al Prof. Razzu

 

Articolo-intervista al Prof. Giovanni Razzu del 28 giugno 2013 pag.5 di La Nuova Sardegna dal titolo “l’isola del fisco” e “Razzu: <La zona franca? Sarebbe un boomerang>”.

Premesso che ci fa meraviglia che un sardo residente all’estero si esprima in modo così perentoriamente negativo su una rivendicazione della politica e delle istituzioni sarde, che è storia di decenni e che ha riguardato tutte le coalizioni di governo che si sono avvicendate alla guida dell’isola, come Movimento Zona Franca non condividiamo affatto, l’opinione del giovane professore nativo di Sorso soprattutto nei contenuti veri e sostanziali.

Infatti, ciò che salta subito agli occhi è che Razzu salta a piè pari il ruolo e la funzione svolto dalle zone franche nel mondo (che di fatto sono un volano dell’economia mondiale) e dimentica di fare cenni storici alla vicenda “Zona Franca della Sardegna”, omette le questioni di diritto, non cita uno straccio di legge che contrasti con le nostre rivendicazioni, confonde la nostra zona franca con le “zone franche urbane” (tanto care al PD sardo ma non a noi) e che hanno deluso le aspettative (lui stesso cita l’esempio francese), ma soprattutto ed in modo maldestro, oltre a non azzardare nessuna proposta alternativa per la Sardegna, fa affermazioni non rispondenti al vero quando mette in automatismo le entrate IVA con la Sanità e commette gravi omissioni che non sono perdonabili ad un economista quando porta incomplete informazioni sulle Isole Canarie con l’evidente intento di alterare la realtà dei fatti. Ma andiamo per ordine.

Non cita uno straccio di legge che confuti le rivendicazioni dei 150 comitati civici e le delibere di oltre 300 consigli comunali che si sono pronunciati con l’assistenza di 300 segretari comunali laureati in giurisprudenza oltre che con altre consulenze di elevatissima professionalità.
Porta generici riferimenti a contesti californiani, inglesi e francesi ma senza controprova alcuna sui risultati senza quegli interventi di aiuto; facciamo noi due domande a Razzu: ha provato a chiedere l’opinione alle popolazioni direttamente interessate?. Perché non propone al Governo Britannico di abolire le “free zone” che ha istituito nei porti, negli aeroporti e nelle isole?. La risposta è talmente scontata da apparire ovvia anche ai ragazzini delle scuole elementari ma non ai professori ed agli intellettuali militanti.

Omette di dire che la fiscalità di vantaggio è ormai nell’agenda dell’Unione Europea e che è addirittura uno dei 6 punti del piano di rilancio europeo della Merkel.

Tornando alla questione Sardegna; ancora una volta e strumentalmente si affiancano il gettito IVA e la sanità facendo credere che vi sia un rapporto diretto di “do ut des”, ebbene, ciò è falso poiché le rimesse alla regione sono dentro un paniere nazionale basato su parametri convenzionali che non sarebbe toccato da un’eventuale agevolazione alla Sardegna poiché inquadrata dentro il principio della “discrimine positiva e della compensazione di svantaggi oggettivi” (quindi fuori dall’ambito degli aiuti di stato).


Piuttosto, anche in questo caso, Razzu omette di evidenziare che a proposito di “imposte indirette” alla Sardegna viene negata la quota spettante di “Imposta di Fabbricazione” sugli idrocarburi e prodotti energetici lavorati nell’isola e che sommano a circa 5 miliardi di euro, dei quali ci vengono attribuiti solo 0,7 con un danno alle casse regionali che vale il doppio dell’intera IVA (questo a proposito dei trasferimenti statali).

I riferimenti alle Isole Canarie invece sono parziali e di una superficialità evidentemente voluta e maligna. Definire “disastrosi” i risultati delle agevolazioni godute dalle Canarie è disonesto intellettualmente; li completiamo noi i dati sulle isole spagnole:

- Le Isole Canarie hanno 2,3 milioni di abitanti su 7.484 Kmq di superficie prevalentemente rocciosa quindi con scarse possibilità di autosufficienza alimentare.
- Grazie agli aiuti sono una delle regioni più infrastrutturate del mondo: hanno 8 aeroporti dei quali 6 internazionali, 10 porti ed altri 12 in costruzione.
- Hanno una delle più alte concentrazioni di hotels a 4-5 stelle del mondo e 14 milioni di turisti per oltre 77 milioni di pernottamenti (circa 7 volte la Sardegna). 
- Hanno oltre 1.500 voli settimanali per l’Unione Europea.
- Hanno due università, 32 “College” bilingue e 2/3 degli abitanti parla almeno due lingue.
- La telefonia mobile copre il 99 % del territorio, hanno 50.000 km di fibra ottica ed una copertura del 90 % del territorio con ADSL-WiFi-Banda Larga.
- Ricavano il 78% del PIL dai servizi e ciò indica uno stato di società avanzata.
- I dati sulla disoccupazione sono fuorvianti per il semplice fatto che la gran parte delle attività sono legate al turismo che ha uno sviluppo attorno agli 8 mesi all’anno e quindi non si tratta di disoccupazione strutturale ma congiunturale e stagionale.
- Quanto alla povertà citata da Razzu, è evidente che si parla delle medie convenzionali europee che hanno solo un valore statistico generale, infatti, il costo della vita nelle Canarie è come noto molto più basso della media europea e che corrisponde a circa il 50% di quello medio nazionale italiano ed addirittura appena 1/3 di quello della City dove abita il giovane economista, infatti, e lo dimostrano dati “reali e non convenzionali” sui costi di alcune voci importanti quali: affitto di casa, servzio acqua-energia-riscaldamento-rifiuti, pasto al ristorante, spesa settimanale per famiglia di 4 persone, assicurazione auto, carburanti; ecco la media di Canarie-Italia-Londra in euro:

- Affitto mensile di casa: 150-400-800
- Servizi al mese: 50-250-500
- Pasto Ristorante: 8-30-50 a pasto
- Spesa settimanale: 80-200-500
- Assicurazione annuale: 225-800-1500
- Carburanti al litro: 1,05-1,75-1,50

Non ci vuole molto a capire che nelle Canarie con 500 euro si vive decorosamente, in Italia si pagano a malapena le bollette ed a Londra si vive sotto i ponti.

Nelle Canarie si paga un’imposta indiretta (tipo IVA) del 7% che si aggiunge al costo iniziale e senza altri balzelli, non si pagano imposte-tasse tributi su transazioni patrimoniali e sono ridotte al minimo anche le imposte sui redditi (le imprese pagano il 4% e se assumono scende anche sotto), così per l’INPS e per la parte dei lavoratori.....basso, schematico, quasi a “burocrazia zero”.

Un’ultima cosa sulle Canarie......forse la più importante di tutte: queste isole hanno il più basso tasso di criminalità al mondo, il più alto tasso di cura dell’ambiente ed elevata scolarizzazione, nei parametri internazionali della qualità della vita hanno un fantastico 10 che li colloca al vertice mondiale......alla faccia dei professori militanti che parlano di cose che non conoscono.

Infine, un cenno sul versante del diritto e delle prerogative del popolo sardo che G. Razzu sembra ignorare; anche in questo caso lo facciamo con una domanda: quando La Marmora, Todde, Cao, la Commissione Pais-Serra, Deffenu, Bellieni, passando per l’Assemblea Costituente e la Legge Costituzionale n.3/1948, il Protocollo d’Intesa Stato-Regione del 21.4.1997, il D.Lgs n.75/1998 anch’esso di rango costituzionale, l’Intesa Istituzionale e di Programma del 21.4.99, il DPCM del 7.6.2001 e la L.R. n.10/2008, cosa intendevano realizzare per la Sardegna?

Forse quello che dice Lei professor G. Razzu?. Forse volevano la nostra emarginazione economica e produttiva? Forse volevano le nostre imprese fuori mercato? Forse volevano 390.000 disoccupati e 380.000 persone in povertà assoluta? Forse volevano pensionati e cassintegrati alla fame e decine di suicidi all’anno? Forse ci volevano sotto embargo e privi di autonomia? Forse volevano una nuova emigrazione che tranne il suo fortunato caso è più simile ad una diaspora criminale e di sterminio?

No caro Razzu; questi che prima di noi hanno parlato di zona franca, volevano una Sardegna migliore e più emancipata, lo hanno anche scritto nelle leggi, quelle LEGGI DELLO STATO delle quali stiamo rivendicando l’applicazione! ”pacta sunt servanda” caro Prof. Razzu. 

 

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