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Finalmente oggi durante la Seduta n.15 della Camera dei Deputati si è portato all'Ordine del Giorno un argomento molto caro ai Sardi, la Zona Franca Integrale. In sintesi, la Camera ha accolto il provvedimento dell'On. Salvatore Deidda (FDI), per l’attivazione della Zona franca in Sardegna. Un momento storico e molto importante che il Movimento Sardegna Zona Franca, i cui vertici recentemente hanno incontrato gli economisti della Lega e i rappresentanti sardi di Fratelli d'Italia, attendeva da tempo e che fa ben sperare verso una repentina applicazione delle normative sulla zona franca fino ad ora ignorate dalla politica locale e nazionale. Il Movimento Sardegna Zona Franca vuole perciò condividere questa soddisfazione con tutti i zonafranchisti e attivisti che in tutti questi anni hanno seguito la rivendicazione di questo diritto. Un plauso particolare alla dottoressa Maria Rosaria Randaccio, all'avvocato Francesco Scifo e all'avvocato Paolo Aureli che non si sono mai risparmiati in anni di lotta. In appena 10 giorni dall'insediamento il Governo Conte (Salvini-Di Maio) sta cambiando le carte in tavola e per la Sardegna forse non ci sarà più soltanto un futuro di assistenzialismo. 

Qui sotto la sintesi della parte del documento relativa all'argomento "Zona Franca Sarda", discusso oggi alla Camera e votato all'unanimità (539 voti su 539 deputati presenti).

 

La Camera, premesso che:
    con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 31 gennaio 2013, in attuazione dell'articolo 27, comma 8, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante «misure urgenti per la crescita del Paese», sono stati dettati i criteri per l'individuazione delle situazioni di crisi industriale complessa;
    ai sensi della predetta norma, con successivi decreti ministeriali, rispettivamente del 13 settembre 2016 e del 7 ottobre 2016, sono state accertate le condizioni per il riconoscimento di crisi industriale complessa, con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, per i poli di Portovesme e Porto Torres;
    per i lavoratori dei due poli industriali è stata autorizzata, con diversi provvedimenti normativi, in particolare, da ultimo, con i commi 139 e 145 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017, sia la misura della mobilità che quella della cassa integrazione in deroga;
    da ultimo, col decreto-legge 9 maggio 2018, n. 44, si è ritenuto di adottare misure straordinarie e urgenti per assicurare l'ulteriore finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, comma 139, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché di apportare modifiche all'articolo 1, comma 145, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, al fine di garantire la prosecuzione dei trattamenti di cassa integrazione in deroga aventi efficacia temporale entro il 31 dicembre 2016 e durata fino al 31 dicembre 2017;
    pur ritenendosi assolutamente necessaria la conversione in legge delle misure previste dal provvedimento in esame, al fine di garantire la proroga degli ammortizzatori concessi in favore del personale dipendente delle aziende operanti nelle citate aree industriali in crisi, appare comunque doveroso ricorrere a riforme strutturali che consentano il superamento della crisi economica con conseguente sviluppo occupazionale delle aree interessate;
    esclusivamente con l'approvazione di misure di riduzione degli oneri fiscali e del costo dell'energia potrebbero attrarsi investimenti in grado di far superare alle citate aree la crisi industriale in atto, consentendo lo sviluppo delle medesime, oltre che una crescita economica strutturale, tale da rendere assolutamente superflua l'adozione di ulteriori misure di assistenza;
    l'articolo 1 del decreto legislativo n. 75 del 1998 ha previsto che: «1. In attuazione dell'articolo 12 dello statuto speciale per la regione Sardegna approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, sono istituite nella regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913 del 1992 (Consiglio) e n. 2454 del 1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili. 2. La delimitazione territoriale delle zone franche e la determinazione di ogni altra disposizione necessaria per la loro operatività viene effettuata, su proposta della regione, con separati decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. 3. In sede di prima applicazione la delimitazione territoriale del porto di Cagliari è quella di cui all'allegato dell'atto aggiuntivo in data 13 febbraio 1997, dell'accordo di programma dell'8 agosto 1995 sottoscritto con il Ministero dei trasporti e della navigazione.»;
    l'articolo 174 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea ha stabilito che «Per promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme dell'Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale. In particolare l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite. Tra le regioni interessate, un'attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna.»;
    la Regione Sardegna possiede più di un requisito tra quelli individuati dall'Unione Europea per la classificazione di regione svantaggiata e che, quindi, l'istituzione della zona franca, anche integrale, consentirebbe di ridurre, se non annullare, lo svantaggio determinato dall'insularità della stessa regione, contribuendo, altresì, a limitare il fenomeno dello spopolamento;
    la particolare conformazione geografica, lo stato di isolamento, l'insularità e la scarsa densità demografica della Sardegna, giustificano l'individuazione quale zona franca di tutto l'intero territorio regionale, tenuto anche conto che le esigenze di delimitazione previste per il riconoscimento della zona franca sono agevolmente garantite dal confine marittimo dell'Isola;
    già nel 2001, la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Dogane ha dichiarato che, ai sensi del decreto legislativo n. 75 del 1998, l'intero territorio dell'Isola dovrebbe essere individuato come zona franca extraterritoriale, anche in ragione dell'identico riconoscimento ottenuto da altre località italiane ed europee, recanti analoga condizione geografica;
    con le Deliberazioni n. 8/2 del 7 febbraio 2013 e n. 9/7 del 12 febbraio 2013 la Giunta Regionale della Sardegna ha dato mandato «al Presidente per il formale inoltro ai competenti uffici della Commissione europea e alle Autorità doganali coinvolte della comunicazione riguardante la attivazione del regime doganale di zona franca della Sardegna esteso, a tutto il territorio regionale con perimetrazione coincidente con i confini naturali dell'Isola di Sardegna e delle sue isole, affinché gli stessi uffici procedano ai conseguenti adempimenti legali di competenza e alla pubblicazione nella GUCE, anche e specificamente, ai fini della modifica dell'articolo 3 del Regolamento CE n. 450/2008»;
    il definitivo avvio della zona franca in Sardegna costituirebbe per l'intero territorio regionale un importante occasione di sviluppo economico e sociale che garantirebbe anche il superamento dello svantaggio determinato dall'insularità della stessa Regione e lo sviluppo delle aree industriali in crisi, rendendo altresì possibile il consolidamento dell'Italia nel ruolo di leader negli scambi commerciali nel Mar Mediterraneo,

impegna il Governo

a porre in essere ogni necessario adempimento, al fine di garantire l'avvio della zona franca nell'intero territorio regionale della Sardegna, introducendo, anche tra i propri obiettivi economici del prossimo triennio, la piena attuazione del decreto legislativo n. 75 del 1998 e della relativa normativa comunitaria, con l'onere di individuare e destinare nella prossima legge di Bilancio le risorse economiche necessarie, allo stato quantificabili in 1 miliardo di euro, comunicando, altresì, alla Commissione Europea l'avvenuta istituzione della zona franca, ai sensi dell'articolo 243 del Codice Doganale Europeo.

9/583-A/2. Deidda

 

RESOCONTO SEDUTA N.15 DEL 14.06.2018

 

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Il Movimento Sardegna Zona Franca, per voce del Vice Presidente avv. Paolo Aureli, smentisce categoricamente quanto riportato da L'Unione Sarda di oggi in cui l'autore dell'articolo non tiene in considerazione quanto già diverse volte fatto presente dall'addetta stampa del Movimento ai giornali locali e cioé che esiste una Ordinanza (in allegato qui sotto) attualmente in essere con la quale si evidenzia che l’ordine di non usare il logo e i simboli del Movimento Sardegna Zona Franca - seppur rivolto processualmente alle controparti - si deve intendere idealmente esteso a tutti coloro che operano similmente, deviando illecitamente consensi all’interno del Movimento e creando confusione nell'elettorato."

L'avv. Aureli sottolinea che "Il giornalista qualifica infondatamente la Cadeddu come referente del Movimento Sardegna Zona Franca impostando erroneamente l’articolo sul presupposto di una improbabile guerra interna alla compagine del Movimento" e continua dicendo: "Specifichiamo inoltre che la signora Careddu ha contattato la dirigenza del vero Movimento Zona Franca pochi giorni fa per chiederne appoggio elettorale, pur continuando a detenere nella copertina del suo profilo Facebook l'immagine del Movimento che riteniamo abusivo. Le abbiamo chiesto perciò di voler rimuovere tali riferimenti in tutela del nome e dell'immagine del nostro Movimento". 

 

 Loredana Careddu con il Movimento zona franca abusivo

 La Careddu seconda da destra militante nel Movimento abusivo

 

 

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Continua il botta e risposta tra i vertici del Movimento Sardegna Zona Franca e alcuni esponenti della politica e del mondo economico italiano ed europeo. Questa volta ad animare il dibattito è stata un'intervista all'economista Giovanni Razzu in cui afferma: "L'insularità è un dato di fatto, una condizione che crea indubbi disagi economici e commerciali, ma se la soluzione proposta è l'introduzione della zona franca dico no in modo assoluto. C'è troppa enfasi sul tema delle zone economiche speciali, con l'idea che se si riducono le tasse si cresce, ma alle imprese non bastano misure fiscali a favore se attorno a loro manca un adeguato 'sistema' economico.“ 

A questa affermazione risponde con toni accesi l'avv. Paolo Aureli, vice presidente del Movimento Sardegna Zona Franca all'indomani del grande successo ottenuto nel convegno tenutosi ad Olbia che aveva proprio come tema principale la zona franca e la zes.  "Dunque questo Professore - dice Aureli - con la sua affermazione, che implicitamente accomuna le zone franche alle Zes, dimostra di non conoscerne la differenza.  La Zona Franca è una misura per la quale le merci che si trovano su un determinato stato europeo sono, per finzione giuridica, ritenute poste al di fuori della linea doganale per cui possono essere depositate, migliorate, trasformate e riesportare senza scontare le Imposte di confine e, se previsto, l’IVA sulle cessioni e  all’importazione. ESSE PER DEFINIZIONE NON SONO RITENUTE AIUTI DI STATO PERCHÉ NON FAVORISCONO SELETTIVAMENTE ALCUNE AZIENDE O ALCUNI TERRITORI A DISCAPITO DI ALTRI. Le Zone economiche speciali invece, Professore, sono aiuti di stato che in Italia hanno assunto la forma di sconti fiscali (compensazioni) concessi a determinate aziende per determinati settori di produzione e, pertanto, proprio per la loro selettività, costituiscono aiuti di stato che potrebbero squilibrare il mercato comune europeo favorendo alcune aziende a scapito altre, le quali magari anche solo per poche centinaia di metri siano situate fuori della Zes.

Dunque Professore non si affanni a dispensare consigli all’Italia e continui pure a darli all’Inghilterra. A L’Unione Sarda invece porgo l’invito a rivolgere le stesse domande ad uno qualsiasi dei bravissimi economisti Italiani.....(magari a qualche alunno di Federico Caffè, e, chissà, forse le risposte potranno essere di un tenore diverso."

Avremo presto un seguito o il professore anglo-sardo deciderà di ripararsi dietro una buona e sana autocritica?

 

 

 

 

 

 

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La dottoressa Maria Rosaria Randaccio commenta così le ultime notizie messe in giro nel web e relative allo stop alle delibere della sindaca Maria Antonietta Uras. "Con questo comunicato mio personale, vorrei precisare che l'iter procedurale seguito dalla Sindaca di Giave è corretto.  Aggiungerei che le delibere emanate dalla sindaca sono state tutte emanate non solo nel rispetto della normativa comunitaria sulle zone franche ma anche nel rispetto di quanto previsto dalla Legge Costituzionale n. 3/2001 che ha apportato modifiche all art. 119 della Costituzione prevedendo che per promuovere lo sviluppo economico e rimuovere gli squilibri economici e sociali i comuni stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri in armonia con la Costituzione e secondo principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Vedi D.lgs. n. 114/2016 richiamato dalla Sentenza della Corte Costituzionale n.154/2017. Questo iter, porterà alla istituzione della zona franca nel territorio di Giave."

 

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Il Movimento Sardegna Zona Franca si dissocia da qualunque associazione, movimento, partito e persona che utilizzi la locuzione "zona franca" o specifici simboli che la richiamino, e che dichiari pubblicamente o privatamente di collaborare con il Movimento o con persone ad esso legate.

Tale comunicato si rende necessario poiché si stanno utilizzando in modo strumentale filmati e posts sui social media che in modo ambiguo sono atti a trarre in inganno i sostenitori del Movimento Sardegna Zona Franca.

 

 

 

 

 

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In relazione alle prossime Elezioni Politiche del 4 marzo 2018, il Movimento Sardegna Zona Franca comunica che non prenderà parte alla tornata elettorale dichiarandosi ufficialmente neutrale alla questione e rispettando così le diverse ideologie e preferenze partitiche di ogni associato, in modo da sgomberare il campo da qualsiasi possibile strumentalizzazione o equivoco sull'argomento zona franca. 

Il Movimento comunica altresì che - proprio in virtù delle diverse anime politiche che risiedono all'interno di esso - ognuno sarà libero di esprimere le proprie preferenze a titolo personale senza pregiudicare o inficiare l'altrui giudizio, come specifica inoltre l'avv. Francesco Scifo nella sua pagina social dichiarando la sua personale simpatia e appoggio verso coloro che durante la campagna elettorale metteranno per iscritto nero su bianco l'impegno a favore del rispetto del Decreto Legislativo n.75/98 e l'art. 243 del C.D.C. n. 952/13. 

 

Pubblicato in News Sardegna

 

Si terrà a Cagliari l'11 Dicembre prossimo il tanto atteso seminario per professionisti intitolato "Il Regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e riservato ai soli commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro. L'evento, che avrà luogo presso il Sardegna Hotel di Cagliari, sarà gratuito per i professionisti iscritti come soci sostenitori del Movimento e a pagamento, con la quota di € 50,00 per i professionisti non iscritti.
Il programma del Seminario è il seguente:

ore 14.45 Accredito dei partecipanti
ore 15.00 Inizio lavori
Avv. Francesco Scifo
La normativa UE e nazionale
ore 15.30 Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio
Approfondimento sul Codice Doganale
ore 16.00 Avv. Paolo Aureli
Differenze tra Zone Franche, Zes e ZFU
ore 16.20 Dott.ssa Antonella Pinna
Modello VIES, Dichiarazione d’intento, gestione
fatture acquisti e vendite, trasmissione dati a
Ufficio delle Dogane competente

Dibattito e problematiche
ore 18.00 Fine lavori

Sarà possibile iscriversi fino al 7 dicembre inviando la propria adesione all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il modulo per l'scrizione è in allegato qui sotto.

 

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Ieri a Nuoro si è svolta nella sede del CESP di Prato Sardo l'Assemblea annuale dei soci del Movimento Sardegna Zona Franca alla presenza della presidente dott.ssa Maria Rosaria Randaccio e di tutti i membri del Consiglio Direttivo in carica. L'incontro, che ha visto una folta partecipazione di persone provenienti da tutta la Sardegna, è stata anche l'occasione per conoscere i neo iscritti al Movimento e di fare il punto della situazione alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale relativa alla fiscalità vigente in Sardegna. 

Hanno partecipato anche alcuni commercialisti e imprenditori di vari settori produttivi, interessati ad entrare ufficialmente in regime di zona franca e desiderosi di avere informazioni riguardanti le richieste di rimborso Iva e Accise messe a disposizione gratuitamente dal Movimento. L'avvocato Francesco Scifo ha ribadito la decisione di optare per una scelta politica che vada oltre i partiti nazionali di Destra e Sinistra seguendo il filone politico che si affacci maggiormente verso l'autodeterminazione della Sardegna, e proponendo - nel caso di una eventuale partecipazione del Movimento Zona Franca alle prossime elezioni regionali - di candidarsi in solitaria senza alleanze o coalizioni se non con partiti che mettano come primo punto del programma la zona franca.

Il momento clou della serata è stata la votazione del nuovo Consiglio Direttivo, avvenuto per acclamazione dei candidati, durante il quale l'avv. Scifo è stato rieletto all'unanimità come Segretario Politico, ed è stato allargato a undici componenti il nucleo dei consiglieri.

Nel nuovo Consiglio Direttivo sono stati rieletti: Luciana Carta con le cariche di Tesoriere, coordinatrice della provincia dell'Ogliastra e Responsabile Ufficio Stampa e Comunicazione; Claudia Mariani, con la carica di coordinatrice della provincia del Sulcis Iglesiente insieme a Angelo Borghero, e Serafina Patteri coordinatrice della provincia di Nuoro; Antonio Vernier, responsabile dei rapporti con l'Università e l'Unesco; Giulio Simbula, coordinatore della provincia del Medio Campidano; Paolo Aureli, Vice Presidente e Legale del Movimento; e le new entries: Rita Cuccureddu e Antonio Alfonso, coordinatori della provincia di Sassari; Daniela Mallus e Gianfranco Milìa, coordinatori della provincia di Cagliari.

A fine serata sono state consegnate le nuove brochures informative che verranno messe a disposizione dei cittadini in diversi centri commerciali, bar, ristoranti e negozi di ogni provincia.

Un grande augurio di buon lavoro ai nuovi consiglieri e al Movimento tutto.

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Nonostante la relazione della Polizia Giudiziaria del 23 maggio 2016 in cui si evince che "la zona franca in Sardegna non parte solo per una precisa scelta politica della Giunta in carica pro tempore", nonostante sia palese sin dal suo insediamento che la Giunta Pigliaru sia apertamente contraria all'applicazione delle normative sulla zona franca, la Magistratura sarda ritiene che non applicare le leggi dello Stato sia lecito.

In allegato qui sotto il provvedimento.

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"Insieme ai politici del PD, i peggiori nemici dell’utilizzo delle Franchigie Fiscali da parte dei residenti in Sardegna, dichiarata Zona Franca dal D.lgs. n. 75/98 (tutt’ora in vigore), sono i Commercialisti!" queste le durissime parole della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, ex Intendente di Finanza e conosciutissima fiscalista, la quale ci spiega che la Sardegna sarebbe già operativa da tempo - almeno per quanto riguarda le aziende - se non fosse per la maggioranza dei commercialisti che negano ai propri clienti l'invio dei documenti per entrare in regime di zona franca.

E la Randaccio continua: "Appare incomprensibile e privo di supporto giuridico il loro rifiuto ad applicare quanto previsto nei due Regolamenti Comunitari (n. 2913/92 e n. 2494/93) appositamente richiamati nel suddetto D.lgs. n. 75/98, e in particolare il loro rifiuto a rispettare anche quanto previsto dagli artt. da 166 a 182 del Regolamento n. 2913/92, articoli nei quali vengono disciplinate le zone franche della Comunità Europea, e quindi dell’Italia, che di tale comunità fa parte ai sensi del Trattato di Roma.
Rifiuto al rispetto di quanto previsto dall’art. 128 del suddetto Regolamento n. 2913/92 dove si prevede che “si possa chiedere il rimborso o lo sgravio dai dazi all’importazione qualora si dimostri che le merci d’importazione sono stati introdotti in una zona franca o in un deposito franco”
Il suddetto rifiuto viola principalmente le regole sulla tutela della concorrenza e del libero mercato di cui agli artt. da 101 a 115 del Trattato di Roma, ratificato dalla Legge n.1203/57, dove si prevede che sono vietati nei rapporti commerciali condizioni dissimili per prestazioni equivalenti, e - all’art. 107 - si prevede che non sono considerati aiuti di stato gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione, nonché gli aiuti rivolti a consentire lo sviluppo delle isole ultraperiferiche di cui all’art. 349, e che ai sensi dell’art. 105, e la Commissione è tenuta a vigilare e applicare le procedure di infrazione qualora non vengano rispettati i principi fissati dagli artt. 101 e 102 del suddetto Trattato.

Comportamento ulteriormente incomprensibile dal momento che la suddetta normativa sulla gestione delle zone franche risulta confermata dall’art. 10 del Regolamento sulla semplificazione degli adempimenti tributari, approvato con D.P.R. n. 435/2001, nel quale si prevede che i contribuenti che si avvalgono della facoltà di acquistare o importare beni e servizi senza il pagamento dell’Iva - ai sensi dell’art. 1 del D.L. n. 746/83 convertito nella Legge n.17/84 (perché residenti in territori extradoganali) - devono trasmettere all’Agenzia delle Entrate la “Dichiarazione di Intento”, avvalendosi delle modalità previste dall’art. 8 del D.P.R. n. 633/72, prima di emettere le fatture con le modalità previste dalla Legge n.28/1997, quest’ultima emanata in attuazione della Direttiva n. 95/7/CE in materia d’imposta sul valore aggiunto (IVA) dove vengono apportate importanti modifiche ed integrazioni al D.P.R. n. 633/72 nonché al D.L. n.331/93, convertito nella Legge n. 427/93.
Legge n. 28/1997 con la quale è stato introdotto l’art. 38 quater al D.P.R. n. 633/72, intitolato “Sgravio dell’imposta per i soggetti domiciliati e residenti fuori della Comunità Europea”.

Tale comportamento è sempre più assurdo dopo la modifica apportata all’art. 68 dal comma 3 bis del D.lgs. n. 546/92, decreto che disciplina il “Processo Tributario” dove al comma 3 bis si prevede che - in pendenza di processo - il rimborso dell’IVA riscossa all’importazione resta disciplinato dal Regolamento CEE n. 2913/92 come modificato dal Regolamento n.952/2013 e dalle altre disposizioni dell’Unione Europea in materia.
Regolamento n.952/2013 ai sensi del quale è stata emanata la Circolare esplicativa dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 8/D del 19.04.2016, che a pagina 4 conferma il principio di preminenza del diritto dell’Unione Europea rispetto al diritto degli Stati membri, preminenza che deve essere rispettata sia dai Commercialisti che dalle Commissioni Tributarie ai sensi dell’art. 1 della Legge n.131/2003, dell’art. 6 del D.lgs. n.159/2015 dove si prevede che la riscossione delle imposte è sospesa qualora la violazione sia la conseguenza della condotta illecita penalmente rilevante tenuta da parte dei Commercialisti, Avvocati, Tributaristi, ecc., e che ai sensi dell’art. 2 della Legge n. 18/2015 può agire contro lo Stato e ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali, chi ha subito un danno ingiusto per effetto di una sentenza pronunciata dal magistrato con dolo o colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni, e che costituisce colpa grave per il magistrato la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell’Unione Europea."

Ciò che i residenti in Sardegna, in particolare le imprese con sede fiscale nell'isola, devono capire è che per entrare in regime di zona franca è necessario soltanto inviare la Dichiarazione d'intento e che tale documento può essere inviato telematicamente da un consulente/commercialista che voglia fare gli interessi dei propri clienti e non perpetrare lo stato di ignoranza e di illecità che purtroppo grava sulle aziende e sui contribuenti, pena la condanna al risarcimento dei danni per gli errori commessi nelle dichiarazioni dei redditi effettuate fino ad ora.

E' necessario ricordare ai Magistrati che la legge è uguale per tutta la Comunità europea, compreso quella fiscale (CEE), e che l'art.2 della Legge n.18/2015 prevede che costituisca colpa grave la violazione manifesta della legge nonché del diritto dell'Unione Europea.

 

 

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