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I tempi stringono e l'ultimatum dei zonafranchisti sardi sta dando i suoi risultati. "No zona franca? No voto" è il messaggio inviato al Ministro Matteo Salvini da ogni angolo del web e pubblicato con un clamoroso passaparola via Whatsapp che a quanto pare è arrivato fino a quelle scrivanie che fino a ieri erano occupate da politici disattenti a questo diritto mai attuato e rispettato.

Con la firma in aula da parte dei deputati della Lega Eugenio Zoffili e Guido De Martini e quello di Forza Italia Ugo Cappellacci, è tutto pronto per l'invio del documento in cui si comunica la zona franca della Sardegna alla Commissione Europea. 

L'avv. Francesco Scifo, Segretario Politico dimissionario del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta così la notizia: "Grande passo avanti per la zona franca della Sardegna e dobbiamo ringraziare l'on. Salvatore Sasso Deidda e il partito Fratelli d'Italia: l'unico politico che ha fatto il suo dovere e mantenuto la promessa fattaci da Giorgia Meloni prima delle elezioni. La comunicazione per il Governo é un obbligo di legge in base all'art. 243 del Codice Doganale Europeo quando le zone franche sono già istituite come é avvenuto con il D.lgs. n.75/98. L'ordine del giorno promosso dall'on. Deidda - approvato dall'Assemblea o dalla Commissione parlamentare competente (ovvero accettato dal Governo) - vincola quindi l'Esecutivo a darvi seguito. Grazie Deidda, grazie Fratelli d'Italia: in mezzo a tanti quaquaraquà voi, persone perbene, mantenete la parola."

Insomma, tra incentezza e un po' di subbuglio pre elettorale ci si augura che questo Natale i zonafranchisti sardi abbiano un regalo in più sotto l'albero: l'annuncio da parte del Governo che la comunicazione predisposta oggi in aula sia stata recepita e che la Ue abbia finalmente e ufficialmente preso atto dell'esistenza della zona franca in Sardegna, non più solo a parole."

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Abbiamo intervistato l’avv. Paolo Aureli, ex Vice Presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, chiedendogli un parere sulle ultime delibere del Comune di Domusnovas e sulla loro capacità di attuare la Zona Franca nel territorio comunale.

Avvocato, cosa pensa delle ultime delibere del Comune di Domusnovas sulla zona franca?

Ritengo l’azione del Sindaco senz’altro coraggiosa e lungimirante anche se, personalmente, non sono in linea sul ritenere perfettamente efficaci e cogenti le delibere Comunali. Esse pur rappresentando, alla stessa stregua delle altre centinaia di delibere susseguitesi nel tempo e che il Movimento Sardegna Zona Franca ha contribuito a far emanare, atti programmatici di legittima “ribellione istituzionale” contro l’immobilismo dei Poteri deputati all’applicazione delle zone franche doganali istituite col Decreto Legislativo n.75 del 1998, in applicazione dei Regolamenti Unionali, non possono innovare il diritto. Non posso disporre in senso contrario alla legge.

Sia più chiaro...

Ebbene nell’Ordinamento Italiano vi è una gerarchia delle fonti del diritto tale per cui le fonti subordinate - cd. di secondo grado - non possono mai derogare o confliggere con le fonti Primarie.
Più in particolare lo Statuto Sardo emanato con Legge Costituzionale n° 3 del 1948, che è Legge di livello Costituzionale, superiore quindi alla Legge ordinaria delle Stato, all’articolo 12 stabilisce senza eccezioni che “Il regime doganale della Regione è di esclusiva competenza dello Stato. Saranno istituiti nella Regione punti franchi”. Mentre secondo l’art 23 della nostra Costituzione la materia tributaria può essere regolata solo dalla Legge. Secondo il principio della gerarchia delle fonti del diritto è principio generale dell’ordinamento che una norma di carattere regolamentare, come sono i Regolamenti Comunali, non può in alcun modo confliggere con una norma di rango superiore, ovvero lo Statuto, prima ancora che le leggi tributarie italiane.
Se lo fa si colloca immediatamente fuori gioco giuridicamente e nella decisione di eventuali cause connesse il Giudice sia esso amministrativo che civile non dovrà fare altro che disapplicare la norma illegittima (come chiarito da plurime sentenze anche del Consiglio di Stato (per tutte Consiglio di Stato, Sezione VI Sentenza 14 luglio 2014, n. 3623).

In questi giorni viene ripetuto che siccome il termine per impugnare i regolamenti Comunali sulla zona franca è scaduto o scade a Novembre, in mancanza di impugnazione essi diventano norme intangibili. Cosa ne pensa?

Questa affermazione è totalmente priva di fondamento giuridico. Mi spiego meglio, se un regolamento comunale è contro la legge tributaria (che prevede l’applicazione delle imposte al consumo e delle accise) o, peggio ancora, contro una norma di rango costituzionale come l’art 12 dello Statuto che prevede come visto la competenza della materia delle dogane solo in capo allo Stato, esso semplicemente non si applica. Si risolve così. Non si può attivare un conflitto di competenza o di attribuzione con la impugnazione degli atti considerati “invasivi” poiché non è previsto dall’Ordinamento in questi casi. Tali conflitti possono verificarsi solo tra Poteri dello Stato (Presidente della Repubblica, i rami del Parlamento, Il Presidente del Consiglio dei Ministri, la Corte costituzionale ecc) oppure tra Stato e Regioni, o tra le regioni.
Quindi un atto o provvedimento del Comune che sia illegittimo o abnorme semplicemente si disapplica nella fattispecie concreta. Per intenderci ed esemplificare al massimo, se lei va a fare carburante presso il distributore di benzina a Domusnovas il rivenditore glielo darà con iva e accise e se lei fa ricorso per far applicare il regolamento comunale, che prevede l’esenzione da iva e accise, la controparte chiederà al giudice semplicemente di disapplicare il regolamento per sua contrarietà alla legge e il Giudice lo disapplicherà, decidendo la controversia come se l'atto non esistesse. Fine.

Quello che chiede l’amministrazione comunale è la zona franca o no?

C‘è una bella differenza tra le richieste di abbattimento dell’iva e della accise sui carburanti e sull’energia richieste dal Comune e la Zona Franca.
Infatti, la concessione della esenzione di alcune imposte corrisponde soltanto ad un aiuto che lo Stato può concedere, ad oggi, soltanto temporaneamente e col permesso della Unione Europea. Sono aiuti di stato che devono essere previamente autorizzati. Mentre la Zona Franca è, secondo il diritto dell’Unione Europea, una porzione di territorio Statale che, per finzione giuridica, è posta fuori dalla linea doganale dell’Unione, per cui le merci che vi si trovino giunte dall’estero, conservate in zona franca oppure trasformate e poi riesportate all’estero, non scontano i dazi doganali, prelievi equivalenti, accise e, se previsto da una legge delle stato, anche l’Iva sia all’importazione che sui singoli scambi utili alla produzione (e, si badi, non utili al consumo. Se, infatti, il bene che arriva dall’estero se viene “consumato” in zona franca allora deve scontare l’iva e le accise, a meno che una norma dello Stato previamente autorizzata dalla UE non permetta temporaneamente di eliminare l’iva e le accise al consumo.

Secondo lei qual è la strada da percorrere per la zona franca e cosa dovrebbe fare il Comune di Domusnovas?

Il Comune ha fatto anche di più del consentito dalla legislazione vigente. Ora tocca alla politica fare applicare le norme e far emettere i D.P.C.M. attuativi di tutte le zone franche (per Cagliari il D.P.C.M. c'è già dal 2001). Al Movimento Sardegna Zona Franca invece l’arduo compito di costituire una spina nel fianco per spingere i politici di ogni schieramento in tal senso soprattutto dopo che anche i Prefetti ritengono che non sia loro compito sollecitare per l’applicazione delle Leggi anche regionali. Mi viene in mente la Legge Regionale n.20 del 2013, come le altre ancora inattuata. Sì, perché in Italia sembra che la Legge da sola non basti, serve sempre il politico che, arrogandosi poteri a lui alieni, la metta effettivamente in moto.

 

 

 

 

 

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Unità e determinazione: sono le parole chiave emerse in una recente riunione di alcuni esponenti del Movimento Zona Franca, ritrovatisi a Cagliari, dopo la pausa estiva, per ragionare sulle prossime iniziative del Movimento. "L'analisi impietosa del fallimento della politica ci impone di ritrovare unità e coesione per realizzare un obiettivo primario e indifferibile: lo statuto fiscale differenziato che la Sardegna merita. Non ci illudiamo che questa politica sia in grado di realizzarlo. Dobbiamo farlo noi. L'auspicio è che tutte le forze sane della Sardegna si uniscano attorno a questo progetto, che da anni il Movimento elabora con costanza e determinazione, fuori del palazzo, tra chi produce e soffre di una contingenza economica in continuo peggioramento." - si legge nel comunicato ufficiale del Movimento.

Il Movimento Zona Franca richiama quindi all'unità di tutto il mondo zonafranchista e annuncia la convocazione nell'immediato futuro dell'Assemblea dei soci in cui verranno votate le nuove cariche dirigenziali e approvata la riorganizzazione dell'associazione.

 

 

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Finalmente oggi durante la Seduta n.15 della Camera dei Deputati si è portato all'Ordine del Giorno un argomento molto caro ai Sardi, la Zona Franca Integrale. In sintesi, la Camera ha accolto il provvedimento dell'On. Salvatore Deidda (FDI), per l’attivazione della Zona franca in Sardegna. Un momento storico e molto importante che il Movimento Sardegna Zona Franca, i cui vertici recentemente hanno incontrato gli economisti della Lega e i rappresentanti sardi di Fratelli d'Italia, attendeva da tempo e che fa ben sperare verso una repentina applicazione delle normative sulla zona franca fino ad ora ignorate dalla politica locale e nazionale. Il Movimento Sardegna Zona Franca vuole perciò condividere questa soddisfazione con tutti i zonafranchisti e attivisti che in tutti questi anni hanno seguito la rivendicazione di questo diritto. Un plauso particolare alla dottoressa Maria Rosaria Randaccio, all'avvocato Francesco Scifo e all'avvocato Paolo Aureli che non si sono mai risparmiati in anni di lotta. In appena 10 giorni dall'insediamento il Governo Conte (Salvini-Di Maio) sta cambiando le carte in tavola e per la Sardegna forse non ci sarà più soltanto un futuro di assistenzialismo. 

Qui sotto la sintesi della parte del documento relativa all'argomento "Zona Franca Sarda", discusso oggi alla Camera e votato all'unanimità (539 voti su 539 deputati presenti).

 

La Camera, premesso che:
    con decreto del Ministro dello sviluppo economico del 31 gennaio 2013, in attuazione dell'articolo 27, comma 8, del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante «misure urgenti per la crescita del Paese», sono stati dettati i criteri per l'individuazione delle situazioni di crisi industriale complessa;
    ai sensi della predetta norma, con successivi decreti ministeriali, rispettivamente del 13 settembre 2016 e del 7 ottobre 2016, sono state accertate le condizioni per il riconoscimento di crisi industriale complessa, con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, per i poli di Portovesme e Porto Torres;
    per i lavoratori dei due poli industriali è stata autorizzata, con diversi provvedimenti normativi, in particolare, da ultimo, con i commi 139 e 145 dell'articolo 1 della legge n. 205 del 2017, sia la misura della mobilità che quella della cassa integrazione in deroga;
    da ultimo, col decreto-legge 9 maggio 2018, n. 44, si è ritenuto di adottare misure straordinarie e urgenti per assicurare l'ulteriore finanziamento degli interventi di cui all'articolo 1, comma 139, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, nonché di apportare modifiche all'articolo 1, comma 145, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, al fine di garantire la prosecuzione dei trattamenti di cassa integrazione in deroga aventi efficacia temporale entro il 31 dicembre 2016 e durata fino al 31 dicembre 2017;
    pur ritenendosi assolutamente necessaria la conversione in legge delle misure previste dal provvedimento in esame, al fine di garantire la proroga degli ammortizzatori concessi in favore del personale dipendente delle aziende operanti nelle citate aree industriali in crisi, appare comunque doveroso ricorrere a riforme strutturali che consentano il superamento della crisi economica con conseguente sviluppo occupazionale delle aree interessate;
    esclusivamente con l'approvazione di misure di riduzione degli oneri fiscali e del costo dell'energia potrebbero attrarsi investimenti in grado di far superare alle citate aree la crisi industriale in atto, consentendo lo sviluppo delle medesime, oltre che una crescita economica strutturale, tale da rendere assolutamente superflua l'adozione di ulteriori misure di assistenza;
    l'articolo 1 del decreto legislativo n. 75 del 1998 ha previsto che: «1. In attuazione dell'articolo 12 dello statuto speciale per la regione Sardegna approvato con legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, sono istituite nella regione zone franche, secondo le disposizioni di cui ai regolamenti CEE n. 2913 del 1992 (Consiglio) e n. 2454 del 1993 (Commissione), nei porti di Cagliari, Olbia, Oristano, Porto Torres, Portovesme, Arbatax ed in altri porti ed aree industriali ad essi funzionalmente collegate o collegabili. 2. La delimitazione territoriale delle zone franche e la determinazione di ogni altra disposizione necessaria per la loro operatività viene effettuata, su proposta della regione, con separati decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. 3. In sede di prima applicazione la delimitazione territoriale del porto di Cagliari è quella di cui all'allegato dell'atto aggiuntivo in data 13 febbraio 1997, dell'accordo di programma dell'8 agosto 1995 sottoscritto con il Ministero dei trasporti e della navigazione.»;
    l'articolo 174 del Trattato sul Funzionamento dell'Unione europea ha stabilito che «Per promuovere uno sviluppo armonioso dell'insieme dell'Unione, questa sviluppa e prosegue la propria azione intesa a realizzare il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale. In particolare l'Unione mira a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite. Tra le regioni interessate, un'attenzione particolare è rivolta alle zone rurali, alle zone interessate da transizione industriale e alle regioni che presentano gravi e permanenti svantaggi naturali o demografici, quali le regioni più settentrionali con bassissima densità demografica e le regioni insulari, transfrontaliere e di montagna.»;
    la Regione Sardegna possiede più di un requisito tra quelli individuati dall'Unione Europea per la classificazione di regione svantaggiata e che, quindi, l'istituzione della zona franca, anche integrale, consentirebbe di ridurre, se non annullare, lo svantaggio determinato dall'insularità della stessa regione, contribuendo, altresì, a limitare il fenomeno dello spopolamento;
    la particolare conformazione geografica, lo stato di isolamento, l'insularità e la scarsa densità demografica della Sardegna, giustificano l'individuazione quale zona franca di tutto l'intero territorio regionale, tenuto anche conto che le esigenze di delimitazione previste per il riconoscimento della zona franca sono agevolmente garantite dal confine marittimo dell'Isola;
    già nel 2001, la Direzione Regionale dell'Agenzia delle Dogane ha dichiarato che, ai sensi del decreto legislativo n. 75 del 1998, l'intero territorio dell'Isola dovrebbe essere individuato come zona franca extraterritoriale, anche in ragione dell'identico riconoscimento ottenuto da altre località italiane ed europee, recanti analoga condizione geografica;
    con le Deliberazioni n. 8/2 del 7 febbraio 2013 e n. 9/7 del 12 febbraio 2013 la Giunta Regionale della Sardegna ha dato mandato «al Presidente per il formale inoltro ai competenti uffici della Commissione europea e alle Autorità doganali coinvolte della comunicazione riguardante la attivazione del regime doganale di zona franca della Sardegna esteso, a tutto il territorio regionale con perimetrazione coincidente con i confini naturali dell'Isola di Sardegna e delle sue isole, affinché gli stessi uffici procedano ai conseguenti adempimenti legali di competenza e alla pubblicazione nella GUCE, anche e specificamente, ai fini della modifica dell'articolo 3 del Regolamento CE n. 450/2008»;
    il definitivo avvio della zona franca in Sardegna costituirebbe per l'intero territorio regionale un importante occasione di sviluppo economico e sociale che garantirebbe anche il superamento dello svantaggio determinato dall'insularità della stessa Regione e lo sviluppo delle aree industriali in crisi, rendendo altresì possibile il consolidamento dell'Italia nel ruolo di leader negli scambi commerciali nel Mar Mediterraneo,

impegna il Governo

a porre in essere ogni necessario adempimento, al fine di garantire l'avvio della zona franca nell'intero territorio regionale della Sardegna, introducendo, anche tra i propri obiettivi economici del prossimo triennio, la piena attuazione del decreto legislativo n. 75 del 1998 e della relativa normativa comunitaria, con l'onere di individuare e destinare nella prossima legge di Bilancio le risorse economiche necessarie, allo stato quantificabili in 1 miliardo di euro, comunicando, altresì, alla Commissione Europea l'avvenuta istituzione della zona franca, ai sensi dell'articolo 243 del Codice Doganale Europeo.

9/583-A/2. Deidda

 

RESOCONTO SEDUTA N.15 DEL 14.06.2018

 

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Il Movimento Sardegna Zona Franca, per voce del Vice Presidente avv. Paolo Aureli, smentisce categoricamente quanto riportato da L'Unione Sarda di oggi in cui l'autore dell'articolo non tiene in considerazione quanto già diverse volte fatto presente dall'addetta stampa del Movimento ai giornali locali e cioé che esiste una Ordinanza (in allegato qui sotto) attualmente in essere con la quale si evidenzia che l’ordine di non usare il logo e i simboli del Movimento Sardegna Zona Franca - seppur rivolto processualmente alle controparti - si deve intendere idealmente esteso a tutti coloro che operano similmente, deviando illecitamente consensi all’interno del Movimento e creando confusione nell'elettorato."

L'avv. Aureli sottolinea che "Il giornalista qualifica infondatamente la Cadeddu come referente del Movimento Sardegna Zona Franca impostando erroneamente l’articolo sul presupposto di una improbabile guerra interna alla compagine del Movimento" e continua dicendo: "Specifichiamo inoltre che la signora Careddu ha contattato la dirigenza del vero Movimento Zona Franca pochi giorni fa per chiederne appoggio elettorale, pur continuando a detenere nella copertina del suo profilo Facebook l'immagine del Movimento che riteniamo abusivo. Le abbiamo chiesto perciò di voler rimuovere tali riferimenti in tutela del nome e dell'immagine del nostro Movimento". 

 

 Loredana Careddu con il Movimento zona franca abusivo

 La Careddu seconda da destra militante nel Movimento abusivo

 

 

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Continua il botta e risposta tra i vertici del Movimento Sardegna Zona Franca e alcuni esponenti della politica e del mondo economico italiano ed europeo. Questa volta ad animare il dibattito è stata un'intervista all'economista Giovanni Razzu in cui afferma: "L'insularità è un dato di fatto, una condizione che crea indubbi disagi economici e commerciali, ma se la soluzione proposta è l'introduzione della zona franca dico no in modo assoluto. C'è troppa enfasi sul tema delle zone economiche speciali, con l'idea che se si riducono le tasse si cresce, ma alle imprese non bastano misure fiscali a favore se attorno a loro manca un adeguato 'sistema' economico.“ 

A questa affermazione risponde con toni accesi l'avv. Paolo Aureli, vice presidente del Movimento Sardegna Zona Franca all'indomani del grande successo ottenuto nel convegno tenutosi ad Olbia che aveva proprio come tema principale la zona franca e la zes.  "Dunque questo Professore - dice Aureli - con la sua affermazione, che implicitamente accomuna le zone franche alle Zes, dimostra di non conoscerne la differenza.  La Zona Franca è una misura per la quale le merci che si trovano su un determinato stato europeo sono, per finzione giuridica, ritenute poste al di fuori della linea doganale per cui possono essere depositate, migliorate, trasformate e riesportare senza scontare le Imposte di confine e, se previsto, l’IVA sulle cessioni e  all’importazione. ESSE PER DEFINIZIONE NON SONO RITENUTE AIUTI DI STATO PERCHÉ NON FAVORISCONO SELETTIVAMENTE ALCUNE AZIENDE O ALCUNI TERRITORI A DISCAPITO DI ALTRI. Le Zone economiche speciali invece, Professore, sono aiuti di stato che in Italia hanno assunto la forma di sconti fiscali (compensazioni) concessi a determinate aziende per determinati settori di produzione e, pertanto, proprio per la loro selettività, costituiscono aiuti di stato che potrebbero squilibrare il mercato comune europeo favorendo alcune aziende a scapito altre, le quali magari anche solo per poche centinaia di metri siano situate fuori della Zes.

Dunque Professore non si affanni a dispensare consigli all’Italia e continui pure a darli all’Inghilterra. A L’Unione Sarda invece porgo l’invito a rivolgere le stesse domande ad uno qualsiasi dei bravissimi economisti Italiani.....(magari a qualche alunno di Federico Caffè, e, chissà, forse le risposte potranno essere di un tenore diverso."

Avremo presto un seguito o il professore anglo-sardo deciderà di ripararsi dietro una buona e sana autocritica?

 

 

 

 

 

 

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La dottoressa Maria Rosaria Randaccio commenta così le ultime notizie messe in giro nel web e relative allo stop alle delibere della sindaca Maria Antonietta Uras. "Con questo comunicato mio personale, vorrei precisare che l'iter procedurale seguito dalla Sindaca di Giave è corretto.  Aggiungerei che le delibere emanate dalla sindaca sono state tutte emanate non solo nel rispetto della normativa comunitaria sulle zone franche ma anche nel rispetto di quanto previsto dalla Legge Costituzionale n. 3/2001 che ha apportato modifiche all art. 119 della Costituzione prevedendo che per promuovere lo sviluppo economico e rimuovere gli squilibri economici e sociali i comuni stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri in armonia con la Costituzione e secondo principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Vedi D.lgs. n. 114/2016 richiamato dalla Sentenza della Corte Costituzionale n.154/2017. Questo iter, porterà alla istituzione della zona franca nel territorio di Giave."

 

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Il Movimento Sardegna Zona Franca si dissocia da qualunque associazione, movimento, partito e persona che utilizzi la locuzione "zona franca" o specifici simboli che la richiamino, e che dichiari pubblicamente o privatamente di collaborare con il Movimento o con persone ad esso legate.

Tale comunicato si rende necessario poiché si stanno utilizzando in modo strumentale filmati e posts sui social media che in modo ambiguo sono atti a trarre in inganno i sostenitori del Movimento Sardegna Zona Franca.

 

 

 

 

 

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In relazione alle prossime Elezioni Politiche del 4 marzo 2018, il Movimento Sardegna Zona Franca comunica che non prenderà parte alla tornata elettorale dichiarandosi ufficialmente neutrale alla questione e rispettando così le diverse ideologie e preferenze partitiche di ogni associato, in modo da sgomberare il campo da qualsiasi possibile strumentalizzazione o equivoco sull'argomento zona franca. 

Il Movimento comunica altresì che - proprio in virtù delle diverse anime politiche che risiedono all'interno di esso - ognuno sarà libero di esprimere le proprie preferenze a titolo personale senza pregiudicare o inficiare l'altrui giudizio, come specifica inoltre l'avv. Francesco Scifo nella sua pagina social dichiarando la sua personale simpatia e appoggio verso coloro che durante la campagna elettorale metteranno per iscritto nero su bianco l'impegno a favore del rispetto del Decreto Legislativo n.75/98 e l'art. 243 del C.D.C. n. 952/13. 

 

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Si terrà a Cagliari l'11 Dicembre prossimo il tanto atteso seminario per professionisti intitolato "Il Regime di zona franca in Sardegna: normativa e procedure" organizzato dal Movimento Sardegna Zona Franca e riservato ai soli commercialisti, avvocati, tributaristi e consulenti del lavoro. L'evento, che avrà luogo presso il Sardegna Hotel di Cagliari, sarà gratuito per i professionisti iscritti come soci sostenitori del Movimento e a pagamento, con la quota di € 50,00 per i professionisti non iscritti.
Il programma del Seminario è il seguente:

ore 14.45 Accredito dei partecipanti
ore 15.00 Inizio lavori
Avv. Francesco Scifo
La normativa UE e nazionale
ore 15.30 Dott.ssa Maria Rosaria Randaccio
Approfondimento sul Codice Doganale
ore 16.00 Avv. Paolo Aureli
Differenze tra Zone Franche, Zes e ZFU
ore 16.20 Dott.ssa Antonella Pinna
Modello VIES, Dichiarazione d’intento, gestione
fatture acquisti e vendite, trasmissione dati a
Ufficio delle Dogane competente

Dibattito e problematiche
ore 18.00 Fine lavori

Sarà possibile iscriversi fino al 7 dicembre inviando la propria adesione all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Il modulo per l'scrizione è in allegato qui sotto.

 

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