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Oggi a Nuraghe Losa - Abbasanta l'avvocato Francesco Scifo ha portato il saluto del Movimento Sardegna zona franca a Sardos, neoformazione, presentata da Anthony Muroni e Alberto Filippini, con notevoli ambizioni politiche: attrarre chi non si riconosce nel tripolarismo. L'Associazione ha creato numerosi laboratori tematici che lavoreranno per un certo periodo di tempo su vari argomenti, sotto la direzione di un coordinatore per gruppo: Ambiente, Agroalimentare, Zootecnica e ricerca, lotta allo Spopolamento, Turismo, Zona franca e fiscalità di vantaggio.

Presenti al convegno molti giovani ed esperti oltre a una nutrita rappresentanza di associazioni e movimenti. Scifo commenta così il suo breve intervento: "Ho rappresentato che mancava un occhio rivolto alla internazionalizzazione della Sardegna e allo conoscenza dei trattati internazionali che, in assenza di adeguato studio, travolgeranno anche noi. Infine, ho precisato che, anche qualora l'obiettivo fosse federalista o, addirittura, indipendentista, occorrono due presupposti: una zona franca integrale quale unico strumento idoneo a poter compensare lo svantaggio insulare e infrastrutturale e capace di attrarre capitali, credito e attività; il secondo è lo studio e la conoscenza approfondita dello Statuto sardo che é l'unico strumento esistente, rebus sic stantibus, per difendere gli interessi della Sardegna, ma nessuno lo conosce né lo applica. Se non si sa usare e non si usa l'unica spada che si ha si finisce trafitti. I migliori auguri a Sardos dunque."

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Sulla spinta di oltre 11.000 richieste da parte di privati cittadini e aziende residenti in Sardegna, il Movimento Sardegna Zona Franca ha inviato all'Agenzia delle Entrate Regionale e all'Agenzia delle Dogane Interregionale un Interpello (sotto in allegato) con il quale si chiede l'ufficializzazione della posizione di tali agenzie in relazione alla vigente normativa, in virtù anche dell'ultima Sentenza della Corte Costituzionale n.154 del 4 luglio 2017.

A firma della Presidente del Movimento, dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, si chiede: "se è corretta o meno l’interpretazione della immediata operatività del regime doganale di zona franca e se la scrivente possa operare in regime di esenzione da IVA e Accise e utilizzare l’IVA e le Accise versate in compensazione ai sensi del Capo III del Decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 come previsto dal D.lgs. n. 114/2016. Inoltre, nel caso di interpretazione difforme dalla suddetta le SS.VV dovranno chiarire quali siano i motivi della mancata eventuale applicazione del corpus normativo sopraindicato vigente e cogente."

Nel frattempo da anni diverse aziende sarde operano in regime di zona franca senza che le agenzie fiscali abbiano mai avuto nulla da eccepire. Il documento è stato inoltre inviato per conoscenza all' Advisory Committee on Value Added Tax, il gruppo istituito dalla Commissione Europea che mira a garantire un'applicazione più uniforme delle disposizioni dell'UE in materia di IVA.

 

 

 

 

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Nella video intervista curata dal giornalista cagliaritano Alessandro Zorco, l'avv. Francesco Scifo - segretario politico del Movimento Sardegna Zona Franca - spiega le motivazioni per le quali la zona franca in Sardegna è già operativa. Alla luce della Sentenza n.154/2017 della Corte Costituzionale dello scorso luglio, che conferma l'esistenza di tutto il sistema normativo sulla zona franca in Sardegna, è possibile richiedere il rimborso (fin dal febbraio 2013) dell'Iva e delle Accise pagate dai contribuenti risiedenti nell'isola. Guarda l'intervista 

I riferimenti normativi principali citati dall'avv. Scifo sono i seguenti:

- Leggi nazionali:

   Statuto della Regione autonoma Sardegna Legge n.3/1948 artt.10, 12 e 13

   e le norme attuative:

   D.lgs. n.75/1998 art.1

   D.lgs.n. 114/2016 artt. 8 e 14;

- Leggi regionali:

   Legge n.22/1953 art.2;

   Legge n.10/2008 art. 1 lett.d);

   Legge n.20/2013 art.1:

- Provvedimenti esecutivi:

   Delibera Giunta Cappellacci del 7 febbraio 2013 (comunicata a Italia e Ue);

   Sentenza della Corte Costituzionale n.154/2017.

 

 

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Il 31 maggio scorso, presso il Tribunale di Cagliari, si è svolta la prima udienza davanti al giudice per le indagini preliminari per l'esposto del Movimento Sardegna Zona Franca relativo alla mancata applicazione delle leggi sulla zona franca vigenti in Sardegna - presentato dall'avvocato Francesco Scifo - segretario politico del Movimento.
Il giudice si è riservato di decidere in data da stabilire. Dal documento che pubblichiamo in allegato, frutto delle indagini della Polizia Giudiziaria del Tribunale di Cagliari, emerge un quadro chiaro: la zona franca in Sardegna non parte solo per una precisa scelta politica della Giunta in carica pro tempore.

Questo il commento dello stesso avvocato Scifo: "Dobbiamo forse ritenere che la legge sia una opinione secondo la Procura della Repubblica di Cagliari? Dalla richiesta di archiviazione del nostro esposto, presentata dal Pubblico Ministero il 31 maggio scorso, sembrerebbe di si.
La legge non parrebbe essere vincolante per i politici: ciò che si evince da questa relazione di Polizia Giudiziaria e dalla successiva richiesta di archiviazione è che chi è al vertice delle istituzioni in Sardegna ed in Italia possa impunemente violare tutte le norme vigenti e decidere,di applicarle o meno, solo se lo desidera.
Il politico sembrerebbe non essere più tenuto al rispetto della legge anche dove la legge è chiara e precisa così come avviene nella Legge regionale n.20 del 2013 e il D.lgs. n.75/98. Dobbiamo quindi ritenere che l'obbligo di legge esista sempre e solo per i semplici cittadini e per i politici a discrezione. In questa relazione di polizia vi è la prova che oggi non esiste più l'imperio della legge. Lo sapevamo già, ma in questo atto è scritto nero su bianco. Non ci resta che confidare che il Giudice per le indagini preliminari, che deciderà sulla richiesta di archiviazione cui ci siamo opposti, esamini attentamente gli atti. Attendiamo fiduciosi."

Pertanto, se a qualcuno non fosse ancora chiaro, anche secondo la Polizia Giudiziaria la mancata attuazione della zona franca in Sardegna è da ricercarsi nella volontà politica. Ci auguriamo che i Sardi lo ricordino alle prossime elezioni.

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Il Movimento Sardegna Zona Franca si fa promotore della creazione di una delegazione di partiti e movimenti sardi che vada a Roma e partecipi al tavolo del 25 marzo prossimo.

Queste le parole dell'avvocato Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento: "Occorre un tavolo tecnico alla presenza di tutte le forze politiche sarde per preparare una delegazione federalistica forte e unitaria da mandare a Roma il 25 marzo a vincere la resistenza nazionale e dell'Unione. Abbiamo le norme ma dobbiamo incontrarci e agire insieme da sardi, senza distinzioni di credo politico, per avere la forza di usarle. La delegazione sarda che proponiamo a tutti i partiti e movimenti dovrà presentare al Governo cinque domande, in vista delle celebrazioni del 60 anniversario dei trattati di Roma che si terranno il 25 marzo prossimo:

1. Riconoscimento del diritto storico della Sardegna ad avere un regime fiscale e doganale differenziato all'interno dello Stato Italiano connesso alla posizione geografica insulare, piú vicina al continente africano che all'Italia;

2. Riconoscimento nei trattati della specialità etnica, storica e geografica della Regione Sardegna con lo Status di regione autonoma, nell'ambito dello stato membro Italia, esattamente come avvenuto per le regioni autonome di Danimarca, Francia, Spagna, Portogallo, nonchè Germania, Grecia e Gran Bretagna;

3. Riconoscimento del diritto dei sardi, quale minoranza etnica riconosciuta dalle leggi nazionali ed internazionali, ad avere come lingua ufficiale il sardo;

4. Riconoscimento del diritto esclusivo della Sardegna allo sfruttamento delle proprie risorse naturali e alla inviolabilità dei propri confini e acque territoriali;

5. Riconoscimento dello Statuto speciale sardo e delle relative norme tra gli allegati ai trattati in virtú della riserva n.49 allegata dall'Italia ai Trattati."

Ricordiamo che in base all'art. 52 dello Statuto Sardo (Legge Costituzionale n.3 del 1948) e al D.lgs. n.363/99 art. 1 possiamo contrastare questo accordo contrario agli interessi della Sardegna.

Ricordiamo inoltre che la Sardegna è più vicina all'Africa di quanto non sia vicina alla penisola italiana. Infatti, il punto della Sardegna che si considera come il più vicino all'Africa è Capo Teulada, mentre il punto dell'Africa più vicino alla Sardegna è Cap Serrat, in Tunisia: la distanza tra questi due punti è di circa 178 km. Invece, il punto della Sardegna più vicino alla penisola italiana è Capo Ferro, mentre il punto della penisola italiana più vicino alla Sardegna è il Monte Argentario: la distanza tra essi è di 188 km.

La normativa che ci interessa, è la seguente:

Art. 52 Legge Costituzionale n.3/1948 (Statuto Sardo)
La Regione è rappresentata nella elaborazione dei progetti dei trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con Stati esteri in quanto riguardino scambi di specifico interesse della Sardegna. La Regione è sentita in materia di legislazione doganale per quanto concerne i prodotti tipici di suo specifico interesse.

Decreto Legislativo 15 settembre 1999, n. 363
Norme di attuazione dello statuto speciale della regione Sardegna in materia di partecipazione della regione alla elaborazione dei progetti di trattati di commercio che lo Stato intende stipulare con Paesi esteri. (G.U. n.248 del 21.10.1999)

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto l'articolo 87, comma quinto, della Costituzione; Vista la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, che ha approvato lo statuto speciale della regione autonoma della Sardegna; Visto, in particolare, l'articolo 52 del predetto statuto speciale; Vista la proposta della commissione paritetica prevista dall'articolo 56, primo comma, della legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, nonche' il parere del consiglio regionale della Sardegna; Vista la delibera del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 3 settembre 1999; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per gli affari regionali, di concerto con i Ministri degli affari esteri e del commercio con l'estero; E m a n a il seguente decreto legislativo:

Art. 1. 1. In attuazione dell'articolo 52, primo comma, dello Statuto della Regione Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, e successive modificazioni, nella elaborazione degli accordi internazionali commerciali e tariffari, la regione partecipa, nell'ambito della delegazione italiana, con il presidente della giunta regionale o con un suo delegato, ai lavori preparatori relativi alla definizione della posizione negoziale dell'Unione europea e dello Stato italiano, anche in sede di organizzazioni internazionali, in quanto gli accordi stessi riguardino interessi rilevanti per l'economia della Sardegna. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarle e di farlo osservare.

 

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Nel Vertice di Malta, conclusosi due giorni fa, è venuta fuori la decisione di stipulare un trattato (che si firmerà a Roma il prossimo 25 marzo in occasione dei 60 anni del Trattato di Roma) per un'"Europa a due velocità", dove molto probabilmente l'Italia avrà un ruolo marginale subordinato, e che fa fare all’Unione Europea un passo indietro piuttosto che avanti, dal momento che i 6 paesi fondatori - in primis la Germania e i paesi del Nord Europa - si trincereranno all'interno di un nucleo di "paesi virtuosi" ben separato da quelli che invece - in particolare sul bollente tema dell'immigrazione - dovranno subire le conseguenze e le decisioni dei primi.

Secondo alcuni esperti, invece, l'unica soluzione potrebbe essere quella di "cercare alleanze e costruire politiche economiche alternative da contrapporre alla Germania anziché voler fare il muso duro contro le istituzioni comunitarie che comunque hanno sempre cercato di comporre i problemi con e tra gli stati membri".

In questo contesto, l'Italia si troverebbe ad essere in deficit e pericolosamente fuori dal nucleo di "paesi virtuosi" amici della Germania e subirebbe un danno economico irrimediabile, tenendola ben lontana dall'obiettivo di federalismo europeo che si era prefissata inizialmente.

Di conseguenza, anche la Sardegna corre un gravissimo pericolo. La salvezza della Sardegna è quindi soltanto una: come espresso dall'avv. Francesco Scifo nel suo profilo Facebook, la Sardegna "deve immediatamente invocare l'art.52 dello Statuto e il D.lgs. n. 363/99 (attuativo) per chiedere di essere ammessa ai negoziati ed in questo contesto affermare la sua zona franca. O lo facciamo ora o mai piú. Tutti i sardi devono capirlo o saranno responsabili nei confronti dei loro figli per aver distrutto l'economia della loro isola. É un momento decisivo il tempo stringe. Tutti i sardi devono fare pressione sulla Giunta regionale uniti non é piú tempo di divisioni."

Per questo motivo il Movimento Sardegna Zona Franca lancia un appello a tutti i Sardi e a tutte le forze politiche della Sardegna, senza distinzioni tra partiti, affinché la Regione Sardegna possa partecipare al vertice del 25 marzo a Roma per rivendicare la zona franca che le spetta e si autodetermini nelle decisioni che riguardano il futuro della propria economia.

L'Italia, visto i politici a dir poco ingenui che la governano, corre il rischio di firmare il proprio suicidio convinta di far parte di diritto dei “magnifici sei”. Ma invece non sarà così. E, a questo punto, è il caso di dirlo: si salvi chi può.

 

 

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"La Sardegna può e deve valorizzare la sua identità e la diversità per lingua, usi, costumi e tradizioni dal resto della comunità nazionale, perciò, noi proponiamo queste modifiche a una parte dello Statuto sardo". Questo il progetto lanciato oggi dall'avv. Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca.

"Tali modifiche - continua Scifo - possono essere apportate con legge ordinaria perchè inserite nel Titolo III e sono opportune per poter cominciare a utilizzare coscientemente la propria capacità di autogoverno, ed in linea con quanto fatto in altre comunità dell'Italia e dell'Unione Europea. Vi sono dei precedenti giuridici e dobbiamo pretendere che siano rispettati per uscire dal sottosviluppo e dalla sottomissione a una cultura esterna che ha distrutto le nostre stesse radici. Noi pensiamo che, in un quadro federale quale è quello delineato dalla riforma del Titolo V della Costituzione italiana, si debba procedere a chiarire i nostri rapporti con la comunità italiana così come è stato già fatto in Alto Adige e in Valle d'Aosta ed in Sicilia.

Ecco le proposte del Movimento Sardegna Zona Franca per la modifica dell'art.13 dello Statuto Sardo:

Art.13

Il popolo sardo è un popolo ai sensi del diritto internazionale, con il conseguente diritto all’autodeterminazione.

Lo statuto è frutto di un accordo del Governo italiano con il Governo della Sardegna in qualità di parti equivalenti.

Art.13 bis

Le Autorità autonomiche della Sardegna hanno facoltà d’istituire Corti di Giustizia alle quali è affidato l’esercizio del potere giudiziario in Sardegna.

Art.13 ter

Laddove le autorità autonomiche della Sardegna sono titolari di competenze legislative ed esecutive, in quel caso, hanno pure la facoltà di negoziare e concludere direttamente accordi di diritto internazionale con altri Stati od organizzazioni internazionali o sovranazionali.

Art.13 quater

Tutti i conflitti di competenza tra le autorità centrali della Repubblica Italiana e quelle autonomiche della Sardegna sono risolti entro il termine perentorio di due mesi dalla richiesta di convocazione, formulata da una delle due parti, di un organo ad hoc, composto da due membri designati dal governo italiano e da due membri indicati dall’esecutivo della Sardegna, oltre a tre giudici della Corte Costituzionale Italiana, con il compito specifico di risolvere gli eventuali contrasti competenziali tra autorità centrali ed autorità locali.

Se i quattro membri di estrazione politica riescono a raggiungere tra di loro un accordo entro il termine perentorio di un mese dalla convocazione, la questione è definitivamente risolta; in caso contrario, la controversia è rimessa alla decisione esclusiva dei tre giudici della Corte Costituzionale Italiana. Solo tale organo misto può sospendere l’adozione della misura contestata sino alla definitiva risoluzione del conflitto competenziale.

Art. 13 quinquies

Il Sardo in tutte le varianti locali dei singoli Comuni è la lingua ufficiale della Sardegna. Per i documenti ufficiali di carattere nazionale verranno utilizzati congiuntamente il Logudorese e il Campidanese. L’Italiano potrà essere utilizzato con lo stesso valore ufficiale. Nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle Università della Sardegna il sardo sarà materia curriculare obbligatoria per tutti gli ordini di studi.

 

Sono diversi gli spunti che il Movimento Zona Franca, facendosi promotore di una federazione di movimenti che possano dare una giusta sferzata alla Sardegna, offre ai più disparati interlocutori. Ma solo persone preparate e senza bende negli occhi possono avvalorare quanto sostenuto dall'avv. Scifo, e rilanciare l'economia rafforzando altresì l'identità di un popolo che sta dimenticando le sue fiere origini e che non crede più di poter cambiare il proprio destino.

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L'avvocato Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta con queste parole la notizia della bocciatura della Finanziaria 2016 da parte della Corte Costituzionale. Infatti, seppur chiamata a decidere sul ricorso del Governo riguardante un solo articolo della legge di stabilità, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità di tutto il provvedimento legislativo varato lo scorso anno, estendendo così la censura dal solo art. 3 a tutta la legge.

"Oggi la Corte Costituzionale ha bocciato l'intera legge finanziaria della Sardegna 2016. Quindi non solo una norma, ma addirittura l'intera legge! Tutto ciò, con conseguenze che aggraveranno la situazione, già critica, dell’economia della Regione che non potrà disporre di un quadro certo di spesa delle risorse. Ciò testimonia che le leggi regionali finanziarie delle Giunte regionali gestite, prima, dal Presidente Soru e, poi, dal Presidente Pigliaru, si somigliano: hanno in comune che si scontrano puntualmente con la realtà normativa italiana. Infatti, già il 18.06.2008 la Corte Costituzionale bocciava la legge finanziaria della Giunta di Renato Soru, di cui Pigliaru faceva parte come assessore.

Entrambi sono esperti in materie economiche, una categoria che ritiene la legge una sovrastruttura discrezionale, modificabile e applicabile a piacimento. La gravissima bocciatura odierna della Corte Costituzionale dovrebbe determinare una presa di coscienza, da parte dell’attuale esecutivo e dello stesso consiglio regionale che compone la sua maggioranza, della loro evidente inidoneità a gestire un organismo complesso come la Regione.

Le dimissioni ed il voto sono, a mio parere, continua l'avv. Scifo, la soluzione più corretta: l’unica che potrebbe oggi permettere a tutti di poter giudicare la parte politica che ha manifestato di non saper bene governare. Inoltre nuove elezioni consentirebbero una migliore scelta di persone competenti da destinare al governo della regione Sardegna che ci evitino tali figure.

Evidentemente, allora come oggi, questi tecnici regionali di marca omologa non conoscono le norme fondamentali del sistema giuridico: l’art.81 è norma centrale della Costituzione italiana e, se le conoscono e non le applicano, è pure peggio! Del resto, il caso del Decreto Legislativo n.75/1998, istitutivo delle zone franche, che non viene tutt’ora applicato, con violazione dell’articolo 12 dello Statuto Sardo, che è la Legge Costituzionale n.3 del 1948, dimostra che applicare le leggi costituzionali fa venire l’orticaria a questi politici istituzionali di professione.

Chi governa dovrebbe conoscere almeno i trattati dell’Unione e le leggi principali dello Stato per non farsi bocciare ogni volta il proprio operato o, almeno, sapersi difendere in giudizio ed, infine, non ritenere il rispetto della legge sempre una pura scelta discrezionale."

 

 

 

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Oggi a Sassari alla Conferenza Programmatica Energie per la Sardegna, organizzato dal dott. Di Gangi e dai suoi collaboratori, l'avvocato Francesco Scifo e la dottoressa Maria Rosaria Randaccio hanno incontrato il dott. Stefano Parisi, ex direttore generale di Confindustria. Alla presenza del Magnifico Rettore, di illustri professori dell'Università di Sassari e di tanti imprenditori attivi si è parlato di zona franca della Sardegna.

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"L'immagine che voi vedete in questo articolo evidenzia l'assurdo isolamento in cui tutti i politici di ogni schieramento, passato ed in carica, ci hanno gettato, tagliandoci fuori dal sistema di comunicazioni e trasporti europeo"  - spiega l'avv.Scifo. "E' emerso che la zona franca è uno strumento di politica economica che può fornire la risposta che consente alla Sardegna di orientare l'asse dei flussi economici verso i nuovi mercati extraeuropei. L'isolamento dall'Europa in cui la politica miope, italiana e sarda, ci ha gettato può essere la molla che ci costringe ad aprire verso le nuove rotte di mercato che il raddoppio del canale di Suez ha aperto solo dal 2015: nessuno può toglierci infatti la nostra centralità nel Mediterraneo. Si è manifestata l'esigenza di legalità che sale dalla nostra Isola, tradita da chi amministra e da chi il D.Lgs. n.75/98 dovrebbe applicarlo e farlo applicare. L'avv. Scifo poi continua: "Il dott. Parisi ha mostrato di essere diverso dai politici comuni e di essere invece una persona capace di capire anche il linguaggio tecnico, ed ha abbozzato un suo progetto di azione democratica e liberale contro le destre e le sinistre che, fino ad ora, ci hanno amministrato così dannosamente. L'occasione di parlare di zona franca ad una platea competente e illustre penso sia stata importante e foriera di sviluppi per l'Isola. Intanto, auguro buona fortuna al modello «Megawatt» del dott. Stefano Parisi. Dai molti relatori competenti che si sono succeduti sul palco con le loro analisi, le loro idee e i progetti imprenditoriali, è emerso che le energie ci sono. Certo si deve lottare contro una burocrazia cieca e l'illegalità di uno Stato e di una Regione in mano a ad una cieca speculazione, ma noi stiamo a vedere come si svilupperà questo nuovo movimento."

 

 

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Una Class action contro l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia Riscossioni S.p.A. Ne dà notizia sulla sua pagina ufficiale l'avv.Francesco Scifo, segretario politico del Movimento e promotore dell'azione legale che già nel 2012 aveva portato l'ente davanti ai giudici. L'incontro si terrà sabato 29 ottobre all'Hotel Setar di Quartu S.Elena dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e vedrà la partecipazione dei rappresentanti del Movimento Artigiani e Commercianti liberi Sardegna, dell'associazione Giuristi Indipendenti, del Movimento 5 stelle e, naturalmente, del Movimento Sardegna Zona Franca la cui presidente, dott. Maria Rosaria Randaccio, è da anni il nemico principale del Fisco in Sardegna, promuovendo incontri e divulgando la documentazione che ha permesso di iniziare le indagini sui cosìddetti "falsi dirigenti".

L'avvocato Scifo spiega le ragioni di questa decisione: "E' in corso un'azione giudiziaria collettiva da me patrocinata contro queste amministrazioni fiscali, per contrastare le mancate applicazioni delle leggi e della Costituzione: il primo round è andato a loro ma dobbiamo appellare E VINCERE. Chiunque voglia partecipare e darci manforte è invitato, per lottare insieme contro questo potere illegittimo e prepotente. Siamo stati i primi a iniziare la lotta e invitiamo tutti a partecipare e condividere la nostra battaglia per la legalità."

Questa ulteriore iniziativa a sostegno della legalità delle agenzie fiscali è la prova che le azioni del Movimento Sardegna Zona Franca non si sono mai fermate e proseguono a tutto campo per chiedere l'applicazione delle leggi e per sensibilizzare i politici verso l'attuazione e il riconoscimento delle franchigie fiscali dovute alla Sardegna e per interrompere la drammatica crisi che ha investito tutti i settori dell'economia della Sardegna.

 

 

 

 

 

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