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"La Sardegna può e deve valorizzare la sua identità e la diversità per lingua, usi, costumi e tradizioni dal resto della comunità nazionale, perciò, noi proponiamo queste modifiche a una parte dello Statuto sardo". Questo il progetto lanciato oggi dall'avv. Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca.

"Tali modifiche - continua Scifo - possono essere apportate con legge ordinaria perchè inserite nel Titolo III e sono opportune per poter cominciare a utilizzare coscientemente la propria capacità di autogoverno, ed in linea con quanto fatto in altre comunità dell'Italia e dell'Unione Europea. Vi sono dei precedenti giuridici e dobbiamo pretendere che siano rispettati per uscire dal sottosviluppo e dalla sottomissione a una cultura esterna che ha distrutto le nostre stesse radici. Noi pensiamo che, in un quadro federale quale è quello delineato dalla riforma del Titolo V della Costituzione italiana, si debba procedere a chiarire i nostri rapporti con la comunità italiana così come è stato già fatto in Alto Adige e in Valle d'Aosta ed in Sicilia.

Ecco le proposte del Movimento Sardegna Zona Franca per la modifica dell'art.13 dello Statuto Sardo:

Art.13

Il popolo sardo è un popolo ai sensi del diritto internazionale, con il conseguente diritto all’autodeterminazione.

Lo statuto è frutto di un accordo del Governo italiano con il Governo della Sardegna in qualità di parti equivalenti.

Art.13 bis

Le Autorità autonomiche della Sardegna hanno facoltà d’istituire Corti di Giustizia alle quali è affidato l’esercizio del potere giudiziario in Sardegna.

Art.13 ter

Laddove le autorità autonomiche della Sardegna sono titolari di competenze legislative ed esecutive, in quel caso, hanno pure la facoltà di negoziare e concludere direttamente accordi di diritto internazionale con altri Stati od organizzazioni internazionali o sovranazionali.

Art.13 quater

Tutti i conflitti di competenza tra le autorità centrali della Repubblica Italiana e quelle autonomiche della Sardegna sono risolti entro il termine perentorio di due mesi dalla richiesta di convocazione, formulata da una delle due parti, di un organo ad hoc, composto da due membri designati dal governo italiano e da due membri indicati dall’esecutivo della Sardegna, oltre a tre giudici della Corte Costituzionale Italiana, con il compito specifico di risolvere gli eventuali contrasti competenziali tra autorità centrali ed autorità locali.

Se i quattro membri di estrazione politica riescono a raggiungere tra di loro un accordo entro il termine perentorio di un mese dalla convocazione, la questione è definitivamente risolta; in caso contrario, la controversia è rimessa alla decisione esclusiva dei tre giudici della Corte Costituzionale Italiana. Solo tale organo misto può sospendere l’adozione della misura contestata sino alla definitiva risoluzione del conflitto competenziale.

Art. 13 quinquies

Il Sardo in tutte le varianti locali dei singoli Comuni è la lingua ufficiale della Sardegna. Per i documenti ufficiali di carattere nazionale verranno utilizzati congiuntamente il Logudorese e il Campidanese. L’Italiano potrà essere utilizzato con lo stesso valore ufficiale. Nelle scuole di ogni ordine e grado e nelle Università della Sardegna il sardo sarà materia curriculare obbligatoria per tutti gli ordini di studi.

 

Sono diversi gli spunti che il Movimento Zona Franca, facendosi promotore di una federazione di movimenti che possano dare una giusta sferzata alla Sardegna, offre ai più disparati interlocutori. Ma solo persone preparate e senza bende negli occhi possono avvalorare quanto sostenuto dall'avv. Scifo, e rilanciare l'economia rafforzando altresì l'identità di un popolo che sta dimenticando le sue fiere origini e che non crede più di poter cambiare il proprio destino.

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L'avvocato Francesco Scifo, Segretario Politico del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta con queste parole la notizia della bocciatura della Finanziaria 2016 da parte della Corte Costituzionale. Infatti, seppur chiamata a decidere sul ricorso del Governo riguardante un solo articolo della legge di stabilità, la Consulta ha dichiarato l'illegittimità di tutto il provvedimento legislativo varato lo scorso anno, estendendo così la censura dal solo art. 3 a tutta la legge.

"Oggi la Corte Costituzionale ha bocciato l'intera legge finanziaria della Sardegna 2016. Quindi non solo una norma, ma addirittura l'intera legge! Tutto ciò, con conseguenze che aggraveranno la situazione, già critica, dell’economia della Regione che non potrà disporre di un quadro certo di spesa delle risorse. Ciò testimonia che le leggi regionali finanziarie delle Giunte regionali gestite, prima, dal Presidente Soru e, poi, dal Presidente Pigliaru, si somigliano: hanno in comune che si scontrano puntualmente con la realtà normativa italiana. Infatti, già il 18.06.2008 la Corte Costituzionale bocciava la legge finanziaria della Giunta di Renato Soru, di cui Pigliaru faceva parte come assessore.

Entrambi sono esperti in materie economiche, una categoria che ritiene la legge una sovrastruttura discrezionale, modificabile e applicabile a piacimento. La gravissima bocciatura odierna della Corte Costituzionale dovrebbe determinare una presa di coscienza, da parte dell’attuale esecutivo e dello stesso consiglio regionale che compone la sua maggioranza, della loro evidente inidoneità a gestire un organismo complesso come la Regione.

Le dimissioni ed il voto sono, a mio parere, continua l'avv. Scifo, la soluzione più corretta: l’unica che potrebbe oggi permettere a tutti di poter giudicare la parte politica che ha manifestato di non saper bene governare. Inoltre nuove elezioni consentirebbero una migliore scelta di persone competenti da destinare al governo della regione Sardegna che ci evitino tali figure.

Evidentemente, allora come oggi, questi tecnici regionali di marca omologa non conoscono le norme fondamentali del sistema giuridico: l’art.81 è norma centrale della Costituzione italiana e, se le conoscono e non le applicano, è pure peggio! Del resto, il caso del Decreto Legislativo n.75/1998, istitutivo delle zone franche, che non viene tutt’ora applicato, con violazione dell’articolo 12 dello Statuto Sardo, che è la Legge Costituzionale n.3 del 1948, dimostra che applicare le leggi costituzionali fa venire l’orticaria a questi politici istituzionali di professione.

Chi governa dovrebbe conoscere almeno i trattati dell’Unione e le leggi principali dello Stato per non farsi bocciare ogni volta il proprio operato o, almeno, sapersi difendere in giudizio ed, infine, non ritenere il rispetto della legge sempre una pura scelta discrezionale."

 

 

 

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Oggi a Sassari alla Conferenza Programmatica Energie per la Sardegna, organizzato dal dott. Di Gangi e dai suoi collaboratori, l'avvocato Francesco Scifo e la dottoressa Maria Rosaria Randaccio hanno incontrato il dott. Stefano Parisi, ex direttore generale di Confindustria. Alla presenza del Magnifico Rettore, di illustri professori dell'Università di Sassari e di tanti imprenditori attivi si è parlato di zona franca della Sardegna.

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"L'immagine che voi vedete in questo articolo evidenzia l'assurdo isolamento in cui tutti i politici di ogni schieramento, passato ed in carica, ci hanno gettato, tagliandoci fuori dal sistema di comunicazioni e trasporti europeo"  - spiega l'avv.Scifo. "E' emerso che la zona franca è uno strumento di politica economica che può fornire la risposta che consente alla Sardegna di orientare l'asse dei flussi economici verso i nuovi mercati extraeuropei. L'isolamento dall'Europa in cui la politica miope, italiana e sarda, ci ha gettato può essere la molla che ci costringe ad aprire verso le nuove rotte di mercato che il raddoppio del canale di Suez ha aperto solo dal 2015: nessuno può toglierci infatti la nostra centralità nel Mediterraneo. Si è manifestata l'esigenza di legalità che sale dalla nostra Isola, tradita da chi amministra e da chi il D.Lgs. n.75/98 dovrebbe applicarlo e farlo applicare. L'avv. Scifo poi continua: "Il dott. Parisi ha mostrato di essere diverso dai politici comuni e di essere invece una persona capace di capire anche il linguaggio tecnico, ed ha abbozzato un suo progetto di azione democratica e liberale contro le destre e le sinistre che, fino ad ora, ci hanno amministrato così dannosamente. L'occasione di parlare di zona franca ad una platea competente e illustre penso sia stata importante e foriera di sviluppi per l'Isola. Intanto, auguro buona fortuna al modello «Megawatt» del dott. Stefano Parisi. Dai molti relatori competenti che si sono succeduti sul palco con le loro analisi, le loro idee e i progetti imprenditoriali, è emerso che le energie ci sono. Certo si deve lottare contro una burocrazia cieca e l'illegalità di uno Stato e di una Regione in mano a ad una cieca speculazione, ma noi stiamo a vedere come si svilupperà questo nuovo movimento."

 

 

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Una Class action contro l'Agenzia delle Entrate ed Equitalia Riscossioni S.p.A. Ne dà notizia sulla sua pagina ufficiale l'avv.Francesco Scifo, segretario politico del Movimento e promotore dell'azione legale che già nel 2012 aveva portato l'ente davanti ai giudici. L'incontro si terrà sabato 29 ottobre all'Hotel Setar di Quartu S.Elena dalle ore 10.00 alle ore 12.30 e vedrà la partecipazione dei rappresentanti del Movimento Artigiani e Commercianti liberi Sardegna, dell'associazione Giuristi Indipendenti, del Movimento 5 stelle e, naturalmente, del Movimento Sardegna Zona Franca la cui presidente, dott. Maria Rosaria Randaccio, è da anni il nemico principale del Fisco in Sardegna, promuovendo incontri e divulgando la documentazione che ha permesso di iniziare le indagini sui cosìddetti "falsi dirigenti".

L'avvocato Scifo spiega le ragioni di questa decisione: "E' in corso un'azione giudiziaria collettiva da me patrocinata contro queste amministrazioni fiscali, per contrastare le mancate applicazioni delle leggi e della Costituzione: il primo round è andato a loro ma dobbiamo appellare E VINCERE. Chiunque voglia partecipare e darci manforte è invitato, per lottare insieme contro questo potere illegittimo e prepotente. Siamo stati i primi a iniziare la lotta e invitiamo tutti a partecipare e condividere la nostra battaglia per la legalità."

Questa ulteriore iniziativa a sostegno della legalità delle agenzie fiscali è la prova che le azioni del Movimento Sardegna Zona Franca non si sono mai fermate e proseguono a tutto campo per chiedere l'applicazione delle leggi e per sensibilizzare i politici verso l'attuazione e il riconoscimento delle franchigie fiscali dovute alla Sardegna e per interrompere la drammatica crisi che ha investito tutti i settori dell'economia della Sardegna.

 

 

 

 

 

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All'incontro tenutosi oggi al Palazzo Regio di Cagliari, dopo che il Movimento Sardegna Zona Franca aveva fatto un appello esplicito alla Giunta Regionale sarda per l'applicazione della legge sulla zona franca durante il Sit-in davanti al Palazzo regionale di Viale Trento, il Presidente Francesco Pigliaru viene incalzato dalle domande della delegazione dei zonafranchisti composta dalla dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, dall'avv.Francesco Scifo, dall'avv.Paolo Aureli, dalla Sig.ra Claudia Mariani e da un folto gruppo proveniente dai comitati pro zona franca dei vari territori dell'isola. 

Le scintille iniziano con l'intervento dell'avv.Francesco Scifo che chiede al Presidente Pigliaru di utilizzare tutto il suo prestigio di professore universitario e studioso della zona franca per far applicare la legge dello Stato, in particolar modo il Decreto Legislativo n.75 del 1998, dal momento che l'Agenzia delle Dogane non ne riconosce addirittura l'esistenza. 

Il presidente Pigliaru inizialmente si tiene all'interno dei meandri del solito linguaggio in politichese prendendo l'impegno di rivendicare nelle opportune sedi il diritto della Sardegna ad avere la zona franca doganale nei 6 porti franchi, ma poi - dopo l'intervento della dott.ssa Maria Rosaria Randaccio - la quale chiede al suo interlocutore se sia al corrente che il Decreto Legislativo n.116/2016 (entrato in vigore nello scorso luglio) ha modificato nuovamente l'art.8 dello Statuto Sardo e che quindi la Regione Sardegna, che è un'isola ultraperiferica, può incamerare direttamente i tributi che prima erano competenza dello Stato Italiano e di conseguenza dovrà rimborsare l'Iva che i cittadini sardi stanno pagando - l'ambiente si scalda e il Presidente ribadisce il disaccordo della sua Giunta alla questione della zona franca come intesa dai zonafranchisti, negando addirittura che la Sardegna sia un'isola ultraperiferica e che niente abbia a che fare con il regime fiscale delle Isole Canarie.

Non è da meno l'intervento del'avv. Paolo Aureli che - dopo aver avuto il diniego di continuare a trattare dell'argomento zona franca da parte del moderatore dell'incontro - chiede al Presidente che effetto avrà sulla Sardegna il ripristino del principio di supremazia nazionale contemplato nella Riforma Costituzionale (che si voterà nel Referendum del 4 dicembre prossimo) in relazione alle competenze legislative esclusive della Regione Sardegna. A tale domanda Pigliaru risponde che non ci sarà alcun problema (classica risposta renziana) poiché qualsiasi modifica allo Statuto Sardo verrà fatta in seguito all'istituto dell"intesa" con il Governo in quanto la Sardegna è una Regione a Statuto Autonomo, e ribadisce la sua intenzione a votare per il SI' al Referendum.

Come spiega l'avv. Aureli, il ripristino della supremazia nazionale avrà un effetto molto negativo anche per la Sardegna poiché farà rivivere la norma contenuta nell'art. 3 dello Statuto Sardo, che prima della Riforma del Titolo V del 2001 (art.117 della Costituzione) imponeva il principio di "interesse nazionale" come limite alla legislazione.

Il pubblico, prima zitto e attento, inizia a fermentare in sala e diverse persone cercano di prendere la parola nonostante il tentativo di divincolarsi da parte di coloro che decidevano chi far intervenire nel dibattito. Ma la parola viene presa dalla più incallita delle zonafranchiste, Claudia Mariani, che esordisce dicendo "Io non l'ho votata, ma riconosco che è il mio Presidente e come tale mi deve dare delle risposte!" La Mariani incalza Pigliaru con la ferocia che solo una persona che si sente presa in giro da anni può avere e lo accusa di non aver fatto nulla di concreto per la sua terra, il Sulcis. Il Presidente Pigliaru annaspa davanti alle telecamere, riuscendo a dileguarsi solo tra le citazioni a memoria di tutto quello che la Giunta ha fatto per la provincia definita più povera d'Italia e deviando il discorso verso i presunti 3 miliardi di euro che Renzi ha promesso alla Sardegna.

In evidente difficoltà e senza dubbio sorpreso dalla presenza di quel folto gruppo di zonafranchisti nella sala del Palazzo Regio, pensando forse che i loro animi si fossero placati con le delibere regionali dello scorso aprile, il Presidente Pigliaru fa terminare gli interventi, saluta e lascia la stanza accompagnato da alcuni bodyguard.

Naturalmente la giornata, interamente seguita dai giornalisti e cameramen di Rai 3, Sardegna Uno, Videolina e Panorama TV, non ha avuto un riscontro mediatico, ma tutto è stato censurato e non mandato in onda da alcuna televisione. Tagliate anche le interviste e le immagini delle persone realmente presenti durante la giornata. Fortunatamente i video e le interviste sono state registrate dall'Ufficio Stampa del Movimento Sardegna Zona Franca e costituiscono un ulteriore prova dell'inerzia della politica sarda e dell'illegalità sita nelle istituzioni.

Ci pare che la dittatura renziana - con la complicità della Giunta e della stampa locale - si stia attuando anche prima del Referendum.

 

 

 

 

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Ecco cosa compete a tutti i comuni sardi dichiarati zona franca secondo la legge italiana vigente. Chiunque dice il contrario dice una cosa non vera e contrastante con le norme esistenti. L'istituto giuridico che riceve un nome è uguale per tutto il paese; diverso è quanto avviene per le zone franche urbane: ma nell'art. 13 bis del Decreto Legge n.78/2015 sfido chiunque a trovare un riferimento espresso alle zone franche urbane che invece vengono espressamente richiamate solo per l'Emilia all'art. 12.

".....Una volta decise le esenzioni, gli Stati membri devono applicarle a tutte le zone franche all'interno del loro territorio"Risposta di Algirdas Šemeta a nome della Commissione Europea (GU C 19 E del 22/01/2014).

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L'avvocato Francesco Scifo commenta così la partecipazione alle trattative col Governo riguardo la zona franca: "Torniamo dall'incontro tenutosi al MEF a Roma dove si è discusso della modifica dell'art. 10 dello Statuto che consenta alla Regione di avere la possibilità d'intervenire direttamente sulle aliquote dei tributi erariali. In questo contesto, insieme alla dottoressa, abbiamo proposto l'inserimento del riferimento alla zona franca già nell'articolo novellato, quale motivo fondante dell'ampliamento della potestà regionale in tema di determinazione delle aliquote. Tale proposta non è passata, tuttavia è stato ottenuto parere favorevole su una bozza diversa che senz'altro amplia i poteri della Regione. In ogni caso, abbiamo ottenuto che il tavolo tecnico sulla zona franca, nel contraddittorio con il MEF ed il Governo, si tenga entro 10 giorni.

Vi è un dato positivo, da sottolineare, ed è che il nuovo art. 10 è certamente migliore del precedente, perchè amplia l'autonomia regionale, anche in tema di agevolazioni e contributi, elargibili non più solo a nuove imprese ma a tutte. Negativo perchè non siamo riusciti a inserire il riferimento espresso alla zona franca nell'articolo e perchè il MEF ha ribadito la riserva di legge statale sui tributi erariali per il principio di unitarietà del bilancio della PA. Purtroppo, anche questa volta, sia lo scrivente che la dottoressa, abbiamo dovuto discutere, incredibilmente, senza avere potuto esaminare le bozze normative prima dell'incontro, perciò con enorme sforzo. Ciò si sarebbe potuto evitare semplicemente se la Regione ci avesse mandato le bozze prima, dato che dovremmo essere tutti dalla stessa parte." 

 

 

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Dopo il grande risultato raggiunto dalla Provincia dell'Ogliastra la scorsa settimana, anche la Provincia di Nuoro è chiamata ad attivarsi per chiedere che venga attivata la zona franca integrale (al consumo) su tutto il territorio provinciale. L'incontro-dibattito si terrà domani 10 giugno 2013 ad Orosei presso l'aula consiliare del Comune alle ore 18.30. I principali argomenti all'ordine del giorno saranno: il significato del Dls 75/98 per la provincia di Nuoro ed il ruolo degli amministratori comunali nella vertenza zona franca. All'incontro parteciperanno anche il Presidente della Provincia Ogliastra Bruno Pilia, i consiglieri regionali Franco Mula (anche sindaco di Orosei), Angelo Stochino ed Efisio Arbau, l’assessore al Bilancio Della provincia di Nuoro Michele Ruiu, il consigliere provinciale e comunale di Galtellì Gesuino Beccari, i sindaci e amministratori di Dorgali Angelo Carta, di Galtellì Giovanni Santo Porcu, di Orgosolo Dionigi Deledda, di Ottana Gian Paolo Marras, di Posada Roberto Tola, di Siniscola Rocco Celentano, di Irgoli Giovanni Porcu, di Onifai Daniela Satgia, di Loculi Vincenzo Secci, di Bitti Giuseppe Ciccolini, di Oliena Salvatore Serra, di Marrubiu (OR) Andrea Santucciu, di Santa Giusta (OR) Pinna Angelo Pasquale, il presidente del consiglio Comunale di Olbia Vanni Sanna, il Capo Gruppo consiliare di minoranza del comune di Nuoro Pierluigi Saiu. 
Per i movimenti saranno presenti: Avv. Francesco Scifo, Stefano Zola, G.F. Muggianu, Antioco Patta, Pietro Loi, Alberto Cabiddu e Andrea Ortu. Si prospetta perciò un incontro di grande interesse per tutto il territorio, dal momento che la Provincia di Nuoro è anche l'unica a non possedere un porto, quindi in maggiore sofferenza rispetto ad altre, anche per la complessità del variegato tessuto sociale delle diverse aree del territorio.

Si raccomanda la partecipazione numerosa di tutti quelli che hanno a cuore il destino della propria terra, affinché le persone che rappresentano politicamente il popolo sardo agiscano finalmente a favore dei benefici che la Sardegna ha diritto ad avere....da 64 anni.

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L'Avvocato Francesco Scifo scrive: "Nonostante mesi di lavoro e incontri pubblici esiste ancora chi cerca pura visibilità, chi non ha capito cosa stiamo facendo e chi disinforma apertamente. Tento di riassumere la situazione. Ovviamente né lo scrivente, né la dott.ssa Randaccio, dato che siamo privi qualsiasi carica pubblica, abbiamo il potere politico di attuare alcun tipo di zona franca.

Il nostro compito è di formare una opinione pubblica informata su questo strumento di politica economica: elettori che possano decidere in modo consapevole come orientare i propri politici di riferimento, per evitare che l'economia dell'Isola vada definitivamente a catafascio.

Ciò detto, si deve chiarire che la definizione di zona franca e/o punto franco è diversa per il diritto doganale comunitario e per quello italiano.

Infatti, la normativa italiana assimila le zone franche anche alle zone extraterritoriali (art.2 d.p.r. n.18/1971 e succ.vo art. 2 del Testo Unico Doganale D.P.R. n.43/73), quella comunitaria no.

Secondo la normativa comunitaria zona franca è un fatto di puro diritto doganale, secondo la nostra legge, invece, anche un fatto di extraterritorialità: questo significa che, oltre alle esenzioni doganali, possono e devono considerarsi anche quelle direttamente connesse con il venir meno del requisito della territorialità.

Siccome le imposte indirette (IVA e accise) hanno quale requisito necessario la territorialità, se questa viene meno manca il loro presupposto applicativo.

Secondo il D.P.R.n. 633/1972 (IVA), come aggiornato al 2013, le imprese operano in esezione nelle zone extraterritoriali ovvero fatturano ma non pagano l'IVA. Su tali presupposti l'azione che stiamo conducendo è volta ad ottenere, per la Sardegna, sia una esenzione doganale che una esenzione di tipo fiscale: quella definita "zona franca integrale".

L'applicazione della zona franca cd. "integrale" (doganale e fiscale al consumo) non comporta, di per sè, alcuna perdita di trasferimenti statali: infatti, mentre l'esenzione dai dazi doganali è fissata nella legge comunitaria, invece la misura delle esenzioni fiscali e contributive possibili dipende esclusivamente da come viene concordata dalla Regione con lo Stato centrale.

Su tali basi chi afferma che la zona franca determinerebbe perdite del bilancio regionale o statale dice cose non vere.

L'unico strumento di politica economica che oggi è disponibile per rendere la Sardegna competitiva con gli altri paesi della UE, nonchè compatibile con gli obblighi di coesione previsti dal trattato dell'Unione Europea, è la zona franca integrale.

Tuttavia, solo una classe politica che ha capito che l'effettiva situazione economica è eccezionale può decidere di usarlo, sulla pressione di un'opinione pubblica informata, a prescindere dalle possibilità previste dalle leggi e dai giudici.

Infine, la nuova Legge Costituzionale n.1/2012 sulla parità di bilancio entrerà in vigore dal 1° gennaio 2014 e non è stata sottoposta a referendum popolare: essa, novellando gli articoli 81, 97, 117 e 119 Cost., introduce il principio dell’equilibrio tra entrate e spese del bilancio, cd. “pareggio di bilancio”, correlandolo a un vincolo di sostenibilità del debito di tutte le pubbliche amministrazioni, nel rispetto delle suddette regole in materia economico-finanziaria derivanti dall’ordinamento europeo: in soldoni, ciò significa che, se non viene fatta la zona franca, la sardegna dal 2014 non avrà più nè i trasferimenti statali adeguati, nè la possibilità di avere una propria economia competitiva.

A chi continua a osteggiare la zona franca dico perciò di aprire gli occhi: IVA e accise verranno meno non per la zona franca ma perchè nessuno produrrà più in Sardegna e in Italia.

Poi fate tutti come volete! Buona fortuna."

 

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Martedì, 09 Aprile 2013 11:53

Comunicazione all'Ufficio delle Dogane

 

 

Oggetto: richiesta di esecuzione delle delibere Giunta RAS n.ri 8/2 del 07.02.2013 e 9/7 del 13.02.2013.

 

Spett.le Agenzia delle Dogane,

nella qualità di procuratore costituito dei ricorrenti nell’azione collettiva proposta ai sensi del dlgs n. 198/2009, pendente presso TAR Sardegna n.ro 91/13, si comunica quanto segue.

Pubblicato in Comunicazioni Ufficiali
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