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L'avv. Paolo Aureli, vice presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta l'articolo uscito oggi su L'Unione Sarda in cui un imprenditore sardo si lamenta per l'ineguatezza e i ritardi delle infrastrutture isolane e le difficoltà a portare avanti la sua attività di import export internazionale. L'avv. Aureli punta il dito sul quotidiano e sull'autore dell'articolo il quale "si guarda bene dal citare le vere ragioni dei ritardi macroscopici e fatali in cui versa il Porto di Cagliari, ovvero la mancata attuazione ed esecuzione della zona franca - pur istituita con il Decreto Legislativo n.75/1998 - e peraltro resa esecutiva per Cagliari e per la zona industriale retrostante dal Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 2001. Noi del Movimento zona franca - continua Aureli - riteniamo che il modo di fare giornalismo de L'Unione Sarda dovrebbe essere fatto a 360° e si dovrebbe stare più attenti adare un'informazione più completa agli utenti in maniera che essi potranno verificare di persona su chi ricade la responsabilità della mancata attuazione della zona franca del Porto di Cagliari istituito con legge dello Stato. Tutto questo facendo il confronto con TangerMed in Marocco, la zona franca di Tangeri che nata insieme alla zona franca di Cagliari, ora gode di ottima salute dando anche ricadute in termini occupazionali sul territorio e attraendo mercati internazionali della più varia specie. Naturalmente a scapito della zona franca di Cagliari. Tutto questo in buona pace degli amministratori e dei politici attuali e passati che nel frattempo si prepareranno sicuramente per le nuove elezioni innalzando i propri vessilli per cercare di accalappiare voti ma dovranno però anche spiegare - secondo noi - i motivi per cui le zone franche che avrebbero potuto far sviluppare sui mercati internazionali la Sardegna, e di rimbalzo anche l'Italia, non hanno avuto seguito nei loro programmi." 

Quando si parla di mancata attuazione delle leggi sulla zona franca è d'obbligo citare anche la Legge Regionale n. 20 del 2013, che obbligava la Regione a trasformare la Cagliari Free Zone in Sardegna Free Zone, appunto per la gestione di tutte le zone franche che erano state istituite in Sardegna, e la mancata attuazione della Legge Regionale n. 10 del 2008, che istituiva e obbligava - sempre la Regione - ad estendere le zone franche istituite a tutti i territori dei Consorzi Industriali Provinciali.

"Il nostro monito - conclude l'avv. Aureli - è: fate attenzione a chi andate a votare e soprattutto costringete gli Amministratori a dar corso alle norme di legge."

 

 

Pubblicato in News Sardegna

 

Nell'intervista andata in onda sull'emittente locale Telecostasmeralda pochi giorni fà (video integrale in fondo alla pagina), la presidente del Movimento Sardegna Zona Franca, dott.ssa Maria Rosaria Randaccio, il legale del Movimento avv. Paolo Aureli, e il costituzionalista avv.prof.Costantino Murgia, spiegano come l'attuazione del Decreto Legislativo n.75/1998 basti per attivare una volta per tutte la Sardegna come zona franca e di come la Regione Sardegna e tutta la politica locale non abbia saputo fino ad ora rendere operativa tale opportunità.

La dottoressa Randaccio elenca le leggi e le direttve comunitarie che istituiscono la zona franca della Sardegna e invita tutti i cittadini a chiedere a gran voce l'attuazione delle normative vigenti.

Nel D.lgs. n.75/98 sono richiamati i Regolamenti Comunitari che richiamano a loro volta la Direttiva Comunitaria n. 69/75/CEE del 4 marzo 1969, la quale fornisce la prova di come l'Italia abbia notificato all'Europa che la Sardegna è stata istituita come Zona Franca, assieme alla definizione giuridica di che cosa si deve intendere per zona franca, ossia territori svantaggiati dove non si pagano determinati tributi per favorirne lo sviluppo che altrimenti non potrebbe realizzarsi.

La suddetta Direttiva n.69/75/CEE individua le zone franche dell'Italia tra quelle già individuate dall'art.1 della Legge Doganale n.1424/40, ossia Livigno e i Punti Franchi e i Depositi Franchi definiti territori Extradoganali o Extraterritoriali dal suddetto art. 1 della legge citata (L.D. n.1424/1940).
La Zona Franca è un Regime Fiscale che si applica su tutto il territorio della Sardegna in quanto dichiarato territorio extradoganale o extraterritoriale dalla Legge n.1424/1940 perché circondato da 450 kmq di Mar Mediterraneo, e che alla Sardegna non può essere imposto lo stesso regime fiscale delle altre Regioni Italiane che non hanno il problema creato dai 450 kmq. di mare attorno,
e tanto meno il problema dello SPOPOLAMENTO ulteriore problema causato proprio dalla mancata applicazione di un regime fiscale di compensazione allo svantaggio.
Il suddetto diritto dei Sardi ad ottenere un regime fiscale DIVERSO dal resto dell'Italia, è previsto dalla Costituzione Italiana che sancisce il Principio di Uguaglianza tra i cittadini ed il Principio di Razionalità della Legge, legge che deve essere articolata nella sua formulazione rispettando il suddetto principio di uguaglianza.

 

 

 

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