zona-franca-sardegna-logo

Invito tutti i Sardi che ci seguono e che hanno fiducia in noi a riflettere sul fatto che l’Italia, posta al centro del Mar Mediterraneo, pur potendolo fare, ai sensi dell’art. 166 del Regolamento Comunitario n.2913/92 del Consiglio, non abbia istituito sul proprio territorio altre Zone Franche oltre la Sardegna, ed abbia addirittura rischiato di non poter più esercitare questo diritto, a seguito della entrata in vigore del Trattato di Lisbona, dove si prevedeva che con il nuovo Codice Doganale Comunitario (la cui data di entrata in vigore era stata prevista per il 24 Giugno 2013) si sarebbe fatto divieto agli Stati Membri l’istituzione e l’attivazione di nuove zone franche rispetto a quelle già esistenti ed operanti.

Se quella famigerata data del 24 giugno 2013, è stata rinviata al 2016, forse è anche merito di noi Zonafranchisti che abbiamo divulgato la conoscenza del D.lgs. n.75/1998, ed abbiamo denunciato la rapina di quel diritto da parte dell’Italia e dell’Unione Europea.

Ed abbiamo anche convinto 340 Sindaci della Sardegna a dichiarare il proprio territorio Zona Franca, dopo aver indicato a tutti quelli che ci seguono (e sono tanti!) i riferimenti giuridici utili ad esercitare questo diritto, che non avremmo più potuto esercitare direttamente, essendo lo stesso transitato dai poteri del Parlamento italiano a quello Europeo.

Eppure sappiamo che le altre nazioni europee (Germania in testa) hanno usufruito a piene mani di quanto sancito dall' art. 166 del Codice Doganale Comunitario (approvato con il Regolamento n.2913/92 con le modalità previste dal suo Regolamento di attuazione n.2454/93 della Commissione), istituendo decine di zone franche su tutto il territorio europeo.

Noi italiani, invece abbiamo addirittura un Partito (PD) che si oppone ferocemente non solo alla attivazione della zona franca in Sardegna, ma impedisce allo Stato Italiano di istituirne - al pari delle altre nazioni europee - le dieci zone franche che abbiamo diritto ad avere e che sarebbero il toccasana per fare uscire l’Italia della attuale crisi economica.


Crisi economica che possiamo considerare la peggiore di tutta la storia d’Italia, peggiore persino delle crisi economiche conseguenti alle due guerre mondiali, dove tutti trovavano facilmente occupazione nella ricostruzione degli edifici distrutti dalle bombe!

Eppure sappiamo che, ai sensi dell’art.87 (ex 92) del Trattato sulla Comunità Economica Europea (attuale Unione Europea), non sono considerati aiuti di Stato gli aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico di territori ove il tenore di vita della popolazione sia anormalmente più basso rispetto al resto dell’Europa, oppure si abbia una grave forma di sottooccupazione conseguente alla deindustrializzazione.

Cosi come sappiamo che per un elementare principio di uguaglianza o non discrimine, ai sensi della Legge n.1438/1949 integrata dall’art.20 bis del D.L.n.1351/64 convertito nella Legge n.28/65 e della n.762/73, (leggi nelle quali è stata recepita la normativa comunitaria sulle zone franche) i residenti nei territori di confine, nelle isole, nei territori gravati da difficoltà nei collegamenti e nei trasporti, o nei territori in cui è posta a rischio la coesione sociale, hanno diritto ad ottenere sui beni al consumo l’esenzione da Dazi Doganali, Iva ed Accise.

Ciò detto, vorrei dare un consiglio a tutti coloro che ci seguono: per una volta almeno proviamo a DIFFIDARE di coloro che ci propongono divisioni ideogiche, partitiche o sindacali, e proviamo a ragionare con la nostra testa sulle cose che saranno utili oltre che a noi anche ai nostri figli, i quali hanno diritto ad avere un lavoro ed una pensione per poter vivere nel paese più bello del mondo.

Non sarà che i cosiddetti "Poteri forti", abbiano impedito all’Italia l'istituzione e l’attivazione delle sue dieci zone franche (come la Germania) per poterla così mandare in fallimento, e di conseguenza, dopo averla comprata a prezzi di saldo, potersi impadronire indisturbati anche del Mar Mediterraneo, dove l’Italia possa essere usata come propria base logistica d’appoggio per i loro traffici?

Maria Rosaria Randaccio

Pubblicato in News Sardegna

 

Ecco dal sito della Regione Autonoma della Sardegna la notizia che attendevamo.

Zona franca, Cappellacci: rinvio data applicazione codice doganale conferma e rinforza ragioni mobilitazione."La zona franca - ricorda Cappellacci - non solo è uno strumento che può diventare il propulsore della ripresa economico-sociale della Sardegna, ma sarebbe una equa e giusta compensazione per quella oggettiva situazione di svantaggio che la nostra isola ha rispetto ad altre aree dell'Unione Europea".

BRUXELLES, 6 GIUGNO 2013 - "Il rinvio della data di applicazione del codice doganale europeo non solo non affievolisce, ma conferma e rinforza le ragioni della mobilitazione delle istituzioni e dei movimenti per la zona franca". Così il presidente della regione Ugo Cappellacci commenta la decisione della Commissione Europea di rinviare al 1° novembre 2013 la data di effettiva operatività del codice. "Dopo gli atti già adottati dalla Giunta regionale, accompagnati altresì dalla riduzione dell'IRAP, e le azioni intraprese di concerto con i movimenti, ai quali occorre esercitare la giusta pressione politica e popolare nei confronti dello Stato e delle istituzioni europee. E' necessario - evidenzia il presidente - che lo Stato centrale si pronunci. La zona franca - ricorda Cappellacci - non solo è uno strumento che può diventare il propulsore della ripresa economico-sociale della Sardegna, ma sarebbe una equa e giusta compensazione per quella oggettiva situazione di svantaggio che la nostra isola ha rispetto ad altre aree dell'Unione Europea. Il 24 giugno rilanceremo la rivendicazione a Roma con i sindaci, i movimenti e tutti coloro i quali hanno a cuore una battaglia che non appartiene ad un solo esponente politico, a questo schieramento o a quell'altro, ma all'intero popolo sardo".

Avanti tutta!

Pubblicato in News Sardegna

Questo sito utilizza cookie tecnici per la navigazione. Non vengono raccolte informazioni personali.

Se continui la navigazione, accetti l'utilizzo di questi cookie. Per saperne di piu'

Approvo

ultimi EVENTI

Nessun evento

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza nessuna periodicità.

Pertanto, non può considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della Legge n. 62 del 7.03.2001.

ImpronteDigitali Graphics & WebDesign