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In un consiglio comunale movimentato, alla presenza dei vertici del Movimento Sardegna Zona Franca (Maria Rosaria Randaccio, Daniela Mallus, Rita Cuccureddu, Luciana Carta, Giulio Simbula) la sindaca Maria Antonietta Uras e i consiglieri della maggioranza hanno approvato la tanto attesa ultima delibera per la zona franca al consumo (7 voti favorevoli e 2 contrari) - a fondo pagina in allegato, attraverso la quale si conclude il lungo e faticoso percorso di questa coraggiosa e temeraria sindaca che contro tutto e tutti, con la sola forza delle sue convinzioni e dell'amore per la sua gente, darà la zona franca al territorio del piccolo paese del Meilogu.

Con questa delibera, con una scadenza di 30 giorni dalla sua pubblicazione, si chiede alla Regione Sardegna di procedere ad inviare la comunicazione dell'attivazione della zona franca di Giave e di tutta la Sardegna al Governo Italiano, il quale dovrà poi inviarla alla UE. E questa volta, in virtù delle normative vigenti (in particolare che “Gli Stati membri possono destinare talune parti del territorio doganale della Comunità dell’Unione a zona franca...e per ogni zona franca, lo Stato membro stabilisce l’area interessata e i punti di entrata e di uscita”), la Regione Sardegna dovrà obbligatoriamente rispettare i termini. Da ora nel Comune di Giave è istituita la zona franca al consumo e pian piano le attività si dovranno adeguare e capire quale sia il cammino per il futuro.

Con questa delibera si stabilisce in particolare che il Comune di Giave - dandone espresso mandato al Sindaco - si attivi presso la Regione Sardegna ai fini del riconoscimento della zona franca extradoganale nel suo territorio e anche dell’estensione a tutto il territorio regionale, inviandone comunicazione al Governo Italiano, il quale dovrà poi inviare tale comunicazione alla UE, affinché si ottenga l’extradoganalità del territorio di Giave e di tutto il territorio della Sardegna attraverso l'integrazione in sede comunitaria del codice doganale europeo, aggiungendo la Sardegna agli altri territori extradoganali individuati dallo Stato italiano.

L'avvocato Francesco Scifo, segretario politico del Movimento, non presente oggi al consiglio per motivi personali, ha commentato con gioia la notizia dalla sua pagina social: "Complimenti al Sindaco di Giave che ha veramente a cuore il suo paese e i suoi elettori. L'approvazione di oggi conclude un percorso iniziato a dicembre e adesso nessuno potrà fermare la zona franca di Giave che, insieme a Cagliari e Porto Vesme saranno le uniche della Sardegna nel breve e medio periodo. Ricordate queste tre zone franche poi, se vorrete, presenterete il conto ai politici della regione e dei comuni che vi hanno tagliato fuori dalla possibilità di uno sviluppo vero e sostenibile. Difficilmente vedrete la notizia sulla stampa di regime perciò ve la diamo noi."

 

 

 

 

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Sono arrivati oggi in gran silenzio a Giave i responsabili della Q8, Raffaele Manca, responsabile per la Regione Sardegna, ed Elio Nulchis, responsabile per la provincia di Sassari. Incontro a porte chiuse ma in contatto continuo con la dott. Maria Rosaria Randaccio, presidente del Movimento Sardegna Zona Franca.
La Q8 si complimenta per l’iniziativa che porterà molti vantaggi alla popolazione e molti anche alla loro azienda perché lavorerà dieci volte tanto, azienda che hanno intenzione di ingrandire e potenziare. Per questo si allineano alla proposta di attuazione della Zona Franca e si dichiarano pronti al dialogo e a una piena collaborazione, nel loro e nell’ interesse di tutti.
La Q8 in Sardegna e in Italia, in 20 anni, ha tutto l’interesse ad andare avanti, nel rispetto delle regole. Nell’impianto di Giave, sulla S.S. 131, aperto da circa 13 anni, hanno investito 1 miliardo e 900 milioni di vecchie lire, quindi sono molto positivi in tal senso.
Dopo che la Zona Franca sarà attiva, nell’impianto di Giave si dovrà attivare un erogatore e serbatoio separato dedicato per chi ne ha diritto, e si dovrà inoltre attuare una nuova modalità di vendita; l’Agenzia delle Dogane infatti, dovrà rilasciare 2 licenze, una per quanto riguarda il prodotto agevolato e 1 per quello fiscalizzato.

I Signori della Q8 attendono quindi direttive, come scritto nel documento già inviato alla sindaca, e si attiveranno dopo che avranno avuto risposta dagli Enti preposti o dalla sindaca stessa. Tra una decina di giorni è prevista un’altra visita.

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La dottoressa Maria Rosaria Randaccio commenta così le ultime notizie messe in giro nel web e relative allo stop alle delibere della sindaca Maria Antonietta Uras. "Con questo comunicato mio personale, vorrei precisare che l'iter procedurale seguito dalla Sindaca di Giave è corretto.  Aggiungerei che le delibere emanate dalla sindaca sono state tutte emanate non solo nel rispetto della normativa comunitaria sulle zone franche ma anche nel rispetto di quanto previsto dalla Legge Costituzionale n. 3/2001 che ha apportato modifiche all art. 119 della Costituzione prevedendo che per promuovere lo sviluppo economico e rimuovere gli squilibri economici e sociali i comuni stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri in armonia con la Costituzione e secondo principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Vedi D.lgs. n. 114/2016 richiamato dalla Sentenza della Corte Costituzionale n.154/2017. Questo iter, porterà alla istituzione della zona franca nel territorio di Giave."

 

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Mentre sul web e sulla stampa sarda, ormai ben sveglia dal torpore di questi ultimi anni, impazzano le notizie relative agli accadimenti della "sindaca" di Giave, il Movimento Sardegna Zona Franca acquisisce sempre più popolarità e consensi, come dimostrano i quasi 2 milioni di visualizzazioni di uno dei post pubblicati sulla loro pagina social. Visualizzazioni oltre il numero degli abitanti della Sardegna e che - a quanto dimostra il livore con cui scrivono i giornalisti prezzolati - dà molto fastidio alle testate giornalistiche locali, che come risaputo negli ultimi tempi non versano nelle migliori acque.

La prima cittadina di Giave, Maria Antonietta Uras, tutto è fuorché quella che descrivono i giornali, cioé una donna invasata con manie di protagonismo e interessata a fare strada nelle poltrone regionali. La Uras ha dimostrato di essere l'unica ad avere avuto il coraggio e l'umiltà di chiedere aiuto e di chiamare a sé i vertici del Movimento Sardegna Zona Franca condincendoli con un accorato messaggio vocale inviato all'alba del 3 novembre scorso, in cui diceva: "Per favore aiutatemi! Mandatemi una bozza di delibera....Grazie a chi mi risponderà e mi darà l'opportunità di procedere...Grazie a voi che avete creato il Movimento zona franca... Vi vorrò a Giave per spiegare la delibera ai cittadini."

Una sindaca che con un formidabile comunicato stampa ha messo a tacere le polemiche dei giornali e i politici che hanno voluto attaccarla sulla stampa senza invece utilizzare l'unico mezzo legittimo per farlo, cioé l'impugnazione delle delibere fatte dalla sua Giunta al fine di renderle illegittime. Una donna che va avanti sgomitando in un mondo fatto di uomini invidiosi del suo successo e che hanno solo paura di essere lasciati a terra da quel treno che questa eroina dei giorni nostri ha fatto di tutto per riattivare, riuscendoci.

Per "colpa" sua la politica isolana ha le spalle al muro e deve correre ai ripari inventandosi l'inventabile, addirittura che non ci sono le leggi e le condizioni per una zona franca in Sardegna, come si è affrettato a dire il numero uno del PD sardo Cucca, smentendo quando diceva invece nel 2015 a proposito del decreto legge che dichiarava zona franca 61 comuni dell'isola dopo l'alluvione. 

Tutti contro di lei per cercare di arginarla, di metterla a tacere....perché la gente non deve sapere che ha ancora una possibilità di sopravvivere, perché altrimenti come si fa a vendere voti in cambio di posti di lavoro?! Perché i politici sardi hanno già stabilito che - nonostante siano considerate aiuti di Stato - in Sardegna dovranno esserci le Zes, che daranno da mangiare solo ai loro amichetti corrotti e che probabilmente serviranno solo a far colonizzare l'isola da neri e cinesi. Un disegno che vuole la popolazione sottomessa e all'oscuro di tutto, con i loschi poteri che hanno in mano la stampa e che non permettono ai giornalisti che si parli di zona franca se non di quella che vogliono loro e alle loro condizioni.

La sindaca Uras e il Movimento Sardegna Zona Franca hanno colpito nel segno, hanno colpito il cuore di un sistema di illegalità e di mafia che da tempo innumerevole regnava sovrano. Ma ora la popolazione sa. Quasi 2 milioni di sardi e non sardi possono scegliere a chi credere: o al vecchio politico incollato alla poltrona e ai benefici che ne derivano o a chi vuole smantellarli per far sì che tutti ne possano godere in un' isola in cui da anni si conosce solo agonia e morte.

 

 

 

 

 

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