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ploaghe-12dic2013Ploaghe, 12 dicembre 2013 - ore 22.00.

Il Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci ha firmato ieri notte la diffida ad adempiere  rivolta all'Agenzia delle Dogane, la quale da anni disattende il diritto della Sardegna ad applicare la Zona Franca Integrale sul proprio territorio. Questa notizia, appena annunciata al Convegno in corso a Ploaghe, attesa con ansia da tutto il Movimento Pro Zona Franca e messa a punto dai giuristi Maria Rosaria Randaccio e Francesco Scifo, - ha un significato molto importante, in quanto mediante essa la Regione Sardegna chiede non solo l'immediata applicazione del D.Lgs. n.75/98 e l'invio della comunicazione alla UE, ma si riserva di chiedere il risarcimento per i danni economici subiti dal Popolo Sardo per la mancata applicazione della legge fin dal 1998. In ogni caso, seppure non dovesse arrivare un riscontro dall'Agenzia delle Dogane, dal 1° Gennaio 2014, si procederà all'attivazione della Tax Free su tutto il territorio sardo. 

Il Presidente Cappellacci dal palco del Convegno di Ploaghe comunica che insieme alla diffida per le Dogane ha firmato anche la richiesta alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di estendere la Free Zone di Cagliari, appena attivata, a tutto il territorio della Sardegna. Dall'inizio dell'anno ci saranno quindi buone novità il cui pensiero dovrebbe riuscire a portare un pò di conforto alla fine di un anno drammatico per la nostra isola.

Luciana Carta

 

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scifo-livignoCagliari, 12 dicembre 2013 - ore 20.40.

"Sono tornato adesso dalla mia visita a Livigno, quale coordinatore dei comitati per la zona franca della Sardegna, dove ho avuto un cordiale incontro con il Sindaco di Livigno Damiano Bormolini. Abbiamo avuto un proficuo colloquio di circa due ore, nel quale si sono esaminati tutti gli aspetti giuridici ed economici della zona extradoganale di Livigno e di quella che chiediamo per la Sardegna. L'incontro ha confermato lo stretto legame che esiste tra il paese della Valtellina e la Sardegna. Rapporto cementato da centinaia di sardi che lavorano oggi lassù e contribuiscono al benessere del paese che gode di perfetta salute economica. Strade affollate di turisti, negozi e servizi sociali pienamente operativi e anche gratuiti, come ad esempio i mezzi pubblici. Il Sindaco ha manifestato vivo apprezzamento per la visita e circa la mia idea di un gemellaggio tra l'Isola ed il paese extradoganale. Ci siamo lasciati con l'auspicio di rivederci in una Sardegna resa prospera dal regime extradoganale spettanteci dal 1948 e che potrà portare i sardi e i livignaschi a continuare a lavorare insieme in due realtà egualmente prospere. Ho lasciato un paese prospero che è riuscito a trarre dal suo regime doganale tutte le potenzialità economiche, con la speranza di vedere presto anche da noi la stessa allegria, efficienza nei servizi pubblici e competenza che ho constatato a Livigno."

Francesco Scifo

 

 

 

 

 

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randaccio-m-rosaria2Cagliari, 8 dicembre 2013 ore 13.40. 

La dottoressa Maria Rosaria Randaccio risponde alle accuse lanciate sul social network Facebook al Presidente della Regione Sardegna Ugo Cappellacci dal sig.Attilio Mulas con un messaggio che sia un chiaro esempio del pensiero del Movimento Pro Zona Franca verso tutti coloro che vogliono scendere in campo politicamente al servizio di altri politici. Queste le parole della dottoressa Randaccio: "Caro sig. Attilio Mulas, per prendere il posto di Cappellacci o dei suoi Consiglieri è innanzitutto necessario quantomeno avere il suo Fascino, la sua cultura in tema di Zona Franca, e saper parlare di cose vere e concrete e non totalmente "inventate" come la sua affermazione che "la nostra Zona Franca avrebbe ancora bisogno di perimetrazioni o di un nuovo DPCM o di qualsiasi altra legge o leggina Romana". Infatti come ha avuto modo di sentire anche nell'ultimo incontro a cui ha partecipato a Bonarcado, alla zona franca integrale, extradoganale e al consumo della Sardegna, manca solamente la pubblicazione sulla GUCE Europea, della sua istituzione (Legge Costituzionale n.3/1948 e attivazione (D.lgs. n.75/1998), e che trattandosi di un adempimento formale disatteso da oltre 25 anni (ossia da quando una direttiva comunitaria ne aveva fatto obbligo agli Stati membri) dobbiamo non solo diffidare l'Amministrazione dello Stato ad adempiere, ma dobbiamo comunicare alle Dogane e all'Agenzia delle Entrate, che dal 1° gennaio noi ci attiveremo comunque, senza se e senza ma! 

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autotrasporti

 Cagliari, 5 dicembre 2013 - ore 20.30.

"Il Movimento Pro Zona Franca esprime il sostegno alla manifestazione degli autotrasportatori che invocano la "Zona Franca Subito" quale strumento economico di sopravvivenza di una categoria di lavoratori che sta attraversando la più grave crisi economica dal dopoguerra  ad oggi. Infatti con il ristagno dell'economia e l'aumento dei carburanti, non lavorano più e quando lavorano hanno dei costi altissimi ed insopportabili, per esempio pagano mille euro ogni volta che salgono sul traghetto per la Sardegna con il loro camion. Oramai tutta la categoria è in ginocchio per via della suddetta recessione economica, e i trasportatori si vedono sequestrare gli automezzi perché non riescono più a pagare le rate dei leasing con i quali hanno acquistato i loro strumenti di lavoro, anche dopo aver pagato rate per circa 200 mila euro.  La situazione è diventata insostenibile e la loro protesta, seppure composta (perché faranno transitare tutti i mezzi che portano soccorso o alimenti alle zone colpite dai nubifragi), farà rumore nel mondo, e finalmente capiranno che la Zona Franca in Sardegna è l'unico modo concreto per risanare in fretta l'economia dell'Italia e della Sardegna."

Maria Rosaria Randaccio
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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cappio-governoCagliari, 23 novembre 2013 - ore 12.45. 

E' partita la raccolta firme! Da questo momento tutti gli attivisti, i referenti dei Comitati Cittadini e i Coordinatori Provinciali hanno il compito di provvedere alla raccolta firme che dovrà accompagnare la diffida del Governatore Ugo Cappellacci nei confronti del Governo Italiano e dell'Agenzia delle Dogane, colpevoli di non aver applicato le leggi sulla zona franca e lo Statuto Sardo.

Si richiede il massimo della collaborazione per questo atto importantissimo ed il sollecito in tutti i modi possibili alla Presidenza della Regione Sardegna affinché Cappellacci - come promesso personalmente alla dottoressa Maria Rosaria Randaccio nei giorni scorsi - firmi ed invii la diffida immediatamente agli indirizzi preposti dai nostri giuristi e rappresentanti del Movimento Pro Zona Franca. (Si prega di far scrivere in stampatello comprensibile!).

Le firme raccolte andranno consegnate  al Presidente Cappellacci presso alla Regione, che provvedera ad inoltrarle per competenza, anche alle Dogane e alla Corte dei Conti.

La dottoressa Randaccio, a tutti coloro che le chiedono dove spedire le firme, risponde che: "Per facilitare il compito del Presidente sarebbe opportuno che i comitati si facessero carico (una volta raccolte le firme) di provvedere anche alla successiva "copia conforme all'originale" delle stesse firme (in 3 copie), che andranno vistate dal Segretario Comunale o dall'incaricato alla suddetta autenticazione, copie che gli attivisti consegneranno personalmente alla Segreteria del Presidente Cappellacci perché, come detto, le inoltri alle autorità in indirizzo. Sarebbe prudente consegnare o spedire l'originale delle firme raccolte, all'Avvocato Scifo che dovrebbe intervenire con successiva denuncia al Tar Sardegna qualora la Regione o il Presidente Cappellacci per qualche ragione oggi sconosciuta non volessero più procedere alla rivendicazione dei nostri diritti. L'indirizzo dell'avv.to Francesco Scifo è Via La Vega n. 5 - 09123 Cagliari."  

L'avv. Scifo poi aggiunge: "Dovete tutti firmare la diffida che abbiamo predisposto: le Dogane e le istituzioni ci hanno preso in giro dal 1998 e lo stanno ancora facendo. Noi chiediamo il rispetto della legalità. Il regolamento CE n.2562/90 art.3 ultimo comma afferma: “Gli Stati membri comunicano alla Commissione le zone franche che costituiscono o che, essendo già costituite cominciano a funzionare, e i depositi franchi di cui autorizzano la creazione e il funzionamento, qualunque sia la loro denominazione. La Commissione pubblica tali informazioni nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, serie C.” ed il sopravvenuto regolamento dell’Unione Europea n.952/2013 del 9 ottobre 2013 art. 243 comma 2 conferma l’obbligo per gli stati membri di comunicare alla Commissione informazioni sulle rispettive zone franche esistenti. Su tali basi gli uffici doganali risultano inadempienti al Regolamento n.2562/90 art. 3 succitato dal 1998 data della istituzione delle zone franche sarde previste nel D.lgs. n.75/98. 
Lo Stato italiano, la Regione Sardegna, l'agenzia delle Dogane hanno omesso di applicare la legge consapevolmente dal 1998; tutta la Sardegna deve agire e chiedere ora il ripristino della legalità e chiedere i danni per aver perso questa opportunità fin dalla promulgazione della suddetta legge. Una grande mobilitazione popolare è necessaria perchè la magistratura si svegli e si attivi per fare applicare il D.lgs 75/1998 ora!"

Adesso è arrivata l'ora. Nessun tentennamento, nessuna scusa. Questa è l'ora della Zona Franca Integrale!

Web Team

 

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diffidaCagliari, 21 novembre 2013 ore 19.45.

"Questa mattina alle ore 13.00, ho parlato al telefono con il Presidente Cappellacci che era in Gallura per partecipare ai funerali delle vittime dell'alluvione e per coordinare gli interventi di soccorso immediato alle popolazioni. E, date le circostanze che vedono il nostro popolo sardo vittima di questo immane disastro della natura (alluvione/tornado), gli ho chiesto (ovviamente) se in occasione della visita ad Olbia del Presidente del Consiglio Letta gli avesse fatto presente che l'attivazione immediata della Zona Franca al Consumo su tutto il territorio della Sardegna, avrebbe potuto portare sollievo immediato alle popolazioni colpite da così grande sciagura.

 

Mi ha risposto che l'Agenzia delle Dogane di Cagliari ha provveduto all'inoltro dei documenti a Roma e che stiamo aspettando una risposta che dovrebbe arrivare in tempi brevi alla Regione. 

Ho fatto presente al Presidente che noi non vogliamo risposte, vogliamo solo il rispetto delle norme da parte dello Stato Italiano, in particolare riteniamo sia necessario "diffidare" l'attuale Dirigente dell'Agenzia delle Dogane di Roma Dott. Peleggi affinché dia adempimento alle norme che tutelano il nostro diritto, comunicando immediatamente all'Europa,  perché pubblichi sulla GUCE (gazzetta ufficiale europea) l'attivazione della Zona Franca Integrale su tutto il territorio della Regione Sardegna, adempimento  disatteso da oltre 25 anni, in quanto la suddetta comunicazione andava presentata  ai sensi:

 

- del Regolamento CEE n.2504\1988 del Consiglio;

- del D.lgs. n.75/98;

- Legge Regionale n.20/98; 

- della delibera di Giunta Regionale 27.02.2001 n.8/40;

- della Legge Regionale n.10/2008;

- della delibera di Giunta Regionale n.8/2 e 9/7 del 12.02.2013;

 

E detto adempimento era assolutamente necessario, tenuto conto dei  poteri attribuiti alle Regioni a Statuto Speciale istituite prima della nascita della Comunità Economica Europea le cui disposizioni più favorevoli sono tutelate dall'art.234 del Trattato Di Roma del 1957, che consente di onorare  le convenzioni internazionali concluse tra gli stati membri e paesi terzi prima della entrata in vigore del suddetto Trattato, deroga che pertanto può essere applicata solo alle zone franche e ai punti franchi extradoganali dichiarati tali anteriormente al Trattato di Roma.

E ancor di più, tenuto conto dei poteri sussidiari a quelli dello Stato conferiti alla Regione Autonoma della Sardegna in materia di attuazione delle norme comunitarie, poteri previsti da:

 

- Legge Doganale n.1424/1940 art.1, che considera fuori dalla linea doganale dell'Italia i punti franchi e le zone franche;

- DPR n.43/1973, che considera fuori dalla linea doganale dell'Europa i punti franchi e le zone franche;

- la Legge Costituzionale n.3/1948 art.52;

- la Legge n.59/97 art.20 comma 8/bis;

- la Legge n.303/99  alle premesse e all'art.3;

- il D.lgs. n.69/2009 art.44 comma 2; 

- D.lgs. n.150/2009;

 

Il Presidente Cappellacci mi ha assicurato che firmerà la suddetta "diffida ad adempiere" che noi presenteremo all'Agenzie delle Dogane di Cagliari e di Roma e alla Corte dei Conti di Cagliari e di Roma, evidenziando i danni incalcolabili causati al Popolo Sardo dalla suddetta omissione, che contiamo di far sottoscrivere a migliaia di Zonafranchisti che da subito si attiveranno su tutto il territorio della Sardegna."

 

Maria Rosaria Randaccio

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forzasardegna

 

Iniziative per la raccolta fondi sono partite dalla popolazione da tutti i centri della Sardegna. Da oggi sarà possibile inviare denaro, vestiti, cibo e quanto necessario per aiutare le persone in difficoltà. Si segnalano al momento le seguenti iniziative:

A San Gavino Monreale in collaborazione con la Stazione Culturale di San Gavino è possibile fare un'offerta anche di pochi euro nel conto intestato a Stazione Culturale Causale Pro alluvionati San Gavino 18.11.2013 con Iban: IT84H0305967684510700701540.

A Tortolì presso il negozio Joias in Corso Umberto 33 si accettano ben volentieri: acqua, cibo non deperibile, piatti di plastica, bicchieri, coperte, abiti pesanti, prodotti per l’igiene e qualsiasi tipo di bene utile in questa terribile circostanza.

A Santu Lussurgiu nel locale ex Montegranatico si è organizzato un centro di raccolta in cui è possibile portare cibi non deperibili (scatolette, pasta, riso, sugo, ecc), scarpe, giubbotti, vestiario e scarpe sia per uomo che per donna e per bambino. Inoltre serve molta manodopera.

A Belvì presso il C.A.S. (vicino scuole elementari) a partire da Giovedì 21.11 si sta organizzando una raccolta di beni di prima necessità: cibi a lunga scadenza, vestiti caldi per uomo, donna e bambini, stivali di gomma, coperte, sacchi a pelo, torce, batterie, pannolini, omogeneizzati, giochi per bambini, spazzolini e dentifrici, scope e stracci, secchi, pale, detersivi vari, detergenti intimi, prodotti per l'igiene, assorbenti, cotone, shampoo e bagnoschiuma, buste grandi per la spazzatura, piatti e posate, tovaglioli e bicchieri usa e getta. 

A Cagliari presso il Centro Diocesano di Via Po è partita la raccolta di beni di prima necessità.

A Ozieri l'Ass.culturale Artisende organizza centro raccolta alimenti e prodotti igiene personale, coperte, indumenti.

DONAZIONI TRAMITE BANCA

Comune di OlbiaIBAN IT72U0101584980000070361388 Causale: Comune di Olbia Emergenza Alluvione

Comune di ArzachenaIBAN IT39J0200884901000010955355

Comune di TerralbaIBAN IT42B0836285620000000010524

Avpc Monte ArciIBAN IT68Y0836285620000000011324

Comitato Prov. Croce Rossa Italiana NuoroIBAN: IT5D0100517300000000200007 Causale: emergenza alluvione Nuoro

Sardegna Solidale IBAN: IT45 L033 5901 6001 0000 0078 039 - Causale: Emergenza Sardegna 2013

Mediafriends OnlusIBAN: IT 03 S 03069 09400 000000006262 - Beneficiario: Mediafriends - Causale: Alluvione Sardegna

“Un aiuto subito. Alluvione Sardegna” - Beneficiario: Banca Intesa Sanpaolo Filiale di via Verdi 8 – Milano - IBAN: IT34D 03069 09400000000111105

Parrocchia Sacra Famiglia OlbiaIBAN: IT24Z0101584980000000026651

 

L'elenco dei punti di raccolta è in continuo aggiornamento.

Web Team

 

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polemicheCagliari, 20 novembre 2013 - ore 08.45. 

Pubblichiamo la dura lettera di un rappresentante ogliastrino, Emilio Lai, che esprime quello che - dopo la catastrofe che si è abbattuta lunedì scorso sulla Sardegna - molta gente vuole denunciare ma non trova le parole adatte e il coraggio.

"Ieri non era il giorno delle polemiche, ma oggi lo è. Perché qualcosa bisogna pur dirla! Chi ricorda la manifestazione a Cagliari, sulle fasce fluviali, portata avanti dai sindaci che lamentavano un freno allo sviluppo delle proprie comunità? Bene, alcuni di quei sindaci sono proprio quelli di alcuni comuni vittima dell'innondazione. Vorrei proprio chiedere a loro che si sentivano intoccabili, indenni hai disastri idrogeologici, cosa ne pensano di questa catastrofe e quale sviluppo avrebbe portato ai comuni da loro amministrati. Vogliamo ricordare ancora le centinaia di fiumiciattoli ostruiti dalle canne e dai tronchi?

Alcuni comuni ieri sera hanno inviato una ruspa a pulire in preda alla paura, ma se ieri hanno trovato i soldi, mi chiedo come mai non li hanno trovati durante l'estate, quando potevano lavorare con più calma e meglio? Va bene il patto di stabilità, ma parliamoci chiaro: quante opere inutili sono state finanziate? Campetti da calcetto, fiere e fierine varie, improbabili impianti di illuminazione pubblica, fantomatiche piste ciclabili, ecc.

Non pensate che un sindaco debba per prima cosa investire nella sicurezza dei propri concittadini? Poi passiamo alla Regione, dove si fanno tanti proclami e fantomatiche proteste sulla lesione della autonomia gestionale della Sardegna e che nessuno poi ha le palle per battere i pugni sul tavolo del governo che deve miliardi di Euro alla Sardegna? Si pensa alle coalizioni, a chi sarà il prossimo leader di uno o di un altro partito, si pensa ai nomi dei nuovi occupanti delle poltrone del palazzo, ma i Sardi dove sono?

Forse quelli che sanno scendere in piazza perchè non hanno uno stadio dove guardare la partita?...e poi a soli pochi chilometri vi sono fiumi che mietono vittime? Forse sono quelli che scendono in piazza perchè il calendario venatorio e troppo corto? Oppure quelli che vogliono la notte bianca più lunga? Shhhhh!!! Tutto questo non si può e non si deve dire! Intanto la gente muore, intanto i pastori perdono le greggi, gli agricoltori le colture e gli imprenditori l'azienda, miliardi di euro di beni in fumo per non aver speso pochi milioni di euro in sicurezza.

Ogni anno la Sardegna riesce a restituire il 60% dei soldi alla Comunità Europea perchè non li sa spendere! E vogliamo parlare degli uffici tecnici gestiti da burocrati, dove le pratiche restano a stagionare per anni? Noooo!!!! Non si può, non dobbiamo essere populisti, guai!!!!! Noi non capiamo come si gestisce il Bene comune, siamo troppo ignoranti!!!! Intanto la gente muore. Ma la gente muore per davvero, solo il Cristo è risorto, i comuni mortali muoiono.

Vogliamo parlare di strani aerei che volano a decine sui nostri cieli? Da circa 15-20 giorni prima della cattastrofe facevano avanti e indietro, ma per lo stato non esistono, il caldo di Sardegna, crea miraggi e noi beviamo troppo, chissa cosa abbiamo visto!! Certo che per una terra che lamenta carenza di collegamenti navali e aerei è paradossale vedere 26 aerei sfrecciare nei cieli della costa e del centro, creare velature sottili, e strani filamenti, guai!!!! Siete pazzi!!! Quelle sono condense dell'aria!!! Ma è possibile che ogni giorno nei cieli ci sia tanta condensazione? E menomale che siamo un isola dal clima secco e caldo e non caldo umido. Qualcosa non va. Per fortuna abbiamo strade all'avanguardia, dove si passa ad intermitenza, o tu o il pulmann o il camion in contro senso. "Strade con asfalti speciali" le hanno chiamate in TV, con cemento speciale, con cordoli speciali, Mica hanno detto il falso!! Sono speciali, infatti franano subito e le macchine scivolano come nell'autoscontro, ma nessuno sa niente: è la velocità delle auto, troppo elevata, manco avessimo la pista di Maranello, costruite in tempi lunghissimi e dopo un mese dall'apertura i primi dossi, certo!! Le nostre sono strade intelligenti! Gli altri per ridurre la velocità li montano in plastica mentre le nostre fanno tutto in autonomia. Ma anche quà non ci sono responsabili! Intanto le auto dei comuni cittadini, della polizia e dei soccorsi cadono nelle voragini che prima erano dossi, ma nessuno ha visto nulla, come nessuno ha mai notato il carico autostradale sulla strada di Olbia, un porto congestionato che è collegato con un sottopassaggio in pianura? Si, in pianura. Voi vi chiederete come mai? Non lo sappiamo, sappiamo solo che anche quà la gente muore in sottopassaggi. Eppure esistono le soluzioni per diminuire il carico sulle strade, ma nessuno fa nulla, ora che ci sono i morti, nessuno sapeva, nessuno stimava, nessuno poteva pensare a cotanta violenza. Ma per favore!!!! Sono morti innocenti, famiglie intere, donne uomini e bambini, soccorritori che sono dei veri eroi e non detti dallo stato per comodità istituzionale.

Ora speriamo solo che qualche magistrato sensibile possa capire perchè nessuno sapeva...

GLORIA E ONORE AI CADUTI SARDI, A CHI E' SOLO VITTIMA DEL PRESSAPOCHISMO E DELL'INCOPENZA DI CHI DOVEVA E NON HA FATTO NULLA O POCO PER GARANTIRE LORO LA GIUSTA SICUREZZA."

Web Team

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emergenza-sardegnaCagliari, 19 novembre 2013 ore 17.45.

La Sardegna è in ginocchio. Sono sempre di più le richieste di solidarietà per le persone che sono rimaste senza casa e senza nulla. Nonostante l'ottimo lavoro del Presidente Cappellacci, del suo staff e degli uomini della Protezione Civile, da ieri sera presenti nei territori disastrati, la situazione è ancora drammatica.

Il Movimento Pro Zona Franca, la dottoressa Randaccio e l'avvocato Scifo, e tutto il Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini si stringono attorno alla popolazione sarda.

Facciamo appello a TUTTI I POLITICI affinché chiedano e pretendano dalla UE lo stanziamento degli acconti sui fondi europei destinati alle calamità naturali. Tali acconti possono essere stanziati immediatamente senza attendere l'istruttoria della pratica. 

Chiediamo a tutte le banche di predisporre i crediti per le persone colpite da questa tragedia e al Presidente Cappellacci di requisire tutte le strutture ricettive dei territori interessati affinché siano a disposizione alloggi, camere e ristoranti per i bisognosi.

Facciamo appello anche a tutti coloro che possiedono mezzi e macchinari agricoli ed industriali affinché li mettano a disposizione per rimuovere le carcasse delle migliaia di animali morti soprattutto dai letti dei fiumi e dai dintorni dei flussi acquiferi, procurando calce per il seppellimento e per scongiurare il pericolo di contaminazione dell'acqua.

A breve daremo notizie attraverso questo sito internet sulla situazione di emergenza nell'isola.

Grazie a tutti per l'apporto che riuscirete a dare! 

Il Popolo Sardo, chiamato all'ennesimo sacrificio, saprà rialzarsi e guardare avanti.

Web Team

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Lunedì, 18 Novembre 2013 20:47

A che punto siamo con la Zona Franca

arborea-16.11.2013-palcoCagliari, 18 novembre 2013 ore 21.30. Durante l'Assemblea Generale dei Comitati Cittadini tenutasi sabato scorso ad Arborea, l'avv.Scifo espone la situazione attuale e spiega a che punto siamo arrivati con la zona franca. 

Dopo un breve riepilogo relativo alle ultime azioni della Giunta Regionale che hanno portato, con la pressione di tutto il Movimento della zona franca, all'approvazione dell'emendamento per la modifica dell'art.12 dello Statuto inserendo l'extradoganalità della Sardegna, si è in attesa dell'esame della proposta di DPCM da parte del Consiglio dei Ministri, della quale però non si conoscono i contenuti poiché non resi noti dalla Regione Sardegna, nonostante le diverse richieste dei due giuristi Randaccio-Scifo di visionarne l'assunto. 

Come spiega l'avv.Scifo, non si è neanche a conoscenza delle azioni della Giunta Regionale per fare pressione sul la Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché metta tale proposta all'esame delle sue prossime sedute. Si rende perciò indispensabile sollecitare la Giunta affinché questa proposta - che in sostanza è quella di istituire la zona franca in tutta la Sardegna e che per legge hanno dovuto fare entro il 30 settembre scorso - vada avanti e non rimanga chiusa in qualche cassetto dorato del Governo centrale. Per fare questo è necessaria la spinta di tutti i comitati cittadini, che devono provvedere all'aggregazione e alla raccolta di firme da inviare alla Regione affinché prenda provvedimenti e diffidi lo Stato, le Dogane, l'Europa a scrivere a chiare lettere che la Sardegna è zona franca extradoganale.

L'avv.Scifo affronta poi l'argomento delle elezioni e dei partiti politici, annunciando che se si organizzeranno delle manifestazioni a Cagliari per dare spinta al progetto Zona Franca, il Movimento darà il voto solo ai partiti che parteciperanno alle manifestazioni e che inseriranno nero su bianco come primo punto l'attuazione della Zona Franca, praticando l'ostracismo (bando che nell'antica Grecia colpiva il cittadino ritenuto pericoloso per lo Stato, il cui nome veniva scritto dai membri dell’assemblea popolare - alla quale partecipavano tutti i cittadini con diritto di voto - su un frammento di terracotta detto ostrakòn) verso i partiti contrari. Per coloro che non inseriranno la zona franca come primo punto del proprio programma il Movimento darà indicazioni precise di non votare i loro candidati alle prossime elezioni perchè essi sono di fatto palesemente contrari al programma di sviluppo della Sardegna.

I due giuristi rappresentanti di tutto il Movimento Pro Zona Franca hanno rimarcato più volte la necessità di una comunione di intenti fra tutti i comitati cittadini per portare avanti una raccolta firme che dovrà accompagnare la diffida alla Giunta Regionale a proporre azioni nei confronti del Governo inadempiente e di tutte le istituzioni, in primis le Dogane, che continuano ad ostacolare la zona franca in Sardegna.

E' di questi giorni la proposta di legge dell'on.Prestigiacomo per creare una fiscalità di vantaggio nell'isola di Lampedusa e - senza niente togliere alla bellissima isola siciliana che da tempo patisce il fenomeno dei drammatici sbarchi di immigrati provenienti dai paesi in guerra - non è possibile paragonare la situazione della Sardegna a quella di nessun altra isola o regione del mondo poiché, nonostante il clima temperato ed un territorio ricco di risorse, è soggetta ad un pericoloso ed incessante fenomeno di diaspora.

Ci auguriamo che - nel frattempo che i nostri politici smettano di farsi la guerra e di fare a gara a chi ruba di più - i nostri fratelli siciliani non ci facciano lo sgambetto dichiarandosi, con la complicità dei parlamentari italiani, territorio al di fuori della linea doganale. Per la Sardegna sarebbe l'ennesimo danno oltre la beffa.

Luciana Carta

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