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povera sardegnaCagliari, 7 novembre 2013 ore 22.45. 

Oggi ho ricevuto telefonate e solleciti di molti Zonafranchisti che desiderano conoscere dettagli su come sono andate le cose  nel Consiglio Regionale di ieri (06.11.2013) in merito all’approvazione dell’art.1 comma 2 della Proposta di Legge Nazionale n. 22/naz/A con la quale si chiede che venga modificato l’art.12 del nostro Statuto Sardo approvato con Legge Costituzionale n.3/1948. Come abbiamo ripetuto piu volte e in svariate occasioni, a noi Sardi non è mai interessato ottenere la modifica del Testo Storico dell’art.12 del nostro Statuto, in quanto abbiamo sempre ritenuto che eventuali modifiche del testo storico, se apportate  ad arte (come stava per accadere) o in modo maldestro, avrebbero potuto inficiare il diritto del Popolo Sardo alla Zona Franca Integrale compresa la Zona Franca al consumo, estesa  non solo alla zona franca dei porti ma all’intera Isola, ai sensi: 1) del Regolamento CEE n.2504/88 del Consiglio del 25.07.1988 dove si prevede che  nelle zone franche è autorizzata qualsiasi attivita industriale, commerciale, di prestazione di servizi in totale assenza di controlli da parte dell’Autorita Doganale e che gli Stati membri sono tenuti a comunicare alla Commissione (dal 1988)  sia l’istituzione delle zone franche che l’attivazione di quelle gia istituite; 2) del Regolamento n.2913/92 del Consiglio dove all’art.176 si prevede che nelle zone franche chiunque può esercitare attività di magazzinaggio, lavorazione,trasformazione, vendita, o acquisto di merci nel rispetto delle norme doganali; 3)  del Regolamento n.2454/93 della Commissione che fissa le disposizioni di applicazione del Regolamento n.2913/1993; 4) della Legge n.762/1973 dove si prevede l’eliminazione dell’IVA e delle ACCISE per le popolazioni residenti  nelle Isole dichiarate Zona Franca Integrale dagli Stati membri. Infatti il nostro  diritto risulta intangibile in quanto garantito:

1) da una  legge di Rango Costituzionale (n.3/48) emanata prima della nascita della Comunità Economica Europea (CEE) che all’art.234 del Trattato di Roma ratificato con la Legge n.1203/1957, che aveva garantito il rispetto di tutti i diritti sorti precedentemente alla nascita della stessa Comunità, diritti garantiti anche dall’art.92 del suddetto trattato dove si prevedeva ed ancora si prevede, che nel perseguimento dello sviluppo armonioso dell’insieme della Comunità e della sua coesione Sociale, non sono considerati aiuti di Stato gli aiuti  forniti dagli stati membri ai territori gravati dai problemi: a)  dell’insularità (essere un’isola); b) ultraperifericità  (siamo circondati da 240 chilometri di Mar Mediterraneo); c) spopolamento (un milione e seicentomila residenti equivale ad un quartiere di Roma); d)  sottooccupazione (abbiamo percentualmente il più alto numero di cassa integrati);

2) dall’art.1 della Legge Doganale n.1424/1940 (vedi file qui sotto), legge con la quale si consideravano “fuori dalla linea doganale” sia i territori dichiarati punti franchi  che le zone franche, extradoganalità (dei punti franchi e delle zone franche) confermata anche dal successivo Codice Doganale approvato con il DPR n.43/1973 art.2 ancora in vigore (vedi file qui sotto), ai sensi del quale è stata emanato il D.lgs. n.75/1998, che in attuazione all’art.12 dello Statuto Sardo approvato con la Legge Costituzionale n.3/1948, ha esteso a tutta l’isola il diritto alla zona franca integrale, confermando ovviamente anche il diritto alla sua extradoganalità, già prevista per i punti franchi, confermato anche nella Dichiarazione n.33 allegata all’atto finale della conferenza intergovernativa che ha adottato il Trattato di Lisbona firmato il 13.12.2007, nella quale (dichiarazione) viene data una interpretazione autentica dell’art.174 del Trattato sull’Unione Europea, precisando che le "zone franche debbano includere le isole nella loro interezza”, confermato anche all’art.158 (ex 130/A) del Trattato di Amsterdam dove nel preambolo si precisa che tra le priorità che si è data l’Unione Europea è prevista la riduzione del divario tra i vari modelli di sviluppo delle varie regioni, "prevedendo apposite compensazioni da riservare alle Isole svantaggiate a seguito di  ritardo di sviluppo  comprese le sue zone rurali”.

Da non dimenticare infine che: l’art 1 della Legge n.131/2003, dove si prevede che i trattati internazionali sono divenuti costitutivi di obblighi che limitano la potestà legislativa degli Stati, vincolando gli stessi alle norme del Diritto Internazionale, che l’art. 10 della nostra Costituzione ha riconosciuto vincolanti per l’Italia i Trattati Internazionali, che la Corte Costituzionale con la sentenza n.389/1989 ha confermato come lo Stato Italiano è tenuto a disapplicare le norme incompatibili con quelle stabilite nel Trattato istitutivo della Comunità Economica Europea attualmente chiamata Unione Europea.

Se fosse passata la proposta di modifica dell’art.12 del nostro Statuto presentata in Consiglio Regionale dall’opposizione, e se malauguratamente il Parlamento Italiano l’avesse fatta propria, possiamo garantire con estrema certezza che il nostro diritto alla Zona Franca l’avremo perduto per sempre, o quantomeno per altri 64 anni! Infatti nella proposta di modifica si chiedeva anche che: "l'esercizio, la modifica e l’integrazione delle funzioni amministrative dovessero transitare dallo Stato alla Regione compresa la relativa legislazione di attuazione". Con il conferimento della suddette funzioni passate dallo Stato alla Regione Sardegna, non avrebbero potuto venire applicate immediatamente le disposizioni Comunitarie che regolano le zone franche dell’Europa, disposizioni che sono state recepite dallo Stato Italiano nel DPR n.633/72, dove all’art.7 e all’art. 21 , come modificati da ultimo dalla Legge n.228/2012 (art. 1 commi da 325 a 335) dove si prevede (ad esempio) che a decorrere dal 1 gennaio 2013, chiunque operi nei territori dichiarati zona franca integrale, ha diritto ad emettere fatture in esenzione di Iva con l’apposita dicitura individuata nei succitati commi.

Maria Rosaria Randaccio

 

 

PDF download SCARICA LA G.U. DEL 1940  

PDF download SCARICA IL DPR n.43/1973

 

 

 

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Mercoledì, 06 Novembre 2013 21:08

Approvata la legge sulla zona franca extradoganale

si-consiglio

Cagliari, 6 novembre 2013 ore 21.00. 

La due-giorni del Consiglio Regionale per l'approvazione della Legge n.22/2013 cosìddetta "Legge sulla Zona Franca" non soddisfa appieno il Movimento Pro Zona Franca. La legge è stata approvata non all'unanimità (41 favorevoli e 26 astenuti) con l'astensione inspiegabile del PD, dichiaratamente contrario all'apposizione della parola "extradoganale" come invece richiesto non solo dai nostri tecnici Randaccio-Scifo, ma anche da Cappellacci e tutta la Giunta.

L'emendamento n.13 (che riportiamo qui sotto) ha creato molto sconpiglio in aula, ma alla fine la votazione è stata favorevole (35 favorevoli, 30 contrari, 3 astenuti).

Più tardi ulteriori informazioni ed i commenti a caldo della dottoressa Randaccio.

Web Team

 

 

 

Emendamento n.13

art.12

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statuto-sardo-art.12Cagliari, 6 novembre 2013 ore 12.50. Il Consiglio Regionale ha iniziato ieri la seduta per la discussione della Legge n.22/2013 che prevede anche l'importante modifica dell'art.12 dello Statuto, dichiarando la Sardegna zona franca extra doganale. Numerosi gli interventi che hanno caratterizzato il dibattito, alcuni dei quali denotano la scarsa informazione in materia di zona franca cosa che i nostri Consiglieri avrebbero dovuto approfondire  vista l'importanza della legge.

Alcuni Onorevoli hanno continuato con il solito ritornello che si tratta di propaganda elettorale, offendendo le migliaia di sardi che da 2 anni si stanno battendo per l'ottenimento di questo diritto acquisito da decenni. Ci si aspettava un dibattito più profondo e più ricco di significato, tutti i comitati e i tecnici in testa auspicavano che in questi ultimi mesi i consiglieri avessero studiato la materia e avessero potuto informarsi anche sulle altre zone franche del mondo, che ricordiamo sono regolamentate da norme internazionali che concedono specifiche garanzie a chi opera in regime di zona franca, siano esse aziende o le stesse istituzioni.

Da sottolineare la voce fuori dal coro dai banchi del PD dell'On.Arbau che oltre a schierarsi totalmente a favore, ha colto in pieno quanto da mesi i comitati tutti professano in tutte le sedi ove si dibatte di zona franca, e cioè che questa opportunità sposterebbe il sistema economico sardo da assistenzialista come è oggi, in un sistema produttivo aumentando così l'occupazione, e di riflesso il gettito tributario. Sempre dai banchi dell'opposizione il capogruppo di SEL On.Cocco ha espresso parere positivo sul tema, e lo stesso dicasi per l'On. Cuccureddu il quale addirittura ha citato Elenora D'Arborea che già nel periodo dei giudicati per facilitare l'economia dei porti evitava di far pagare dazi portuali.

Ciò che stupisce maggiormente è l'atteggiamento assunto dal PD al quale i comitati cittadini lamentano una incoerenza con il proprio passato, infatti le leggi sulla zona franca tuttora vigenti, e che consentono comunque di ottenere il diritto acquisito anche senza l'approvazione della citata legge, sono state varate da governi di centro sinistra, il D.lgs. n.75/98 fu varato quando Presidente della giunta era Federico Palomba e il governo nazionale era presieduto da Romano Prodi, o quando fu varata la Legge n.10 del 2008 a firma Paolo Maninchedda e Presidente Renato Soru. Non si riesce quindi a comprendere come mai una parte politica negli anni passati vara delle leggi a favore di un sistema di zona franca, e nel momento in cui il popolo rivendica questo diritto, quella stessa parte la ostacola.

Nella citata giunta Soru assessore all'urbanistica era l'On.Gianvalerio Sanna, che non ha certamente espresso parere favorevole nel dibattito di ieri; ricordiamo però che l'On. Sanna è anche il primo firmatario della Legge n.20/2013 votata all'unanimità in tutta fretta il 2 agosto, e che, senza l'intervento tempestivo riparatore dei tecnici e dei comitati pro zona franca, avrebbe potuto compromettere tutto il lavoro svolto sino ad oggi da tutto il movimento.

Oggi il dibattito prosegue e speriamo che anche questa legge sia votata all'unanimità come nella seduta del 2 agosto per la Legge n.20, e che l'intero Consiglio Regionale abbia la consapevolezza che quanto stanno per decidere potrebbe essere una straordinaria opportunità che potrà dare un rilancio alla nostra economia che oggi come la definisce il noto economista sardo Paolo Savona, è come una pentola bucata.                                                      

Mariano Lo Piccolo

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tarCagliari, 2 novembre 2013 ore 19.30. 

"Sono costretta ad intervenire perche ho letto delle accuse ingiuste rivolte all’Avvocato Scifo da persone talmente ignoranti che non hanno capito che in quella Sentenza del Tar Sardegna n.00091/2013 del 25.10.2013 c’è la conferma che la “Sardegna è proprio Zona Franca” a decorrere dalla data di entrata in vigore del D.lgs. n.75/98.

 

Perciò invito tutti a leggere la suddetta sentenza, nella quale il Giudice si è dovuto arrampicare sugli specchi per togliere le castagne dal fuoco alla Regione, al Comune di Cagliari e all’Autorità  Portuale; infatti se avesse accolto il ricorso - e non è detto che non lo faccia il Consiglio di Stato a cui possiamo appellarci - avrebbe dato titolo a tutti i Sardi per poter chiedere il risarcimento dei danni provocati dalla manca attivazione della Zona Franca a decorrere dal 1998. Infatti il giudice  non dice che la nostra domanda  è campata per aria o è illecita, illegittima o  cose simili, si inventa che la nostra “Azione è generica rispetto al danno causato  ai nostri interessi diretti “che individua con le parole: “concreta lesione subita ad opera delle Amministrazioni  intimate” .

Allora vuole anche dire che se ciascuno di noi dovesse individuare esattamente (calcolare)  il danno subito per l’Iva e le Accise pagate e non dovute sui beni consumati in questi ultimi 15 anni, in questo caso il giudice sarebbe costretto a darci ragione e  di conseguenza  condannare le Amministrazioni intimate (Regione, Comune di Cagliari, Autorità portuale) al risarcimento dei danni.

Ma per  beni consumati  si devono intendere non solo gli alimenti, ma anche l’Iva pagata e non dovuta per l’acquisto di macchine di immobili  o per le fatture emesse da liberi professionisti  ecc. ecc. e riteniamo che non ci sia termine prescrizionale per rivendicare il risarcimento dei danni subiti da un intero popolo costretto a subire una Diaspora da parte di una politica criminale che ne aveva deciso l’estinzione etnica."

Maria Rosaria Randaccio

PDF download SCARICA LA SENTENZA

 

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grecia-al-collasso

 

Cagliari, 1 novembre 2013, ore 11.30.

"Chiusura delle Università, tassazione dei terreni agricoli, fame: tutto questo noi possiamo evitarlo se lottiamo per la zona franca uniti. Dobbiamo cambiare l'idea che tutti questi politici hanno dell'amministrazione e dello Stato, come di un idolo mai sazio da servire e onorare, da ingrassare con le tasse a carico dei cittadini.
Lo Stato siamo noi e dobbiamo decidere noi quanto deve essere invasivo e quanto gli spetta. La Zona franca ci consente di rivoltare il rapporto Persona-Stato perchè finanzia la nostra società con la produzione diretta e non con l'elemosina derivata dalle tasse."

Francesco Scifo

 

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Mercoledì, 30 Ottobre 2013 23:30

La Sardegna è l'unica zona franca dell'Italia.

sardinia-flagCagliari, 30 ottobre 2013 ore 23.00. 

Mentre i politici sardi e italiani "dormono", un gruppo di aziende di Bologna (Centergross, Interporto e Caab) lanceranno un nuovo canale distributivo sul mercato africano. Questa è la notizia riportata ieri dal quotidiano Il Resto del Carlino. E' incredibile che nessun giornale nazionale scriva relativamente a quanto stia succedendo in Sardegna. La stampa non si occupa minimamente della battaglia dei sardi per inculcare nelle teste dei politici di ogni fazione il fatto che la zona franca in Sardegna rappresenti la salvezza dell'economia italiana, oltre che di quella isolana. Nessuna trasmissione televisiva dedica un solo minuto a questa importante notizia, dando invece spazio anche al più insignificante gossip del momento. 

La Sardegna è al centro del Mediterraneo. La Sardegna ha tutte le risorse adatte ad un commercio intercontinentale. La Sardegna ha un territorio vastissimo e pressoché deserto. La Sardegna ha un clima favorevole. Allora cosa manca ancora? Perché questo silenzio? Forse perché diventando zona franca a tutti gli effetti sbaraglieremo qualsiasi concorrenza? Forse perché la Sardegna - a detta di tutti - è l'isola più bella del mondo?

Io penso ancora che siano la sua gente, la sua cultura ed i suoi paesaggi, caratteristiche inarrivabili, a fare la differenza. Perché un'identità vera e radicata non si può comprare. Si può solo cercare di imitarla.

Luciana Carta

 

 

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Mercoledì, 30 Ottobre 2013 21:00

Rassegna di commenti dal web

facebook-commenti-risposteCagliari, 30 ottobre 2013 ore 19.30. 

Riportiamo una serie di interessanti commenti di alcuni zonafranchisti sinceri che esprimono molto bene la situazione attuale. Ringraziamo per il proprio lavoro e per la dedizione alla causa i signori: Angelo Mannu, Alberto Cabiddu, Antioco Patta, Maurizio Lai, Fabrizio Melis.

di Angelo Mannu

"Ci sono troppi preconcetti elettorali sulla zona franca da parte del suo partito caro Giampaolo Diana! Cerchi lei di raccontare la verità ai Sardi! Cappellacci non sarà una cima, ma il vostro partito sta dimostrando tutta la sua demagogia su questo argomento! Se volete affossare la Sardegna non ve lo permetteremo! Oppure credete di avere potere di vita e di morte sui cittadini sardi? Caro Diana, tutta la vostra demagogia declinata tramite giornali, televisioni è dentro il Consiglio Regionale sta arrivando al capolinea. E' abbastanza chiaro che volete tenere la Sardegna nel pieno sottosviluppo assistenziale e sindacale. La corda a forza di tirarla, come Lei sà, arriva al punto che si spezza. Forse nella prossima campagna elettorale volete ancora vendere l'assistenzialismo e i finanziamenti pubblici inesistenti? La Sardegna ha necessità di uno strumento forte come la Zona Franca legata ad una fiscalità di vantaggio, che possa veramente creare nuovi investimenti, nuovi imprenditori e posti di lavoro. Ci dia lei da grande intenditore la ricetta equivalente e alternativa a quanto noi proponiamo! Se propone solo punti franchi...non sprechi neanche tempo!"

di Alberto Cabiddu

"Io parlo a nome dalla associazione Ogliastra zona Franca non solo perché ne sono il presidente ma perchè da una nostra riunione e uscito con voto unanime la volontà di NON scendere in campo per le prossime elezioni Regionali , il nostro gruppo si dissocia quindi da una simile iniziativa che è evidentemente incoerente con quello che siamo andati a dire in giro nei vari paesi, e sempre convinti che la vera forza sia nella trasversalità politica del gruppo. si prega quindi di evitare di parlare a nome di tutti i movimenti in quanto non tutti siamo d'accordo."

di Antioco Patta

"ATTENZIONE!!!!! L.R. 20/2013 e proposta 22/2013 sulla Zona Franca, sono un inganno evidente e plateale......Un "turbillon legislativo e mediatico" su queste due leggi che sembra montato ad arte dal Consiglio Regionale. Infatti, è chiaro come il sole che sono due leggi di cui non si aveva bisogno; la prima perchè ha ridato potere al DPCM che invece avevamo superato con la L.R. 10/2008 e la seconda perchè riavvia percorsi legislativi già provati in passato ed infruttuosi poichè danno l'ultima parola al governo di Roma che come noto non delega quella materia......allora la domanda è: perchè questo?......la risposta è semplice: Il Consiglio Regionale era da un anno ai margini del dibattito politico che era incentrato sul Governatore e sui comitati zona franca; ebbene, per non uscirne stritolato, vista anche la delegittimante azione giudiziaria, il Consiglio si inventa due leggi inutili (anzi dannose) che rimettono al centro dell'attenzione loro stessi e costringono comitati e Giunta Regionale ad inseguire ed ottenendo anche un'altro risultato; quello di scaricare proprie responsabilità storiche e di dare eventuali colpe a Roma per quanto non si farà sulla zona franca.......non è fantapolitica e neanche complottismo.......si chiama ABC della politica......in gergo matematico 2+2 fa 4......."

di Fabrizio Melis

"Ieri sera si è riunito il Movimento Zona Franca del Medio Campidano. All’unanimità abbiamo ribadito che il Movimento non deve in alcun modo entrare in liste politiche né tantomeno sostenere partiti o liste. Cerchiamo di essere coerenti con ciò che è stato detto fin dall’inizio della costituzione dei movimenti: niente partiti, niente liste, niente appoggi a chicchessia. La base non tollererebbe assolutamente questo voltafaccia….e ci ritroveremmo contro tutti quelli che sostengono e credono nella realizzazione ed attuazione della zona franca. In questo momento il nostro interlocutore è Cappellacci in quanto Presidente della Regione, se alle prossime elezioni verrà eletto un altro, sarà a lui che ci rivolgeremo. La dott.ssa Randaccio e l’avv. Scifo, nonostante i molteplici impegni e la dedizione che stanno dedicando a questa causa, sono a capo del Coordinamento Regionale e quindi dovrebbero ribadire ancora una volta la linea di condotta del Movimento allontanando quegli elementi che o non appartengono ai Movimento o che ne fanno parte meramente per motivi personalistici e di interesse."

di Maurizio Lai

"I signori Maninchedda e Soru, i cosiddetti intellettuali, stanno usando la strategia della destabilizzazione consiliare, l'assenza del Presidente è solo un cavillo, questi signori ormai all'angolo della politica che conta, vogliono riemergere a costo di affossare la Sardegna, non molleranno la presa se non verranno in qualche maniera ripagati, chi con la propria accettazione (dopo un palese rifiuto) in un quadro di alleanze chi invece in altre cose (qualche testa sarà vista rotolare), Notate il livore con il quale si rapportano con chi la pensa diversamente o l'invidia nei confronti di quelli (di destra e manca) che dando ragione ai movimenti stanno per dare risposte ai decennali malesseri della nostra isola, GUARDIAMOLI BENE, possono apparire come una minoranza, numericamente magari, ma politicamente pesano eccome! L'unica via percorribile per arrivare con un certo "peso" a Roma è licenziare quanto in discussione all'unanimità. Diversamente meglio non spendere neanche 1 euro per proporla al Parlamento, sarebbe del tutto inutile. Il rischio è che adesso, come diciamo noi: Unu fattat su maccu e unu su sapiu (1 fa il pazzo, l'altro il sapiente) che corrisponde allo Zero riporto Zero. Opinabili considerazioni mie personali punto."

Continuate così!

Web Team

 

 

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comunicato-ufficiale-web-teamCagliari, 30 ottobre 2013 ore 14.30.

Tutti coloro che tentano di usurpare senza averne titolo tutta l'attività giuridico fiscale della Dott.ssa Randaccio e dell'Avv. Scifo, al fine di impadronirsi del bagaglio conoscitivo messo a disposizione dai tecnici fino a questo momento, vengono ufficialmente informati della preparazione di diffide a perpetrare il reato penale di millantato credito (Art. 346 Codice Penale).

Tutti coloro che hanno intenzione di continuare a nauseare il team tecnico per farlo desistere dal portare avanti la causa della Zona Franca, non sono altro che mercenari al soldo di chi per 64 anni si è opposto alla nascita della Zona Franca in Sardegna.

Tali individui hanno il solo fine di rompere il fronte unitario del Coordinamento (che sta agendo in modo autofinanziato e per la causa collettiva), pur non avendo alcun ruolo in esso e di conseguenza non potendo in nessun modo parlare ed agire a suo nome.

Si diffida formalmente chinque dal dare indicazioni di tipo giuridico fiscale a nome del Coordinamento Regionale Comitati Cittadini Pro Zona Franca, attraverso i canali di comunicazione ed i presidi itineranti.

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lavori-in-corsoCagliari, 30 ottobre 2013 ore 08.45.

Solo un decreto della presidenza del Consiglio dei Ministri ci separa dall’imboccare la via di fuga dall’austerità opprimente impostaci dallo Stato Italiano e dall’Euro.

Se fossi il Governatore della Regione lascerei al Consiglio Regionale le sue discussioni sul nulla, dato che l’articolo 12 attuale basta e avanza per ottenere la zona franca e invece premerei, giorno e notte, sul Presidente del Consiglio  Letta per avere il DPCM previsto dal D.lgs n. 75/1998 e dalla Legge Regionale n.20/2013: basta una sua firma per avere un semplice provvedimento amministrativo che può rilanciare la produzione, il  lavoro e dare ossigeno ai consumi di tutte le famiglie della Sardegna.

La Regione Autonoma della Sardegna per ora fa ancora parte dell’Italia, perciò il suo rilancio gioverà a tutto il paese: è meglio per l’Italia che la Fiat e le altre attività manifatturiere delocalizzino da noi, oppure che vadano in Polonia o altrove?

L’aumento dell’IVA dato dalla maggiore produzione nell’Isola gioverebbe su base nazionale dove i prodotti verrebbero smerciati e, dato che l’IVA che riceviamo in Sardegna viene calcolata su quella riscossa in tutto il Paese, l’Isola riceverebbe più IVA dalla zona franca di quanta ne ha mai ricevuta fino ad ora: qualunque cosa ne dica chi a sinistra e a destra, insensatamente, si oppone al cambiamento.

Abbiamo quattro norme, vigenti nello statuto autonomo, che possono essere usate come un grimaldello per aprire la porta di un vero piano di rinascita per l’Isola: l’art. 12, l’art.13, l’art.51 ed l’art. 52.

Il primo prevede i punti franchi, il secondo l’obbligo per lo Stato con il concorso della Regione di disporre un piano organico per favorire la rinascita economica e sociale dell’isola, il terzo che la Giunta regionale, quando constati che l’applicazione di una legge o di un provvedimento dello Stato in materia economica o finanziaria risulti manifestamente dannoso per l’Isola, può chiederne la sospensione al Governo della Repubblica; il quarto che la Regione è rappresentata  nell’elaborazione dei progetti di trattati di commercio che il Governo intenda stipulare con gli stati esteri e sentita in materia di legislazione doganale.

Se fossi il Presidente userei subito queste quattro formidabili armi giuridiche: le prime due, per ottenere immediatamente il DPCM per la zona franca integrale, la terza, per bloccare subito l’applicazione dei decreti legge del Governo che hanno imposto nuove tasse inique per l’Isola perchè emanati in violazione dell’art. 77 della Costituzione Italiana. L’azione indiscriminata di riscossione dei tributi che viene attuata dall’agenzia di riscossione, incaricata dallo Stato e trasferita nel 2012 fuori dalla Sardegna senza il parere della Regione in violazione dell’art. 9 dello statuto, deve essere fermata perché danneggia manifestamente l’Isola.

 Infine, il quarto articolo va utilizzato per contestare allo Stato Italiano che la Sardegna doveva essere rappresentata obbligatoriamente nella stipula di tutti trattati dell’Unione Europea e questo vulnus nella procedura di ratifica ci consente di ridiscutere tutto e di poter contrattare da protagonisti tutti gli obblighi che si basano sugli accordi internazionali presi senza la nostra firma obbligatoria di Regione Autonoma a Statuto speciale.

Se fossi un elettore voterei solo un Presidente che mi garantisce di lottare per queste cose.

Francesco Scifo

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Venerdì, 25 Ottobre 2013 17:48

Caro on.Diana, le bugie hanno le gambe corte.

dianaOlbia, 25 ottobre 2013 ore 13.31. Pubblichiamo la lettera di Andreas Coni, attivista e coordinatore di Olbia e provincia, indirizzata all'on.Giampaolo Diana del PD, da sempre apertamente contrario alla zona franca in Sardegna e - soprattutto - tra i maggiori nemici del Presidente Cappellacci.

"Le bugie hanno le gambe corte, cortissime, e noi non abbiamo l'anello al naso! Ma come si fa, con quale faccia, a dire oggi, dopo 1 anno e mezzo di brutale osteggiamento e di angherie nei confronti di tutti coloro che hanno sempre creduto ai tecnici del movimenti zona franca, Randaccio e Scifo, a dire: "Non abbiamo nulla in contrario sulla Zona Franca Integrale". Questa è una bestemmia Caro Diana. Non si ricorda quando a Lanusei il Sig. Soru ha detto che noi credevamo anche all'asino che vola ? Non si ricorda più tutte le volte che vi siete riuniti e che avete contromanifestazioni nei nostri confronti per farci perdere questo diritto sacrosanto? Lei non ricorda molte cose, ma noi, che abbiamo combattuto sul campo, convincendo ad una ad una le persone, non possiamo dimenticarlo. Il taglio dell'IRAP è venuto fuori a Lanusei quando Soru, plurifischiato da un'assemblea totalmente apartitica, ma solo interessata alle nuove tematiche della zona franca, ha tentato di riprendersi i favori dell'assemblea sfoggiando la proposta del taglio dell'IRAP. Voi oggi non avete scelta, dovete votare a favore, perchè è una legge che va a favore del popolo ed è una legge VOLUTA dal popolo Sardo. Anche i giornali non possono più fare finta di niente perchè hanno capito che l'argomento è oggetto di interesse e quindi di vendite. La parola Zona FRANCA INTEGRALE è sulla bocca di tutti e non è merito del governatore Cappellacci che, al contrario di voi, comunque ha accolto le nostre richieste, ma è merito delle migliaia di attivisti che si impegnano ogni giorno,a ogni ora, per divulgare e rendere partecipi la gente di questa grande opportunità, straordinariamente portata alla ribalta dai nostri tecnici Randaccio e Scifo.

Vi è rimasta solo la possibilità di pentirvi e dire apertamente che avete sbagliato e che la lotta eterna tra PD e PDL non avrebbe dovuto creare tutti questi ritardi e questi rischi che abbiamo corso. Votate a favore compatti e andate tutti insieme a Roma, davanti al palazzo del Governo, e chiedete l'immediato inserimento del testo nel decreto di stabilità. Noi, popolo, sapremo fare la nostra parte per convincere la politica italiana, che dopo 60 anni, finalmente il popolo Sardo intero vuole la Zona Franca Integrale, senza compromessi, senza se e senza ma. Per quanto abbiate sbagliato in tutti questi anni, determinando un odio viscerale del popolo nei confronti della politica in genere, questa è un'opportunità unica per riaccendere una piccola fiammella che può crescere e riportare il popolo a sperare e a credere in una Sardegna libera, capace di sostenersi da sè e di poter gestire al meglio le proprie risorse, senza imposizioni dalla politica romana che, in tutti questi anni, ci ha resi schiavi, desertificati, impoveriti e spopolati."

Web Team

(foto di Elisabetta Caredda)

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