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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALECagliari, 24 ottobre 2013 ore 12.31. La zona franca non è solo rappresentata da un sogno, da un'idea utopistica di come vogliamo che sia il nostro futuro. La zona franca, o meglio, la sua programmazione, è un qualcosa di freddo, ricco di riferimenti giuridici e calcoli matematici derivanti da una semplice e pura materia tributaria.

Oggi è stata consegnata al Presidente Cappellacci dalla dottoressa Randaccio, da parte di tutto il Movimento Pro Zona Franca, una proposta di legge regionale, sperando che il testo divenga la  base di partenza per la raccolta di suggerimenti di ulteriori agevolazioni fiscali e perché si realizzi in tempi brevi la vera rinascita economica della Sardegna. 

Stamattina è passato inoltre l'emendamento per la modifica dell'art.12 in Prima Commissione Autonomia e, da quanto riferisce il Presidente Artizzu, la votazione è stata favorevole tranne per il Pd che si è astenuto. Ora la parola passa al Consiglio Regionale che si riunirà il prossimo martedì 29 ottobre 2013 e dovrà votare definitivamente l'emendamento che, se avrà votazione unanime, potrà poi essere inserito nella Legge di Stabilità attualmente in discussione alla Camera.

E' necessario perciò mettere fine a qualsiasi polemica all'interno del Coordinamento e degli attivisti affinché il grande lavoro giuridico compiuto dalla Randaccio e da Scifo abbia il suo corso, tenendo sempre presente che si è iniziata una lotta dura e senza esclusione di colpi, una lotta che però deve essere combattuta nel pieno rispetto della legalità e della lealtà verso l'avversario, ricordandoci che il nemico gioisce dove l'unità d'intenti traballa.

Luciana Carta

  

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PROPOSTA DI LEGGE REGIONALE PER LA ZONA FRANCA

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villadevotoCagliari, 23 ottobre 2013 ore 19.30

Il Coordinamento Regionale dei Comitati Cittadini Pro Zona Franca, è stato ricevuto a Villa Devoto dal Presidente Cappellacci per un confronto tra le parti nel quale si sono affrontati diversi argomenti e tutti in riferimento al tema della zona franca.

I rappresentanti dei comitati hanno ribadito al Presidente che il tema è molto seguito oramai da buona parte del popolo sardo, che attende risposte per capire quali sono i tempi necessari per poter arrivare ad ottenere la zona franca integrale. Una delle richieste fatte riguarda la modifica dell’art. 12 che domani (24 ottobre) ritornerà in Prima Commissione, e poi settimana prossima arriverà in Consiglio Regionale per la votazione finale. I responsabili dei comitati hanno chiesto un impegno affinché Cappellacci prospetti  il voto unanime in modo che anche la modifica dell’art.12 possa essere inserita nella Legge di stabilità attualmente in discussione alla Camera. Ovviamente i comitati auspicano che tutte le componenti politiche del Consiglio, al momento del voto valutino che l’emendamento è stato redatto dai tecnici dei comitati, e quindi quell’emendamento rappresenta una volontà popolare che non devono  trascurare, accantonando per un attimo le diatribe tra schieramenti opposti.

Tra gli argomenti trattati si è discusso del fatto che gli attivisti del movimento stanno facendo molta pressione sui comuni per far deliberare anche la Zona Franca al Consumo, come la normativa vigente consente, e che molti comuni però non avendo nessuna indicazione dalla Regione mostrano perplessità, a tale proposito il Presidente si è impegnato a diffondere un comunicato invitando i Sindaci a deliberare anche la zona franca al consumo.

Una delle maggiori preoccupazioni dei comitati è la tempistica di attuazione della zona franca in tutta la Sardegna, per avere ciò bisogna che venga varato dallo Stato il DPCM per la zona franca del porto di Cagliari e che venga comunicato alla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea per la pubblicazione. Successivamente alla pubblicazione nella GUCE, in riferimento alla D.Lgs.n.75/98, la zona franca verrà estesa in tutta l’isola.

In ultimo è stato chiesto di abrogare la Legge n.20 del 03 agosto 2013, una legge che, oltre a danneggiare tutto il percorso fatto dai comitati e dai loro tecnici Scifo e Randaccio, indebolisce l’autonomia di cui beneficia la regione sarda, e restituisce parte del potere in materia a Roma.

Tutti gli interventi sono stati enunciati con toni corretti, pur mantenendo una certa contrarietà nel modo in cui la Legge n.20 è stata varata il 03 di agosto dal Consiglio (voto unanime senza alcun emendamento); manifestando disappunto sulla mancata attivazione della zona franca di Cagliari, che ha i requisiti da tempo e che avrebbe permesso di ottenere la zona franca in tutta l’isola.

Sia l’assessore Zedda che il Presidente Cappellacci hanno comunque manifestato la disponibilità ad impegnarsi ancora di più e perseguire gli obiettivi fissati dall’incontro, e nelle prossime settimane  poi riconvocare il Coordinamento per valutare gli atti eseguiti.

I comitati continueranno la loro attività di pressione e informazione nei confronti della politica e dell’opinione pubblica per impedire che nessuno abbassi la guardia sul tema, ormai caro a gran parte del popolo sardo, e che ogni giorno che passa diventa fondamentale per il rilancio dell’economia sarda agonizzante.

Mariano Lo Piccolo

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Zona franca al consumo, questo è il tema principale di cui si parlerà giovedì 24 alle ore 19.00 a Santu Lussurgiu.  Da qualche settimana infatti la giunta comunale ha deliberato per attivare in tutto il territorio comunale questa tipologia di zona franca. Si discuterà sui metodi di attuazione di questo strumento di fiscalità di vantaggio che mira a dare una scossa all'intero territorio, e che permetterà ai residenti o ai turisti di beneficiare di numerosi vantaggi, tra i tanti  ad esempio il costo della benzina che potrà essere commercializzata senza iva e accise.

Per spiegare bene tutte le procedure e le normative vigenti che permetteranno la messa in atto della delibera, parteciperanno Maria Rosaria Randaccio e Francesco Scifo, rappresentanti dei Comitati Cittadini pro Zona Franca di tutta la Sardegna.

Le delibere per la zona franca al consumo, seguono le delibere fatte mesi fa dai 350 comuni per richiedere l'attivazione della zona franca doganale in riferimento alla legge 75/98. Ad oggi sono già diversi i comuni che hanno già deliberato anche la zona franca al consumo, tra i quali ad esempio Olbia, Sennariolo, Nurachi, La  Maddalena, e moltissimi altri stanno procedendo in questi ultimi giorni, in attesa che venga definito l'iter per attivare la zona franca integrale in tutta la Sardegna.


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Il 9 ottobre u.s. l’Unione Europea ha varato il nuovo Codice Doganale Comunitario che nei fatti “assorbisce” il vecchio Codice Doganale Reg. U.E.  n° 450/2008 attraverso il succitato il Reg. U.E.  n° 952/2013 del 9.10.2013 pubblicato nella Gazzetta Europea  (GUCE)  del 10 ottobre 2013. A questo proposito ricordiamo che il Reg. 450 sarebbe dovuto entrare in vigore il 24 giugno 2013 ma la sua decorrenza venne spostata al  1° novembre 2013.

Queste scadenze hanno creato non poche preoccupazioni tra i sostenitori della Zona Franca in Sardegna poiché con il Nuovo Codice Doganale Comunitario, nei fatti, gli stati membri cedono alla UE la sovranità ed i poteri  circa l’istituzione delle zone franche, con il rischio di perdere o rendere molto più difficile e complicato il raggiungimento di tale obiettivo che invece a tutt’oggi è nelle mani di ogni singolo stato membro, o, come nel  “Caso Sardegna”, addirittura nelle nostre stesse mani visto che la legislazione nazionale e regionale di rango costituzionale (L.C. 3/1948, D.Lgv 75/1998, L.R. 10/2008 in primis), questo prevedono ma che politica ed istituzioni locali sembrano ancora non comprendere.

In un certo modo, tuttavia, viene in soccorso il legislatore europeo che con il nuovo Reg. n° 952/2013 conferma praticamente tutte le decorrenze del vecchio 450/2008 tranne proprio la parte che ci riguarda come zona franca, infatti, i vecchi artt. 155 e 156 rispettivamente per ”denominazione delle zone franche” e “costruzioni e attività nelle zone franche” di cui alla “Sezione 4”, sono sostituiti dagli artt. 243-244 della Sezione 3” la quale decorrenza viene spostata al 1° giugno 2016.

Un’ulteriore elemento di novità che valuteremo nei prossimi giorni per eventuali ulteriori effetti è rappresentato dal comma aggiuntivo dell’art 243 e che recita: “Gli stati membri comunicano alla Commissione informazioni sulle zone franche esistenti”; questa dicitura conferma la distinzione che nel linguaggio europeo ed internazionale si fa delle zone franche che sono classificate come “esistenti ed operanti”, oppure,  semplicemente “esistenti” come appunto quelle della Sardegna.

In buona sostanza, alle carenze ed alle trappole tese dalla politica regionale che sembra più impegnata ad ostacolare che a sostenere (la Legge Regionale 20 del 2 agosto 2013 e la proposta 22 del 4 settembre 2013 sono la prova del tentativo di narcotizzare la spinta per la zona franca e addirittura di una “antistorica ed autolesionista cessione di sovranità” allo stato centrale che viene richiamato in causa con il DPCM), sembra rispondere l’Unione Europea, un pò con la buona sorte ed un po’ grazie alle pressioni di parlamentari europei che forse hanno a cuore le sorti della Sardegna molto più di certa politichetta locale e dello  stesso Consiglio Regionale in carica.

 

 

                                                                           

 

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scifo2013Cagliari, 16 ottobre 2013 ore 18.00. "Come sapete il 3 ottobre ultimo scorso a Roma, insieme al Presidente Cappellacci, i suoi funzionari, la dott.ssa Randaccio, Andrea Impera ed io, abbiamo incontrato i vertici delle Dogane e abbiamo discusso dell'attuazione della zona franca in Sardegna e consegnato per conoscenza la delibera della Giunta del 26 settembre che potete vedere su questa pagina: si tratta della proposta di estensione a tutta l'isola del nuovo regime doganale e fiscale. Si tratta della proposta di D.P.C.M. prevista dalla legge regionale n.20 del 2013. Ma in quell'occasione abbiamo anche concordato con le dogane la partenza di Cagliari perchè è l'unica realtà dove il DPCM già esiste subito: mancava solo la consegna alle dogane del piano operativo. Oggi ho ricevuto dal Presidente la conferma che lui ha mantenuto la sua promessa ed il piano operativo di Cagliari è stato consegnato dalla Società zona franca di Cagliari alle dogane il 11 ottobre 2013 prot. 10463/RU. 
Ora, l'obiettivo dei movimenti deve essere subito la massima attenzione verso le dogane perchè rispettino gli accordi presi e comunichino subito alla UE la zona franca di Cagliari esistente. A Roma ci è stata promessa dalle dogane la massima celerità possibile con le precise parole del Direttore Generale dott. Peleggi.Per sicurezza ove ci fossero dei dubbi ricordiamo che il regolamento CE 2504/88 e i successivi testi unici attuativi reg. 2913/92 e 2454/93 lo prevedono come obbligo. E prevede la comunicazione delle zone esistenti anche il nuovo codice doganale approvato il 9 ottobre. Cari amici chiediamo subito il rispetto delle promesse e della legalità!"

Francesco Scifo

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Il Presidente del CAL, dott. Gianfranco Ganau, informa che il consiglio si riunirà il giorno venerdì 18 ottobre2013 ed avrà come ordine del giorno il parere sull'emendamento di modifica dell'art.12 dello Statuto Sardo approvato giovedì scorso dalla Prima Commissione Autonomie della Regione Sardegna. L'orario è ancora da definirsi.

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Domenica, 13 Ottobre 2013 11:34

Anche Santu Lussurgiu è free zone.

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Santu Lussurgiu 11 ottobre 2013. Il comune di Santu Lussurgiu fa parte della schiera, che sta diventando sempre più nutrita, dei comuni che hanno deliberato per usufruire nel proprio territorio anche del diritto alla Zona Franca al consumo come previsto dalla Legge n.762 del 1973. Un plauso a tutta l'Amministrazione che ha creduto sin dall'inizio in questa straordinaria opportunità di rilancio che tutti i Comitati e i Movimenti stanno manifestando in tutta la Sardegna, questo a dimostrazione che chi amministra, sia esso di destra o di sinistra, quando sa valutare un argomento favorevole al popolo non guarda la provenienza del suggerimento, ma ne guarda il valore e l'efficacia. Il Comitato promotore di Santu Lussurgiu soddisfatto per l'operato della propria  Amministrazione Comunale attende ora che anche gli altri comuni seguano l'esempio e che a stretto giro si possano festeggiare tutti i 377 comuni della Sardegna.

Dal prossimo lunedi 14 ottobre si potrà scaricare la delibera dal link del comune o dalla pagina facebook Comitato Promotore Zona Franca Santu Lussurgiu.

 

 

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Domenica, 13 Ottobre 2013 11:08

Olbia Free Zone: un esempio da seguire.

OLBIA-dutyfreeDomenica 13 ottobre 2013 ore 10.00. Dopo gli ultimi eventi, in particolare l'approvazione dell'emendamento sulla modifica dell'art.12 dello Statuto da parte della Prima Commissione Autonomie, che - come molti temono - avrà probabilmente un iter non facile in sede di approvazione delle Camere e firma del Premier Letta - molti di noi si chiedono quale sia la strada più breve per arrivare ad avere i benefici della zona franca. C'è molta stanchezza fra gli attivisti. La meta è ad un passo ma in un modo o nell'altro sembra che a momenti si allontani. Allora cosa fare? Ricordate le parole della dottoressa Randaccio sul principio di sussidiarietà? In base all'articolo 118 della Costituzione Italiana, infatti, la ripartizione gerarchica delle competenze viene spostata verso gli enti più vicini al cittadino e, quindi più vicini ai bisogni del territorio, cioé i Comuni. E' necessario pertanto che vengano utilizzate le nostre ultime ma infinite forze per cercare di far deliberare per la Zona Franca al Consumo (in base alla Legge n.762/1973 e il Dlgs n.75/1998) i Sindaci della Sardegna il più presto possibile nel modo in cui ha fatto il Comune di Olbia a fine settembre e da un paio di giorni il Comune di Santu Lussurgiu. Ad Olbia si è deliberato infatti affinché tutta la zona industriale venga considerata zona franca doganale per circa 850 ettari, in accordo con l’Autorità portuale, la Capitaneria di Porto e il Cipnes (Consorzio Industriale Provinciale Nord Est Sardegna). Ciò significa che non vi sarà la recinzione solo di una piccola area, in quanto così facendo le possibiltà di sviluppo per le imprese sarebbero risultate pochissime. Con la delibera votata all'unanimità dal Consiglio Comunale, invece, sarà possibile in tutta l’area industriale importare materie prime da paesi fuori dall’Unione Europea, trasformarli, e rivenderli all’estero. La gestione dell’area sarà nelle mani di Sardegna free zone. Per quanto riguarda i cosìddetti "diritti speciali" l'incameramento sarà effettuato secondo le modalità già previste per gli altri tributi e diritti comunali. Seguendo la scia di Olbia ora più che mai si deve spingere per accerchiare la Regione e far capire a tutti i politici, nessuno escluso, che il potere torna nelle mani del popolo. E che al popolo devono rendere conto, sempre.

Luciana Carta

 

 

 

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 DELIBERA ZFC DI OLBIA

 

 

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Questa mattina è stato votato all'unanimità (tranne che per il PD, astenuto) l'emendamento per la modifica dell'art. 12 redatto a quattro mani dall'Avv. Scifo e dalla Dott.ssa Randaccio che include questa dicitura:

"La Sardegna è territorio extradoganale perimetrato dalle acque territoriali circostanti"

Questa dicitura quindi sancisce ufficialmente l'idoneità per la Zona Franca in Sardegna.

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chiavisardegnaCosi come confermato nell'incontro con il Dirigente dott.Peleggi delle Dogane del 3 ottobre u.s., il diritto della Sardegna ad operare in regime di zona franca è totale, completo e assoluto, compreso il regime di zona franca al consumo con conseguente incameramento dei diritti speciali che andranno finalmente ad impinguare le oramai casse vuote dei Comuni Sardi.

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