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I vertici dimissionari del Movimento Sardegna Zona Franca, l’avv. Francesco Scifo, ex segretario, e l’avv. Paolo Aureli, ex vice presidente, hanno scelto di collaborare con la nuova squadra denominata “Sardi Liberi” formata da Unidos di Mauro Pili, da ProgrRes di Gianluca Collu, dagli ex Sardisti Giovanni Columbu e Angelo Carta - rispettivamente ex presidente ed ex capogruppo in Consiglio Regionale, che non si allineano con il Psd'Az di Solinas, e dagli esponenti del mondo agropastorale sardo.

Abbiamo rivolto alcune domande all'avvocato Scifo per capire meglio quali sono le intenzioni dei due ex dirigenti zonafranchisti.

Avv. Scifo come mai avete deciso di collaborare con altre forze?
"Insieme all'avvocato Paolo Aureli abbiamo maturato la consapevolezza che per quanto avessimo raggiunto molti traguardi col Movimento Zona Franca non si riusciva comunque ad andare “oltre lo steccato”. Non riuscivamo cioé a far partecipi e sensibilizzare un numero più ampio di persone e ciò soprattutto per tensioni che si sono avute nel Movimento zonafranchista dove sembra ci sia una costante lotta per improbabili leadership. Insomma in alcuni momenti sembrava si fosse smarrito l’obiettivo principale che dovrebbe invece essere la nostra stella polare, cioé la realizzazione delle zone franche ai sensi del D.lgs. n. 75 del 1998."

Non credete che il tema si possa un po’ annacquare se sparso su altre forze che magari non hanno come ragione statutaria la zona franca?
"No, al contrario. Il fatto che coloro con cui collaboreremo non hanno mai approfondito la tematica della zona franca e soprattutto non si sono mai ritenuti gli unici depositari renderà molto più facile costruire con loro un fronte di lavoro comune libero e scevro da presunzioni di imprimatur sul tema e, quindi, da pregiudizi.
Noi cercheremo di moltiplicare i consensi sulla zona franca in maniera tale che l’onda non potrà più essere fermata poiché sarà la nuova consapevolezza - più che la convinzione - a far breccia tra coloro che fino ad oggi hanno visto con curiosità ma anche con diffidenza la zona franca."

Beh dicono che le Zes già di per se sarebbero sufficienti a far decollare la Sardegna...
"No guardi le Zes rappresentano un obolo che lo Stato da previa autorizzazione della Unione Europea e rappresentano un aiuto di stato temporaneo; mentre le Zone Franche doganali sono illimitate nel tempo ed hanno il precipuo scopo di rinvigorire la Sardegna internazionalizzandone i mercati e rendendo florida l’economia interna in appoggio alla grande economia che si sviluppa con le esportazioni. Ha presente Tangermed, la zona franca del Marocco? Ecco quella è partita quando doveva partire la zona franca di Cagliari. Adesso loro sono ricchi e Cagliari è alla fame.
Naturalmente una lotta senza quartiere dovrà essere indirizzata per il riequilibrio insulare sul piano della continuità territoriale con la penisola e per stabilire una permanete riduzione dei costi che rendono non conveniente fare impresa nell’isola. Non è pensabile che la Sardegna abbia lo stesso trattamento fiscale e doganale delle altre regioni italiane. Noi siamo isolati e lontani dai mercati che contano ma possiamo trasformare l'insularità in un'opportunità solo con la zona franca."

Allora auguri per il vostro nuovo cammino.
Grazie e speriamo che sia il cammino inarrestabile di un popolo intero. Viva la Sardegna!

 

 

 

Pubblicato in News Sardegna

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