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SARDEGNA. Zona Franca al Consumo:  esenzione Iva e Accise

La zona franca al consumo compete alla Sardegna ed ai Sardi in base al D.lgs. n. 75/98 ed in base al principio di “Non Discrimine”, chiamato anche “ Principio di Uguaglianza”, in nome del quale situazioni simili devono essere trattate in modo uguale (si veda in tal senso art. 14 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo CEDU, l’art. 21 della Carta di Nizza, il  D.lgs. n.216/2003 con il quale è stata recepita in Italia la Direttiva Comunitaria n.2000/78/CE.

Le  Zone Franche extradoganali al Consumo sono disciplinate da:

  • Legge Doganale n.1424/40, dove l’art.1 precisa che i punti franchi e le zone franche sono territori extradoganali (legge in vigore quando fu emanato art. 12 dello Statuto Sardo);
  • T.U. Doganale, approvato con D.P.R. n.43/73 ancora in vigore (all’art.2 conferma l’extradoganalità dei punti franchi e delle zone franche);
  • D.lgs. n. 268/48;
  • Legge n.1438/48;
  • Legge n. 623/49;
  • Legge n. 384/54;
  • Legge n.1351/64 convertito in Legge n.28/65;
  • Legge n.762/73;
  • Decreto Legge n.746/83 convertito nella Legge n.17/1984;
  • Legge n.479/1992;
  • Legge n.28/97;
  • D.lgs. n.75/98.

                                        
ZONA FRANCA = NO IVA

1) Il D.L. n.1351/64, convertito nella Legge n.28/65, all’art. 20 bis “estende i benefici di cui all’art. 11 della Legge n.1438/48 (immissione in consumo di beni e merci senza il pagamento di dazi doganali e tributi fiscali di ogni genere) ai residenti in territori svantaggiati, il cui svantaggio è stato individuato dall’art.92 (attuale art.87) del Trattato di Roma, ossia “ove il tenore di vita sia anormalmente più basso oppure si abbia una grave forma di sotto occupazione.
2) L’art.1 della Legge n.479/1992, emanata in attuazione della Direttiva n.83/181/CEE del 28 marzo 1983, Direttive n.88/331/CEE del 13 giugno 1988 e n.89/604/CEE del 23 novembre 1989, nel riscrivere l’art. 12 del D.P.R. n.723/1965, al comma secondo precisa che non sono soggette all’imposta sul Valore Aggiunto (IVA) le merci per le quali l’esenzione dal predetto tributo è stata disposta, con carattere di obbligatorietà, dalle direttive del Consiglio delle Comunità Europee adottate in materia di armonizzazione delle disposizioni comunitarie tra gli Stati Membri nonché le direttive in materia di determinazione del campo di applicazione dell’art. 14, comma 1, lettera d) della Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio del 17 maggio 1977.
Il suddetto art.14, in combinato disposto con l’art.16 della stessa Direttiva n.77/388/CEE del Consiglio, prevede che non sono soggette all’IVA i beni destinati ad essere immessi in una Zona Franca o in un Deposito Franco.
La direttiva sulla Armonizzazione delle legislazioni comunitarie tra gli Stati Membri è stata prevista in tema di Zone Franche dalla Direttiva n.69/75/CEE del Consiglio del 04.03.1969 dove l’art.1 prevede che le merci che si trovano nei territori dichiarati zona franca sono considerate  fuori dalla linea doganale europea (extradoganalità) ai fini dell’applicazione dei dazi doganali e di qualsiasi altra tassa o misura di effetto equivalente.

                                        
ZONA FRANCA = NO ACCISE

Il D.lgs. n.504/95 emanato in attuazione Direttiva n.92/12/CEE del Consiglio del 25.02.92, Direttiva n.92/108/CEE del Consiglio del 14.12.1992, è stato riscritto dal D.lgs.n.48/2010 emanato in attuazione  della Direttiva n.2008/118/CEE, direttiva che all’art. 12, comma 1, lett. e),  prevede che sono esentati dal pagamento delle accise i prodotti destinati ad essere utilizzati per il consumo (dei residenti in zona franca) nel quadro di un accordo concluso con paesi terzi e autorizzato in relazione all’esenzione anche  dell’IVA.
L’art. 4 punto 2 della suddetta Direttiva n.2008/118/CEE precisa che per territorio dello stato membro si deve intendere il territorio della comunità a cui si applica il Trattato a norma dell’art. 299 dello stesso Trattato, ad eccezione dei territori terzi.
L’art. 4 punto 4 precisa che per territorio terzo si intendono i territori identificati all’art. 5 comma 2 e 3, ossia i territori extradoganali.

L’art. 2 della  Legge n.28/97, che ha recepito la Direttiva n.95/7/CE del 20.05.1997 del Parlamento  e del Consiglio, prevede che possano effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’IVA, i soggetti che  si trovano nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84, ossia i soggetti che risiedono in territori titolari del diritto alla  Zona Franca.
Il suddetto art. 1 del D.L. n.746/83 convertito nella Legge n.17/84 è stato integrato dall’art.1 comma 381 della Legge n.311/2004 che, oltre ad apportare modifiche all’art. 8 del D.P.R. n. 633/72, ha precisato che i soggetti residenti nelle zone franche, qualora intendano avvalersi dell’opportunità di effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento di dazi doganali, Iva ed Accise, devono presentare all’Agenzia delle Entrate, apposita Dichiarazione d’Intento redatta in conformità al modello approvato dal Ministero dell’Economia e Finanze, contenente l’indicazione della partita IVA del dichiarante, dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio, e che detta dichiarazione deve essere consegnata o spedita anche ai fornitori ovvero presentata in Dogana, prima della effettuazione di ogni singola operazione.
Modalità di compilazione della suddetta Dichiarazione d’Intento sono state individuate nella Risoluzione Ministeriale n.82/E del 1° Agosto 2012 (Agenzia delle Entrate Direzione Centrale servizi ai contribuenti) emanata a seguito delle modifiche normative introdotte dall’art. 2, comma 4 del D.L. n.16/2012 convertito nella Legge n.44/2012 (vedi anche Disegno di Legge n.958 del 2013) .
L’art. 132 comma 3 del D.P.R. n.917/86 prevede che i residenti nelle zone franche (Campione d’Italia) debbano chiedere l’iscrizione all’A.I.R.E., ossia l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, di cui all’art. 132 del D.P.R. 917/86, articolo n.132 attualmente confluito nell’aggiornamento dell’art. 18 del  D.L. n.216/78, convertito nella Legge n.388/78.

Il legislatore italiano ha disciplinato la Zona Franca al Consumo con apposito Regolamento emanato con  Decreto del Ministero delle Finanze n. 489 del 5/12/1997.


Maria Rosaria Randaccio

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Martedì, 24 Giugno 2014 12:22

Buon Compleanno avvocato Scifo!

Il Web Team, la dottoressa Randaccio e tutto il Movimento Sardegna Zona Franca augura al preziosissimo avvocato Francesco Scifo un compleanno ricco di divertimento e soddisfazioni.

L'avvocato Scifo, braccio destro della dottoressa Randaccio e vice presidente del MSZF, è in prima fila per la battaglia per la zona franca, avendo partecipato negli ultimi due anni alla redazione dei documenti più importanti che hanno fatto la storia del Movimento.

Vediamo chi è Francesco Scifo in questa scheda.

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L’art. 2 della Legge n.28/97 - che ha recepito la Direttiva n.95/7/CE del 20.05.97 del Parlamento e del Consiglio - prevede che possano effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento dell’IVA, i soggetti che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 1 del D.L. n.746/83, convertito nella Legge n.17/84, ossia i soggetti che risiedono in territori titolari del diritto alla Zona Franca.

Il suddetto art. 1 del D.L. n.746/83, convertito nella Legge n.17/84, è stato integrato dall’art.1 comma 381 della Legge n.311/2004 che, oltre ad apportare modifiche all’art.8 del D.P.R. n.633/72, ha precisato che:

I soggetti residenti nelle zone franche, qualora intendano avvalersi dell’opportunità di effettuare acquisti e importazioni senza il pagamento di dazi doganali, Iva ed Accise, devono presentare all’Agenzia delle Entrate, apposita Dichiarazione d’Intento redatta in conformità al modello approvato dal Ministero dell’Economia e Finanze, contenente l’indicazione della partita IVA del dichiarante, dell’Agenzia delle Entrate competente per territorio, e che detta dichiarazione debba essere consegnata o spedita anche ai fornitori, ovvero presentata in Dogana prima della effettuazione di ogni singola operazione.

Modalità di compilazione della suddetta Dichiarazione d’Intento sono state individuate nella Risoluzione Ministeriale n.82/E del 1° Agosto 2012 (Agenzia delle Entrate Direzione Centrale servizi ai contribuenti) emanata a seguito delle modifiche normative introdotte dall’art.2 comma 4 del D.L. n.16/2012 convertito nella Legge n.44/2012 (vedi anche Disegno di Legge n.958 del 2013).

Maria Rosaria Randaccio

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E' arrivata la prima risposta dall'Agenzia delle Entrate ad una delle numerose “azioni provocatorie” portate avanti dal Movimento Sardegna Zona Franca. Questo documento è la prova che il lavoro svolto fino ad ora dalla dottoressa Randaccio, coadiuvata dall'avvocato Scifo e da tutto il Movimento Sardegna Zona Franca, sta avendo i suoi risultati. Infatti, un coraggioso imprenditore di Uta, il signor Giulio Simbula, seguendo le istruzioni messe a disposizione su questo sito due settimane fa e relative all'invio della Dichiarazione d'intento all'Agenzia delle Entrate, ha ricevuto il giorno 30 maggio scorso una risposta con la quale gli veniva assegnato il numero di Dichiarazione d'Intento. Dalla lettura del documento si evince che si tratta della prima "Comunicazione d'intento" presentata all'Agenzia delle Entrate di Cagliari dal contribuente, infatti - come spiega la dottoressa Randaccio - dopo una sigla di 17 numeri segue un trattino, e dopo il trattino viene indicato il numero di protocollazione n.000001 del 16.05.2014 che deve essere comunicato ai fornitori abituali.

In poche parole, questo significa che:

L'Agenzia delle Entrate recepisce quanto fino ad ora sostenuto dal Movimento Sardegna Zona Franca e costituisce l'elemento dal quale è necessario partire per rendere realmente operativa la "zona franca integrale", che fino ad oggi la Sardegna ha avuto soltanto scritta all'interno delle leggi ma la cui applicazione è stata sempre disattesa.

In allegato riportiamo nuovamente il link da scaricare con il modello di Dichiarazione d’Intento affinché tutte le imprese possano consegnarlo all’AdE o farlo inviare al proprio consulente o commercialista. Preghiamo tutti coloro che riceveranno risposta dall’AdE di inviarcene copia a questo sito internet.

La battaglia continua.

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Prosegue senza riposo la lotta per la zona franca. Come promesso e ribadito dal Consigliere del Movimento nel suo discorso d'insediamento, abbiamo incontrato il Prefetto di Cagliari per evidenziare all'Autorità dello Stato l'esigenza di legalità che sale dal nostro movimento popolare e dalle nostra Regione.

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Si chiama Mara Mascia, avvocato trentaduenne, ex tirocinante dell'avv.Francesco Scifo, la candidata al ruolo di sindaco che coraggiosamente ha deciso di portare avanti il progetto di fare del popoloso comune ogliastrino la prima Tax Free Zone della Sardegna. Nel suo programma si denota la volontà di partire dall'applicazione del D.lgs. n. 75/98 per il porto di Arbatax, per il quale la precedente Giunta Comunale l'anno scorso aveva già deliberato ed individuato le aree industriali ad esso annesse. La giovane candidata ha formato un gruppo denominato Tortolì Arbatax Punto e a Capo, composto da candidati provenienti da vari settori, da quello giuridico a quello commerciale a quello medico e sportivo, e da ben 9 donne, vera novità del panorama elettorale tortoliese. Tutti alla prima esperienza. Il sostegno del folto gruppo ogliastrino di zonafranchisti era quindi d'obbligo, nonostante il Movimento Sardegna Zona Franca sottolinei la totale apertura nei confronti di tutti coloro che vogliono prendere parte alla battaglia per questa causa.

La sezione del programma elettorale del gruppo si intitola "TORTOLI' ARBATAX, CITTA' DELLA ZONA FRANCA", e sottolinea che: 

"Considerata la nostra posizione strategica nel Mediterraneo, non possiamo trascurare le grandi possibilità che si presenteranno nel prossimo futuro di essere protagonisti di una nuova realtà produttiva e commerciale internazionale. Pertanto, crediamo sia importante sostenere e "combattere" la causa in prima linea, in quanto porterebbe sicuramente ad uno sviluppo economico più veloce per tutto il territorio tortoliese e soprattutto nell'interesse di tutti i cittadini! Si immagini solo lo sviluppo occupazionale che si creerebbe generato dall'arrivo di nuovi investitori attratti dalla fiscalità di vantaggio. La Zona Franca è lo strumento giusto per il rilancio del territorio tortoliese e la rivalutazione del Porto di Arbatax."

Questa candidata ha grinta da vendere e le idee chiare, ma quando la si sente parlare si ha l'impressione di avere a che fare con la ragazza della porta accanto, che sa ascoltare tutti e prendersi carico delle necessità delle persone del suo paese guardando avanti con ambizione. L'ambizione di essere il comune pilota della zona franca integrale in Sardegna.

"Tante sono le cose da fare in questo comune. Forse troppe. Ma partiamo dal basso e percorriamo la strada insieme a piccoli passi", questo è ciò che ripete ad ogni comizio, simpaticamente svolto in modo itinerante fra i quartieri del capoluogo ogliastrino. 

Mara Mascia e il suo gruppo vogliono la zona franca. Vogliono far assaporare ai cittadini tortoliesi i benefici del diventare un comune come Livigno, il più ricco d'Italia, nel quale non ci siano più problemi di occupazione o di famiglie che bussano alla porta del Sindaco chiedendo un sostegno economico, ma dove - a pochi mesi dell'attuazione della zona franca al consumo nella cittadina - quelle richieste di aiuto potrebbero essere solo un brutto ricordo.

Mara Mascia Sindaco di Tortolì Arbatax. I tortoliesi e i zonafranchisti possono stare tranquilli. Se gli insegnamenti dell'avvocato Scifo e la guida della dottoressa Randaccio avranno il seguito nell'elezione di questa giovane candidata, la zona franca sarà al sicuro.

 

 

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Come già comunicato, la Sardegna a decorrere dal 1° gennaio 2014 risulta destinataria delle disposizioni di cui all’art.1 comma 324 della Legge n.228/2012,
nel quale è stata recepita la Direttiva Comunitaria n.2010/45/UE del Consiglio relativa al sistema comune d’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e dove vengono modificate “le norme in materia di fatturazione” previste dall’art.7 e 21 del DPR n.633/72 e riservate ai residenti nei territori dichiarati Zona Franca.

Infatti fintanto che non venga malauguratamente abrogato il D.lgs. n.75/1998, la popolazione residente nell’isola della Sardegna risulta destinataria delle disposizioni di cui al D.L. n.1351/1964 convertito nella Legge n.28/1965 dove si prevede l’estensione delle disposizioni di cui all’art. 11 della Legge 1438/1948 ai territori svantaggiati come individuati all’art. 92 del Trattato di Roma, territori i cui svantaggi naturali ed economici devono venire compensati con quella Fiscalità di Vantaggio prevista dal suddetto articolo 11 della Legge n.1438/1948, ossia la “Zona Franca al Consumo” fiscalità compensativa allo svantaggio prevista anche dalla seguente normativa comunitaria:

Direttiva n.2010/45/UE del 13 luglio 2010 che ha portato modifiche alla Direttiva n.2006/112/CE del 28.11.2006 che a sua volta aveva apportato modifiche alla Direttiva del Consiglio n.69/75/CEE del 4 marzo 1969.

In tutte le suddette direttive si precisa che le popolazioni residenti nei territori dichiarati Zona Franca non sono assoggettati al pagamento dell' IVA e delle Accise, e che nelle loro fatture deve essere apposta la dicitura “Iva non Imponibile ai sensi dell’art.1 comma 324 della legge 228/2012" in quanto le suddette direttive in tema di fatturazione sono state recepite dal Legislatore Italiano all’art.7 e 21 del DPR n.633/1972 come modificati dall’art.1 comma 324 della Legge n.228/2012.

 

Dopo la modifica all’art.10 dello Statuto Sardo, modifica apportata dall’art.1 comma 514 della Legge n.147/2013 (Legge di stabilità 2014) i Politici Sardi non hanno più scuse per impedire l’attivazione immediata della Zona Franca al Consumo estesa su tutta l’Isola, infatti nel nuovo art.10 dello Statuto si prevede che la Regione, al fine di favorire lo sviluppo economico dell’Isola e nel rispetto della normativa comunitaria, con riferimento ai tributi erariali per i quali lo Stato ne preveda la possibilità, possa prevedere esenzioni fiscali e detrazioni d’imposta, esenzioni e detrazioni previste dal DPR n.633/72 che all’art.7 dispone che i residenti nei territori dichiarati zona franca siano esclusi dal pagamento dell’Iva, e all’art.38 bis si dispone che gli stessi ne possano ottenere la restituzione tramite detrazioni o compensazioni di altri tributi, qualora nel frattempo l’abbiano pagata.

 

 

 

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Domenica, 06 Aprile 2014 00:07

I Coordinatori provinciali

 

I coordinatori provinciali hanno il compito di coordinare per ogni provincia o territorio i gruppi cittadini esistenti, gestendo ed aggiornando continuamente le informazioni da essi provenienti e provvedendo alla formazione di nuovi gruppi in tutto il territorio.

I coordinatori provinciali organizzano anche incontri per una presenza capillare nelle scuole ed istituti di formazione regionale/provinciale.

 

Provincia di Cagliari

Daniela Mallus cell. 339.1825063

Gianfranco Milia cell. 338.1064742 (con incarico per gli imprenditori)

Provincia di Sassari

Rita Cuccureddu cell. 328.2885557

Provincia del Medio Campidano

Giulio Simbula cell. 334.1015830

Provincia di Nuoro

Serafina Patteri cell. 320.7006716

Antonio Chessa   cell. 366.5256106 (coordinatore per la Barbagia)

Provincia del Sulcis Iglesiente

Claudia Mariani cell. 345.5891021

Angelo Borghero  cell. 348.3310887 (coordinatore Isola di San Pietro)

Provincia dell'Ogliastra

Luciana Carta cell. 3937498041

 

 

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Il breve articolo riportato sulla Nuova Sardegna del 26.03.2014 in tema di richiesta di attuazione dei punti franchi merita un puntuale commento.

Il Decreto Legislativo n.75 del 1998 è la legge dello Stato Italiano che ha istituito le zone franche in Sardegna. Si tratta però non semplicemente di punti franchi portuali ma della possibilità di avere un regime doganale e fiscale speciale in qualunque parte dell'Isola.

 


Infatti, chiunque (art.801 reg. 2454/93) intenda operare sui mercati extra Unione Europea, può chiedere, secondo le modalità previste dal D.p.c.m. 7 giugno 2001 e dall'art. 808 del Regolamento n.2454/93 di adottare tale regime per migliorare le sue possibilità economiche di competere sul mercato.

Il Movimento Sardegna Zona franca lista Maria Rosaria Randaccio sta concretamente lottando sul piano europeo, nazionale e regionale per attuare questo diritto, chiedendo l'applicazione, non solo del regime previsto dai regolamenti dell'UE n.2913/92 e n.2454/93, ma di quello propriamente extradoganale come sancito dalla Legge del 25 settembre 1940 n.1424 e dall'art. 12 dello Statuto Sardo che lo ha recepito nel corpo statutario sardo.

L'obiettivo comune è attuare la disciplina sull'extradoganalità prevista da quella legge.

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La Dottoressa Randaccio, leader del Movimento Sardegna Zona Franca, commenta con queste parole l'iniziativa intrapresa dal Comitato Olbia e Gallura nella persona del suo Presidente Andreas Coni: "Mi sembra che questa messa in mora dell'Amministrazione Comunale di Olbia, da parte del Comitato, possa essere un esempio valido e concreto per ottenere quantomeno delle risposte da parte dei Sindaci che hanno dichiarato il loro territorio Zona Franca.
L'unica precisazione da fare è che il regolamento attuativo richiesto, deve riguardare esclusivamente le modalità di riscossione dei "Diritti Speciali" che entreranno nelle casse comunali, ma i Comuni possono utilizzare a tal fine, lo stesso regolamento già in vigore nello stesso Comune, regolamento che viene utilizzato e che disciplina la riscossione degli altri tributi Comunali.
Una lodevole iniziativa del Comitato di Olbia Gallura, affinche sia presa come esempio da parte dei presidenti e dei responsabili dei Comitati che si battono per l'attivazione della Zona Franca Integrale al Consumo su tutto il territorio della Sardegna."

Lo stesso Andreas Coni spiega l'azione provocatoria del suo comitato: "Non siamo scomparsi, e l'entrata in politica non ci ha assolutamente danneggiato. La ZFI è politica e sono ottusi e ignoranti coloro che costituiscono ancora oggi comitati ZF mettendo nello statuto la clausola della "Apoliticità". PER VINCERE QUESTA BATTAGLIA BISOGNA STARE DENTRO IL PALAZZO E COORDINARE LE INIZIATIVE ESTERNE, cosa che non abbiamo potuto fare fino ad oggi, ma che adesso sarà possibile grazie al nostro rappresentante in Consiglio che, ci tengo a precisarlo, non è lì perché è stato nominato da DIO, ma grazie al lavoro di tutti i zonafranchisti che ci hanno creduto e a tutti i candidati della lista Zona Franca Randaccio che ci hanno messo l'anima e sono riusciti ad ottenere questo risultato."

Queste sono le prime iniziative dopo l'insediamento della nuova Giunta. Seguiranno nuove azioni che dovranno essere portate avanti dal nostro consigliere Modesto Fenu all'interno del neo Consiglio Regionale.

 

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